lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6362
    lorenzo.pantieri
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      Riporto da “Come si fa una tesi di laurea di Eco”.

      [Lo schema autore-anno] presuppone che la bibliografia finale sia costruita ponendo in evidenza il nome dell’autore e la data di pubblicazione della prima edizione del libro o dell’articolo.

      [Lo schema autore-anno] funziona solo a certe condizioni:[…] che si tratti di una bibliografia moderna, o almeno degli ultimi due secoli […].

      Quindi, per Eco, niente “Platone (2007)” o “Galileo (1991)”. Se accettiamo l’autorità di Eco, questo chiude la discussione. 😉

      _________________

      Fra l’altro, il vantaggio dello schema autore-anno è di poter seguire la sequenza cronologica. Per esempio:

      Il principio d’inerzia, parzialmente intuito da Galileo in [1590], venne formulato per la prima volta nelle opere della maturità dello scienziato pisano [1632, 1636], anche se non portato alle estreme conseguenze.

      Appare chiaro (per uno studioso di Galileo) che la prima opera citata è il De motu, mentre le opere del 1632 e 1636 sono ovviamente il Dialogo e i Discorsi. Pensa invece a una cosa del tipo

      Il principio d’inerzia, parzialmente intuito da Galileo in [2007], venne formulato per la prima volta nelle opere della maturità dello scienziato pisano [1995, 1982], anche se non portato alle estreme conseguenze.

      Queste citazioni confondono, più che aiutare, e sono, a mio giudizio, inaccettabili. La tua idea che gli anni siano semplicemente delle etichette non mi convince, ma sia chiaro, questa è solo la mia opinione (beh, è l’idea di Eco, per la verità!).

      _________________

      Non ho trovato affrontato, nell’opera di Eco, il problema della pagina. Supponiamo di voler citare gli Elementi di Bringhurst (tradotti in italiano nel 2001, ma la cui edizione originale in inglese è del 1992). Se decidiamo di seguire il suggerimento di Eco, nella bibliografia bisognerebbe scrivere un riferimento del tipo

      BRINGHURST, Robert

      1992 The Elements of Typographic Style, [qui ci vanno i dati dell’edizione originale inglese, che non ho sotto mano] (trad. it. Gli Elementi dello Stile Tipografico, Sylvestre Bonnard, Milano 2001).

      Nel documento:

      Nel capolavoro di Bringhurst [1992, pag. 10] si trova scritto che “è bene che chi modifica i margini sappia quello che fa”.

      Ecco, nelle mie intenzioni, quel “pag. 10” si riferisce all’edizione italiana, ma un lettore potrebbe avere il dubbio (legittimo, secondo me) che ci si stia riferendo a quella originale. Questo problema l’ho sempre risolto “a chimera” (la data è quella dell’edizione originale, la pagina quella della versione consultata), ma non sono sicuro che si tratti di un metodo ineccepibile (non ho trovato un’auctoritas che ne faccia cenno).

      Ciao,
      L.

      in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37460
      lorenzo.pantieri
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        Anche se questa scelta [di scrivere per intero il nome dell’autore] può essere lasciata all’utente, che può usare l’opzione firstinits=false, per me non è un problema impostarla di default. Anzi, sono sicuro che è bene avere il nome completo in bibliografia.

        Ottimo.

        Comunque sto valutando la tua proposta di usare di default la forma et al..

        Ottimo!

        (Citato a p. 1) compare prima dell’eventuale contenuto del campo library. Per questo il punto è fuori dalla parentesi.

        Che ne dici di dare un’occhiata anche al “mio” classc.bst (è lo stile con cui è composta la bibliografia dell’Arte)?

        msb è un’abbreviazione per “miglior stile bibliografico”.

        Quindi l’acronimo è incomprensibile per un utente non italiano: ottima ragione per cambiare il nome, che va benissimo come “nome in codice”, non per la versione definitiva.

        2) eco-italia; eco-italy
        3) umberto-eco (è troppo?).

        Ivan, tieni presente che gli stili di biblatex, a differenza di quelli di BibTeX, non hanno una lingua fissata una volta per tutte, ma la lingua è automaticamente adatta a seconda dell’opzione di babel. Ragion per cui non metterei la parola “Italy” o “Italia” non nome. Fra l’altro, che Eco sia italiano dovrebbe essere noto. Un nome come “Shakespeare-England” o “Rimbaud-France” lo troverei poco felice. Non so se “Bollati” sarebbe opportuno, anche perché non sarebbe lo stile ufficiale.

        La resa grafica con solo il cognome in maiuscoletto proprio non mi piace.

        De gustibus. Ma gli stili predefinit di biblatex fanno così. Se nelle citazioni scrivi “vedi MORI”, per omogeneità scriverei nella bibliografia “MORI, Lapo Filippo”. Il mio classic non usa il maiuscoletto, mai. Quindi, o usi sempre il maiuscoletto (come fa biblatex) o non lo usi mai (come fa classic). Magari metti un’opzione per usarlo .

        Ah, ho letto nella doc. quanto scrivi a proposito dello stile autore-anno. Come discutiamo nell’altro topic, quello stile non si può sempre usare, e questo non si capisce bene da quanto scrivi. Nel mio articolo su biblatex, ho scritto un paragrafetto, molto semplice, dove parlo degli schemi di citazione più diffusi, evidenziandone pro e contro. Ti consiglio di darci un’occhiata (magari lo potresti citare nella tua doc.): è la sintesi di quanto dicono Eco, Lapo e Max.

        Ciao,
        L.

        in risposta a: Beamer: rimuovere logo da una slide #37932
        lorenzo.pantieri
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          Salve ragazzi,

          vorrei rimuovere il logo da una slide perchè un box lo copre parzialmente….

          come si fa!?

          thanks!

          Se usi un tema con la barra laterale, il logo viene messo in un angolo e non c’è pericolo di sovrapposizioni.

          Ciao,
          L.

          in risposta a: [Risolto] Beamer: modificare la barra inferiore #37919
          lorenzo.pantieri
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            Per ora ho risolto con questa modifica… anche perché il titolo corto non mi veniva in mente 😳

            Sono curioso, dicci il titolo lungo: sono convinto che con un po’ di pazienza si possa riassumere qualsiasi cosa… 😉

            Ciao,
            L:

            in risposta a: Beamer: eliminare menu navigazione #37930
            lorenzo.pantieri
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              Salve ragazzi, sapete se è possibile eliminare la barra di navigazione per andare avanti e indietro nelle slide!?

              Proverei a caricare un tema esterno alternativo.

              Ciao,
              L.

              in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6360
              lorenzo.pantieri
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                Platone (2007).

                Ciao Ivan, oggi ho ripensato alla faccenda, e sto maturando questa conclusione: quando si hanno opere la cui edizione originale non coincide con l’edizione consultata, lo schema autore-anno non è quello più indicato. Meglio turarsi il naso e sceglilere uno schema autore-titolo.

                Mi pare che questa sia la posizione di Eco, che di lavori umanistici un po’ dovrebbe intendersene… 😉 Eco consiglia sì lo schema autore-anno, riconoscendone la comodità di eliminare molte note al piede, ma solo “a condizione che la bibliografia sia molto omogenea e recente (dall’Ottocento in poi)”. Quindi, niente “Platone (2007)” o “Galileo (1990)”, espressioni che trovo francamente inaccettabili, o comunque (e questo lo riconosci anche tu) molto discutibili, dubbie e comunque bisognose di chiarimenti.

                Ci sono poi casi in cui non si sa nemmeno l’anno dell’edizione originale. Se cito il Timeo di Platone che anno devo indicare?

                Appunto. Lo stile autore-anno non è indicato.

                Secondo me la tua idea di scrivere in bibliografia
                Galilei, Galileo 1980 (ed. or. 1632), ….
                rimane la migliore.

                Forse lo è, ma, come ti dicevo, sono convinto che sia meglio cambiare strada.

                Ne riparleremo!

                Ciao,
                L.

                in risposta a: [Risolto] Beamer: modificare la barra inferiore #37916
                lorenzo.pantieri
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                  Hai provato con
                  `\title[titolo corto]{titolo}`
                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6358
                  lorenzo.pantieri
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                    `YEAR = {1988, ed.~or.~1632}`

                    Riprendo questa discussione, la cui conclusione non mi ha mai convinto del tutto. Due problemi:

                    1. Come citare, volendo usare uno schema autore-anno, un’opera che si cita solo in ristampa? Il caso del Dialogo di Galileo va benissimo, come esempio. Sempre ammesso che il problema sia risolvibile in modo soddisfacente (mi sta venendo il dubbio che forse in questo caso sarebbe meglio usare uno schema autore-titolo, ma i riferimenti in nota li considero proprio come ultimissima spiaggia…). 😕

                    2 Una volta risolto il problema, come “implementare” la soluzione con biblatex? Il campo origyear di biblatex (un pacchetto che quando ho aperto il topic ancora non esisteva) è molto promettente, anche se non è supportato dagli stili standard di biblatex, ma bisogna capire come usarlo al meglio.

                    Grazie mille,
                    L.

                    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37457
                    lorenzo.pantieri
                    Partecipante
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                      aggiungo, per chiarire alcune osservazioni e innanzitutto il ragionamento da cui sono partito.

                      […]

                      Lo stesso ragionamento lo applicherei allo stile msb-modern con la differenza che l’etichetta in quel caso è sulla prima riga isolata (come nell’esempio di Eco da cui si è partiti) e non accanto al record, come succede nello sitle alpha.

                      Personalmente, sarei molto soddisfatto se lo stile “Eco” (o come si chiamerà) suddividesse le opere in questo modo:

                      MORI, Lapo Filippo
                      2007 …
                      2008 …
                      2009 …

                      MORI, Lapo Filippo e HIMMELMANN, Maurizio
                      2007 …

                      GUIGGIANI, Massimo e MORI, Lapo Filippo
                      2008 …

                      Inoltre, per quanto riguarda le opere con più autori, vorrei questo comportamento.
                      1. Se l’opera ha due autori, li vorrei citati estesamente nella bibliografia e nelle citazioni. Per esempio: “Leggi [MORI e HIMMELMANN]”.
                      2. Se l’opera ha più di due autori, li vorrei citati tutti per esteso nella bilbiografia finale, mentre nelle citazioni vorrei solo il primo nome seguito da et al.. Per esempio, “Leggi [PANTIERI et al.]”.

                      Ciao,
                      L.

                      in risposta a: modulo d’iscrizione #37869
                      lorenzo.pantieri
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                        Vorrei quindi avere, alla fine del mio libro, due pagine solo fronte che contengano la versione stand-alone di questi moduli nuda e cruda, ossia niente numeri di pagina, niente testatine, niente di niente in modo che, chi usa il libro, possa semplicemente fotocopiare i moduli posti alla sua fine ma, allo stesso tempo, dalla versione elettronica possa accedervi tramite l’indice. Come posso fare?

                        Per quelle due pagine definisci lo stile che vuoi (per esempio, con \thispagestyle; se i margini non ti vanno usi chngpage) e includi i due PDF con \includegraphics.

                        Ciao,
                        L.

                        in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37455
                        lorenzo.pantieri
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                          Tuttavia attenzione: dopo una verifica che ho fatto tra i miei libri (quindi solo un campione di editoria italiana e straniera), non si può dire che quello stile sia esclusivo di Eco o di libri Bompiani […].

                          Non ne dubito: Eco si limita a consigliarlo nel suo pluricitato “Come si fa una tesi di laurea”. Per quanto riguarda il nome, “ecostyle” è forse ridondante, per omogeneità allora ogni stile dovrebbe contenere la parola “style”, è superfluo.

                          Inoltre, scriverei il cognome dell’autore in maisucoletto (lasciando il nome in tondo), esattamente come gli stili standard di biblatex.

                          L’effetto estetico dello stile msb-modern è migliore nel caso di monografie o anche articoli che hanno un autore solo. Invece nel caso di articoli con molti autori (caso tipico nel campo delle discipline scientifiche o anche sociali) una riga con molti nomi può risultare lunga e non è bella come nel caso di un autore solo, che fa da etichetta. Inoltre viene meno la logica del raggruppamento delle pubblicazioni con sotto un nome che fa da etichetta: basta che un autore pubblichi un libro da solo e un altro in collaborazione con un secondo autore e le due cose finiscono separate sotto etichette nomi diverse (nel primo caso etichetta=nome A isolato); nel secondo caso etichetta= nome A + nome B).

                          Si può dire che è inevitabile […].

                          Sì, è inevitabile. Nella bibliografia potrei avere più opere scritte da “Mori”, un’opera scritta da “Mori e Himmelmann”, un’altra opera scritta da “Guiggiani e Mori”. Attenzione, non è la stessa cosa: mi pare che l’ordine degli autori conti, non si tratta solo di seguire l’ordine alfabetico. Quindi è normale (e giusto, alla fine) che si abbiano tre raggruppamenti diversi.

                          Ciao,
                          L.

                          in risposta a: Fromule troppo scure #37897
                          lorenzo.pantieri
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                            è un altro carattere in cui anche il testo “normale” è più scuro?

                            Cerca nell’Arte, trovi una spiegazione sintetica.

                            Tuttavia, l’uso dei Latin Modern per risolvere il problema non è certo obbligatorio.

                            Ciao,
                            L:

                            in risposta a: Problema con \Bigg #37893
                            lorenzo.pantieri
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                              Grazie mille Enrico, ho risolto il mio problema grazie al comando \vphantom, di cui ignoravo totalmente l’esistenza (la Pantieri non ne parla).

                              Mi associo ai complimenti di Enrico, la mia guida l’hai studiata con attenzione. Nelle guide non parlo di fantasmi perché, 99 volte su 100, non è necessario usarli, ma sono disponibili soluzioni più eleganti.

                              A presto,
                              L.

                              in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37453
                              lorenzo.pantieri
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                                Ciao Ivan, finalmente ho trovato il tempo per dare una prima occhiata ai tuoi stili. Ho dovuto aggiornare biblatex, ma ora tutto funziona. Ti scrivo le mie impressioni.

                                1. Gli stili sono molto, molto promettenti. In particolare quello msb-modern è davvero quello che stavo cercando. Quando saranno a punto, aggiornerò l’articolo su biblatex facendone menzione. Tieni presente che, quando biblatex sarà sufficientemente stabile e diffuso, penso che modificherò l’Arte di conseguenza. Ora gli stili che consiglio nell’Arte sono natbib_ita e classic: probabilmente, nelle pressime versioni delle guide gli stili che consiglierò saranno i tuoi. Questa potrebbe essere una ragione in più per lavorare a fondo sulla revisione e la messa a punto degli stili.

                                2. Nello stile msb-modern scriverei per intero il nome dell’autore. Quindi, non “Pantieri, L.”, ma “Pantieri, Lorenzo”. Così consiglia Umberto Eco, per ragioni che trovo convincenti.

                                3. Nelle pubblicazioni con più autori, scrivi

                                [et.al.]

                                Correggerei con

                                et al.

                                in corsivo, con lo spazio insecabile dopo “et”; togli anche il punto dopo “et”, non ci va.

                                4. Nei riferimenti finali scrivi

                                (Citato a pagina 1).

                                Correggerei con

                                (Citato a pagina 1.)

                                con il punto fermo dentro la perentesi, e non fuori.

                                5. Ottima l’idea di usare il campo origyear (non supportato dagli stili standard di biblatex). Così, finalmente si sa come citare un’opera consultata in versione non originale. Ma questo è un punto su cui è il caso di ritornare.

                                6. Lo stile è caompatibile con ClassicThesis? Io, modificando il tuo sorgente caricando i pacchetti di ClassicThesis, ricevo un erorre fatale
                                You can’t use `\/’ in vertical mode.
                                `\MT@restore@catcodes …t \relax \kern .16667em \/
                                \unhbox \voidb@x \bgroup \…`
                                ma può darsi che sia colpa della mi a distribuzione (una MacTeX 2007 non aggiornata).

                                7. Il nome non mi piace molto: “msb-modern”, oltre a essere criptico, non mi pare troppo indovinato. In fin dei conti, lo stile che propone U. Eco è forse più classico che moderno. Per esempio (butto là un’idea) potresti chiamarlo semplicemente Eco. Magari potresti dare all’altro stile il nome di un altro scrittore italiano o straniero (non hai che l’imbarazzo della scelta). Questa potrebbe essere una convenzione anche per futuri stili: usare sempre nomi di scrittori (come, in beamer, i temi hanno tutti nomi di città, gli schemi di colori nomi di animali, …).

                                8. Terrei separati i due stili in due file .zip diversi. Un utente potrebbe essere interessato a uno stile, ma non all’altro.

                                Ne approfitto per ringraziarti per il tuo lavoro.

                                A presto,
                                L.

                                in risposta a: “L’arte di fare una presentazione con beamer” #37616
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  ::


                                  Ciao a tutti. Ancora qualche piccolo aggiornamento.

                                  1. A pagina 3,

                                  Nonostante beamer permetta di compilare sia con LaTeX sia con pdfLaTeX, per sfruttare interamente le potenzialità della classe si consiglia di usare pdfLaTeX che, fra l’altro, permette di attivare i riferimenti ipertestuali forniti dal pacchetto (caricato automaticamente da beamer).

                                  La precisazione “caricato automaticamente da beamer” mancava, nella versione precedente. Al contempo, a pagina 9 ho eliminato l’inciso

                                  \classe{beamer} carica automaticamente anche \pacchetto{hyperref}

                                  2. A pagina 3, “Una presentazione molto semplice” al posto di “Una presentazione base”.

                                  3. A pagina 4, ho aggiunto la seguente precisazione:

                                  Esiste anche il comando \framesubtitle, che consente di attribuire un sottotitolo al quadro corrispondente.

                                  4. Qualche altra finezza qua e là.

                                  Ciao,
                                  L.

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