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No, ti ho già spiegato sopra il motivo. Non è il mio stile che è bacato. Semplicemente Lehmann ha modificato un comando.
Allora, ti faccio questa proposta.
1.
Aggiungi al tuo stile la riga che mi hai detto e che permette di giustificare la bibliografia: così com’è, le singole voci non sono giustificate! Guarda il mio articolo su ClassicThesis. O anche la doc. di ArsClassica che ho appena aggionato: questo baco (almeno)n c’è!2.
Chiedi a Lehmann se è davvero sicuro di voler spezzare gli URL in quel modo. Certo, così si risolvono i problemi di giustificazione della bibliografia, però il prezzo di avere parole mal sillabate è grosso. Ah, viene anche una disomogeneità con il comando \url, che per nulla al mondo (spero) si sognerebbe di spezzare “www.pippo.com” come “www.p — ippo.com”, et similia.Immagino che Lehmann ci abbia pensato bene, e che si sia trattato di una decisione sofferta. Forse mettere un’opzione nel suo stile (e quindi nel tuo) che ripristini il vecchio comportamento potrebbe essere opportuno.
Ciao,
L.
::Non sarò esteticamente bello da vedere un indirizzo spezzato così, ma sono anch’io del parere che è meglio separare un indirizzo in una maniera improbabile (non è che ci interessa più di tanto degli URL) piuttosto che vederlo uscire fuori dal rigo.
Vediamo di ricapitolare.
1.
Fino a poco tempo fa, lo stile philosphy-modern spezzava i link (nella bibliografia finale) solo in punti “tattici” (dopo un punto o una barra, per esempio). Per mantanere la giustificazione ciò comportava il prezzo di alcuni spazi bianchi abnormi. Vedi la bibliografia dell’Arte, quassù.2.
Recentemente le cose sono cambiate: lo stile philosphy-modern spezza i link dove gli pare, producendo divioni arbitarie: “macro” viene spezzato in “m — acro”. Questo ad alcuni non dispiace: io però lo trovo tremendo. In ogni caso, le voci nella bibliografia finale non sono più giustificate correttamente. Vedi la bibliografia del mio articolo su ClassicThesis, sul mio sito.In definitiva (Ivan non prendertela), così com’è ora lo stile è bacato. 🙁
3.
La cura proposta da Ivan non funziona: ho provato, ma le parole sono ancora spezzate arbitrariamente: “macro” viene spezzato in “ma — cro”. La giustificazione, almeno, ora c’è.4.
Vorrei ardentemente sapere come ripristinare il comportamento precedente, che mi piaceva a tal punto da adottare lo stile per tutti i miei lavori, compresa l’Arte. Il mio consiglio è che Ivan integri direttamente questo nel suo stile. Vedere “macro” spezzato in “m — acro” è un pugno in un occhio. Meglio, molto meglio avere qualche spazio bianco più largo del dovuto.5.
Il problema non è “delle voci, ingestibili automaticamente”. Le voci sono sempre quelle: prima biblatex e philosopy le gestivano alla grandissima!Ciao,
L.
::Tutto sommato la sillabazione di “macro” mi lascia indifferente. Un indirizzo internet è da considerarsi “oggetto” linguistico in maniera molto particolare. Da un certo punto di vista sarebbe bene, visto la natura degli indirizzi web, poter sillabare in ogni punto. Questo facilita il riempimento di riga.
Non sono per nulla d’accordo. 🙁
Sillabare “www.pippo.net” come “www.p—ippo.net” o ” http://www.pi—ppo.net” è un’atrocità. Gli indirizzi Web si spezzano in punti ben precisi: dopo una barra, o un punto, di regola. Tutti gli stili più diffusi fanno così, e giustamente.
In ogni caso, le righe sono riempite malissimo: non sono neppure giustificate, un disastro. 🙁
Ciò che più conta (e che ti suggerisco serenamente di considerare per il futuro),è che il comportamento dello stile è ora diverso da quello solito: questo non andrebbe fatto mai. L’utente non dovrebbe essere spiazzato così. 🙁
Ti suggerisco senz’altro di ripristinare quanto prima il comportamento precedente: ora lo stile non è certo il “migliore del mondo! 🙂
Buon lavoro,
L.
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Aggiungi [section] alla definizione di definizioni e osservazioni: cerca nell’Arte, quassù, c’è tutto.Il punto finale viene perché carichi amsthm, che ti consiglio di non togliere. I ragazzi di AMS sanno quello che fanno! 🙂
Quella roba dopo \def non so che cosa sia, ma tendo a diffidare delle cose troppo strane… 😉
Ciao,
L.
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A me la storia del punto non succede, né con ClassicThesis né con ArsClassica. E uso sempre scrreprt. Probabilmente carico anche qualche altra cosa che rimedia al problema. Solo che ora non ho tempo di vedere che cosa è che lo cura.La cosa andrebbe segnalata a Kohm, ovviamente.
Lieto che abbiano aggiornato ArsClassica. Ora basta caricarlo con
`\usepackage{arsclassica}`
nel modo più semplice.Ciao,
L.
::Volendo potresti dire tu quali sono le righe da eliminare dal file classicthesis-preamble.sty per avere maggior compatibilità con biblatex. Ma ripeto ora è tutto ok.
`\PassOptionsToPackage{square,numbers}{natbib}
\RequirePackage{natbib} % NB: LyX likes to set natbib too, let's avoid clashes
``\newcommand{\backrefnotcitedstring}{\relax}%(Not cited.)
\newcommand{\backrefcitedsinglestring}[1]{(Cited on page~#1.)}
\newcommand{\backrefcitedmultistring}[1]{(Cited on pages~#1.)}\ifthenelse{\boolean{cld@backref}}%
{%
\PassOptionsToPackage{hyperpageref}{backref}
\RequirePackage{backref} % to be loaded after hyperref package
\renewcommand{\backreftwosep}{ and~} % seperate 2 pages
\renewcommand{\backreflastsep}{, and~} % seperate last of longer list
\renewcommand*{\backref}[1]{} % Disable standard
\renewcommand*{\backrefalt}[4]{% Detailed backref
\ifcase #1 %
\backrefnotcitedstring%
\or%
\backrefcitedsinglestring{#2}%
\else%
\backrefcitedmultistring{#2}%
\fi}%
}{\relax}``\RequirePackage{ifthen}
\newboolean{cld@backref} % enable backrefs in the bibliography
\setboolean{cld@backref}{false}
\DeclareOption{backref}{\setboolean{cld@backref}{true}}
\ProcessOptions\relax`
Via tutto.Ah, rinominerei classicthesis-preamble.sty in classicthesis-settings.tex, da includere con
`\input{classicthesis-settings}`
alla fine del preambolo.Appena ho un secondo lo propongo a Miede.
Ciao,
L.
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