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AutoreRisposte
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Ho risolto il problema, scusatemi ma sono un pò fuso perchè sono gli ultimi giorni per la tesi, non avevo capito che bastava salvare il file .bib 😳 , una volta fatto questo, con l’arte ho risolto tutto…una cosa, la numerazione su cosa si basa? cioè posso decidere io a quale record dare il numero 1 per esempio?
Dipende dallo stile della bibliografia: cerca nell’Arte.
volendo si può modificare la distanza tra le voci delle bibliografia?
Volendo sì, ma questa è proprio l’ultima cosa di cui preoccuparsi…
Ciao,
L.
::Ciao a tutti!!
Ho letto le varie guide, ma proprio non riesco a capire come creare la base dati bibtex per fare la bibliografia, uso miktex 2.9, come faccio a salvare il file .bib? Ho provato anche a vedere la documentazione online texdoc bibtex ma è scritta in una lingua che non conosco, si può trovarla almeno in inglese?Grazie!!
Il file .bib è un semplice file di testo con estensione .bib. Crealo con l’edito che usi per i .tex. (Ri)leggi la faccenda nell’Arte, quassù.
Ciao,
L.
9 Luglio 2011 alle 13:55 in risposta a: Problema con figure a margine (orid. errato nell’indice) #60423::L’indice delle figure l’hanno Messo Lorenzo e Tommaso nell’Arte di scrivere con LaTeX; l’ho messo io nell’Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; c’è in molti altri testi di consultazione, ed è utile che ci sia per agevolare la consultazione, non la lettura; in quei testi poi quelle liste avevano anche un valore didattico per mostrare che cosa si può fare. Ma onestamente un rapporto tecnico potrebbe essere usato come documento di consultazione, ma una tesi no. Nell’improbabile caso che la tesi venga letta da altri oltre allo scrivente e al relatore, forse dal controrelatore, la tesi viene letta dalla prima all’ultima pagine, ma non viene consultata. Quindi, mentre un indice generale è sempre utile, la lista delle figure e la lista delle tabelle non servono proprio a niente in una tesi.
Ovviamente questa è la mia opinione personale e nessuno è obbligato ad essere dello stesso parere; ma almeno sentendo chi è di parere opposto permette di esaminare il problema nella propria situazione con spirito critico e poi quelle liste verranno adottate o verranno escluse a ragion veduta, dopo aver ben valutato i pro e i contro.
Non credo che l’elenco delle figure e delle tabelle non servano a nulla in una tesi. NNon si può escludere a priori, infatti, che la tesi venga usata successivamente alla sua stesura come opera di consultazione, e la presenza di quegli elenchi sveltisce enormemente le operazioni. Si tratta di un paio di pagine e di un comando LaTeX: io li metterei sempre.
Ciao,
L.
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Chi ha scritto le classi standard ha deciso che il rientro degli elenchi fossi pari a quello dei capoversi.Non è che dovrebbe essere così, è una scelta. Per esempio (ho appena scoperto che) la classe amsart fa diversamente.
Se a te dà fastidio il rientro della classe book, puoi cambiarlo, ovviamente. Il modo migliore è usare il pacchetto enumitem. Cerca la sua doc.
Ciao,
L.
::L’ultima che hai detto.
L’ha fatto per avere la compatibilità con LyX, da cui continuerò a tenermi bene alla larga: ormai conosco LaTeX, non ha senso fare un passo indietro. Per un principiante con poco tempo a disposizione, però, forse LyX può essere un’opzione… chissà.
Facile?
Per chi ha un po’ di esperienza e sa dove mettere le mani, direi di sì: è questione di un paio di minuti. Per un principiante no di sicuro, ne convengo… 🙁
Ciao,
L.
::Pazienza. Se vuole a tutti i costi la compatibilità con LyX non c’è altro da fare che abbandonarlo.
Come sarebbe “abbandonarlo”? Abbandonare LyX? Abbandonare ClassicThesis? Abbandonare Miede?
Io gli ho risposto così:
Understood. 🙂
However, since I don’t use LyX, in my LaTeX classicthesis documents I’ll surely
adopt the structure I’ve described to you, and suggest the readers of my guides
to do the same.La nuova struttura di ClassicThesis è terribile, ne convengo, ma adattarla alle esigenze di un utente di LaTeX-non-LyX è facile. Si rinomina classicthesis-preamble.sty in classicthesis-settings.tex, si adatta classicthesis-settings.tex alle proprie esigenze — togliendo, per esempio, tutta la roba di natbib e backref (c’è biblatex che fa le stesse cose, e molto meglio), tutti i \PassOption e i \RequirePackage (caricando i pacchetti esplicitamente nel main.tex con il solito \usepackage) — e si dà
`\input{classicthesis-settings}`
dopo aver caricato classicthesis. È questione di un minuto, se si ha un po’ di esperienza. Certo, un principiante non lo sa e potrebbe contrarre pessime abitudini, oltre che trovarsi in difficoltà…Ciao,
L.
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La risposta di Andrè:Dear Lorenzo,
I was expecting such an e-mail (especially from you), when we made the
design decisions of v3.0.The main reason why the changes are as they are is the compatibility
of classicthesis with LyX, which is the main driver behind v3.0. For
example, the …preamble.sty is used as an preamble in LyX…that’s
where the name comes from. I worked on this compatibility with LyX
experts from Canada and Croatia and I have to admit that I wasn’t very
happy with the new structure we came up…at the beginning.However, to make a long story short, we tested the new design
thoroughly, published on the Google Code page (with lots of downloads
for the beta versions) and didn’t get any (more) complaints or
troubleshooting requests during these several months.From the users’ reception, LyX compatibility is the way to go (just
look at the downloads:
http://code.google.com/p/classicthesis/downloads/list) even it means
to sacrifice some of the “don’t change .sty-files” rules.I hope you understand. ;-\
All the best and thanks for your input,
André
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