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1 Novembre 2009 alle 11:42 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37502::
Ciao Ivan, ho appena provato la nuova versione.Ricordo soltanto che per ottenere la lista competa degli autori in bibliografia è sufficiente scrivere:
`\printbibliography[maxnames=20,minnames=20]
`
Questo fa si che se la lista ha più di venti autori verrà troncata al ventesimo autore.Funziona, certo, ma, come ti dicevo, questo trucco lo nasconderei all’utente finale. Meglio, molto meglio metterlo direttamente nel codice dello stile.
Per il momento non ho inserito negli stili le modifiche relative al caso “url”, in attesa di soluzioni migliori.
Io inserirei nel codice dello stile le istruzioni per evitare di allargare lo spazio fra lettera e lettera dell’URL. Tutto qui. Il codice l’hai indicato tu stesso qualche intervento fa, e funziona perfettamente. Vedi, è proprio una questione di tipografia generale, e di coerenza: in un font a spaziatura fissa (come quello che usi per comporre l’URL), il font deve essere… a spaziatura fissa. Non si può fare diversamente, IMO.
Per il resto credo che sia (quasi) tutto a posto, tranne la questione “riviste”. Mettere lo spazio insecabile anche dopo il volume potrebbe creare problemi di sillabazione nel caso si usassero tutti i campi month, number, volume. E se si usa anche il campo series?
Sia inteso comunque che sono d’accordo con te: meglio avere “Rivista~1~(2)”, senza dubbio.
Problema aperto…Ho visto che lo spazio insecabile c’è, ma non sono d’accordo sulle parentesi quadre, infatti viene “ArsTeXnica [2]” invece di “ArsTeXnica (2)”. Userei le tonde, senza dubbio, perché proprio non c’è alcuna ragione per usare le quadre. Per quanto riguarda lo spazio insecable, sono i numeri a non dover andare in una nuova riga. Quindi “Rivista~1~(2)”, ma, per esempio, “Rivista~1~(2), maggio~2009, vol.~3”. Nota che tra la virgola e “maggio” non c’è lo spazio insecabile, mentre tra “maggio” e “2009” lo spazio insecabile c’è.
Messi a posto questi tre punti, mi pare che ci siamo! 😀
A presto,
L.
::sul libro di Pantieri non riesco a trovare il codice per descrivere gli estremi dopo l’operazione di integrazione …
Riccardo non sei tu che non trovi, è che proprio non c’è! Mi sa che questo è un punto da aggungere. Enrico, davvero non c’è una soluzione più trasparente e meno “trickie” di quella che hai indicato?
Grazie mille,
L.
::A tal proposito ti chiedo un consiglio. Una volta ultimato il lavoro conviene aggiornare il link sul forum (usando il nuovo nomie oppure mantenere il vecchio link (che si riferisce all’archivio msb.zip) e aggiornare solo la cartella interna, come succede adesso?
Come fare tutto ciò senza creare ulteriore confusione?Poi, il mio topic si riferisce agli stili msb-classic e msb-modern, che adesso di fatto non esistono più. A suo tempo avevo comunicato il cambio dei nomi degli stili. È il caso di aggiungere una riga ad inizio topic? È possibile? Su questo mi sento un po’ incartato 😳Come la penso io? Finora hai lavorato agli stili con un nome in codice, e va benissimo così (è la prassi). Una volta messi a punto gli stili, però, il nome va cambiato: per esempio, “msb” per un utente non iniziato 😉 non significa nulla e anzi rischia di creare dubbi (“che cosa vuol dire quella sigla?”).
Di più, anche il nome “philosophy-modern” non mi convince, per diverse ragioni:
1. lascia pensare che sia adatto solo (o soprattutto) per lavori di filosofia, e così non è.
2. “modern” e “classic” sono un po’ abusati e significano poco: per esempio, a me il look dello stile “modern” appare molto… classico! 😉
3. Il nome è lungo, pesante: due parole separate da un trattino. Non mi piace molto.Farei così. Una volta scelto il nome definitivo, diciamo “verona” e “padova” (dico per dire eh), aggiornerei tutto il topic, con i link giusti. Quindi verona.zip (che comprenderà verona.bbx, verona.cbx, la relativa documentazione e gli esempi) e padova.zip (che comprenderà padova.bbx, padova.cbx, la documentazione e gli esempi). Magari puoi modificare il primo topic (titolo compreso) aggiungendo l’avvertenza che i link sono stati modificati.
Ciao,
L.
::Allora, va benissimo che venga indicato come agire sull’albero personale e che (in nota) venga accennata l’esistenza degli altri due alberi con un riferimento alla pagina di documentazione, per cultura personale.
Proprio così, questa è la conclusione cui, in omaggio al principio di semplicità, sono approdato dopo una lunga riflessione.
Nell’Arte è nettissima la distinzione MikTeX = Windows, TeXLive = Linux. Io non mi ritengo assolutamente un utente avanzato, eppure ho TeXLive su Windows. Ancora, e parlo per esperienza personale, avendolo testato su inconsapevoli cavie, installare TeXLive su Windows Vista (che ha un modo tutto suo di gestire i privilegi di amministratore) tramite interfaccia testuale (la ‘bestia nera’ per un utente win) è veramente alla portata di tutti (o per lo meno alla portata di chiunque voglia, non appena installata una distribuzione LaTeX, incominciare a comporre documenti).
Ho qualche riserva sul fatto che installare un programma via interfaccia testuale sia davvero una cosa che metta a proprio agio qualunque utente di Windows. Tieni presente che il mio lettore ideale è il principiante assoluto. E questo non è limitante: se una cosa è chiara per un principiante, a maggior ragione lo sarà per un esperto (mentre il viceversa naturalmente non vale). Ma qui le cose cambiano in fretta: sperabilmente, la procedura di installazione delle diverse distribuzioni di LaTeX nelle varie piattaforme converge(rà) verso la semplicità. Francamente, aspetterei il momento in cui la TeX Live per Windows sarà installabile via doppio clic. Anzi, visto che sei usi quella distribuzione, ti prego di tenermi informato!
Allora, ciò che nella guida è, a mio modestissimo parere, ‘incompleto’ è l’elenco puntato di pagina 34: se uso texlive su win, come faccio a sapere dov’è l’albero personale?!?
D’accordissimo su questo. Ricordo di aver lanciato qualche mese fa un appello agli utenti della TeX Live su Windows per integrare quel passo, ma non ho ricevuto risposta. Come sopra: se sai fornirmi indicazioni, le inserisco nella prossima versione.
Insomma, io sono del parere (ma se ne era già parlato) che suddividere le distribuzioni LaTeX per sistemi operativi stia un po’ stretta sia a TeXLive (che su win funziona egregiamente) sia a MikTeX (che sta pian piano muovendo alla conquista del mondo Linux, con i tools multipiattaforma) – l’unico a vivere nel suo universo felice è l’utente Mac, che ha il suo bel MacTeX e vive sereno.
Continuo a pensare che sia bene strutturare per OS. Così un utente, poniamo di Mac, salta le parti relative a Windows e Linux (che non gli interessano minimamente) e legge solo quello che lo riguarda.
Infine, aggiungo ancora una volta che, secondo me, è decisamente opportuno mettere in guardia in maniera esplicita l’utente italiano dalla proverbiale lentezza del mirror roma2.
Sono proprio sbadato in modo imperdonabile. Mi ripropongo di farlo, ma lo dimentico sempre. 😳 Nella prossima versione prometto di rimediare. Intanto scusami!
Ciao,
L.
::In realtà, posso rispondermi da solo, o, meglio, citare la risposta direttamente da http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.php
Infatti, nella guida si parla di albero personale, mentre io metto il pacchetto nell’albero locale: nel caso dell’albero locale (e di quello principale) è necessario aggiornare il database con
`mktexlsr`
(che, penso, sia equivalente a texhash).Scusate il messaggio improprio…
No, il messaggio non è per niente improprio. Nella guida parlo appunto dell’albero personale proprio perché non richede alcun aggiornamento del database (a proposito, texhash è solo un alias, il programma è mktexlsr).
In definitiva, credo che un utente “normale” dovrebbe toccare solo l’albero personale, lasciando stare gli altri. Tu che ne dici?
Colgo l’occasione per comunicare che, per la prima volta da quando l’ho scritta, questo mese l’Arte non verrà aggiornata (lo stesso vale per l’Iimpaziente). Sto lavorando con Tommaso a una revisione dell’intero documento, con l’obiettivo di perfezionarne l’italiano. Quindi ci fa comodo avere una versione “stabile” su cui lavorare. Per il prossimo aggiornamento, ne riparleremo a Natale (almeno, lo spero!). Naturalmente, continuate pure a inviarmi le vostre osservazioni: apporterò le modifiche tutte insieme, nella prossima versione.
Ciao,
L.
::Sono contento che Lorenzo abbia finalmente rialasciato qualche modello. Era quello che per diversi mesi avevo richiesto. Ti eri sempre mostrato restio ai template. Hai cambiato idea! anche per questo confermo che sei Grande!!
A dirla tutta, l’idea del modello continua a non estusiasmarmi: non vorrei incentivare qualcuno ad usare LaTeX senza prima studiarlo. La cosa è un esperimento: vediamo se avere dei modelli già pronti crea più benefici che danni (lo spero) e poi decidiamo il da farsi.
Comunque ricordo benissimo il tuo kanon!
Un salutone,
Lorenzo
::Ok, ma quel pacchetto serve per gli url ed i path: nel mio esempio è un caso che le parole in \texttt presentino degli underscore…
Ho anche nomi di funzioni lunghi, senza underscore, che non vengono riconosciuti dal pacchetto path.Se tolgo gli underscore dall’ultima parola, path fa cilecca e mi ritrovo sempre con la parola che sfora la pagina.
…e poi è scomodissimo dover inserire ogni volta un tag per le decine di parole che devo evidenziare in questo modo.Non esiste un sistema davvero efficace e magari automatico?
Tu vuoi inserire delle parole con il font a spaziatura fissa. Se usi \texttt, LaTeX non le spezza. Il pacchetto path permette invece di spezzarle dopo i segni che vuoi tu (mi pare che il comando si chiami \discretionaries). In uqesto modo, fai l’impostazione nel preambolo, una volta per tutte, e nel documento hai le suddivisioni che preferisci.
Ciao,
L.
::
Ciao a tutti, ho appena aggiornato l’articolo, dedicando un paragrafo allo stile di Ivan (“Stili bibliografici personalizzati”). Nel paragrafo descrivo sinteticamente lo stile, spiegando anche dove trovarlo e come installarlo.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf
Forse sono un po’ in anticipo sui tempi, visto che lo stile è ancora in fase di elaborazione. Tuttavia, per lo stile di Ivan vale lo stesso discorso di biblatex: sono strumenti ancora in fase di sviluppo, ma in realtà perfettamente usabili. A questi strumenti vorrei, nel mio piccolo, dare la maggior risonanza possibile: sono eccellenti!
Se Ivan ha qualche osservazione da fare sul pargrafo, sono qui, naturalmente.
A presto,
L.
::Come faccio a far capire a TeX di spezzarmi anche le parole evidenziate con \texttt, quando deve andare a capo? Mi capita questo:`Alle righe 23-25 si possono osservare le classiche funzioni di inizializzazione
dell'ambiente MPI: \texttt{MPI\_Init()}, \texttt{MPI\_Comm\_size()}
ed \texttt{MPI\_Comm\_rank()}.`L’ultima parola in \texttt mi sfora la larghezza della pagina perchè è messa tutta intera…
Suggerimenti?Direi che devi usare il comando
`\path`
del pacchetto path.http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=4790&highlight=path
Ciao,
L.
28 Ottobre 2009 alle 8:54 in risposta a: Rappresentare le soluzioni di una equazione di 2° grado #38452::La formula che riporti, $\sin x=\pm\sqrt{1-\cos^2 x}$ è corretta se la interpreti come due proposizioni connesse con un “o”. Ma che ci vuole a trasformarla nella formula non ambigua $\lvert\sin x\rvert=\sqrt{1-\cos^2 x}$ la quale, fra l’altro, ha il vantaggio di costringere lo studente a riflettere sul significato del modulo e della radice quadrata? Si dice qual è il modulo di $\sin x$, se poi sia positivo o negativo lo si deduce dal valore di $x$, quando possibile. La ricerca spasmodica di formulette che possano essere applicate senza pensare è un grave danno per la formazione matematica dei giovani allievi.
Ultima osservazione: se interpreti “$a=\pm b$” come abbreviazione di “$a=b$ oppure $a=-b$” non sei più autorizzato a inserirla in un conto algebrico.
Spiegazione ineccepibile: chiarissimo! In altre parole, la formula
`\[
a=\pm a
\]`
sarà anche corretta, ma è fuorviante.Grazie,
L.
::Scusa se abuso della tua gentilezza, ma cosa intendi per uso di ‘programmi esterni’? Potresti indicarmene gentilmente qualcuno?
Sono software appositi con cui disegnare, esportare la figura come PDF, da includere poi in LaTeX. Ripeto: cerca “vettoriali” nel forum (e anche nell’Arte, quassù).
Ciao,
L.
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