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franen” post=77164
Ti riferisci a questo?
http://tex.stackexchange.com/questions/37345/set-music-in-latex-with-abc-or-lilypondEsattamente a questo!
Fran
Trovo questa questione veramente molto interessante. Anche io ho avuto dei problemi per alcune lezioni su matematica e musica che ho fatto e mi è toccato ripiegare sullo scrivere tutto quanto con carta e penna (stilografica) perché il sistema con cui, attualmente, LilyPond e LaTeX si collegano è troppo complicato. Anche abc mi sembra carino, seppure il carattere sia molto brutto. Sarebbe bello che qualcuno riuscisse finalmente a costruire un pacchetto come quello che descrive Tommaso. Spero che, se vi saranno novità a questo riguardo, saranno pubblicate sul forum 🙂
Ciao,
Andrea
::OldClaudio” post=77102Fai girare questo semplice file .tex:`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath,amssymb}\begin{document}
\begin{center}
L'algoritmo di Euclide con la disposizione delle divisioni successive di Claudio
\end{center}L'algoritmo di Euclide serve per trovare il MCD di due numeri interi $N_0$ e $N_1$ e, senza perdita di generalità, assumiamo $N_0 >N_1$. L'algoritmo si svolge come segue:
\begin{equation}
\begin{aligned}
N_0 &= q_1 N_1 + N_2\\
N_1 &= q_2 N_2 + N_3\\
\dots&=\dots \\
N_{n-1}&= q_n N_n +0
\end{aligned}
\end{equation}
dove $q_1, q_2, \dots, q_n$ sono i successivi quozienti interi delle divisioni $N_{i-1}/N_i$ per $i-1, 2,\dots, n$. Risulta che $N_n$ è il MCD dei due primi numeri interi $N_0$ e $N_1$.Per organizzare le divisioni successive riscrivendo il minimo delle informazioni necessarie si può procedere in verticale eseguendo le divisioni ora da sinistra a destra ora da destra a sinistra, alternativamente. Per lasciare libero il posto in verticale per le sottrazioni necessarie per calcolare i successivi resti, i quozienti vanno messi accanto al divisore.
\begin{equation}\renewcommand\arraystretch{1.5}
\begin{array}{r|r|r|l}
& N_0 & & \\\cline{3-4}
& q_1N_1 & N_1 & q_1 \\\cline{1-2}
q_2 & N_2 &q_2N_2 & \\\cline{3-4}
& q_3N_3 & N_3 & q_3 \\\cline{1-2}
\hdotsfor{4} \\\cline{3-4}
& \dots & N_n & q_n \\\cline{1-2}
& 0
\end{array}
\end{equation}Esempio: determiniamo il MCD fra 2993 e 1095:
\begin{equation}\renewcommand\arraystretch{1.5}
\begin{array}{r|r|r|l}
& 2993 & & \\\cline{3-4}
& 2190 &1095 & 2 \\\cline{1-2}
1 & 803 &803 & \\\cline{3-4}
& 584 & 292 & 2 \\\cline{1-2}
1 & 219 & 219 & \\\cline{3-4}
& 219 & 73 & 3 \\\cline{1-2}
& 0 & &
\end{array}
\end{equation}
e il MCD è 73.Come si vede, con questa disposizione dei calcoli non bisogna ricopiare niente e non sono necessarie frecce per indicare dove riutilizzare i resti come divisori. L'unica cosa a cui bisogna fare l'abitudine è scambiare alternativamente il verso della divisione da sinistra a destra e poi da destra a sinistra, fino a quando si raggiunge il resto nullo.
\end{document}`
e vedi come è semplice descrivere anche graficamente l’algoritmo di Euclide con la mia disposizione dei calcoli.
Caro Claudio,
innanzitutto mi scuso per il ritardo con il quale rispondo: ho avuto due giornate piene e non sono stato in grado di mettere piede sul forum. Il codice che mi hai mandato è veramente molto interessante ed interessante è la soluzione per descrivere l’algoritmo di Euclide. Tra l’altro, leggere il tuo codice insegna pure molto su come si possono comporre le tabelle, sicché ne terrò di conto pure per successive applicazioni.
Grazie davvero di cuore,
Andrea
::claudio” post=77090forse ho capito male ma se vuoi commentare dei passaggi di calcoli
magari con qualche freccetta che non guasta
guarda qui
tkz-linknodes
ciao
claudioottimo anche con beamer
edit
una guardata la darei anche qui
xlop(ci sono rriuscito alla fine)
Ti ringrazio del suggerimento: mi pare molto interessante (non solo per l’algoritmo di Euclide), ma mi sembra anche un po’ difficile 😛 proverò a fare qualche prova!
Ciao,
Andrea
::OldClaudio” post=77081Andrea, la lettura delel guide non è il tuo forete, a quanto pare; il comando per tirare una riga orizzontale che passi sotto alle colonne da n a m è [tt]\cline{m-n}[/tt]
Certo che le spaziature non sono quelle matematiche ma \arraycolsep serve appunto per regolare la semi distanza di due colonne adiacenti in una matrice.
Siccome non esiste un ambiente già fatto per “disegnare” l’algoritmo di Euclide (ma lo si descrive molto meglio con un successione di espressioni, solo gli esempi numerici richiedono di trafficare con gli array), purtroppo bisogna arrangiarsi in modo creativo; fare provare, controllare, correre e ripetere finao a quando si è soddisfatti.
Tieni presente che \arraycolsep di default dovrebbe essere 6pt, quindi lo spazio globale fra due formule contenute in celle adiacenti dovrebbe essere di 12pt cioè di circa 4mm; è ovvio che quel valore di 6 pt può essere ridotto a meno della metà.
Sia \cline sia \arraycolsep si trovano certamente nella GuidaGuIT; cercali con l’indice analitico.
Faccio mea culpa: ho controllato molto rapidamente le guide che tengo sulla scrivania del mio MAC per comodità. Il fatto è che non avevo collegato il fare queste due cose con gli array e, per l’algoritmo di Euclide, volevo fare una cosina un po’ colorata perché con i numeri “piccoli” mi sembra che per capire bene l’algoritmo bisognerebbe fare cinque o sei esempi e non ho molta voglia di inventarmeli. Invece pensavo che con l’uso dei colori e delle frecce si sarebbe capito da un solo esempio come fare a ricavare il massimo comun divisore.
Farò qualche prova sperando di fare qualcosa di decente.
Ciao e grazie,
Andrea
::OldClaudio” post=77076Risolvi entrambi i problemi usando l’ambiente array in modo “creativo”
In che senso “creativo”? Per il secondo problema, credo che sia sufficiente mettere le righe nei punti giusti, ma non conosco il comando per fare una riga orizzontale soltanto che prenda solamente alcune celle della tabella “array”. Per il primo problema, invece, non so come comportarmi. Avevo provato a mettere una formula della forma a = qb + r dentro una tabella, in cui ogni singolo simbolo fosse in una cella differente, ma le spaziature fanno quantomeno schifo. Certo, facendo in quel modo ed utilizzando le matrici di TikZ, posso metterci frecce, colori e quant’altro, ma lo spazio continua a fare pietà. Mi domandavo se vi fosse un modo semplice di fare la cosa.
Ciao,
Andrea
2 Settembre 2012 alle 15:07 in risposta a: Parentesi quadrate “differenti” nell’ambiente matematico #779362 Settembre 2012 alle 13:49 in risposta a: Parentesi quadrate “differenti” nell’ambiente matematico #77934::
Avevo pensato anche io a mettere la relazione a pedice dopo le parentesi quadre, ma ho una certa idiosincrasia verso i pedici, tanto che evito di utilizzarli come la peste nelle formule matematiche, a meno che non sia strettamente necessario. Purtroppo, però, nelle note che sto scrivendo le parentesi quadre ricorrono piuttosto spesso: ad esempio il minimo comune multiplo lo indico con [a,b] così come utilizzo l’infelice notazione (a,b) per il massimo comun divisore. Comunque sia, riflettendoci bene, penso che ripristinerò le originali parentesi quadrate dell’ambiente matematico, anche se io quelle del carattere a spaziatura fissa non le trovo così brutte ed antiestetiche. Dopo tutto, è la fortuna di creare le macro personalizzate: basta commentare un comando e sostituirlo con un altro, et voila!Grazie,
Andrea
1 Settembre 2012 alle 19:34 in risposta a: Parentesi quadrate “differenti” nell’ambiente matematico #77932::
Sì, dovevo abbassare le parentesi, il mio è stato un refuso. Capisco che sia una brutta notazione, anche perché difficilmente riproducibile alla lavagna. Tuttavia, mi sono venute in mente soltanto due scelte: le parentesi quadrate e la riga sopra la lettera. Ma con formule complicate, come le coppie ordinate, la riga sopra mi sembrava anche più orrenda.Altri suggerimento sarebbero ben accetti.
Grazie,
Andrea
::nhcvi2″ post=76554Per tutti gli appassionati di calligrafia musicale, vorrei annunciare la recente uscita dell’ultima versione del programma.
Queste sono le novità:
Claudio
Informazione molto utile, grazie 😛
Andrea
::
Io, invece, la penso in maniera completamente opposta a Dr Spencer Reid. Innanzitutto trovo che l’utenza di LaTeX non abbia età, perché a me è stato suggerito per la prima volta e successivamente insegnato da un docente che all’epoca aveva più di settant’anni, inoltre ritengo che LaTeX sia molto più semplice da utilizzare di Word. È vero che, in principio, LaTeX non è immediato, nel senso che, a differenza di Word, non si può aprire una pagina e principiare a scrivere. Tuttavia,se dovessi scrivere anche soltanto una lettera in Word, diventerei pazzo per capire come si possa mettere il mittente nel posto giusto, il destinatario nel posto giusto e via dicendo. Figuriamoci se dovessi scrivere un documento pieno di formule e richiamarle con la numerazione. Perderei il capo e la voglia di scrivere con quell’arnese.Ripeto che è vero che inizialmente LaTeX può sembrare complicato, ma secondo me bisogna distinguere due fasi dell’apprendimento di LaTeX. Innanzitutto s’impara a fare le cose di base e per questo basta una qualsiasi guida (L’Arte di Scrivere con LaTeX è eccellente 😉 ). Il carattere sobrio che utilizza LaTeX come standard è più che sufficiente per i primi documenti. Successivamente, i piccoli problemi che si pongono davanti sono piccoli rompicapo divertenti da risolvere, come potrebbe essere il sudoku o la settimana enigmistica. È pure una soddisfazione riuscire a risolvere un piccolo problema di LaTeX.
Non sapendo utilizzare per niente né Word né i suoi simili gratuiti, non so dire se sia più facile risolvere i rompicapo che si creano con LaTeX, ma so che i rompicapo di LaTeX non sono mai difficili da risolvere e spesso (mi sono accorto negli anni) basta razionalizzare un po’ il problema e la soluzione viene fuori con due righe di programma.
Ciao,
Andrea
10 Agosto 2012 alle 12:38 in risposta a: Come definire correttamente un simbolo di relazione? #76833::ori” post=76011Salve a tutti,
avrei bisogno di definire un simbolo di relazione composto da un carattere maiuscolo calligrafico.
Per fare cio`, ho definito il comando `\newcommand{\rel}[1][R]{\mathrel{\mathcal{#1}}}`Quando uso \rel in formule come $s \rel t$, la spaziatura mi sembra corretta; il problema e` quando uso \rel in formule come $\rel \subseteq S \times T$: in quest’ultimo caso \rel viene reso attaccato al simbolo di sottoinsieme, con una spaziatura diversa rispetto a $R \subseteq S \times T$. Se uso ${\rel} \subseteq S \times T$ al posto di $\rel \subseteq S \times T$, la spaziatura risultante e` analoga a quella di $R \subseteq S \times T$.
La domanda e`: sto usando il metodo giusto per definire il simbolo di relazione?
Se si`, come posso risolvere il problema della spaziatura in modo automatico?
Se no, qual e` il comando corretto da usare per ottenere il simbolo e la spaziatura corretti?Grazie in anticipo a chi mi rispondera`.
Il comando che hai costruito funziona per costruire un simbolo di relazione binaria. Quando, tuttavia, utilizzi la relazione come variabile (cioè in formule com \rel \subset A \times A) allora questo comando non funziona. Io, personalmente, avrei scritto un comando che cambia il carattere alle relazioni e uno che lo sfrutta per scriverle tra due variabili. Per esempio, potresti fare
`
\newcommand{\rvar}[#1][R]{\mathcal{#1}}
\newcommand{\rel}[#1][R]{\rvar{#1}}
`e quindi utilizzare \rvar quando scrivi una formula come $\rvar \subset A\times A$ ed invece \rel quando scrivi $x \rel y$.
Mi spiace che sia una soluzione elementare, ma i nostri guru ti sapranno sicuramente aiutare meglio.
Andrea
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