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Dico la mia, e solo per Mac.Finora ho messo con successo tutti i (pochi) .sty extra (i.e. non compresi in MacTeX) qui:
`/Users/Lorenzo/Library/texmf/tex/latex`
Tenete presente che “Lorenzo” è il nome della mia cartella Inizio.Credo che l’albero personale sia
`/Users/Lorenzo/Library/texmf`Su Mac c’è un’altra cartella, diversa dalla precedente:
`/Library/`
Credo che se creassi una cartella texmf lì dentro, quello sarebbe l’albero locale.Sbaglio?
::egreg9″ post=62109Sei incappato nella nuova versione di classicthesis che Miede, nella sua infinita saggezza, ha reso incompatibile con i vecchi documenti. 🙁 Consulta la documentazione.
Devo modificare quei modelli, al più presto.
Sui cambiamenti a pacchetti e classi che li rendono incompatibili col passato, è meglio stendere un velo pietoso: sono sicuro che se apro un documento scritto con Word 1.0 su un computer di ultimissima generazione, il file si apre alla grande. E se accadesse il contrario, direi peste e corna del programma.
E poi ci tocca dire: che bello LaTeX… 🙁
1 Settembre 2011 alle 8:48 in risposta a: Non riesco a far funzionare arsclassica e classicthesis #63118::
Difficile rispondere in astratto a una domanda così. Che libro devi scrivere? Lo stamperai da solo, o dovrai seguire delle specifiche imposta dalla tua cosa editrice?In ogni caso, eccoti qualche esempio.
Con ClassicThesis (non è una classe, è un pacchetto):
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdfArsClassica:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfClasse book:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdfCiao,
L.
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D’accordo su tutto, Francesco. Peraltro, per inserire le matrici amsmath definisce ambienti per tutti i gusti: con parentesi tonde, quadre, dritte, doppie, senza parentesi, … Non vedo perché non sia possibile fare lo stesso per i sistemi: basterebbe un ambiente “system” senza graffa e uno “bsystem” con graffa.Ciao,
L.
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Claudio mi ha fatto venire la pulce nell’orecchio:http://en.wikipedia.org/wiki/System_of_linear_equations
http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_equazioni_lineariNon è una prova, però è un indizio. L’argomento è lo stesso: i sistemi lineari. Nel sito Wiki italiano la graffa c’è, in quello in inglese la graffa manca. Probabilmente è questo il motivo per cui amsmath non definisce un ambiente ad hoc per i sistemi: negli USA, evidentemente, la graffa si usa poco.
In Italia la graffa si usa sempre (o quasi): i sistemi lineari si fanno nel primo biennio di scuola superiore (ma forse si potrebbero fare anche alle medie), la graffa c’è in tutti i libri che ho visto, ed è un paradosso l’essere costretti a inventarsi un ambiente ad hoc per scriverli.
In ogni caso, ho preso dalla mia libreria un libro di fisica delle particelle, in inglese: c’è un sistema, con la sua brava graffa.
Io dico che vale la pena scrivere a quelli di amsmatn, che definiscano uno o più ambienti per i sistemi: in Europa la graffa si usa sempre (o quasi), negli USA capita di usarla. Mi sembra un buon argomento a favore. Se poi uno preferisce fare a mano, può continuare a farlo, liberissimo.
Ciao,
L.
::illinguista1972″ post=61861[…] risparmia la definizione di un nuovo ambiente per citazioni in corpo più piccolo, come dovrebbero essere.
Questo da solo è un buon motivo per usarlo.
Ci sono ambienti di LaTeX non nati benissimo (e poi conservati con i loro difettucci originari; LaTeX nel suo sviluppo è piuttosto “conservativo”).
Fra questi, sicuramente quote e quotation: non mettono in \small le citazioni, cosa che si fa di regola. Quindi tocca definirsi degli ambienti ad hoc. Oppure, meglio ancora, usare un pacchetto.
Ciao,
L.
::OldClaudio” post=61829Lorenzo, perché dici così.
Certo saremmo tutti contenti se ci fossero una mezza dozzina di ambienti (sistema, sistema*, Sistema, Sistema*, ecc.) che facessero nelle varie combinazioni tutti i tipi di sistemi possibili, nello stesso modo con il quale amsmath ci ha messo a disposizione una mezza dozzina di ambienti di allineamento, una mezza dozzina di diversi tipi di matrici delimitate da delimitatori diversi.
Ma in fondo il bello di LaTeX è che fa tante belle cose da solo, ma anche ci mette a disposizione diversi meccanismi di assemblare i vari pezzettini di quel particolare LEGO formato dai pezzettini di comandi primitivi, di comandi derivati, di macro e ambienti già fatti. A me è sempre piaciuto giocare con i giochi di costruzioni, dal Meccano al LEGO, dai puzzle in legno per giocare con i miei bambini, ai puzzle di 5000 pezzi per fare cose che poi sarebbe dispiaciuto disfare dalle varie torri di Hanoi a giochi più complessi. Ora che sono vecchio, il mio gioco preferito è LaTeX, mi piace tanto così com’è che sto rimettendo in beamer un corso di LaTeX scritto da un collega portoghese che mi ha chiesto di dargli una mano; il risultato, oltre a dargli una mano, è che sto imparando a scrivere in portoghese; ma dove lo trovi un gioco che ti permetta di aprire così la mente?
Scusate tutti l’OT
Eh eh, che LaTeX ci appassioni, mi pare fuori discussione. 🙂
Poi, ognuno ha i suoi gusti, e la vede a modo suo. Buon segno: LaTeX è come l’arte (con la minuscola, questa volta), impossibile trovare due persone che la vedano allo stesso modo su tutto. È il bello dell’arte, dico bene?
Ora, mi sento viziato e coccolato dagli ambienti (semplici ed eleganti) che amsmath mette a disposizione per scrivere le matrici: matrici con parentesi tonde, quadre, dritte, senza parentesi, matricette: c’è tutto.
Invece sui sistemi niente: neanche un ambiente, devo fare a meno e scrivere incantesimi “di basso livello”: e questa cosa (che, scommetto, tu trovi affascinante) a me non piace, va contro ai miei gusti di “pulizia” del codice.
È il bello di LaTeX, dico bene? 🙂
Ciao,
L.
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Grazie a Claudio per l’alternativa. Resta il fatto che anche quella è una cosa “manuale”: si apre la graffa con \left\{ e la si chiede con una graffa invisibile \right. Questi sono esoterismi.Il mio “debole parere” è che, così come esistono splendidi ambienti per le matrici (pmatrix e compagnia), sarebbe utile che amsmath (pre)definisse un ambiente per i sistemi, evitando all’utente la fatica di farlo “a mano”.
Ciao,
L.
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`\[
\min_{x} Z_{5} = -\mu \overline{R_{P}} + \sigma_{P}^{2} = -\mu \sum_{i=1}^{n+1} x_{i} \alpha_{i} + \sum_{i=1}^{n+1} x_{i}^{2} Q_{i}
\]
con i vincoli
\[
\begin{sistema}
\displaystyle\sum_{i=1}^{n} x_{i} \beta_{i} = x_{n+1} = \beta_{P} \\[2.5ex]
\displaystyle\sum_{i=1}^{n} x_{i} – 1 = 0 \\[2.5ex]
x_{i} \ge 0
\end{sistema}
\]
`
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