letteracdp

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    Be’, capirete che non posso astenermi 🙂 : un modo per scrivere una lettera che, secondo le convenzioni italiane, abbia il mittente a sinistra e il destinatario a destra (e non il contrario, come fa la classe letter standard, che è impostata per le convenzioni inglesi/americane) è quello di usare la classe letteracdp!

    In teoria, un file sorgente preparato per la classe letter dovrebbe essere sintatticamente compatibile con la classe letteracdp, quindi, sempre in teoria, dovrebbe essere sufficiente cambiare la sola linea iniziale`\documentclass{letter}`sostituendola con`\documentclass{letteracdp}`per ottenere il risultato voluto.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi #105430
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    zerop” post=105579Allora. Innanzitutto un supermega grazie a tutti. Davvero siete gentilissimi !!
    per Lorenzo: si, il relatore mi ha chiesto un meno caratteri. Ne avevo 76 e non gli andava bene.
    Ragazzi mi metto sotto e faccio tutto ciò che mi avete scritto !! promesso ! stasera (se riesco oggi) faccio tutte le prove.
    Davvero grazie mille.

    Ehm, non so bene come impostare il discorso, ma… Ecco, abbiamo le nostre usanze, in questo forum, i nostri costumi e le nostre “fisse”, e una di queste è che qui, generalmente parlando, ci si sforza di scrivere in italiano corretto. Siamo comprensivi con i (rari) frequentatori stranieri, anche se mi sembra che tu sia italiano madrelingua; accettiamo volentieri lo stile colloquiale; non badiamo affatto ai refusi e ai piccoli errori tipici della scrittura veloce, e anche non riletta; però «pò» al posto di «po’» non è mai passato, e mai passerà! 😉

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi #105429
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    OldClaudio” post=105590[…]
    Comunque non buttarti giù 😉 Quel trucco serve anche con un copro normale di 11 pt e di 10 pt […]

    Certo, il trucco di “misurare l’alfabeto” vale in generale; ciò che è specifico per la classe [tt]book[/tt] sono i conti per ricavare, una volta impostato [tt]\textwidth[/tt], il valore degli altri parametri “orizzontali” ([tt]\oddsidemargin[/tt], [tt]\evensidemargin[/tt], [tt]\marginparwidth[/tt]), cosa che fa il segmento di codice ricopiato da [tt]bk12.clo[/tt]. Vero è che, pensandoci meglio, quel segmento di codice è identico anche in [tt]bk11.clo[/tt] e in [tt]bk10.clo[/tt], quindi, in realtà, il «bieco trucco» rimane valido anche se si cambia l’opzione [tt]12pt[/tt] in [tt]11pt[/tt] o in [tt]10pt[/tt].

    Esso rimane comunque «fragile» nel senso che non è, in generale, applicabile ad altre classi di documento, e nemmeno a [tt]book[/tt] se si caricano pacchetti come [tt]geometry[/tt] o [tt]layaureo[/tt], che modificano il formato della pagina impostato dalla classe [tt]book[/tt] stessa.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi #105427
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    OldClaudio” post=105583Il trucco segretissimo che ti ha mostrato Gustavo è sostanzialmente quello che è descritto nella guida tematica Introduzione alla geometria della pagina […]

    Naturalmente non si tratta di un segreto. 🙂 I toni “da carbonaro” del mio precedente messaggio intendevano soltanto trasmettere l’idea di un contesto sottointeso: che non è buona prassi mettersi a “trafficare” in questo modo con il codice interno di una classe, e che quindi non bisognerebbe suggerire l’uso di tali pratiche in questo forum, meno che mai a un laureando che deve consegnare la tesi dopodomani! 🙄 Ma qualche volta tendo a essere «garibaldino»…

    Ribadisco che si tratta di un trucco fragile, che funziona solo con la classe [tt]book[/tt] e l’opzione [tt]12pt[/tt].

    Su un forum come questo, bisognerebbe raccomandare l’uso del pacchetto [tt]geometry[/tt], e basta.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi #105422
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    Psst! Vieni qui!

    Dimmi una cosa in silenzio, che non ci senta nessuno…

    Hai detto che usi la classe [tt]book[/tt] con l’opzione [tt]12pt[/tt], vero?

    Se mi prometti che non lo dici ad anima viva, ti posso suggerire un bieco trucco per rimodulare la lunghezza della riga a, per esempio, 66 caratteri nominali, lasciando invariato il resto. Prendi come esempio il codice seguente:
    `
    \documentclass[a4paper,twoside,12pt]{book}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    % \usepackage[pass,showframe]{geometry} % usato solo per scopi diagnostici
    \usepackage{layout} % come sopra
    \usepackage{mwe}

    \title{Dolor sit amet}
    \author{Cicero}

    %%%%————–>> INIZIO “INCANTESIMO” <<--------------%%%% \makeatletter \settowidth\textwidth{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz,;:.} \divide \textwidth by 30 % andrebbe aggiustato, perche' non tiene conto della % frequenza delle lettere \multiply \textwidth by 66 % <-- numero dei caratteri che vuoi per pagina \@settopoint\textwidth % Inizio estratto da `bk12.clo': \if@twoside \setlength\@tempdima {\paperwidth} \addtolength\@tempdima {-\textwidth} \setlength\oddsidemargin {.4\@tempdima} \addtolength\oddsidemargin {-1in} \setlength\marginparwidth {.6\@tempdima} \addtolength\marginparwidth {-\marginparsep} \addtolength\marginparwidth {-0.4in} \else \setlength\@tempdima {\paperwidth} \addtolength\@tempdima {-\textwidth} \setlength\oddsidemargin {.5\@tempdima} \addtolength\oddsidemargin {-1in} \setlength\marginparwidth {.5\@tempdima} \addtolength\marginparwidth {-\marginparsep} \addtolength\marginparwidth {-0.4in} \addtolength\marginparwidth {-.4in} \fi \ifdim \marginparwidth >2in
    \setlength\marginparwidth{2in}
    \fi
    \@settopoint\oddsidemargin
    \@settopoint\marginparwidth
    \setlength\evensidemargin {\paperwidth}
    \addtolength\evensidemargin{-2in}
    \addtolength\evensidemargin{-\textwidth}
    \addtolength\evensidemargin{-\oddsidemargin}
    \@settopoint\evensidemargin
    % Fine estratto.

    \makeatother

    %%%%————–>> FINE “INCANTESIMO” <<--------------%%%% \begin{document} \maketitle \tableofcontents \listoffigures \chapter{Consectetur} \lipsum[1-8] \clearpage \layout \chapter{Curabitur} \lipsum[9-16] \begin{figure}[tbp] \centering \includegraphics{image} \caption{Lorem ipsum} \label{fig:image} \end{figure} \end{document} ` e copia nel tuo preambolo la parte compresa fra `%%%%-------------->> INIZIO “INCANTESIMO” <<--------------%%%%`e`%%%%-------------->> FINE “INCANTESIMO” <<--------------%%%%`Tieni presente che l’algoritmo non è perfetto, perché tende a generare linee con circa 70 caratteri. Ciò è dovuto al fatto che i caratteri presenti nella riga campione`\settowidth\textwidth{abcdefghijklmnopqrstuvwxyz,;:.}`non vengono pesati in base alla loro frequenza tipica. Ripeto che il trucco è confezionato a mano solo e unicamente per la classe [tt]book[/tt] con l’opzione [tt]12pt[/tt].

    Ma mi raccomando: acqua in bocca, sennò qui mi linciano…

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Simbolo tipo \ceil #105491
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    `$\ulcorner\phi\urcorner$`

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi #105413
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    zerop” post=105548[…] prima che margini avevo? dato che non li specificavo. Io ho usato geometry solo ed esclusivamente per ridurre il numero dei caratteri di ogni riga (ora ne ho 70), ma volevo lasciare invariati i margini verticali. Ma non sapendo com’erano prima…..
    Mi aiutate?
    […]

    Carica il pacchetto layout, dicendo semplcemente`\usepackage{layout}`o, se preferisci,`\usepackage[italian]{layout}`Questo rende disponibile il comando`\layout`che produce un’immagine la quale ti mostra tutti i valori dei parametri che governano la forma della pagina. Puoi dare tale comando, per esempio, all’inizio del file sorgente, dopo [tt]\begin{document}[/tt] ma prima di tutto il resto, oppure alla fine, subito prima di [tt]\end{document}[/tt]: dove lo impartisci, li apparira la figura. Puoi poi commentare e decommentare le istruzioni che caricano e configurano il pacchetto geometry per vedere come cambiano i parametri.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Restringere parte del testo in una pagina #105469
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    golden_boy” post=105524@ letteracdp: non ho capito cosa vuoi dire, o meglio, la soluzione trovata va bene, ma non approvi il corsivo?

    […]

    Intendo dire che non mi sembra abbia molto senso far ricorso al pacchetto csquotes e poi sovraimporre alla formattazione automatica che esso fornisce una formattazione manuale, tanto più se questa formattazione manuale è contraria alle convenzioni tipografiche.

    Mi spiego meglio: il LaTeX, fin dalle sue origini, mette a disposizione due ambienti per le citazioni fuori testo, e cioè [tt]quote[/tt] e [tt]quotation[/tt]. Questi ambienti sono pensati per le convenzioni tipografiche americane: precisamente, il primo realizza la formattazione che tali convenzioni prevedono per citazioni “brevi”, cioè di non più di un capoverso (ma non “brevissime”, cioè non limitate a un paio di righe, perché altrimenti quelle stesse convenzioni prevedono che la citazione debba essere in testo e virgolettata), mentre il secondo è inteso per citazioni “lunghe”, cioè di più di un capoverso. Nessuno di questi due ambienti fornisce direttamente strumenti per indicare la fonte della citazione.

    Le convenzioni tipografiche, però, variano da un Paese all’altro (e talvolta anche, all’interno dello stesso Paese, da una casa editrice all’altra!). Come ben si sa, sin dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso (La)TeX è stato sviluppato per renderlo sempre più internazionale e consentirne l’utilizzo con lingue e convenzioni tipografiche diverse da quelle in uso nel Nordamerica; si pensi, tanto per citare il componente più noto di questo vasto progetto, al pacchetto babel. Il pacchetto csquotes si inserisce in questa linea progettuale: consente di indicare le citazioni, nel fle sorgente, tramite comandi di alto livello che ne definiscono il ruolo logico, piuttosto che specificarne direttamente l’aspetto tipografico; sarà poi compito del pacchetto (o meglio, di un file di definizione dello stile appropriatamente selezionato) comporre tipograficamente la citazione rispettando le convenzioni della lingua nel quale il documento è scritto, curando anche dettagli come l’indicazione della fonte e la gestione della punteggiatura finale. Il pacchetto è anche in grado di decidere automaticamente, in base a certi criteri configurabili, ma fondamentalmente basati sulla lunghezza della citazione, se la citazione stessa debba essere messa fuori testo oppure in testo; però, un utente può anche decidere di forzare la presentazione fuori testo, e questo è precisamente ciò che fa l’ambiente [tt]displayquote[/tt].

    L’ambiente [tt]displayquote[/tt], però, differisce da un semplice [tt]quote[/tt] per il fatto di assicurare che la formattazione della citazione fuori testo sia conforme alle convenzioni tipografiche selezionate per la lingua in uso (oltre che per il fatto di prevedere un argomento opzionale nel quale si può indicare la fonte della citazione), inclusa la gestione della punteggiatura finale. Chi ha scritto i file di definizione dello stile sapeva quel che faceva, per cui è senz’altro assai poco raccomandabile alterare la formattazione inserendo a mano virgolette e corsivi. Di solito, dei tre mezzi che si hanno a disposizione per evidenziare una citazione, e cioè (i) porla fuori testo, (ii) virgolettarla e (iii) scriverla in corsivo, se ne usa uno e uno soltanto; ma ripeto, si lasci fare al pacchetto csquotes, che “sa il fatto suo”.

    (Tra l’altro, perché usare le virgolette alte, pure pomposamente indicate come [tt]\textquotedblleft[/tt] e [tt]\textquotedbright[/tt], e non i «caporali», allora?)

    In conclusione:

    1. per poter usare appieno le funzionalità di csquotes è necessario caricare anche il pacchetto babel (o polyglossia), in modo che csquotes stesso sappia qual è la lingua nella quale il documento è scritto;
    2. non ha senso usare csquotes se non ci si “fida” della formattazione che esso fornisce;
    3. se, al contrario, quel che si vuol fare è semplicemente comporre un brano di testo con giustezza ridotta e rientrato ad ambo i margini, e per il resto formattato a mano, si lasci perdere qualunque pacchetto e si usi un semplice ambiente [tt]quote[/tt], o [tt]quotation[/tt] se il brano in questione contiene più di un capoverso

    Nell’ultimo caso, ci si accerti che il proprio editore/relatore/… sia ben d’accordo! 😉

    Un’ultima cosa: l’idea di usare, per riportare la citazione, un ambiente [tt]verbatim[/tt] (@golden_boy dice anche questo!) è al di là di ogni possibilità di commento… 😥

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Restringere parte del testo in una pagina #105466
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    Dunque, in sostanza, dici tre volte che si tratta di una citazione:

    1. perché la metti fuori testo;
    2. perché la racchiudi tra virgolette;
    3. perché la scrivi in corsivo.

    Io almeno rinuncerei al corsivo…

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Nota in \caption #105447
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    golden_boy” post=105511[…]
    Tra l’altro ho notato che nella pagine \listoffigures non compare la didascalia di tale immagine, ma solo tanti puntini.
    Qualcuno sa dirmi perché? O meglio, come risolvere?

    Succede perché lo richiedi tu espressamente:
    `
    \caption[]{Origini del diritto d'autore\footnotemark{}}
    % ^^
    `
    Metti qualcosa dentro le parentesi quadre, no?

    La tua soluzione può andar bene come rimedio di emergenza (quel che Enrico chiamava TeXnicamente — si fa per dire! — tacón 😉 ), ma tieni presente che non c’è alcuna garanzia circa il fatto che la figura non vada a finire su una pagina diversa dalla nota, a meno di non usare lo specificatore [tt]H[/tt].

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi #105405
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    Attento a non scrivere “un pò” nella tesi… 😉

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Aiuto su richiesta particolare del relatore tesi #105401
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    Rispondo di fretta, quindi scusa se non mi dilungo. Eccoti una soluzione quick-n-dirty per l’asterismo:
    `
    \begin{center}
    \setlength{\tabcolsep}{1mm} % regola lo spazio orizzontale tra gli *
    \begin{tabular}{ccc}
    & \textasteriskcentered \\
    [1mm] % regola lo spazio verticale tra gli *
    \textasteriskcentered && \textasteriskcentered
    \end{tabular}
    \end{center}
    `
    Per quanto riguarda geometry, è esattamente il pacchetto giusto da usare.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Revisione finale della tesi: 3 aggiustamenti necessari #105369
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    Ecco un EMC che dà suggerimenti per i punti 1 e 2:

    `
    \documentclass[a4paper]{scrbook}
    \usepackage[T1]{fontenc} % Figuraccia: non mi ricord se con ClassicThesis e`
    % necessario oppure no; in ogni caso, male non fa.
    \usepackage{classicthesis}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{mathtools}
    \usepackage{siunitx}

    \DeclarePairedDelimiter\abs{\lvert}{\rvert}

    \hfuzz = 0pt % avverti anche in caso di debordamenti infinitesimi
    \vfuzz = 0pt % (anche in verticale, benche' non serva)
    \lastlinefit = 750 % a me piace cosi`

    \begin{document}

    \chapter{Alcuni suggerimenti}

    Alcuni suggerimenti per la revisione finale.

    \section{Le grandi equazioni}

    Ecco come si possono “restringere'' le equazioni:

    \emph{FMCC1}
    %\text{FMCC1 : }
    \begin{multline}
    \max_{(x,w)} \biggl\{\sum_{i \in V} \abs*{E'(i)}x_{i} \\
    – \sum_{q \in Q} q\,(q-1)\,w^{q} \mid
    \eqref{eq:3},\eqref{eq:8},\eqref{eq:7bis},(x,w) \in \{0,1\}^{n+\abs{Q}} \biggr\},
    \end{multline}

    \emph{FMCC2}
    \begin{multline}
    \max_{(x,w)} \biggl\{\sum_{i \in V} \abs*{E'(i)}x_{i} \\
    – \sum_{q \in Q} q\,(q-1)\,w^{q} \mid
    \eqref{eq:5},\eqref{eq:8},\eqref{eq:7bis},(x,w) \in \{0,1\}^{n+\abs{Q}} \biggr\},
    \end{multline}

    \emph{FMCC3}
    \begin{multline}
    \max_{(v,w)} \biggl\{\sum_{i \in V}\sum_{q \in Q} \abs*{E(i)}v_{i}^{q} \\
    – \sum_{q \in Q} q\,(q-1)\,w^{q} \mid
    \eqref{eq:6},\eqref{eq:7},\eqref{eq:8},(v,w) \in \{0,1\}^{(n+1)\abs{Q}} \biggr\},
    \end{multline}

    Si noti che specificare \verb|\limits| con \verb|\max| in style “display''
    \`{e} superfluo; inoltre, ho optato per parentesi graffe di dimensione
    \verb|\bigg|, invece che \verb|\Bigg|, ma \`{e} questione di gusti.

    \section{La tabella}

    Si pu\`{o} far debordare la tabella da ambo i margini con il trucco seguente:

    \begingroup
    \captionof{table}{Istanze DIMACS considerate e relativo MCC target} \label{tab:target}
    \centering
    \sisetup{detect-weight=true,detect-inline-weight=math,group-minimum-digits=2}
    \makebox[\linewidth][c]{%
    \small % qui equivalente a \relsize{-1}, ma risparmio un pacchetto…
    \begin{tabular}{lcccc@{\hspace{4em}}lcccc} % nota @{\hspace{…}}
    \toprule
    Istanza & n & Densit\`{a} & MCC & $\abs{C}$ & Istanza & n & Densit\`{a} & MCC & $\abs{C}$ \\
    \toprule
    c-fat200-1 & 200 & 0.077 & \textbf{81} & 9 &
    p\_hat100-2 & 1000 & 0.490 & \textbf{31174} & 46 \\
    \bottomrule
    \end{tabular}% <-- Nota bene! } \endgroup \end{document} ` Il numero 3 è il più rognoso: non è possibile riformulare il testo, immagino (sarà prodotto da Biber, o BibTeX). Si può provare a comporre la bibliografia con [tt]\tolerance = 9000[/tt], ad esempio, e vedere che succede… Ciao. -- Gustavo

    in risposta a: Verso suftesi 3.0 #105348
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    La mia attenzione non si era mai fermata sul carattere Cochineal, ma l’ho appena visionato su The LaTeX Font Catalogue ed è davvero bello! Volevo chiedere: i caratteri senza grazie e quelli a spaziatura fissa rimanono invariati, o sono aggiornati di conseguenza?

    E arsclassica, di Lorenzo, che fa? 😉

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Indice generale con package hyperref #105312
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    «Io dico, seguitando,» che l’essere [tt]\hypersetup[/tt] un canale gestito direttamente da hyperref e indipendente da quello usato per il passaggio delle opzioni ha anche un altro vantaggio (e siamo qui alla terza approssimazione): che esso può essere usato anche fuori del preambolo, a documento già iniziato, per cambiare alcune delle impostazioni solo da un certo punto in poi. Però questo, ribadisco, vale solo per alcune impostazioni: il manuale di hyperref precisa, per ciascuna opzione, se essa possa essere impostata solo nel preambolo, solo prima del primo utilizzo, ecc.

    Vi sono però (quarta approssimazione) anche impostazioni che devono obbligatoriamente essere effettuate con [tt]\hypersetup[/tt], e non possono essere passate nell’argomento opzionale di [tt]\usepackage[/tt]: sono tutte quelle che impostano i cosiddetti «metadati» di un file PDF, e cioè [tt]pdftitle[/tt], [tt]pdfauthor[/tt], [tt]pdfsubject[/tt], [tt]pdfkeywords[/tt], [tt]pdfcreationdate[/tt], [tt]pdfmoddate[/tt]… basta, mi sembra di averle dette tutte.

    Per ulteriori informazioni, consulta il manuale di hyperref.

    Ciao.


    Gustavo

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