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10 Agosto 2012 alle 9:52 in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76814::
lorenzo.pantieri” post=76004
se si tratta di un articolo da spedire ad una rivista, certamente sarà meglio far scegliere tutto alla classe, ma quando l’utilizzatore finale è uno scolaro, i colori possono diventare molto utili.
Vero, in un libro per studenti i colori possono essere utili. Ecco perché sarebbe opportuno usare (o scrivere, se sei un programmatore) una classe ah hoc. Il nostro lettore ideale non scrive le classi, le usa.
Credo che tutto dipenda dalla filosofia che si vuole (o si vuol far) seguire. Io non sono uno spasimante delle classi che fanno tutto al posto dell’utilizzatore. Francamente, se esistesse una classe che ad hoc io non la utilizzerei mai perché preferisco utilizzare la classe book (o article) e personalizzarla come pare a me, non secondo il gusto di questo o quel programmatore. È proprio questa scelta di voler forzare l’utente di LaTeX a seguire determinate classi il punto debole che io riscontro nell’Arte. In questo senso, probabilmente, io sono tutt’altro che il lettore ideale dell’Arte, pur trovandola una guida fondamentale che ho letto integralmente nelle sue ultime tre versioni e che suggerisco continuamente (seppur con le dovute cautele).
Per non divagare troppo, comunque, capisco la riluttanza nel voler insegnare ad usare il pacchetto xcolor e sicuramente la scelta di non farlo non sarà certo un grosso problema, visto che la guida di Enrico Gregorio tampona la falla con una spiegazione molto chiara. Ma ritengo comunque che sarebbe comodo avere una guida che parta da zero come l’Arte ma che arrivi a insegnare anche questioni più raffinate. Come ho detto, però, dipende dalla filosofia con la quale si prepara.
Ciao,
Andrea
10 Agosto 2012 alle 9:03 in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76812::lorenzo.pantieri” post=76001
Da utente dell’Arte, posso dire che avrei gradito molto, in passato, che i comandi di xcolor fossero spiegati. Ho la tendenza a scrivere molto colorato e mi avrebbero fatto sicuramente molto comodo. Fortunatamente, ha provveduto a questa mancanza la guida di Enrico Gregorio, ma mi permetto di suggerire di aggiungere questa questione pure sull’Arte, perché ritengo che questi comandi siano basilari. Spero che nella prossima edizione ci siano anche questi comandi.
“Scrivere molto colorato”? Aiuto! 😐 Un documento con colori fa da te lo considero come un documento con font fai da te: il rischio da fare orrori è altissimo (attenzione! non dico sia il tuo caso). Molte cose nell’Arte non sono mancanze (aggiungere un paragrafetto in più sull’argomento tal dei tali sarebbe facilissimo): sono scelte volte che guidano il lettore alla buona tipografia.
Potremmo fare in due modi: spieghiamo i comandi di xcolor in un paragrafetto apposta, spiegando che vanno usati solo se si sa quello che si sta facendo (ma in questo caso forse dovremmo parlare anche di mathpazo, beramono, txfonts, eccetera); oppure lasciamo tutto com’è, dicendo all’utente che la scelta dei colori (e dei font) va lasciata alla classe.
Certamente è molto pericoloso utilizzare molti colori, ma quando si dispone (come me) di una stampante a colori, talvolta può essere utile avere a disposizione pure dei colori. Ovviamente talvolta si corre il rischio di fare delle porcherie, ed io ne ho fatte tante, per sperimentare. Ma spesso è utile evidenziare alcuni passaggi oppure alcune figure con i colori. Probabilmente tutto dipende dall’utilizzatore finale del documento: se si tratta di un articolo da spedire ad una rivista, certamente sarà meglio far scegliere tutto alla classe, ma quando l’utilizzatore finale è uno scolaro, i colori possono diventare molto utili. A pensarci bene, sono una cosa molto diversa dall’utilizzo di font particolari: questi ultimi sono sicuramente una mera questione estetica, ma i colori possono avere anche funzioni più concrete. Io, dunque, non vi rinuncerei senza aver analizzato prima tutti i pro ed i contro.
Ciao,
Andrea
10 Agosto 2012 alle 8:19 in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76810::lorenzo.pantieri” post=75981
[quote=”illinguista1972″]4.
Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.[tt]\textcolor[/tt], [tt]\color[/tt], [tt]\colorbox[/tt] e [tt]\fcolorbox[/tt]. Facoltativo, [tt]\pagecolor[/tt].
Non so se sia il caso di presentare questi comandi al nostro lettore. Il rischio è che usi la tavolozza di xcolor per fare pasticci: scegliere colori che stiano bene insieme richiede abilità, esattamente come scegliere famiglie di font che stiano bene insieme. Proprio come consigliamo all’utente di rivolgersi a classi o pacchetti che scelgano per lui tutti i font, così potremmo fare la stessa cosa con i colori. Per esempio, Classicthesis e ArsClassica impostano da soli i colori necessari (marroncino per i titoli, royal blu per i link interni, verde smeraldo per i link alla bibliografia, eccetera) togliendo l’utente dall’imbarazzo della scelta. Ma se Tommaso decide diversamente, nessun problema! :wink:[/quote]
Da utente dell’Arte, posso dire che avrei gradito molto, in passato, che i comandi di xcolor fossero spiegati. Ho la tendenza a scrivere molto colorato, e mi avrebbero fatto sicuramente molto comodo. Fortunatamente, ha provveduto a questa mancanza la guida di Enrico Gregorio, ma mi permetto di suggerire di aggiungere questa questione pure sull’Arte, perché ritengo che questi comandi siano basilari. Spero che nella prossima edizione ci siano anche questi comandi.
Ciao,
Andrea
10 Agosto 2012 alle 8:15 in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76809::illinguista1972″ post=759696.
Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?Ciao
TommasoPS: ho scritto a Koch per chiedergli se ha in animo di sostituire il pulsante BibTeX con il pulsante Biber, o se intende far convivere i due motori, ma tutto tace 🙂
Da circa una settimana, per la prima volta, mi sono dedicato seriamente ad una bibliografia ed ho dunque letto l’Arte proprio in questi giorni per capire bene come fare. Ho trovato il paragrafo a riguardo un po’ complicato, tanto che al principio non mi è riuscito di compilarla bene. Forse la colpa era pure di TeXShop, visto che non avevo assolutamente capito che dovevo modificare il compilatore per la bibliografia sostituendo biber a bibtex. Suggerisco, dunque, per i futuri utenti, di approfondire un po’ l’argomento bibliografia automatica.
Ciao,
Andrea
::
Io utilizzo da quasi dieci anni la tastiera USA estesa, come OldClaudio. Devo dire che mi ci trovo benissimo: riesco a programmare con agilità e scrivo in italiano anche piuttosto velocemente. Talvolta utilizzo anche io il greco antico, il tedesco ed il francese ed anche in questi casi riesco a scrivere molto velocemente. I comandi per scrivere le lettere accentate o con gli Umlaut oppure lo esszett sono veramente molto veloci ed intuitivi. Per darti un idea (alt + u + lettera per gli umlau, alt + ` + lettera per l’accento grave, alt + s per lo esszett).Proprio come OldClaudio, anche io compro sempre i miei Mac su Apple Store e lo trovo davvero molto comodo.
Io consiglio vivamente la tastiera USA estesa, dunque.
Ciao,
Andrea
::
Certo! Ecco il preambolo per intero ed un estratto.`
% !TEX TS-program = XeLaTeX
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode%%%%%%%%%%%%%%%%
\documentclass[10pt]{article}
\pagestyle{plain}\usepackage[a4paper]{geometry}
\geometry{height=230mm,width=160mm}
\parindent=0pt\setcounter{secnumdepth}{1}
%— Testo
\usepackage[dvipsnames,svgnames]{xcolor}
\usepackage{fontspec}
\setmainfont[Ligatures=TeX,
SmallCapsFont={* Caps}]
{Latin Modern Roman}
\newfontfamily{\titolo}
[Color=DarkBlue]
{Latin Modern Roman}
\newfontfamily{\tabfont}
[Ligatures=TeX]
{Arial Narrow}
\newfontfamily{\sezionefont}
[Color=DarkBlue]
{Latin Modern Sans}
\newfontfamily{\firmafont}
{Zapfino}
\newfontfamily{\emailfont}
[Scale=0.95,Color=blue]
{Courier New}\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setotherlanguage{german}
\setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}\newcommand\textbfit[1]{\textbf{\itshape#1}}
\newcommand\germanem[1]{{%
\addfontfeature{LetterSpace=20.0,
Ligatures=NoCommon} #1}}%— Pacchetti utili
\usepackage{tikz}
\usepackage{metalogo}
\usepackage{ragged2e}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{longtable}
\usepackage{enumitem}
\usepackage[hang]{footmisc}
\renewcommand{\footnotemargin}{10pt}
\renewcommand{\hangfootparindent}{\footnotemargin}%— Personalizzazione paragrafo
\usepackage{titlesec}\titleformat{\section}[frame]
{}
{}{4pt}{
\sectionfont\bfseries\filcenter}[]
\titlespacing{\section}{0pt}
{1.5pc plus 2pt minus 2pt}
{1.5pc plus 2pt minus 2pt}\titleformat{\subsection}[display]
{\normalfont\filcenter}
{}{}{\sezionefont\bfseries\filcenter}
\titlespacing{\subsection}{0pt}
{1.25pc plus 2pt minus 2pt}
{1pc plus 2pt minus 2pt}% Inform. personali
%%% Nelle informazioni usa:
%%% \info{Etichetta}{Informazione desiderata}
\newenvironment{informazioni}
{\begin{description}[itemsep=2pt]}
{\end{description}}
\newcommand{\info}[2]{%
\item{\textsc{#1:}}
\begin{minipage}[t]{10cm}
\RaggedRight #2
\end{minipage}}% Esper. professionale
%%% Nelle tabelle usa:
%%% \entry{Etichetta}{Descrizione}
%%% Chiudi ogni esperienza di lavoro con:
%%% \emptyline
\newcolumntype{A}{>{\scshape\raggedleft}p{38mm}|}
\newcolumntype{Y}{p{111mm}}
\newcommand{\entry}[2]
{#1 & \RaggedRight #2 \\}
\newcommand{\emptyline}{\null &\null \\}
% Colori
\newcommand{\rosso}{\addfontfeatures{Color=Red}}
\newcommand{\blue}{\addfontfeatures{Color=DarkBlue}}% Utilità
\newcommand{\ap}{\textsuperscript}%%%%%%%%
%%%%%%%%
%%%%%%%%%— Inizio del documento:
%%%%%%%%
%%%%%%%%
%%%%%%%%
\begin{document}
\begin{center}
\titolo\bfseries\huge
CURRICULUM VITAE
\end{center}\section{INFORMAZIONI PERSONALI}
\end{document}
`Ciao,
Andrea
::
Anche io avevo pensato al carattere in tondo anziché quello senza grazie, ma pensavo che potesse creare più confusione dell’altro. Certo, se non si vuole utilizzare troppi caratteri, la soluzione di scrivere gli acronimi col tondo mi sembrerebbe una scelta molto migliore di quella del corsivo.Io ho sempre utilizzato (inconsapevolmente) il carattere senza grazie per indicare le varie parti delle figure. Che bello scoprire che è una cosa fatta bene ^_^
Ciao,
Andrea
::
Io avrei scelto, invece, il carattere senza grazie (\textsl{}). Utilizzando il corsivo, proprio come per le variabili matematiche, si rischia di far confusione. È vero che gli spazi sono diversi, ma mi dà l’impressione che la maggior parte delle persone non sono così raffinate dal notare la differenza.Ciao,
Andrea
::
Rispondendo alla questione di Liverpool, ringrazio per avermi trovato un alibi, ma purtroppo non conosco affatto bene Word, con il quale so giusto scrivere una letterina senza sfruttarne le tantissime potenti funzionalità. Il mio problema è proprio salamaggine visto che, per me, la parola “indice” è davvero troppo generica. Son contento che “sommario”, secondo la definizione del Sabatini Coletti, si potrebbe anche utilizzare come sostituto di “indice” ma penso che propenderò per la soluzione trovata da Claudio di utilizzare “Indice generale” perché mi sembra anche più chiara. Così, eventualmente, esisterebbero un indice generale un indice delle figure (o delle tabelle) ed un indice analitico. Mi sembra più simmetrico!Ciao e grazie a tutti quanti,
Andrea
::
Per il nome, mi terrò “Indice” anche se non mi piace: forse preferirei “Indice degli argomenti trattati” o qualcosa di simile, ma fa niente. Ecco il preambolo:`
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[11pt,fleqn,oneside]{book}
\pagestyle{plain}\usepackage[a4paper]{geometry}
\geometry{height=220mm,width=156mm}
% \setlength{\parindent}{0pt}%— Testo
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}%— Pacchetti utili
\usepackage{lmodern}
\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm,bm}
\usepackage[dvipsnames,svgnames]{xcolor}
\usepackage{tikz}
\usepackage{enumitem}
\usepackage[hang]{footmisc}
\renewcommand{\footnotemargin}{10pt}
\renewcommand{\hangfootparindent}{\footnotemargin}% Personalizzazione paragrafi
\usepackage{titlesec}\renewcommand{\thechapter}{\Roman{chapter}}
\renewcommand{\thesection}{\arabic{section}}\titleformat{\chapter}[display]
{\normalfont\huge\filcenter\bfseries}
{\chaptertitlename~\thechapter}{0.5pc}{}
\titlespacing{\chapter}{0pt}
{0pc}{4pc plus 2pt minus 2pt}\titleformat{\section}[hang]
{\normalfont\large\filright\bfseries}
{\thesection.\quad}{0pt}{}
\titlespacing{\section}{0pt}
{2pc plus 2pt minus 2pt}
{1pc plus 2pt minus 2pt}\numberwithin{equation}{section}
% Teoremi
\makeatletter
\newtheoremstyle{theo}{6pt}{6pt}%
{\slshape}{}%
{\scshape}{\enskip}%
{2pt}{(#2) #1\@ifnotempty{#3}{ #3}.}
\newtheoremstyle{defin}{6pt}{6pt}%
{}{}{\scshape}{\enskip}%
{2pt}{(#2) #1\@ifnotempty{#3}{ #3}.}
\newtheoremstyle{exerc}{6pt}{6pt}%
{}{}{\bfseries}{\enskip}%
{2pt}{}
\makeatother\theoremstyle{theo}
\newtheorem{teorema}{Teorema}[section]
\newtheorem{lemma}[teorema]{Lemma}
\newtheorem{proposizione}[teorema]{Proposizione}
\newtheorem{corollario}[teorema]{Corollario}
\theoremstyle{defin}
\newtheorem{definizione}[teorema]{Definizione}
\newtheorem{osservazione}[teorema]{Osservazione}
\newtheorem{esempio}[teorema]{Esempio}
\theoremstyle{exerc}
\newtheorem{esercizio}{}[section]\newenvironment{prova}[1][Dimostrazione]
{\begin{proof}[\scshape #1]}
{\end{proof}}% Definizioni personalizzate
\renewcommand{\implies}{\Rightarrow}
\renewcommand{\iff}{\Leftrightarrow}
\newcommand{\de}{\partial}
\newcommand{\la}{\langle}
\newcommand{\ra}{\rangle}
\newcommand{\tensor}{\otimes}%— Analisi
\renewcommand*{\d}{\mathop{}\mathopen{}\mathrm{d}\mathclose{}}
\renewcommand{\Re}{\mathop{\go{Re}}}
\renewcommand{\Im}{\mathop{\go{Im}}}
%— Teoria della misura
\newcommand{\ca}[1]{\mathcal{#1}}
\newcommand{\go}[1]{\mathfrak{#1}}
\newcommand{\mis}[1]{(#1,\ca #1)}
\newcommand{\bor}[1]{(#1,\ca{B}(#1))}
\newcommand{\mto}[2]{(#1,\ca{#1},#2)}
%— Logica e teoria degli insiemi
\DeclareMathOperator{\Card}{Card}
`Grazie,
Andrea
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