lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Rappresentare le soluzioni di una equazione di 2° grado #38450
    lorenzo.pantieri
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      Un numero è un numero, non può essere due: x=… \pm … è sbagliato concettualmente e didatticamente. Che lo usino in tanti è un altro (penoso) discorso.

      A proposito del simbolo $\pm$ e dei fraintendimenti che può determinare, su molti libri di trigonometria si trova la formula:
      `\[
      \sin x=\pm\sqrt{1-(\cos x)^2}
      \]`
      Ora, $\sin$ è una funzione, $\sin x$ è un numero. Dire che $\sin x$ può essere uguale a due valori crea confusione.

      Ora, mi sono sempre chiesto se la formula precedente sia semplicemente “solo” fuorviante (lo è di sicuro!) oppure se sia proprio scorretta. In fondo, per ogni $x$, $\sin x$ è uguale a uno (solo) dei due valori indicati dalla formula. Se ha ragione nearthesoul, che equipara il $\pm$ a un $\lor$, allora la formula dovrebbe essere giusta (anche se fuorviante), perché
      `\[
      \sin x=+sqrt{1-(\cos x)^2} \lor \sin x=-sqrt{1-(\cos x)^2}
      \]`
      Vediamo se Enrico riesce a togliermi questo dubbio!

      Grazie mille,
      L.

      in risposta a: Testata allineata al testa #38438
      lorenzo.pantieri
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        Grazie mille…non sai quanto c’ho ammattito io…
        adesso sono fantastiche le relazioni…
        dato che sai cosi’ tante cose hai mica idea di come si faccia a usare correttamente il controllo ortografico? perche’ avevo sentito che il pacchetto aspell era fatto ad hoc ma…non funziona per niente e dato che sto scrivendo anche un qualcosa di associabile a un libro, avere un controllore ortografico non mi farebbe altro che comodo…altrimenti ti ringrazio davvero tantissimo

        Che editor usi? Nell’Arte (quassù) è speigato come installare il controllo ortografico per alcuni, diffusi editor.

        Ciao,
        L.

        in risposta a: Rappresentare le soluzioni di una equazione di 2° grado #38443
        lorenzo.pantieri
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          Ho il seguente codice

          `x=\frac{-b\pm\sqrt{\Delta}}{2a}`

          da completare aggiungendo due linee indicanti ciascuna una soluzione. Ho, in altre parole, la necessità di rappresentare nel modo classico la doppia soluzione di una equazione di secondo grado. Esistono pacchetti appositi? Qualche soluzione?

          Non saprei. Hai pensato di usare l’ambiente cases di amsmath? Non è proprio la stessa cosa, però forse può andare. (Cerca sull’Arte, quassù, per la sintassi.)

          Scusami per la risposta incompleta.

          Ciao,
          L.

          in risposta a: Problema bibliografia (maiuscole & minuscole) #38336
          lorenzo.pantieri
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            Dovrebbe bastare mettere tra parentesi graffe la parole di cui bibtex deve riportare fedelmente le maiuscole.

            Oppure si può usare biblatex: gli stili standard il problema della miauscole non ce l’hanno.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: Testatine: quale scelta per lo stile plain? #38423
            lorenzo.pantieri
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              Se in un documento ho i numeri di pagina in alto, così come nello stile headings qual è, secondo voi, lo stile più adatto per le prime pagine dei capitoli, per l’indice e così via?

              LaTeX usa il numero di pagina al centro in basso e basta.

              Se una classe di LaTeX è ben scritta (e le classi standard, naturalmente, lo solo) non c’è bisogno che l’utente si preoccupi di queste cose, perché ci ha già pensato chi ha progettato la classe. In definitiva, usa le impostazioni di default e vivi felice.

              Ciao,
              L.

              in risposta a: disegni meccanici #38417
              lorenzo.pantieri
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                Salve a tutti,
                sono un novizio di latex. Sto scrivendo la mia tesi di laurea in ingegneria meccanica con l’editor Lyx, su motore MikTex. Dovrei inserire un certo numero di semplici disegni meccanici, come schemi di corpo libero, schemi con le caratteristiche di sollecitazione, schemi con vincoli. Volevo sapere se esistono package ed eventuari editor grafici dedicati a ciò. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta
                Francesco

                Non conosco strumenti specifici per l’ingegneria meccanica, però se cerchi “vettoriale” sul forum trovi un bel po’ di programmi che potrebbero aiutarti.

                Benvenuto,
                L.

                in risposta a: Ambiente Table: eliminare Tabella da caption #38404
                lorenzo.pantieri
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                  perche devo mettere una didascalia in una slide, ma senza che compaia Tabella!

                  grazie!

                  In una slide non ha senso usare un ambiente table o figure. ❗ Inserisci la tua tabella direttamente con tabular (o la figura direttamente con \includegraphics) e scrivi accanto che cosa rappresenta.

                  http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Presentazioni.pdf
                  Cerca “Strutturare una diapositiva in più colonne”.

                  Per approfondire:
                  http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
                  Cerca “figure e tabelle in testo”.

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: “L’arte di fare una presentazione con beamer” #37619
                  lorenzo.pantieri
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                    Ciao a tutti, ho (anzi, abbiamo!) appena aggiornato l’articolo, apportando diversi miglioramenti linguistici, tutti suggeriti da Tommaso.

                    A presto,
                    L.

                    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37500
                    lorenzo.pantieri
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                      Ho aggiunto lo spazio insecabile dopo il nome della rivista (aggiornerò a breve i file in rete). Questo significa che lo spazio insecabile è tra il nome della rivista e il campo successivo, che può essere: series, volume oppure number, appunto.

                      Ottimo. Spezzare “ArsteXnica \\ 2” in due righe non mi sembra una buona cosa. Di più, lo stesso farei per eventuali numeri seguenti: per una cosa del tipo “Rivista 1 (2)” userei senz’altro due spazi insecabili: uno fra “Rivista” e “1” e un altro fra “1” e “(2)”.

                      Ci sono un’infinità di modi possibili per citare volume, numero, anno, serie, mese, ecc. Per il momento una rivista verrà resa in questo modo:

                      Frampton, Peter 2008, «Title of the article», Journal of typography, New series 2 (6) (Oct.-Nov.), pp. 37–51.

                      2 è il volume, mentre il campo Issue produce (Oct.-Nov).

                      Come vedi ho messo le parentesi intorno al numero della rivista (come mi avevi suggerito tempo fa) […].

                      Ti chiedo scusa Ivan, ma quel mio suggerimento non era basato su riflessioni approfondite, era solo una osservazione “d’istinto”. 😳 Insomma, di primo acchito mi pare(va) che “ArsTeXnica (2)” offrisse più respiro di “ArsTeXnica 2, ma effettivamente la questione dovrebbe essere studiata per bene, e ora che mi ero abituato al tuo stile non sono più sicurissimo che “ArsTeXnica (2)” sia davvero meglio di “ArsTeXnica 2”. Oggi faccio qualche altra prova e poi ti dico.

                      Per il resto, i miei esperimenti con il tuo stile bibliografico continuano, con risultati interessanti…

                      Ancora sulla giustificazione dell’URL. Credevo che i problemi fossero originati dall’uso del tuo stile in coppia con ClassicThesis (la riga di ClassicThesis è corta di suo, con il tuo stile lo spazio è ancora meno). Per esempio:

                      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova.pdf

                      Come vedi, il riferimento al mio lavoro “L’arte di gestire la bibliografia con biblatex” non è ben composto.

                      Il fatto, però, è che i problemi possono presentarsi anche rinunciando a ClassicThesis in favore di layaureo:

                      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova2.pdf

                      Questa volta il riferimento che dà problemi è il lavoro di Mori “Tabelle su LaTeX: pacchetti e metodi da utilizzare”.

                      Ma la cosa ancora più interessante (e che in definitiva taglia la testa al toro) è che il problema dell’URL può presentarsi comunque, anche senza il tuo stile. Vedi per esempio questo documento (i margini sono quelli di layaureo, lo stile è numeric, predefinito di biblatex):

                      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova3.pdf

                      Qui i problemi più grossi si presentano nel mio “Introduzione allo stile ClasscThesis”.

                      Insomma, il problema di impaginare l’URL è generale, e può presentarsi sempre. Questo, d’altra parte, non è in fondo così sorprendente: posizionare in poche righe una lunga sequenza di caratteri nel font a spaziatura fissa non è facile. Credo, in definitiva, che la situazione sia analoga alla vexata quaestio su “che cosa fare se non c’è abbastanza spazio per inserire un oggetto mobile ?”. La risposta è analoga: “Non c’è niente da fare: se lo spazio fisico non c’è, non lo si può inventare”.

                      A questo punto, Ivan, probabilmente non devi fare nulla (a parte agginungere quel codice per fare in modo che il font a spaziatura fissa sia… realmente a spaziatura fissa, senza spazi allungabili fra una lettera e l’altra). Forse non guasterebbe menzionare il problema nella documentazione. Qualcosa del tipo (è solo un’idea):

                      In generale, con i vari stili bibliografici possono presentarsi problemi di impaginazione nell’inserimento degli URL, soprattutto se gli URL sono lunghetti. Questo problema è inevitrabile, volendo inserire in un paragrafo di pochissime righe una lunga sequenza di caratteri usando il font a spaziatura fissa, senza fuoriuscire dai margini e cercando di mantenere la giustificazione. D’altra parte, se lo spazio fisico non c’è, non lo si può inventare.

                      Il problema, generale, dell’inserimento dell’URL è forse acuito dall’uso dello stile msb (a maggior ragione se usato con gabbie di testo dalle righe corte, come è il caso di ClassicThesis): con lo stile msb, infatti, lo spazio per inserire le informazioni è ancora minore di quello disponibile con gli stili standard, poiché una parte della colonna di testo è occupata dagli anni di pubblicazione delle opere.

                      Per risolvere questo problema non c’è sostanzialmente nulla da fare, ma è bene che il lettore ne sia al corrente. Eccetera.

                      Per quanto riguarda la “soluzione” che proponevi,
                      `\usepackage[obeyspaces,spaces]{url}`
                      l’ho provata, ma devo dire che la considero un rimedio molto peggiore del male che vorrebbe curare! Mettere le mani sul database bibliografico cambiando l’URL e scrivendolo in modo scorretto mi sembra proprio una brutta cosa (e se poi uno si dimentica di togliere la “correzione”? A quel punto si ha un database con record scritti in modo errato…). Fra l’altro, ho visto che se inserisco uno spazio nell’URL, poi il link non viene più cliccabile.

                      Insomma, a quel punto molto, molto meglio tenersi l’URL non impaginato perfettamente!

                      A presto,
                      L.

                      in risposta a: Commentare più righe #38387
                      lorenzo.pantieri
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                        Con il carattere % si può inserire un commento, che però termina quando si va a capo. Esiste un comando per commentare più righe senza dover mettere un % all’inizio di ognuna di esse? Insomma, una cosa tipo /* ……. */ nel C++.

                        Ambiente comment del pacchetto comment. Mi pare che nell’Arte (quassù) ci sia.

                        Ciao,
                        L.

                        in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37498
                        lorenzo.pantieri
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                          Credo che la questione sia risolta.

                          Oggi provo. Però non so se la questione possa dirsi risolta. In fondo, si tratta di una soluzione manuale (se ho ben capito), e poi non sono sicurissimo che sia un bene una suddivisione come “Bibliogra\\fia” nel PDF.

                          Sarò più preciso domani!

                          In ogni caso, in quella voce (e in tutte le altre analoghe) mi sembrerebbe molto meglio avere “ArsTeXnica 8” collegati con uno spazio insecabile.

                          Grazie mille,
                          L.

                          in risposta a: Salve! #38273
                          lorenzo.pantieri
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                            Si…. fa molto più fico…. 😀

                            Tieni presente che la prefazione di regola la scrive un autore “celebre” o comunque una personalità di riferimento, sempre diversa da quella che scrive il resto del lavoro.

                            Nella tua tesi chi scrive la prefazione? Il relatore? Se è così, immagino sia una tesi di pregio, con scoperte importanti (di regola il relatore non scrive alcuna prefazione).

                            Nella mia vita, ho anche visto tesi con una prefazione scritta dal candidato stesso, ma non è così che si fa (bisognerebbe scrivere tutto nell’introduzione).

                            Ciao,
                            L.

                            in risposta a: Citare pezzi presi da encicolppedie #38312
                            lorenzo.pantieri
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                              esiste un modo predefinito di creare una linkografia o webgrafia?

                              Con biblatex creare una sitografia è un gioco da ragazzi:
                              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf

                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37496
                              lorenzo.pantieri
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                                Il fatto è che il trucco dietro alle quinte potrebbe avere conseguenze inaspettate. L’avevo usato solo come ultima spiaggia. Quando ho scoperto che si può fare senza l’ho eliminato. D’altra parte aggiungere “maxnames=20” e “minnames=20” tra le opzioni di \printbiblography non è così di basso livello. Sono opzioni come le altre, e certamente non più complicate da capire delle opzioni “category”, “heading”, “type”, “segment” o “filter”, delle quali parli nel tuo articolo. Visto che queste opzioni sono indipendenti dagli stili sarebbe meglio che ne parlassi tu nell’articolo; in caso contrario metterò io una nota nella documentazione.

                                Ciao Ivan, aggiungere “maxnames=20” e “minmanes=20” non è di bassissimo livello, è vero, ma è di certo meno amichevole di una bella opzione. E poi quel “20” fa subito sorgere la domanda: “20? Perché 20?”. D’altra parte, si intuisce immediatamente che quel “20” è un trucco… Insomma, preferirei decisamente l’opzione! Meglio che i trucchi e le difficoltà siano “dietro le quinte”: in fondo, una buona programmazione significa (anche) questo! 😉

                                Volendo si potrebbe creare un’opzione per ottenere quest’effetto (itabackref?), che servirebbe però solo per gli utenti italiani, però non so se è il caso. Per gli altri utenti sarebbe del tutto inutile.

                                No, questa opzione non la metterei per due ragioni:
                                1. è impossibile tener conto di tutte le possibilità (“pag.”, “p.” “pagina”, …);
                                1. per omogeneità, bisognerebbe crearne altre per le varie lingue.
                                Insomma, va spiegato come modificare quelle espressioni, e così l’utente fa quello che vuole!

                                Per il resto provata la nuova versione, eccoti le mie impressioni.

                                1. L’opzione
                                `multiautfull=true`
                                non funziona più. Questo, come ti dicevo, non è un bene: per avere quel comportamento, ora bisogna scrivere un codice un po’ più criptico e un po’ meno comodo di quello precedente. Di più: quell’opzione la metterei di default, senza dubbio. Supponiamo, per esempio, di avere un’opera scritta da questi autori:
                                `author = {Gregorio, Enrico and Einstein, Albert and Napolitano, Giorgio}`
                                Avere nella bibliografia una cosa del tipo

                                Gregorio, Enrico et al.

                                mi sembrerebbe non solo dare un’informazione incompleta (“chi sono gli altri autori?”, potrebbe benissimo chiedersi il lettore; e quell’et al. potrebbe celare nomi importanti, come nell’esempio limite che ti ho fatto!), ma anche un’ingiustizia nei confronti degli altri che hanno scritto il documento. Secondo me, questa è una cosa inaccettabile, nello stile bibliografico migliore del mondo. 😉

                                Naturalmente, per ragioni di spazio, nelle citazioni avere “vedi Gregorio et al.” è invece più che ragionevole, ma nella bibliografia lo considerei una lacuna.

                                Quindi, ricapitolando: se un’opera è scritta da due autori, ci vanno entrambi, sia nella bibliografia finale, sia nelle citazioni; se un’opera è scritta da più di due autori, nella bibliografia finale ci vanno tutti i nomi, nelle citazioni solo il primo seguito da et al. Questo dovrebbe IMO essere il comportamente predefinito.

                                2. La questione dell’URL. Con il tuo (eccellente!) stile lo spazio per giustificare l’URL è davvero poco, e si presentano i problemi di cui ti parlavo qualche intervento fa. Ho provato innanzitutto a usare il codice che mi avevi suggerito a suo tempo.
                                `\makeatletter
                                \renewcommand*{\biburlsetup}{%
                                \Urlmuskip=0mu\relax% riga modificata
                                \mathchardef\UrlBreakPenalty=200\relax
                                \mathchardef\UrlBigBreakPenalty=100\relax
                                \mathchardef\UrlEmergencyPenalty=9000\relax
                                \appto\UrlSpecials{%
                                \do\0{\mathchar`\0\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\1{\mathchar`\1\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\2{\mathchar`\2\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\3{\mathchar`\3\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\4{\mathchar`\4\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\5{\mathchar`\5\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\6{\mathchar`\6\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\7{\mathchar`\7\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\8{\mathchar`\8\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
                                \do\9{\mathchar`\9\penalty\UrlEmergencyPenalty}}%
                                \def\UrlBreaks{%
                                \do\.\do\@\do\/\do\\\do\!\do\_\do\|\do\;\do\>\do\]\do\)\do\}%
                                \do\,\do\?\do\'\do\+\do\=\do\#\do\$\do\&\do\*\do\^\do\”}%
                                \def\UrlBigBreaks{\do\:\do\-}}
                                \makeatother `
                                Questo è il risultato:
                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova.pdf

                                Ora non c’è più l’inserimento di uno spazio “elastico” tra lettera e lettera nell’URL, e questo è IMO un bene: in un font a spaziatura fissa, una spaziatura elastica fra le lettere è una contraddizione! Quindi il codice precedente lo metterei di default nello stile.

                                Però un problema rimanane: ora è lo spazio interparola nella parole che precedono l’URL a essere talvolta eccessivamente dilatato. Per esempio, “In my opinion” di Flynn è composto maluccio, il mio “L’arte di gestire la bibliografia con biblatex” -ironicamente!- malissimo, con quella voragine dopo “8”. A proposito, metterei sempre uno spazio insecabile fra il nome della rivista (qui “ArsTeXnica”) e il numero (“8”, in questo caso).

                                Questo della giustificazione dell’URL è un problema notevole, soprattutto con il tuo stile, e forse inevitabile: lo spazio è poco e c’è poca libertà di manovra. Purtroppo non mi vengono in mente grandi idee per risolverlo, ammesso che il problema sia solubile…

                                L’unica idea che mi viene in mente, ma non so se è davvero una buona idea, è, come ti dicevo, iniziare l’URL sempre in una riga nuova. Questo indubbiamente aiuterebbe, perché così ci sarebbe molta più libertà di manovra. Però probabilmente il risultato non sarebbe un gran che (la voce bibliografica verrebbe un po’ spezzata). Bisognerebbe vedere il risultato.

                                Tuttavia, può darsi benissimo che il problema della giustificazione dell’URL non sia risolvibile. Con ClassicThesis, la riga è corta; con il tuo stile, lo spazio per scrivere è ancora più piccolo, visto che una parte della riga è riservata agli anni. Se si vuole l’URL in un font a spaziatura fissa (e deve essere così) e si vuole che l’URL sia spezzato solo in corrispondenza di certi punti (un punto, una barra, … e, anche qui, deve essere così), è inevitabile che ci siano problemi con URL contenenti espressioni lunghette, come per esempio “lorenzopantieri”.

                                In altre parole, è possibile che lo stile vada già bene così, ferma restando l’importanza di aggiungere il codice di cui sopra.

                                3. Visto che ci siamo, che ne diresti di avere, nelle citazioni, sia l’anno sia il nome dell’autore cliccabili. Ora, in “vedi [Gregorio, 2009]” solo “2009” è cliccabile; sarebbe più comodo che anche “Gregorio” lo fosse (del resto, così fa natbib).

                                Per quello che mi riguarda, una volta messi a posto questi tre punti, direi che ci siamo.

                                A presto,
                                L.

                                P.S. Sempre in
                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova.pdf

                                Notare come lo stile gestisce il cambio di pagina. Nel passaggio tra la pagina 3 e la pagina 4 (occore girare la pagina), il nome “Gregorio, Enrico” viene ripetuto. Invece nel passaggio tra la pagina 4 alla pagina 5 (pagine una di fronte all’altra) il nome “Pantieri, Lorenzo” non è ripetuto. Un tocco delizioso. 😀

                                in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37494
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::

                                  1) Eliminata l’opzione multiautfull. Questo perché è possibile ottenere lo stesso effetto con le funzioni base di biblatex. Si tenga presente che l’opzione multiautfull funzionava, ma al prezzo di un codice leggermente “contorto”.
                                  Le opzioni maxnames e minnames possono essere passate al comando \printbibliography e avere così valore locale.
                                  Quindi si può scrivere` \printbibliography[maxnames=20,minnames=20]` per ottenere la lista completa degli autori/curatori nella bibliografia, ma si può caricare biblatex indipendentemente con `\usepackage[maxnames=2,minnames=2]{biblatex}`
                                  Credo valga la pena ricordare questa possibilità nel tuo articolo su biblatex. Questo è il modo più corretto per ottenere quest’effetto. Quello che avevo trovato consisteva solo nell’aggirare il problema, e anche malamente.

                                  Non togilerei quell’opzione. Decisamente. Il codice che proponi in sua vece è molto “trickie”, di livello un po’ troppo basso: penso che in questo caso sarebbe più comodo e amichevole, per l’utente, regolare le impostazioni con un’opzione al pacchetto. Se questo richiede qualche truccaccio dietro le quinte (nel codice dello stile, che l’utente non vede), pazienza.

                                  4) backrefpage Per ottenere “pagina” (“pagine”) al posto di “p.” “pp.” nei backref. In futuro potrò rendere personalizzabile anche questo elemento. Per il momento è così. Però, ripeto: se nel resto del documento si usa pp. o pagg. dovrebbe essere così anche nei backref. E per fare questo si usa \DefineBibliographyStrings.

                                  No, non mi convince. Un utente inglese (lo stile sarà internazionale) non troverebbe molto sensato che un’opzione chiamata “backrefpage” cambi “pp.” in “pagine”, in italiano. Dirò di più: un utente franceso, o spagnolo, potrebbe volere parole diverse.

                                  Qui non metterei alcuna opzione (impossibile tener conto di tutti i casi in tutte le lingue), ma spiegherei bene i due incantesimi aggiungere, nel preambolo, per cambiare (separatamente) “p.” e “pp.” in quello che si vuole.

                                  Poverò la nuova versione del tuo stile nelle prossime ore…

                                  Grazie mille,
                                  L.

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