Risposte nei forum create
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Io avrei detto “Grazie, non lo sapevo, mi informerò meglio.” Ma mi rendo conto che ognuno ha la sua indole.
Vi sono cervelli atti più alla loquacità e ostentazione che alla specolazione e alla investigazione delle opere della natura, li quali prima di ridursi a proferir quella savia, ingenua e modesta parola “non lo so” scorrono a lasciarsi uscir di bocca ed anco dalla penna qualsivoglia grande esorbitanza.
Parola di Galileo. 😀
Ciao,
L..
::Ok ma allora spiegatemi bene tutto, non si buttano li altri errori come delle frecciatine…o si spiegano le cose o si lascia stare di segnalarle (mia opinione).
No. 😀
“Tutto” è spiegato nell’Arte, che è una sintesi di molti topic del forum. Per esempio, perché non si debbano introdurre le figure con [!h] è una cosa che sul forum è stata ripetuta decine di volte: il riassunto della faccenda lo trovi nell’Arte, dicevo: cerca “oggetti mobili”. Inutile (e, incidentamente, contrario alla netiquette) ripetere qui spiegazioni già date.
Ciao,
L.
::Ma il pacchetto non è lo stesso per il \multicolumn (tanto per intenderci)?
Ti hanno già invitato a cercare “multirow” nell’Arte, quassù.
Grazie, per tutto, ma nessuno ha chiesto di commentare altro oltre al “problema” del \multirow!
No, non ti seguo. Il forum ha prima di tutto una funzione didattica: allargare il discorso, andando al di là delle domanda iniziale nuda e cruda, può essere utile.
Ciao,
L.
::Siccome listings è incompatibile con UTF-8, non c’è niente da modificare: non funziona e basta. 🙁
Pessime notizie. 🙁
Una curiosità: perché invece l’ambiente “codice”, basato su listings, invece funziona?
`\lstnewenvironment{codice}%
{\setkeys{lst}{columns=fullflexible,keepspaces=true}%
\lstset{basicstyle=\small\ttfamily,escapeinside={£*}{*£}}%
}%
{}
`Comunque bisognerebbe che l’autore aggiornasse il pacchetto: Uncode si avvia ad essere un must.
Grazie,
L.
::Se posso dire il mio parere, quella è una delle poche cose sulle quali sono in disaccordo con Lorenzo: trovo che i miniindici siano poco utili e anche bruttini. Di certo lo sono se occupano più di un terzo della pagina iniziale di un capitolo; ancor più se l’intestazione del capitolo è bassa sulla pagina, come per esempio nel caso delle classi standard. Potrei forse capire un’impaginazione con titolo del capitolo su pagina sinistra in grande evidenza e miniindice (non troppo nutrito) sotto.
Ti dirò, non sono un fan dei miniindici “a prescindere”, e sono sostanzialmente d’accordo con quello che avete scritto tu e Claudio. Quello che mi ha sempre colpito è la facilità (basta un comando!) con cui è possibile produrli con LaTeX (si provino, gli utenti di Word, a fare una roba del genere!), nell’Arte volevo più che altro dare una “dimostrazione” di questa possibilità.
Per il resto, nell’Arte trovo che stiano abbastanza bene: con ClassicThesis l’intestazione dei capitoli è in cima alla pagina, e poi i miniinidci non sono lunghissimi.
Certo, se ne potrebbe fare a meno, non sono indispensabili. In fondo, avevo fatto la stessa cosa con shorttoc: avevo aggiunto un “breve indice dei contenuti” più che altro per dare un saggio delle potenzialità del pacchetto, ma poi Tommaso mi ha convinto: quell’indice era sostanzialmente superfluo.
Magari una cosa del genere vale anche per i miniinidci: in fondo, c’è già l’indice generale.
In sintesi, direi che si può trarre la seguente conclusione: i miniindici sono potenzialmente utili (ma a certe condizioni: intestazione dei capitoli alta e indici non troppo lunghi), mai indispensabili; il loro eventuale uso va valutato con cura.
Ciao,
L.
::Mi permetto di dissentire leggerissimamente dal mio collega di avventure libresche: io ho usato un PC per anni e per anni ho usato MiKTeX senza avere la connessione (!) e non ho avuto mai nessun problema dovuto alla distribuzione installatavicisine sopra: gli unici problemi sono stati dovuti 😀 a mie corbellerie nei codici che scrivevo.
Installare MiKTeX non è difficile: è l’installer della TeX Live che è ancora immaturo, si vede che è un porting non ben riuscito…
Tuttora ci installo TeX Live da DVD.
Il fatto che tu sia costretto a passare dalla masterizzazione fisica (!!!) di un DVD la dice lunga sul fatto che qualche difficoltà c’è… 😉
Lancio la sfida: chi ha piacere di scrivere qualcosa in merito?
Lancio una sifda più ambiziosa: chi ha il piacere di progettare un installer come dio comanda per la TeX Live per Windows? Chi ha il piacere di fare una versione di TeXShop per Windows? Saremmo già un bel pezzo avanti…
L’Arte di installare editor e sistema TeX nei vari sistemi operativi
Dimenticavo: se usi questo titolo ti faccio querelare dai miei avvocati per violazione di copyright… 😀
Ciao,
L.
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Ok, intanto, calato nei panni di un principiante, sto provando a installare la TeX Live su Windows (sono su un PC, in questo momento).Scrivo su Google “texlive windows”. Il secondo link, in italino, “guida a texlive” sembra promettente:
http://tug.org/texlive/doc/texlive-it/texlive-it.pdf
Ora, 40 pagine per installare un programma possono sembrare tantine, ma in effetti il documento riguarda tutta la TeX Live. La dispensa, purtroppo, soffre del difetto di mescolare la roba di base con quella pro.
1.
La dispensa inzia con una bella panoramica dei percorsi texmf predefinti (per la cronaca: TEXMFMAIN, TEXMFDIST, TEXMFLOCAL, TEXMFHOME, TEXMFCONFIG, TEXMFHOME, TEXMFVAR, TEXMFHOME, TEXMFSYSVAR). C’è anche del codice, per esempio:
`texmf This is TEXMFMAIN.
texmf-dist TEXMFDIST
texmf-var TEXMFSYSVAR
texmf-config TEXMFSYSCONFIG`2.
Vengono poi squadernati tutti i tipi di LaTeX esistenti (compresi Aleph e Omega: chi sceglie questi nomi ha sicuramente una buona dose di fantasia).3.
Si elencano i programmi compresi nella distribuzione (tra questi ho scoperto oggi che ci sono anche dvilj, dviconcat, dviselect, psselect, psnup, texexec e texmfstart: non chiedetemi di spiegarveli, però).4.
Poi si accenna finalmente (per il lettore che a questo punto non è scappato via verso Word) all’esistenza di install-tl.bat.Ok, scarico install-tl.bat: lentissimo, ho il sospetto che il server sia il famigerato Roma2, ma sono un principiante, perché devo sapere del mirror svizzero?
Decomprimo il file .zip. Riconosco l’installer dall’estensione .bat, perché l’icona è abbastanza generica (una finestra con un pezzo di ferramenta dentro). Su Mac siamo abituati meglio, ma sono sicuro che anche gli utenti PC lo sono. Si scarica un altro zip: ancora doppio clic (sempre icona semi-generica), si apre una specie di GUI (che però presto cederà il passo al mitico prompt dei comandi), e il processo di installazione parte.
Si vede una finestra del prompt nella quale, malinconicamente, scorrono i file scaricati. I caratteri sono monospaced, bianchi su sfondo nero: peccato non siano in fosfori verdi, altrimenti l’immersione indietro nel tempo, agli albori dell’informatica, sarebbe totale.
Non so quanto potrebbe durare l’istallazione (ore? giorni?): non c’è una barra che si riempie man mano che procede il download, queste evidentemente sono considerate, da chi ha progettato questo installer, sciccherie per famminucce. C’è solo, in corrispndenze di ogni file, un’indicazione temporale (4:32:07, 3:25:11 4:35:21) ) che però ora aumenta ora diminusce. Mi convinco che quello è il tempo residuo.
Lascio il PC acceso, vediamo se entro domani avrà finito…
————–
In ogni caso ragazzi: vi pare vita, questa? 😉
Alla prossima,
L.
::L’Arte di installare editor e sistema TeX nei vari sistemi operativi
Il fatto che si senta il bisogno (fondato, oggi) di un documento del genere non depone a favore di chi progetta gli installere delle distribuzioni di LaTeX…
La difficoltà di installazione di LaTeX non pouò che essere un freno alla sua diffusione…
Ciao,
L.
::❓ È complicato fare un doppio clic sul file install-tl.bat? E poi premere un pulsante?
Certo, c’è il problema del server di Tor Vergata. 🙁 Ma non venirmi a dire che di per sé l’installazione è complessa.
Ecco un altro utente di LaTeX (absit iniuria verbis) per cui la parola “facile” va debitamente riscalata alle proprie capacità (nel mio caso, almeno un paio di ordini di grandezza…). 😉
Ti racconto questo aneddoto (vero). Per Natale regalo un MacBook alla mia compagna. Bello. Il Mac è il suo, ma decido di installarci LaTeX perché “non si sa mai”. E’ un po’ che non installo LaTeX, non ricordo più bene come si fa. Decido di lasciar stare l’Arte e di provare da me.
Scrivo “MacTeX” su Google. Il primo link è quello giusto. Clic, e sono sulla pagina dei download. Prima di cliccare sul file, mi ricordo della lentezza del server di Tor Vergata. Ricordo che tu e Tommaso consigliate il mirror svizzero. Apro la pagina dei dowload, vado sul link svizzero. Clic. Il dowload procede rapidissimo. Sono combattuto: da una parte vedo quanto è facile, dall’altra però so che è perché conoscevo il problema del server italiano. Qui c’è un primo inghippo: io sapevo dello strazio di Tor Vergata, ma un utente alle primissime armi che avesse cliccato innocentemente sul link pricipale? In quante ore avrebbe completato il download? O in quanti giorni? 🙄
Pochi minuti dopo, MacTeX è lì nell’HD del Mac. Doppio clic. Poi un paio di clic. Fatto. 🙂
Ricordo la procedura più complicata di gwLaTeX con l’i-Installer (il primo LaTeX che ho installato su un Mac, era il 2005, un secolo fa): bisognava scaricare più file ma in un ordine prestabilito, pena l’errore. Mi vien da dire: “che bello il Mac, che bello LaTeX”. Evviva. 😀
Lancio TeXShop. Lancio la TeX Live Utility. Decido di fare andare suibito la TeX Live Utility, ché voglio un sistema aggiornato di fresco. Sorpresa! C’è ben un giga e mezzo di roba da aggiornare. Ma come? Così tanto? Si vede che la MacTeX nei repository on line è una versione che non contiene i pacchetti aggiornati all’ultimo grido: evidentemente, per ragioni “loro”, la aggiornano una volta tanto, in blocco. Quindi, in pratica, molti dei pacchetti che ho scaricato fino a ora sono già obsoleti. Mah. 🙄
Perplesso, Faccio andare la TeX Live Utility. Cazzo! Mi sono accorto che il server predefinito è quello atroce di Roma. Il download procede lentissimo. Aspetto mezz’ora: la barra di avanzamento si è appena mossa, di ‘sto passo mi ci vorranno tutte le vacanze di Natale per scaricare tutto. 👿
Comincio a sudare. Decido di interrompere a forza il download. Vado nel forum del GuIT e recupero il topic in cui chiedevo come fare a cambiare il server, vedo la tua risposta, copio l’incantesimo. E l’utente comune? Come avrebbe fatto? 🙁
Bene, col nuovo incantesimo tutto funziona: la TeX Live Utility scarica tutti i pacchetti, aggiorna ma…. ecco un bell’errore: la TeX Live Utility segnala un pacchetto che non riesce a cancellare! Conseguenza, quasi certamente, del download interruptus precedente. 🙁 Dopo averci smatettato su un po’ ne vengo a capo. 🙄
E a me tocca dire: “che bello LaTeX”…
Quindi non prendetevela quando dico che installare LaTeX (perfino su Mac) è ancora troppo difficile… 😉
Un salutone,
L.
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Ho riportato la mia esperienza: interfaccia lugubre e installazione difficile (alla fine, non ci sono riuscito, ho lasciato perdere). Non sono l’unico: utenti PC (neppure tutti principianti) mi hanno confermato le loro difficoltà.Può darsi che nell’ultimo annetto le cose siano migliorate.
Di sicuro, altri utenti hanno esperienze diverse: tuttavia, lasciatemo dire sommessamente, OldClaudio, robitex e ansys sono utenti troppo esperti perché la parola “facile”, detta da loro, possa trasportarsi all’utente “medio”.
Conosco utenti che al solo sentir parlare di “installazione dal prompt dei comandi” e di “risoluzione di problemi di dipendenze e path” scapperebbero a gambe levate… 🙂
Ciao,
L.
::@ OldClaudio: non ci crederai, ma… la bibliografia! Vattelapesca perché non l’avevo vista prima (o forse l’ha compilata solo in un secondo tempo?).
Però, domanda, perché non compare un “bibliografia” nella “scaletta” del documento pdf? Non so come si chiama il contenuto a sinistra dello schermo, dove c’è l’elenco dei capitoli?
Io ho il titolo del capitolo 1, poi 2, poi 3…, poi conclusione, poi dichiarazione.
La bibliografia si trova tra “conclusione” e “dichiarazione”, ma non ce n’è menzione sulla lista.Mi spiego?
Se la inserisci con natbib, probabilemte devi mettere il segnalibro a mano: cerca bookmark nell’Arte.
Ciao,
L.
::Per @Lorenzo:
Mettere openany invece che openright serve per risparmiare al massimo 4 o 5 fogli di carta mezza facciata ad ogni capitolo; non credo che una tesi contenga più di 10 capitoli.
Secondo me puoi saltare quella informazione; al massimo si può scrivere :Si può sostituire … invece che l’imperativo impersonale sostituire…
Bene, alla prossima versione tolgo quelle righe.
Grazie,
L.
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AutoreRisposte