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  • in risposta a: PDF con scadenza password #105788
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    matteo.l” post=105880Non bisogna dimenticarsi che è facilissimo togliere ogni restrizione a un pdf di cui si ha la password di lettura […]

    Ah, be’, se è per questo credo che la maggior parte dei programmi per la visualizzazione di documenti in PDF ignori bellamente qualunque restrizione; per esempio, se non ricordo male, sia Skim che Preview di Mac OS X si comportano così. Anzi, forse solo i programmi della Adobe (a cominciare da Reader) le rispettano…

    L’unica protezione sicura è la cifratura, che impedisce anche solo di visualizzare il documento senza l’apposita password; ma credo fosse appunto questo l’oggetto della domanda.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: tabella con 5 colonne e overfull hbox #105812
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    Periodo di grandi tabelle, questo, sul forum! 😀

    Dunque, tanto per cominciare il codice così com’è non può essere compilato; inoltre contiene errori di organizzazione. Una prima ripulitura potrebbe essere la seguente:
    `
    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    \documentclass[a4paper]{article}

    % Rimossi quasi tutti i pacchetti non rilevanti per l'esempio:
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage{times}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[top=1.5cm,bottom=1.5cm,left=1cm,right=1cm]{geometry}

    % Aggiunti invece i seguenti:
    \usepackage{array}
    \usepackage{ragged2e}

    \newcolumntype{P}[1]{>{\RaggedRight\arraybackslash}p{#1}}

    \begin{document}

    \section{Classe Prima}
    \label{S:C1}

    Testo che precede.

    \begin{center}
    \begin{tabular}{|l|P{2.5cm}|P{4cm}|P{4cm}|P{3cm}|}
    \hline
    \centering TRAGUARDI & \centering AMBITO & \centering O.A & \centering OBBIETTIVI FORMATIVI & UNIT\`{A} DI APPRENDIMENTO \\
    \hline
    TSC1 & Dio e l'uomo & Scoprire che Dio è creatore & L'amicizia & U.A.1\\
    & & & & \\
    TSC3 & & & L’alunno riconosce intorno a sé l’opera di Dio & \\
    & & & & \\
    & & Conoscere Gesù di Nazareth & L’alunno conosce il paese di Gesù e le analogie con la propria vita quotidiana. & U.A.3\\
    & & & & \\
    & & Individuare i tratti essenziali della Chiesa. & L’alunno comprende che la Chiesa è la famiglia dei cristiani. & U.A.5\\
    & & & & \\
    \hline
    TSC1 & La Bibbia e le altre fonti & Ascoltare i racconti della Creazione. & L’alunno impara a conoscere alcune pagine bibliche. & U.A.1 \newline U.A.2 \newline U.A.3\\
    &&Ascoltare gli episodi chiave dei racconti evangelici.&&U.A.4\\
    \hline
    TSC1 & Linguaggio religioso & Riconoscere i segni cristiani in particolare del Natale e della Pasqua, nell’ambiente e nella tradizione popolare. & L’alunno comprende le nozioni dell’evento del Natale e della Pasqua. & U.A.2 \newline U.A.4\\
    \hline
    TSC1 \newline TSC3 & I valori etici e religiosi & Riconoscere che la morale cristiana si fonda sul comandamento dell’amore di Dio e del prossimo come insegnato da Gesù. & & U.A.3\\
    \hline
    \end{tabular}
    \end{center}

    Testo che segue.

    \end{document}
    `
    Nota che non sono intervenuto sul corpo della tabella, sulla quale pure ci sarebbe qualche cosa da dire; ma trattandosi, evidentemente, non di un libro ma di un documento burocratico, la tabella potrebbe anche essere lasciata così. 😉

    Per sopprimere gli avvertimenti (che non sono di [tt]Overfull \hbox[/tt] bensì di [tt]Underfull \hbox[/tt]), si può usare il pacchetto [tt]array[/tt] e definire un nuovo specificatore di colonna [tt]P[/tt] che è come [tt]p[/tt], ma compone il testo “a bandiera”. Nota che, per ottenere un migliore risultato, ho caricato anche il pacchetto [tt]ragged2e[/tt] e ho usato il suo comando [tt]\RaggedRight[/tt] al posto di [tt]\ragedright[/tt]. Ma forse, per un piano didattico che vuole sembrare composto in Word, sarebbe meglio tenere [tt]\raggedright[/tt]… 🙂

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: PDF con scadenza password #105786
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    La prima osservazione che mi viene da fare è che non so nemmeno se lo standard PDF preveda la possibilità di porre vincoli temporali per l’accesso a un documento; del resto, sarebbe molto facile eludere tali vincoli spostando l’orologio di sistema del calcolatore ospite sul quale il documento viene letto.

    La seconda osservazione è che no, il compilatore pdfTeX non prevede primitive per impostare la produzione di un PDF criptato o protetto da password (a meno che ciò non sia successo nelle ultimissime versioni, sulle quali, ahimè, non sono aggiornato). Poiché credo che, dal punto di vista tecnico, queste primitive potrebbero essere aggiunte, cosi come sono già presenti primitive per impostare il livello di compressione, questa potrebbe essere, come dice @OldClaudio, una precisa scelta dettata da ragioni di “filosofia”; potrebbe però dipendere anche dal fatto che sono disponibili programmi gratuiti che possono comprimere, decomprimere, criptare e decriptare un file PDF, nonché aggiungere o rimuovere a o da esso protezioni e password (rimuovere una protezione o una password è possibile solo se il file PDF di partenza non è criptato).

    Uno di tali programmi è PDFtk — The PDF Toolkit, che, su sistemi Windows, viene fornito sia come programma da linea di comando, sia come applicazione dotata di interfaccia grafica, mentre per Mac OS X e Linux è disponibile solo il programma da linea di comando. Io lo uso da anni per produrre PDF criptati e/o con vincoli di utilizzo.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema tabella: troppo lunga in orizzontale #105778
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    Il succo del mio suggerimento era di definire un`\newcolumntype{Y}{>{\raggedright\arraybackslash}X}`e poi di usare tale nuovo specificatore di colonna [tt]Y[/tt] per evitare i messaggi di [tt]Underfull \hbox[/tt]. Se non si vuole assolutamente comporre la tabella in verticale, si può anche lasciare che essa invada parte dei margini, oltre a usare un carattere più piccolo:
    `
    \documentclass[a4paper]{article}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    % \usepackage[italian]{babel} % it looks like you are writing in English!

    \usepackage{caption}
    \usepackage{tabularx}
    \usepackage{rotating}

    \captionsetup{
    tableposition = top,
    figureposition = bottom
    }
    \newcolumntype{Y}{>{\raggedright\arraybackslash}X}

    \begin{document}

    \section{First version: sideways table}

    It’s better to use a sideways table, obviously floating:
    see Table~\ref{tab:drones-sw}.
    Using a smaller font (say, \verb”\small”) might also help.

    \begin{sidewaystable}
    \caption{Drones}
    \label{tab:drones-sw}
    \begin{tabularx}{\textwidth}{|l|Y|Y|Y|Y|}
    \hline
    Date & Interceptor Type/Weapon Type & Interceptor Unit & Drone Type & USAF Unit/Remarks
    \\
    \hline
    3/04/1966 & MiG-21/AA-2 Atoll (K-13) Air to Air Missile & 921st Fighter Regiment (FR) & Ryan Firebee AQM-34 series & 350th Strategic Reconnaissance Squadron (SRS), 100th Strategic Reconnaissance Wing (SRW)/This was the first U.S. drone downed by the NVAF.
    \\
    \hline
    3/05/1966 & MiG-21/AA-2 Atoll & 921st FR & AQM-34 & 350th SRS, 100th SRW
    \\
    \hline
    \end{tabularx}
    \end{sidewaystable}

    In your sample code, you didn’t make use of the \textsf{booktabs} package.
    I heartily disagree, but, as you can see, I~respected your choice.

    \section{Second version: upright table}

    If you insist on having the table set in its ordinary, upright orientation,
    look, instead, at Table~\ref{tab:drones-ur}. At least, we are not getting
    any \verb”Underfull \hbox” warning!

    \begin{table}[htp]
    \caption{Drones}
    \label{tab:drones-ur}
    \footnotesize % reduce font size
    \centerline{% let the table protrude into the margins
    \begin{tabularx}{.8\paperwidth}{|l|Y|Y|Y|Y|}
    \hline
    Date & Interceptor Type/Weapon Type & Interceptor Unit & Drone Type & USAF Unit/Remarks
    \\
    \hline
    3/04/1966 & MiG-21/AA-2 Atoll (K-13) Air to Air Missile & 921st Fighter Regiment (FR) & Ryan Firebee AQM-34 series & 350th Strategic Reconnaissance Squadron (SRS), 100th Strategic Reconnaissance Wing (SRW)/This was the first U.S. drone downed by the NVAF.
    \\
    \hline
    3/05/1966 & MiG-21/AA-2 Atoll & 921st FR & AQM-34 & 350th SRS, 100th SRW
    \\
    \hline
    \end{tabularx}%
    } % end of \centerline
    \end{table}

    \end{document}
    `
    È chiaro che, alla fin delle fini, qualche compromesso bisogna accettarlo: un autobus parcheggiato nello spazio di un’autovettura normale semplicemente non ci sta.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema tabella: troppo lunga in orizzontale #105776
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    `
    \documentclass[a4paper]{article}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    % \usepackage[italian]{babel} % it looks like you are writing in English!

    \usepackage{caption}
    \usepackage{tabularx}
    \usepackage{rotating}

    \captionsetup{
    tableposition = top,
    figureposition = bottom
    }
    \newcolumntype{Y}{>{\raggedright\arraybackslash}X}

    \begin{document}

    It’s better to use a sideways table, obviously floating:
    see Table~\ref{tab:drones}. Using a smaller font (say, \verb”\small”)
    might also help.

    \begin{sidewaystable}
    \caption{Drones}
    \label{tab:drones}
    \begin{tabularx}{\textwidth}{|l|Y|Y|Y|Y|}
    \hline
    Date & Interceptor Type/Weapon Type & Interceptor Unit & Drone Type & USAF Unit/Remarks
    \\
    \hline
    3/04/1966 & MiG-21/AA-2 Atoll (K-13) Air to Air Missile & 921st Fighter Regiment (FR) & Ryan Firebee AQM-34 series & 350th Strategic Reconnaissance Squadron (SRS), 100th Strategic Reconnaissance Wing (SRW)/This was the first U.S. drone downed by the NVAF.
    \\
    \hline
    3/05/1966 & MiG-21/AA-2 Atoll & 921st FR & AQM-34 & 350th SRS, 100th SRW
    \\
    \hline
    \end{tabularx}
    \end{sidewaystable}

    In your sample code, you didn’t make use of the \textsf{booktabs} package.
    I heartily disagree, but, as you can see, I~respected your choice.

    \end{document}
    `

    Modifica: Volevo poi aggiungere questo commento (chiedo scusa, ma ci ho messo più di mezz’ora per ritrovarlo).

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Buona la prima ? #105750
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    [tt]$\newline$[/tt]??

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: numerazione delle etichette #105711
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    Si veda anche Why does an environment’s label have to appear after the caption?, su TeX.SX.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: numerazione delle etichette #105708
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    cindy91″ post=105784era una rdomanda diretta a L. Pantieri che ha detto che, oltre non definire multiplamente lo stesso label, occorre mettere il label dopo la caption […]

    Ma certo, che sciocco, avrei dovuto capirlo: gli chiedevi anche se era proprio lui quello dell’Arte di scrivere con LaTeX! Ebbene sì, è proprio lui in persona. 🙂

    In quel senso, sì, il comando [tt]\label[/tt] è dipendente dalla didascalia, perché ha bisogno di sapere che valore associare all’etichetta che viene definita. Provo a dare un’idea di come funziona il meccanismo.

    Immagina una piccola lavagnetta, o una qualsiasi altra cosa che ti dia l’idea di una piccola memoria temporanea; su questa lavagnetta (o in questa memoria) si può scrivere una sola cosa per volta, che rimane scritta lì finché non ci si scrive qualcos’altro di nuovo. (Questa «lavagnetta» è la macro interna del nucleo del LaTeX2e chiamata [tt]\@currentlabel[/tt].) Esiste un comando, che si chiama [tt]\refstepcounter[/tt], il quale prende come argomento il nome di un contatore LaTeX, e il cui effetto consiste nell’incrementare di uno («step») quel contatore e di scrivere la rappresentazione testuale di quel contatore sulla nostra lavagnetta ideale (sto semplificando, omettendo un paio di dettagli importanti dei quali, però, è meglio parlare solo in un secondo momento). Per esempio, se definisci un contatore di nome [tt]pippo[/tt] dando, di solito nel preambolo, il comando`\newcounter{pippo}`puoi poi, in qualunque punto del documento, impartire il comando`\refstepcounter{pippo}`il quale avrà l’effetto seguente:

    1. per prima cosa, incrementerà di uno il valore corrente del contatore [tt]pippo[/tt];
    2. dopo di ciò, scriverà sulla «lavagnetta» (fuor di metafora, nella macro [tt]\@currentlabel[/tt]) la rappresentazione testuale del (nuovo) valore del contatore [tt]pippo[/tt], cioè quella prodotta dal comando [tt]\thepippo[/tt].

    Questa scritta rimarrà sulla lavagnetta finché il comando [tt]\refstepcounter[/tt] non verrà usato di nuovo; quando ciò avverrà, la scritta verrà cancellata e sostituita da una nuova.

    Ebbene, il comando [tt]\label[/tt] non fa altro che “scattare una foto”, per così dire, alla lavagnetta, e associare tale foto all’etichetta che esso riceve come argomento. Quando incontra un [tt]\ref[/tt] che si riferisce alla medesima etichetta, il LaTeX ricupera la foto corrispondente e inserisce, al posto di [tt]\ref{…}[/tt], la scritta che la lavagnetta mostra in tale foto.

    Ora, il LaTeX ha tutta una serie di contatori predefiniti: ci sono i contatori [tt]part[/tt], [tt]chapter[/tt], [tt]section[/tt], [tt]subsection[/tt], ecc., i quali tengono conto di quale sia la parte, il capitolo, la sezione e così via corrente; ci sono i contatori [tt]figure[/tt] e [tt]table[/tt] per il corrente numero di figura e di tabella; c’è [tt]equation[/tt] per il numero di equazione, e parecchi altri. Prendiamo, per esempio, le sezioni: una delle cose che il comando [tt]\section[/tt] fa è proprio quella di eseguire un`\refstepcounter{section}`così da incrementare il numero corrente della sezione e scriverlo sulla lavagnetta; se subito dopo si esegue`\label{piripiri}`si otterrà per l’appunto una foto, collegata all’etichetta [tt]piripiri[/tt], del numero di sezione appena incrementato. Similmente, un comando [tt]\caption[/tt] eseguirà`\refstepcounter{figure}`se usato dentro un ambiente [tt]figure[/tt], e`\refstepcounter{table}`se usato dentro un ambiente [tt]table[/tt], e un [tt]\label[/tt] che segua immediatamente fotograferà il giusto numero della figura o della tabella. Capisci bene, ora, che se usi [tt]\label[/tt] prima di usare [tt]\refstepcounter[/tt] (o un comando come [tt]\section[/tt] o [tt]\caption[/tt] che indirettamente usa [tt]\refstepcounter[/tt]), fotografi la lavagnetta con scritto su un numero sbagliato; più precisamente, poiché [tt]\refstepcounter[/tt] usa un’unica lavagnetta, quale che sia il contatore incrementato, fotografi il valore che è rimasto scritto dal suo precedente utilizzo, quale che esso sia stato; e può benissimo trattarsi di un valore che si riferisce a un contatore completamente diverso. Facciamo un esempio: supponiamo di scrivere
    `
    \section{Gli gnu in Siberia}
    \label{S:Gnu-Siberia}

    Parlo qui degli gnu in Siberia.

    \begin{figure}[tp]
    \centering
    \includegraphics[scale=.2]{FotoDiGnuSiberiano}
    \label{fig:foto-gnu-siberiano} % sbagliato: andrebbe messo dopo!
    \caption{Uno gnu siberiano}
    \end{figure}

    La figura~\ref{fig:foto-gnu-siberiano} ne mostra uno.
    `
    Ebbene, i due comandi [tt]\label[/tt] fotograferanno la stessa scritta: quella relativa al numero di sezione! Infatti, il comando [tt]\section[/tt] esegue [tt]\refstepcounter{section}[/tt], che scrive sulla lavagna appunto il numero della sezione, e quando si incontra il secondo [tt]\label[/tt] (ripeto: anche il secondo), il [tt]\refstepcounter{figure}[/tt] implicito nel comando [tt]\caption[/tt] non è ancora stato eseguito, e quindi la scritta sulla lavagnetta non è ancora stata aggiornata. Ecco perché il successivo [tt]\ref{fig:foto-gnu-siberiano}[/tt] genera un riferimento completamente sbagliato (al numero di sezione, anziché di figura).

    Perdona la lunghezza della spiegazione, ma ho cercato di essere il più chiaro possibile.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: numerazione delle etichette #105706
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    Per essere precisi, l’avvertimento (non l’errore) che compare alla fine della compilazione (tranne la prima, ovviamente, quando le etichette non sono ancora definite) è
    `LaTeX Warning: There were multiply-defined labels.`
    In corrispondenza del punto/dei punti in cui compare l’etichetta definite/le etichette definite due volte, viene anche dato un avvertmento del tipo
    `LaTeX Warning: Label `…' multiply defined.`
    Non capisco cosa intendi dicendo che «l’etichetta non dipende dalla didascalia»; se intendi che l’etichetta può essere una stringa (quasi) arbitraria di caratteri, certo che è così. Ma, ovviamente, ciascuna etichetta deve essere unica all’intenro di uno stesso file sorgente: come potrebbe essere diversamente?

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: numerazione delle etichette #105702
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    Naturalmente, sai già benissimo che, per avere i riferimenti incrociati corretti, bisogna ricompilare (almeno) una seconda volta, dico bene? 🙂

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: sistema con grande graffa #105690
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    Io userei il pacchetto [tt]mathtools[/tt] e il suo ambiente [tt]dcases*[/tt], che automaticamente compone la colonna di sinistra in modo matematico «in display» e la colonna di destra in modo testo ordinario:
    `
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc} % irrelevant, but I load it “by default”
    \usepackage{mathtools} % also loads amsmath
    \usepackage{amssymb}

    \begin{document}
    Text text text before:
    \[
    \boldsymbol{\gamma_{j}} =
    \begin{dcases*}
    \frac{f(\alpha_{j})} {f(\beta)}
    & se \(j \in I\) e \(f(\alpha_{j}) > f(\beta)\) \\[\medskipamount]
    \frac{1-f(\alpha_{j})} {1-f(\beta)}
    & se \(j \in I\) e \(f(\alpha_{j}) > f(\beta)\) \\[\medskipamount]
    \frac{\alpha_{j}} {f(\beta)}
    & se \(j \notin I\) e \(\alpha_{j} \geqslant 0\) \\[\medskipamount]
    \frac{-\alpha_{j}} {1-f(\beta)}
    & se \(j \notin I\) e \(\alpha_{j} < 0\) \end{dcases*} \] Text text text after. \end{document} ` Assolutamente non bisogna usare [tt]$$[/tt] in un documento LaTeX! Tra l’altro, vorrei chiedere una cosa: mi par di capire che @white_hat (non se ne abbia a male!) sia ancora principiante nell’uso di LaTeX. Ebbene, sarei proprio curioso di sapere com’è possibile, nel 2016, che a un principiante venga in mente di usare [tt]$$[/tt], nel senso, proprio, di dove ha reperito l’informazione; come fa a sapere che [tt]$$…$$[/tt] produce (qualcosa che alla fin fine sembra avere tutto l’aspetto di) una formula fuori testo; chi diavol gliel’ha detto? Sarei davvero grato a @white_hat se volesse rispondermi.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: note a fondo pagina [risolto] #105619
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    OldClaudio” post=105719Ragazzi, non avete letto bene quello che ho scritto; in ogni caso per citare una nota che non compare nella stessa pagina, con numerazione assoluta o con numerazione per capitoli ho indicato di usare \pagerf oppure il pacchetto varioref, in modo che il discorso appaia poi del tipo, “… vedi la nota 12 nella pagina 35, la nota 3 nella pagina 54 e la nota 27 nella pagina 127…” capitoli o non capitoli l’indicazione della pagina è quella che serve.

    OK, ora ho capito: mi sono reso conto di aver detto una corbelleria, ti prego di scusarmi e di dimenticarla. 🙂 Grazie per il chiarimento.

    Ciao.

    Gustavo

    in risposta a: note a fondo pagina [risolto] #105615
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    @OldClaudio
    e @Ivan, faccio fatica a seguirvi: non state discutendo, per così dire, “al contrario”? La classe [tt]book[/tt], di suo, numera appunto le note capitolo per capitolo (vedi [tt]classes.pdf[/tt], linea di codice 1306), in modo tale da escludere che, se ci sono mille note equamente distribuite lungo un testo con venti capitoli, esse siano numerate da 1 a 1000. D’altra parte, è anche vero che la classe, di per sé, omette di ridefinire [tt]\p@footnote[/tt], facendolo espandere, per esempio, ad [tt]\arabic{chapter}[/tt], quindi è impossibile che (a meno di non fornire una tale correzione) i riferimenti incrociati alle note funzionino correttamente.

    Ciao.


    Gustavo

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    ::

    hellotex” post=105681Grazie per le risposte.

    egreg9 dice : Per fortuna! Gli stili di capitolo forniti dal pacchetto sono fra i più brutti che abbia mai visto.Ciao. Enrico
    OldClaudio dice: ma quando l’hai caricato sapevi che cosa faceva?
    OldClaudio dice: ma il disegno della pagina non è per niente bello,ma proprio per niente; dire che è orrendo è poco. Ma forse hai copiato impostazioni di pagina di altri e non è opera tua.
    egreg9 dice: Se vuoi avere un documento brutto, fa’ pure … Aggiungendo una semplice x dopo ciascun titolo di sezione ottengo il risultato atteso, cioè pagine brutte, ma almeno impaginate correttamente…

    Oltre ad essere un principiante come status di questo forum, lo sono anche nell’utilizzo di LaTeX. Sto imparando; imparare richiede anche umiltà, ma non prestarsi a linguaggi caratterizzati da sarcasmo e saccenteria o a giudizi estetici non spiegati (al di là della soggettività del gusto- persone che hanno visto il documento apprezzano quello stile e guardando in rete mi pare che venga utilizzato-é brutto perché?) e di cui in tutta franchezza non me ne frega niente.
    L’utilizzo di questo linguaggio non aiuta a capire, serve solo a dare libero sfogo alla noia e/o alla frustrazione di trovarsi a rispondere a qualcuno che non è al vostro stesso livello e, a mio parere, in ultima analisi, non fa buon servizio allo scopo di forum come questo, che è anche quello di diffondere l’utilizzo di TEX.
    [… e via continuando, compreso un affliggente «shout»:]

    ALLORA PROVOCHI!
    […]

    Leggere questi stentorei proclami mi getta sempre addosso un gran malumore, e mi fa sentire in obbligo di contrastarli, nell’adempimento di un vero e proprio dovere civico. Per giustificare questa affermazione, sono costretto a una digressione che davvero non ha più nulla a che vedere con TeX e LaTeX, ed è dunque completamente off-topic, ma spero che vorrete comprenderne le ragioni ed essere disposti a perdonarla. Del resto, questa discussione ha già vistosamente virato verso lo stato di “metadiscussone”.

    È un fenomeno che chiunque intrattenga rapposti con il mondo dell’educazione (soprattutto scolastica, ma ora il problema sta percolando anche nel mondo universitario) conosce bene già da alcuni lustri: una volta era ben saldo il principio che è chi non sa che deve correre dietro a chi sa affinché gli insegni, oggi si sostiene che è chi sa che dovrebbe correre dietro a chi non sa affinché impari (quasi: si degni di imparare).

    So che state pensando che esagero, ma lasciatemi continuare un altro po’, e giudicate alla fine. In linea generale, è giusta, buona e da preservare la regola che chi non sa deve andare dietro a chi sa ponendosi come il minore nei confronti del maggiore, perché è giusto e buono che la conoscenza, e il possesso della stessa, si ponga come principio regolatore delle gerarchie sociali. È da considerarsi normale che il maestro, l’esperto, il capomastro tratti di quando in quando il discepolo, il non esperto, l’apprendista con una certa dose di sufficienza, talvolta perfino schernendolo (modifica: beninteso, bonariamente!), perché questo atteggiamento ha una valenza didattica, che consiste sia nel dare coloritura emotiva agli errori che il discepolo compie, cosa che lo aiuta a distinguere, come è indispensabile fare, gli errori gravi da quelli banali, sia nel contribuire a creare quella tensione, pure emotiva, verso il miglioramento, che lo aiuta a trovare motivazioni per perseverare nello studio, nell’acquisire esperienza, nel perfezionare l’arte.

    Nel caso specifico, poi, è già stato ricordato che la risposta «quello che vuoi fare è brutto e non deve essere fatto» è sempre e comunque ammessa in questo forum, per convenzione sottointesa e senza bisogno di essere espressamente sollecitata, men che mai autorizzata, perché questo è un forum che si concentra sulla miglior pratica tipografica, e non solo sui consigli TeXnici su come si scrive il codice; anzi, è del tutto normale che un utente ponga una domanda su un certo argomento, allegando il codice che utilizza, e venga sommerso di correzioni che nulla hanno a che vedere con la domanda che ha posto, ma riguardano una pletora di altri errori, o soluzioni inopportune, che il suo codice rivela. Se non si è capito questo, non si è capito nulla di questo forum, ed è, di conseguenza, quanto mai fuori luogo mettersi a pontificare su supposte «interpretazioni autentiche» della sua netiquette.

    Ancora, è decisamente da riprendere chi non sa capire chi sono coloro che si ritrova davanti: questo forum (e anche questo è già stato ricordato) ha l’onore di fregiarsi della collaborazione di alcuni fra i massimi esperti mondiali di TeX e LaTeX, dove «massimi» significa ricompresi nella cerchia dei primi venti o trenta. Dover leggere un principiante (per sua stessa ammissione) che scrive «allora provochi!», tutto in maiuscolo, a uno di loro, semplicemente perché gli è stato elargito un consiglio in un tono che lui non gradisce (ma che non è altro che il normale tono che l’interlocutore, visto l’incommensurabile sbilancio di competenza, ha tutto il diritto di permettersi), è veramente più di quanto io sia disposto a sopportare in silenzio.

    Spero che capirete, a questo punto, perché mi vengano in mente certi pistolotti sulle «giovani generazioni», formate da milioni di puntini, ciascuno dei quali è convinto che il mondo abbia il preciso dovere di girare attorno a lui. Pensate di nuovo che esageri? Ma, scusate, non abbiamo forse davanti il caso di un tale il quale ritiene che (a) questo forum abbia il preciso dovere di esistere per aiutare lui e quelli come lui a risolvere gratuitamente i loro problemi col LaTeX, e che (b) gli esperti che lo frequentano abbiano il preciso dovere di attenersi alle domande che sono state loro poste, senza fare commenti non richiesti, ché il signor @hellotex non ha tempo da perdere; e stiano attenti anche a come parlano, ché egli non è nemmeno uomo da farsi mettere i piedi in testa (meno che mai dai camerieri, verrebbe da aggiungere…!)

    Ma mi devo fermare, perché mi accorgo che sto abbandonando il discorso generale per discutere personalmente con @hellotex, cosa che a me non interessa affatto: a lui posso solo consigliare, visto che non si ritrova bene in questo forum, di lasciarlo perdere del tutto e di rivolgersi a consulenti a pagamento di TeX e LaTeX. Su Internet se ne trovano di ottimi, anche con un livello di competenza paragonabile a quello degli esperti contro i quali ha qui protestato; pagando, potrà permettersi — ma, si badi bene, solo entro certi limiti! — di chiudere loro il becco se danno consigli non richiesti.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Impaginazione particolare #105601
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    Off topic, naturalmente, però non è vero, in generale, che una funzione indefinitamente derivabile, anche su tutta la retta reale, sia anche sviluppabile in serie di potenze… 😉

    Ciao.


    Gustavo

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