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14 Ottobre 2009 alle 6:38 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37469::
Allineo la data a destra perché mi sono ispirato allo stile di Bollati Boringhieri, che mi piace molto di più (anche per la posizione in cui viene messo “(a cura di)”). Avevo previsto questa possibilità, infatti ho fornito la lunghezza \yeartitle la quale, come è scritto sulla documentazione, ha proprio questa funzione. Per allineare a sinistra basta usare il comando:
`\setlength{\yeartitle}{\fill}`
per aumentare lo spazio basta scrivere:
`\setlength{\yeartitle}{1em}`
o il valore che si preferisce.Bene. Ma preferirei qualcosa di più amichevole. L’ideale sarebbe un’opzione al pacchetto, così l’utente non deve “sporcarsi le mani” con questi comandi di basso livello. Qualcosa come
`\usepackage[…,flushleft]{biblatex}`
Ora, il nome “flushleft” è il primo che mi è venuto in mente, e sicuramente non è quello migliore (“flushdateleft” potrebbe essere un’alternativa), ma l’idea dovrebbe essere chiara.Proverò comunque ad aumentare un po’ questi spazi, restando pacifico che è poi possibile per l’utente personalizzarli a piacere.
Ottimo, meglio che gli spazi siano aumentati un po’ per default, così com’è ora viene troppo appiccicato. Appena potrò, ti invio la scansione della pagina del libro di Eco in cui si fa vedere “lo stile bibliografico migliore del mondo”… 😉
Il problema è che si tratta di una voce senza autore né editore, quindi è, diciamo, “normale” che il risultato sia questo. È sufficiente aggiungere una label per identificare l’opera.
Giustissimo. La “label” mi era proprio sfuggita. Va benissimo.
Devo dire che sullo stile del numero, volume, anno delle riviste non mi sono ancora soffermato. Il fatto è che c’è già l’anno tra parentesi. Per il momento rimando la questione, anche perché una volta chiaritomi le idee la soluzione è semplicissima. Ci aggiorniamo.
Bene.
Però non mi dilungherò più di tanto sulla questione: rimanderò il lettore al tuo articolo su biblatex. Niente in contrario, vero?
Certo che no!
Come ha scritto Enrico nella Prefazione della tua Arte: «ciò che a prima impressione può apparire pignoleria è invece profonda curiosità di andare alla ricerca del modo migliore per risolvere i problemi».
Ottima conclusione, davvero! 😀
A presto,
L.P.S. Non male “Verona”, ma fai benissimo ad aspettare la pubblicazione definitiva su CTAN per cambiare il nome allo stile.
14 Ottobre 2009 alle 6:25 in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6366::Come già detto nell’altro topic metterò le indicazioni che mi hai consigliato.
Bene.
Il lettore potrebbe essere interessato a sapere dove si trova il passo citato nell’opera originale, perché in filosofia, ma non solo, i termini usati nella lingua originale sono pregnanti.
Io in genere sarei per riportare sempre i passi della traduzione (se disponibile; se non disponibile traducendo di propria mano) perché in questo modo la lettura da parte di un italiano è agevolata, ma mettendo sempre le pagine dell’edizione originale, per i motivi esposti sopra.
D’accordo su tutto, meno su una cosa: purtroppo, non è detto che chi scrive abbia a disposizione la versione originale del lavoro. Io, per esempio, ho acquistato gli Elementi di Bringhurst in traduzione (è del 2001, mentre l’originale inglese è del 1992). Nei miei lavori ho citato spesso quell’opera, ma, evidentemente, riferendomi sempre alla traduzione, visto che l’originale non lo possiedo. 🙁
Due conclusioni:
1. Per i motivi di correttezza filologica che abbiamo visto con ampiezza, mi sembra corretto citare gli Elementi come “BRINGHURST, 1992”: quello che conta è l’anno della prima edizione, non della traduzione.
2. Per ovvi motivi di praticità, mi sembra irrealistico pretendere che chi scrive controlli tutto in originale (sarebbe auspicabile, siamo d’accordo, ma a volte è semplicemente impossibile). L’importante è che si capisca quale versione ha consultato chi scrive. Ecco perché il riferimento “a chimera” (l’anno è quello dell’edizione originale, la pagina quella della versione consultata) ci può stare.
Naturalmente, tutto questo in assenza di soluzioni migliori (se qualcuno le ha, è il benvenuto!).
Ciao,
L:
::Ok grazie mille, ho fatto cosi, messo a posto una ad una.
Dubito che il nostro amico abbia impiegato meno tempo così di quanto ne avrebbe speso per abilitare correttamente la sillabazione in italiano (se si usa MiKTeX o TeX Live è questione al massimo di un paio di clic). Ma si sa, la fretta non è buona consigliera. 😉
Ciao,
L.
::Però pensaci, secondo me quella scelta non è così gradevole, anche se è lo standard di LaTeX. Non mi sembra che sia nemmeno tanto diffusa tra le case editrici importanti.
Ci penserò eccome. Però intanto vorrei sapere come ripristinare il maiuscoletto (mi pare che sia usato anche da ArsTeXnica, fra l’altro), poi farò le mie scelte.
Grazie anticipate, aspetto la soluzione! 😉
Lorenzo
::La tabella, pur essendo centrata a sinistra, a destra mi sfora il margine e va quasi a finire la pagina: come devo fare ?
Facile: ricorri a una colonna di tipo p oppure, in alternativa, usi il pacchetto tabularx. Nell’Arte, quassù, trovi un bel po’ di esempi, completi di sorgente: non ti resta che studiarli. 😉
Ciao,
L.P.S. Integro il messaggio precedente, poiché, da quanto ho capito, sei con l’acqua alla gola e non hai tempo per studiare. Ecco un esempio semplice (puoi modificarlo opportunamente):
`\begin{tabular}{l p{6cm}}
\toprule
\textsfb{Forza} & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta
nell’interazione di due o più corpi materiali, che cambia lo stato
di quiete o di moto dei corpi stessi. \\
\midrule
\textbf{Momento polare} & Il momento polare di una forza rispetto a una
determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra
il vettore posizione (rispetto alla stessa origine) e la forza. \\
\bottomrule
\end{tabular}`
I comandi \toprule, \midrule e \bottomrule richiedono il pacchetto booktabs.Ciao,
L.
13 Ottobre 2009 alle 17:51 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37465::Potrei aggiungere: si può usare sempre lo schema autore-anno purché in bibliografia si indichi sempre almeno l’anno e il titolo dell’opera originale. In questo modo le etichette saranno corrette.
No, lo schema autore-anno non si può usare sempre. Oltre al problema delle opere classiche per cui non si conosce l’anno di pubblicazione, pensa a un articolo su LaTeX che abbia in bibliografia solo 4 articoli di Mori, tutti dello stesso anno: i riferimenti sarebbero tutti del tipo “MORI, 2007a”, “MORI 2007b”, “MORI 2007c,d”, e questo non avrebbe molto senso. Meglio usare uno schema numerico, in un caso come questo.
Insomma, io direi al lettore che gli schemi di citazione sono moltissimi, che esistono circostanze in cui è meglio usare l’uno o l’altro, e spiegherei bene i vantaggi dello schema autore-anno, che sono tanti (lo schema autore-anno è anche il mio preferito… anche se quando l’ho definito “il migliore del mondo” stavo più che altro provocando!). 😉
Che ne dite di questi nomi?
Non male, ma hai ragione, al nome ci pensarai alla fine!
Intanto, eccoti un PDF che ho ottenuto con il tuo stile msb-modern:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova.pdfQuesto è il sorgente:
`\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[english,german,italian]{babel}
\usepackage[babel,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{guit}
\usepackage[style=msb-modern,hyperref,backref]{biblatex}
\bibliography{Bibliografia}
\begin{document}
\nocite{*}
\printbibliography
\end{document}`
Questo è il file Bibliografia.bib
`@manual{gregorio:breveguida,
author = {Gregorio, Enrico},
title = {\LaTeX: breve guida ai pacchetti di uso più comune},
year = {2008},
url = {http://profs.sci.univr.it/~gregorio/breveguida.pdf}
}@manual{gregorio:programmazione,
author = {Gregorio, Enrico},
title = {Appunti di programmazione in \LaTeX{} e \TeX},
year = {2008},
url = {http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introtex.pdf}
}@article{mori:bibliografia,
author = {Mori, Lapo Filippo},
title = {Gestire la bibliografia con {\LaTeX}},
journaltitle = {\Ars},
year = {2009},
number = {6},
url = {http://www.guit.sssup.it/arstexnica/}
}@book{bringhurst:elementi,
author = {Bringhurst, Robert},
title = {The Elements of Typographic Style},
publisher = {Hartley \& Marks},
year = {1992},
location = {Vancouver (Canada)},
note = {(edizione italiana a cura di Lucio Passerini, \emph{Gli Elementi dello Stile Tipografico}, Sylvestre Bonnard, Milano 2001)}
}@manual{pantieri:arte,
author = {Pantieri, Lorenzo},
title = {L'arte di scrivere con {\LaTeX}},
year = {2009},
url = {http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf}
}@manual{pantieri:impaziente,
author = {Pantieri, Lorenzo},
title = {\LaTeX{} per l'impaziente},
year = {2009},
url = {http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdf}
}@article{mori:tesi,
author = {Mori, Lapo Filippo},
title = {Scrivere la tesi di laurea con {\LaTeXe}},
journaltitle = {\Ars},
year = {2007},
number = {3}
}@manual{lehman:biblatex,
author = {Lehman, Philipp},
title = {The \textsf{biblatex} package},
year = {2009},
url = {http://tug/ctan/org/tex-archive/macros/latex/exptl/biblatex/doc/}
}@online{guit,
sortkey = {guit},
title = {Gruppo Utilizzatori di \TeX{} e \LaTeX},
year = {2009},
url = {http://www.guit.sssup.it/}
}@book{eco:tesi,
author = {Eco, Umberto},
title = {Come si fa una tesi di laurea},
publisher = {Bompiani},
year = {1980},
location = {Milano}
}`
Queste sono le mie osservazioni:1. Come ti dicevo, scriverei i nomi completi degli autori (“Eco, Umberto” al posto di “Eco, U.”). Assolutamente.
2. Allinei la data a destra; Eco la allinea a sinistra (subito sotto il nome dell’autore). Però il tuo risultato non è male. Aumenterei solo un pochino lo spazio, separando meglio la colonna delle date da quella dei titoli. Magari potresti prevedere un’opzione per allineare la data a sinistra.
3. Aumenterei lo spazio verticale tra gli autori nella bibliografia finale (“Eco” è troppo attaccato a “Bringhurst” e a “Gregorio”, eccetera) e anche, leggerissimamente, lo spazio verticale tra le varie opere di uno stesso autore.
4. Gli URL sono sempre giustificati, e questo produce risultati a volte molto brutti (guarda com’è sgranato l’indirizzo Internet dell’Arte). Forse si potrebbe pensare di scrivere ogni URL in una riga nuova. Di sicuro, rinuncerei alla loro giustificazione (è così che si fa, di solito).
5. “Gruppo Utilizzatori Italiani di TeX” è in corsivo, mal composto e mal spaziato. C’è un problema, qui.
6. Toglierei quell’”URL”, brutto e inutile (che si tratti di un indirizzo Internet si capisce benissimo dal font e dall’inizio “http://…”). Anche “in:” seguito dalla rivista non mi piace molto.
7. Sicuro di “ArsTeXnica 6”? Non sarebbe meglio “ArsTeXnica (6)”?
8. La questione delle opere citate in traduzione (o comunque in un’edizione diversa da quella originale). Ho scritto il lavoro di Bringhurst come consiglia Eco, cioè mettendo in evidenza l’anno dell’edizione originale, con la traduzione fra parentesi. Con il tuo stile, il risultato estetico è bruttino: metterei il contenuto del campo “note” alla fine, e lo farei sempre.
Ti consiglio caldamente di mettere le mani sul lavoro di Eco. Se vai in una bilbioteca appena grandina dovrebbero averlo. Anche in libreria dovresti trovarlo per pochi euro. Per lo stile che stai scrivendo, penso che ti sarà molto, molto utile.
Grazie per il lavoro che stai facendo, e scusa se le mie osservazioni sono troppe, e troppo esigenti. Ma se vuoi essere citato nell’Arte, il prezzo è questo… 😉
A presto,
L.
::Ora, si sa, se un utente linux alla vista della linea di comando esclama “casa dolce casa”, un utente windows alla stessa vista urla “si salvi chi può” e scappa saltando dalla finestra più vicina. (non conosco, invece, un utente Mac).
Rispondo solo su questo. L’utente Mac “medio” preferisce l’interfaccia grafica, e la vuole elegante, ben progettata e pure bella da vedere. Il Terminale lo usa se proprio non può fare diversamente.
Ciao,
L.
::Buongiorno a tutti, ho una domandina facile facile…
Se prendiamo una tabella come quella sotto e la compiliamo (col pacchetto array) si nota subito quello che non va, cioè le frazioni nella tabella viene scritta “appiccicata” a quella sopra. Se anche uso \frac al posto di \dfrac il problema non si risolve…
Esiste quindi un modo per dirgli di lasciare un piccolo spazio sopra e sotto le frazioni? 🙄Si tratta di un bug di LaTeX (anche se Enrico preferisce l’espressione “un aspetto di LaTeX che può non piacere”). 😉
Si può risolvere spaziando le righe a mano:
`\\[1.5ex]`
o il valore che serve.Ciao,
L.
13 Ottobre 2009 alle 17:30 in risposta a: Bibliografia, formato autore-anno, edizione originale #6364::Soluzione. Senza dover abbandonare lo schema autore-anno, bisogna inserire in bibliografia sempre almeno il titolo e la data dell’edizione originale.
Aggiungerei: “sempre che questa data sia disponibile”. Come ricordi tu stesso, infatti, esistono opere come il Timeo di Platone o le opere di Aristotele che non hanno una data di pubblicazione nota o definita. In questi casi, lo schema autore-anno purtroppo non si può usare, e bisogna ripiegare su un altro schema. Io questo al lettore lo direi.
Per quanto riguarda le pagine, non impazzirei: una breve spiegazione alla fine della prefazione toglie ogni dubbio.
Concordo con te che non sia una questione di vita o di morte! Il fatto è che non ricordo di aver mai letto note del genere, né ricordo di aver visto trattato il problema da qualche parte. Mi sono riletto le parti sullo schema autore-anno del libro di Eco, ma lì il problema non è affrontato. In mancanza di altre precisazioni, terrò buono il sistema “a chimera” -anno dell’edizione originale (quando disponibile), pagina dell’edizione moderna consultata- cui ero giunto in precedenza.
Grazie mille, mi hai aiutato a chiarire notevolmente la faccenda!
Ciao,
L.
::Ho un problema: domani devo consegnare la tesi e ho moltissime parole che vanno a capo in maniera non corretta.
So che esiste il comando
\hyphenation{ ciao } che fa si che la parola ciao non venga mai spezzata e sia sempre sulla stessa riga.
Volevo sapere, dato che ho tantissime parole con questo problema, se esiste un modo per dire di “non andare mai a capo in mezzo alla parola, ovvero non spezzare MAI nessuna parola” , senza dover mettere ogni volta la parola in questione.Ovviamente quello che chiede Alessandro si può fare, ma non è la soluzione. Bisogna invece configurare correttamente LaTeX per la sillabazione: sul forum ci sono milioni di topic al riguardo. Nell’Arte (quassù) la faccenda è spiegata per le distribuzioni e per le piattaforme più diffuse.
Ciao,
L.
::sfortunatamente non è possibile, sono già al limite della leggibilità!
In questo caso, potresti aumentare la gabbia della pagina che contiene le immagini. Un uso accorto di chngpage dovrebbe bastare. Altrimenti, dividi le 12 figure in due gruppi da 6 e li metti su due pagine contigue (con due didascalie che chiariscono che si tratta di immagini affini), così ne guadagna la leggibilità di tutte le immagini; io farei così.
Ciao,
L.
::
Ciao, un altro piccolo aggiornamento.1. A pagina 2,
organizzare la presentazione in sezioni (per una presentazione
di 20 minuti, tre o quattro sono più che sufficienti);al posto di
organizzare la presentazione in sezioni (per una presentazione della stessa durata, 2 o 3 sono più che sufficienti);
2. A pagina 10,
scrivendo le seguenti istruzioni
al posto di
scrivendo il seguente frammento
Di regola, per “frammento” si intende una piccolissima porzione di codice scritto in linea con il corpo del testo, e non fuori corpo come nell’esempio considerato.
Ciao,
L.
13 Ottobre 2009 alle 6:35 in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37462::Secondo me [lo schema autore-anno] si può usare sempre.
Liberissimo, naturalmente. Mi su questo, per le ragioni spiegate nell’altro topic, siamo in disaccordo! A questo punto, sarebbe forse meglio usare un nome diverso da “Eco” per il tuo stile: a rigor di logica, se usi quel nome, dovresti seguirne le indicazioni.
Ciao,
L.
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