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Intanto che rifletto su come proporre il problema del \degree, vi segnalo questo posto di Lucio Bragagnolo, sul sito di Macworld Italia:
http://www.macworld.it/blogs/ping/A presto,
L.
::Effettivamente non ne sono sicuro, perchè è uno stile di BiBTeX…speravo si potesse in qualche modo utilizzare lo stile acm di BiBTeK per la bibliografia e per le citazioni utilizzare natbib e il suo stile di citazioni tipo (Autore, anno).
Ho qualche possibilità?Come ti dicevo, natbib richiede stili bibliografici appositi. Le possibilità che hai sono sostanzialmente due: o rinunci a natbib; oppure usi natbib e uno stile bibliografico compatibile (nell’Arte, quassù, ne sono menzionati alcuni). Se nessuno di quegli stili bibliografici ti soddisfa, puoi addirittura creartene uno tu (cerca makebst sul forum), anche se quest’ultima è un’eventualità da lasciare per ultima.
Ciao,
L.
::Invece no, utilizzando solamente la classe book in ogni testatina compare solo il nome del capitolo, mentre io vorrei anche il nome del paragrafo, alternativamente.
Questo accade perchè uso l’opzione oneside, se la tolgo viene stampato correttamente.
Come faccio a risolvere??Quando ti ho scritto che la classe book imposta le testatine in quel modo, (sotto)intendevo, naturalmente, che ciò avviene in mancanza di impostazioni specifiche. L’opzione oneside, per l’appunto, modifica le testatine: ma se la usi, come ti ha spiegato Enrico, il comportamento corretto è quello che ottieni.
Ciao,
L.
::Salve a tutti,
utilizzo Latex in combinazione con MiKTeX e ho un problema che riguarda i riferimenti e la bibliografia utilizzando il pacchetto natbib:vorrei scegliere lo style acm, ma quando compilo mi scompaiono i riferimenti che faccio nel testo utilizzando \citep: es. “…il lavoro () è…” invece del classico “…il lavoro (Tizio, 1990) è…”;
la bibliografia invece è visualizzata correttamente.Se utilizzo lo style plainnat, tutto invece funziona…
suggerimenti?
grazie mille
Non conosco lo stile acm: sei sicuro che sia compatibile con natibib (che richiede stili bibliografici fatti apposta)?
benvenuto sul forum,
L.
::Grazie, ma i titoli devo specificarli di volta in volta io per ogni capitolo e paragrafo?? 😆
Il comando per automatizzare il tutto qual è?? scusate la mia niubbagineSe usi la classe book, non devi fare nulla: quello è il comportamento predefinito. Il risultato che ottieni è di questo tipo:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdf
Se non ti piace l’aspetto delle testatine, puoi cambiarlo con il pacchetto fancyhdr.Ciao,
L.
::la spaziatura singola latex non corrisponde alla medesima in word e si perche gia dopo poche righe si vede lo sfasamento tra la stampa latex e quella del file doc. E’ normale? Si può risolvere?
Sì, è normale: LaTeX è un maestro nel comporre i capoversi, la qualità è molto migliore che in Word. Se per “risolvere” intendi dire che vuoi che LaTeX faccia ome Word, si può fare anche questo, ma a che pro?
Il carattere 11 in latex èpiu piccolo dell’equivalente in doc. E’ normale? Si può risolvere?
Dipende dal fatto che i font sono simili, ma non uguali. Non vedo il problema: se trovi che il carattere sia troppo piccoli, metti 12 punti. Io però non te lo consiglio.
Ciao,
L.
::L’ultima versione che hai proposto è corretta. Si potrebbe aggiungere che in casi estremi in cui non si possa proprio installare i font CMSuper o i Latin Modern, è meglio adottare una soluzione completamente “Type1” con i pacchetti mathptmx, mathpazo o fourier. La prima funziona su qualsiasi distribuzione minimale (ma il risultato non è granché se si scrivono molte formule). Ci sono pure txfonts e pxfonts, ma anche con questi il risultato potrebbe non essere il massimo.
Bene, ho appena aggiornato l’Arte, riformulando il terzo capoverso di pagina 43, lasciando cadere il riferimento alle versioni non aggiornate dei PDF viewer:
In effetti, l’impiego di tale codifica [la codifica T1 dei font] richiede l’uso di font con un formato opportuno (vettoriale) per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo quando si visualizza il documento in formato pdf (con programmi come Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare, se non sono installati i relativi font nel formato opportuno, può accadere
che i font appaiano sgranati.Quanto ai pacchetti mathptmx, mathpazo, fourier, txfonts e pxfonts, ho preferito non farne menzione: il design tipografico richiede abilità, meglio che l’utente generico non si metta a giochicchiare con i font, anche perché -come ossservi- il risultato potrebbe non essere il massimo.
Grazie mille,
Lorenzo
::Ma ovviamente è roba un po’ per iniziati […].
In effetti, quando si approfondiscono questi discorsi, è facile che il tono scivoli nell’impervio (per non dire dell’esoterico). Scusami se provo a riportarlo a terra con l’esempio che segue.
Uso una MiKTeX basic, appena scaricata; per qualche ragione (che so, ho pochissimo spazio su disco), non ho installato i CM-Super, né voglio farlo; per visualizzare i PDF uso l’ultimissima versione disponibile di [qui ci va il nome di un PDF viewer a piacere]; non voglio scrivere nei miei documenti codice “per iniziati”, ma solo comandi e ambienti “standard”. In queste ipotesi, che succede se compilo questo documento di prova
`\documentclass{article}
\usepackage{lispum}
\usepackage[T1]{fontenc}
\begin{document}
\lipsum
\end{document}`
?Se esiste la possibiltà che i font vengano sgranati, la frase che è scritta ora sull’Arte, che fa riferimento a (possibili) problemi di sgranatura dei font con versioni non aggiornate di PDF viewer, non è del tutto corretta: questi problemi possono esserci (anche se non necessariamente) anche con versioni di PDF viewer aggiornate.
Correggimi pure! 😉
Grazie mille,
L.
::Siccome le spaziature sono normalmente automatiche, per gli utenti non c’è bisogno di conoscere altro che lo spazio sottile perché a volte va inserito manualmente.
Molto meglio insegnare, eventualmente, i comandi \mathbin e \mathrel per far assumere a qualche oggetto il comportamento voluto. Per gli operatori ci sono \operatorname e \DeclareMathOperator di amsmath che fanno già il loro lavoro.
Ottimo. Ho appena aggiornato l’Arte, aggiungendo questa nota (a pagina 117):
Oltre ai comandi citati ne esistono altri, come ad esempio \: o \; (che producono uno spazio orizzontale rispettivamente di 4/18 e di 5/18 di \quad), che però, per motivi di uniformità tipografica, non dovrebbero mai essere usati. Anche l’uso, pure possibile, dei comandi \quad e \qquad fuori dagli ambienti matematici è fortemente sconsigliato.
A presto,
L.
::Se inserisco il pacchetto i caratteri mi vengono visualizzati tutti sfocati, quasi come se avessi perso la vettorializzazione. Ho letto sull’arte che è normale con le versioni di adobe reader precendeti alla 6, ma io ho la 9…
Per lovecraftf122: da quello che scrivi, stai usando una versione dell’Arte non aggiornata (che data leggi sul frontespizio?) scarica l’ultima versione (luglio 2009).
Per tutti. Rileggiamo insieme per l’ennesima volta questo passo dell’Arte (pagina 43):
In effetti, l’impiego di tale codifica [la codifica T1 dei font] richiede l’uso di font con un fomato opportuno (vettoriale) per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni non aggiornate di programmi per visualizzare file PDF (come ad esempio Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare, se non sono installati i relativi font nel formato opportuno, può accadere che i font appaiano sgranati. La soluzione di questo problema è fornita, per esempio, dalla collezione di font CM-Super, inclusa nelle distribuzioni MiKTeX (installazione completa) e TeX Live, e attivata automaticamente quando si carica il pacchetto fontenc con l’opzione T1; i font di tale collezione (visualizzabili anche su DVI, purché il programma usato a tal fine sia configurato correttamente) hanno la stessa forma dei font ec, ma presentano molte migliorie in termini di qualità di resa allo schermo.
Stando a quello che scrive l’OP, il problema della sgranatura dei font si può presentare non solo se si usa “una versione non aggiornata di programma per visualizzare PDF”: se i CM-Super non sono installati (per esempio, se si usa una MiKTeX basic) e si carica fontenc con l’opzione T1, i font possono apparire sfocati anche usando un PDF viewer aggiornatissimo (come Adobe Reader 9).
Quindi l’incipit del passo andrebbe modificato così:
In effetti, l’impiego di tale codifica [la codifica T1 dei font] richiede l’uso di font con un fomato opportuno (vettoriale) per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo quando si visualizza il documento in formato PDF (usando programmi come Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare, se non sono installati i relativi font nel formato opportuno, può accadere che i font appaiano sgranati.
Me lo confermate?
Grazie mille,
L.
::Ottimo lavoro Lorenzo.
Ciao, ho apoena aggiornato l’Arte. Rispetto alle ultime modifche, ho fatto qualche altro ritocco. Oltre ad aver rivisto l’italiano e ad aver cambiato l’ordine degli esempi, ho anche aggiunto, nella presentazione iniziale degli spazi in modo matematico (pag. 111), la precisazione che i comandi \quad e \qquad sono detti “quadrato” e “quadratone”: in questo modo il lettore sa subito il perché di un nome che altrimenti può apparire misterioso. C’è una piccolissima ripertizione con quanto spiegato a pagina 117: la ritengo del tutto accettabile.
1. Per quale motivo \; non va usato mai? Perché praticamente non ci sono situazioni tipiche in cui usarlo, al contrario degli altri?
Credo di sì, ma spero che Enrico voglia articolare meglio le ragioni del divieto. La mia idea è che, visto che uno degli obiettivi di LaTeX è mantenere il rispetto di elevati standard tipografici (che, come tali, devono essere il più uniformi possibili), si vuole scongiurare che l’autore faccia “a modo suo” con gli spazi.
2. Il fatto che nell’Arte si parli di spazi solamente nel capitolo sulla matematica mi fa pensare che le spaziature manuali in modo testo non vadano mai usate. È così?
Direi di sì. In modo testuale l’unico spazio manuale che mi viene in mente è quello insecabile. Come ha detto Enrico, alcuni usano lo spazio sottile per separare le iniziali dei nomi multipli come “D. E. Knuth”, ma è una prassi che non (ci) convince.
E infine un suggerimento. Perché non mettere una nota a piè di pagina alla fine del primo capoverso del paragrafo “Spazi in modo matematico” in cui dici una cosa tipo:
Oltre ai comandi già citati ne esiste un quinto, \;, che produce uno spazio pari a…, ma che per motivi tipografici non dovrebbe essere mai usato. Inoltre i comandi \, \quad e \qquad sono utilizzabili anche fuori dagli ambienti matematici ma anche in questo caso l’uso è fortemente sconsigliato.
Buona idea, inserisco la nota nella prossima versione. Sarebbe però meglio aggiungere un riferimento che motivi il divieto, che in caso contrario rischia di apparire un diktat ingiustificato. Qualcosa come
Oltre ai comandi già citati ne esiste un quinto, \;,che per motivi tipografici non dovrebbe essere mai usato [Pinco Pallino, 2009]
Altrimenti, senza ricorrere a un link, si può inserire qualche parola di spiegazione (ripeto, conviene aspettare quello che dice Enrico). Con LaTeX (ma non solo con LaTeX…) ritengo sempre positivo spiegare il perché delle cose.
Ciao,
L.P.S. Ho appena scoperto che in LaTeX ci sono altri comandi per gli spazi orizzontali:
http://a2.pluto.it/a2569.htm
Per esempio, esiste il comando \: (presentato anche nella Mica tanto breve intro). A questo punto, la nota va rivista. Più che dire che oltre agli spazi presentati ne esiste un quinto, bisgona dire che ne esistono altri (da non usare).
::Risolto inserendo ʌ79;\setcounter{page}{7}, dato che fra abstract, sommario, indice e lista simboli ho un totale di 6 pagine. Ho fatto bene?
In base alla mia esperienza, LaTeX (se usato a dovere) non ha bisogno di “imbeccate” sui numeri di pagina, ma se la cava benissimo da solo. Uno uso appropriato delle dichiarazioni \frontmatter, \mainmatter e \backmatter permette di evitare peripezie nell’impostazione dei numeri di pagina (e delle testatine, visto che ci siamo).
Ciao,
L.
::Se inserisco il pacchetto i caratteri mi vengono visualizzati tutti sfocati, quasi come se avessi perso la vettorializzazione. Ho letto sull’arte che è normale con le versioni di adobe reader precendeti alla 6, ma io ho la 9…Qualcuno sa il motivo??
Quei due capoversi sui font sono stati i più “tormentati” dell’Arte: sono stati scritti e riscritti più volte, a più mani. E probabilmente possono essere migliorati ancora. 🙄
Il problema dei caratteri sfocati quando si usa l’opzione T1 di fontenc, oggi, è duvuto generalmente non tanto all’uso di un pdf-viewer non aggiornato, quanto piuttosto all’impiego di una distribuzione di LaTeX che non contenga preinstallati i CM-Super, come MiKTeX basic.
Riassumendo: se usi TeX Live o una MiKTeX completa e un pdf viewer aggiornato, carica fontenc con l’opzione T1 e vivi sereno. Se usi una MiKTeX basic, ti tocca installare i CM-super: non è difficile (MiKTeX lo fa al volo), ma è certo più macchinoso.
Dico bene?
Ciao,
L.
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