Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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`\documentclass{book}
\usepackage{siunitx,booktabs}
\begin{document}\begin{tabular}{SSSS}
\toprule
{FITC-Dextrans, kDa} & \multicolumn{3}{c}{Permeability coefficients ($\times 10^{-3}$\,cm/min)} \\
\midrule
& {\emph{D3}} & \multicolumn{2}{c}{\emph{Bovine brain endothelial cells}} \\
\cmidrule{l}{2-4}
40 & 0.0637 & 0.046 & {n.a.} \\
80 & 0.0446 & 0.008 & 0.126 \\
\bottomrule
\end{tabular}\end{document}
`
Si può fare anche meglio, naturalmente.Ciao,
L.
::Tanti auguri a tutti!
e che il nuovo anno ci porti tante soddisfazioni… ma soprattutto
a) la compatibilità tra biblatex e utf8x
b) microtype per XeLaTeX
c) un font stile “garamond” con vero maiuscoletto, caratteri greci e matematici (per Tommaso: escluso libertine)Avrei molte cose da aggiungere a questo elenco: tutte in direzione di una maggiore semplicità, dl’installazione, d’uso e nel codice (talvolta troppo contorto: vedi ClassicThesis).
Ciao,
L.
::Ho inaugurato questo filone due anni fa, con il messaggio 4000; questo è il numero 8344. 😯 Forza, ci vuole qualcuno che provi a raggiungermi. 🙂
Sono a quota 4342. Ma se Tommaso e io avessimo discusso dell’Arte sul forum anziché privatamente, ne avrei almeno mille in più. 😉
Da “non credente”, auguro a tutti (in ritardo) un ottimo solstizio d’inverno e un piacevole capodanno: anche questa volta il Sole e la Terra hanno fatto il loro dovere! 🙂
Ciao,
L.
::
Vi stupirò: se dovessi scrivere una tesi di matematica, userei ClassicThesis senza note a margine e con una riga di testo leggermente aumentata (io consiglio di aggiungere 32 puntia quella predefinita).Le note a margine sono bellissime, ma creano problemi di impaginazione verticale non indifferenti, soprattutto se sono lunghe e numerose. Il risultato finale è gradevole, ma la fatica per ottenerlo è grande.
Quanto alla riga di testo, quella di ClassiThesis è molto stretta: avere un centimetro in più di libertà di manovra è utile e comodo, in una tesi scientifica. Così si riducono i problemi di impaginazione orizzontale del ClassicThesias standard.
Uno dei più bei documenti che abbia mai visto è una tesi (in informatica) composta per l’appunto così: ArsClassica, niente note a margine, riga di testo leggermente aumentata (non troppo, per non appesantire la pagina).
Così hai un ottimo risultato estetico, senza doverti sbattere troppo sull’impaginazione.
Buon lavoro,
L.
::
Uno dei punti deboli di LaTeX è la difficoltà di usare font diversi da quelli non preinstallati: la procedura per installare un font non compreso nella distribuzione (il MinionPro, per esempio) è da mal di testa. Se XeLaTeX risolve questo problema, ben venga. Però, appunto, vorrei che XeLaTeX fosse un’estensione di LaTeX, non “un altro LaTeX”, incompatibile (e in concorrenza) col primo.Per certi versi, LaTeX è ancora orrendo. 🙁
Penso alle difficoltà di installazione su piattaforma Windows e Linux e alla mancanza di un editor di riferimento semplice e (relativamente) completo su Win e Linux (su Mac questi problemi sono risiolti da anni, con MacTeX e TeXshop).
Penso al codice di ClassicThesis, che in molti punti è farraginoso e complicato.
Di lavoro da fare, in direzione della semplicità, ce n’è parecchio.
Ecco, spero che qualche guru in ascolto avverta gli sviluppatori dei piericoli di mettersi su strade incasinate, che complichino ancora di più la vita agli utenti finali di LaTeX.
Ciao,
L.
::[Con XeLaTeX] ClassicThesis non funziona.
Per gli umanisti XeLaTeX è la soluzione migliore, vista l’incompatibilità tra utf8x e biblatex 🙁
La situazione si annuncia da mal di testa.
Già ora non vedo l’utilità di avere due “LaTeX” (LaTeX e pdfLaTeX), che fanno sostanzialmente la stessa cosa, ma leggermente incompatibili, riguardo ai formati di immagine accettati, all’uso di alcuni pacchetti, alla (im)possibilità di eseguire la ricerca diretta e inversa. Tutto questo è fonte di malintesi, soprattutto per i principianti.
XeLaTeX (che, da quel che leggo, è incompatibile con microtype, ClassicThesis e biblatex: hai detto niente!) rischia di complicare ancor più le cose.
Poi c’è LuaTeX.
La situazione che si prospetta è, francamente, da incubo: tanti “LaTeX” (LaTeX, pdfLaTeX, XeLaTeX, LuaTeX…) ciascuno con pro e contro, ciascuno variamente incompatibile con tutti gli altri. Se pensate che c’è chi ritiene che già adesso LaTeX sia troppo difficile…
Sarà anche una situazione tipica del mondo open source (vedi Linux, dove forse ci sono più distribuzioni che utenti…), ma spero che non sia quella la strada che prenderà LaTeX.
Ciao,
L.
16 Dicembre 2010 alle 17:55 in risposta a: Non riesco a riferirmi ad un’appendice… eppure è tutto ok! #53846::Ho scritto un’appendice che comincia così:
`\chapter{Soluzione del sistema \eqref{35}}
\label{cap:soluzionesistema}`Però quando la richiamo nel capitolo così:
`come fatto in appendice~\ref{soluzionesistema}`
Nel file pdf mi escono sempre i due puntini interrogativi…
WHY?
Sbagli a riferirti all’etichetta. Se scrivi:
`\label{cap:soluzionesistema}`
poi devi riferirti ad essa con
`\ref{cap:soluzionesistema}`
e non con
`\ref{soluzionesistema}`
Ciao,
L.
15 Dicembre 2010 alle 17:56 in risposta a: Citare un documento come fonte di un intera sezione #53793::sto facendo una tesi ha avrei l’esigenza di far capire da dove ho preso le informazioni di una certa sezione.
Io lo direi espressamente, all’inizio del paragrafo. Qualcosa come:
Pippo
Le informazioni contenute in questo paragrafo sono prese da [Disney, 2000].
Pippo (Goofy) è un personaggio immaginario dei cartoni animati e fumetti Disney creato negli anni Tenta. Nell’universo immaginario abita a Topolinia e…
Ciao,
L.
::ma immagino che bisogna poi giustamente dire a TexMaker dove andare a pigliare il database… ed è questa la tappa che mi manca!
In realtà, non è che devi dirlo a TeXMaker: devi dirlo a LaTeX. Basta mettere il path del file (attenzione: meglio che non contenga spazi) come argomento di \bibliography.
Ciao,
L.
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