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Salve a tutti,sono un nuovo utente che si stà avvicinando al latex per via della tesi.Il dubbio che vi propongo è il seguente:per la tesi devo fare il layout della pagina ponendo in alto a sinistra il logo dell’università(quindi un’immagine) e in alto a destra il numero delle pagine.Osservando la guida ho visto che si può utilizzare il tag myheadings per settare la pagina e poi adoperare \markboth per collocare a destra o a sinistra del testo in cima alla pagina.Il mio problema però è che markboth funziona solo con il testo mentre io vorrei inserire il logo dell’università che è un immagine.Qualcuno sà come risolvere il dubbio?
Ringrazio anticipatamente per le vostre risposteNell’argomento di \markboth, prova a scrivere
`\protect`
prima di \includegraphics.Ciao (e benvenuto sul forum),
L.
::Rileggendo il capitolo circa l’installazione de LaTeX, secondo me decade la distinzione fatta nelle prime righe:
Le distribuzioni di LaTeX prese in considerazione sono MiKTeX (per Windows) e TeX Live (per Mac e Linux), che sono ottime, gratuite e facili da installare e usare.
Si distinguono tre casi:
– Sistema operativo Windows (da Windows 2000 in poi);
– Sistema operativo Mac OS X (dalla versione 10.3 in poi);
– Sistema operativo Linux.Infatti, essendo allo stato attuale TeX Live multipiattaforma, ovvero essendo identico – a meno dell’installer – per Windows e per Linux, identico – a meno del nome – per MacOsX, io distinguerei in base alla distribuzione, e non al sistema operativo.
Ciao Francesco, quando ho scritto quel paragrafo TeX Live per Windows non c’era. Prima di aggiornare quel passo, mi piacerebbe sapere se la distribuzione TeX Live per Windows è facile da installare e usare quanto MiKTeX, e se è altrettanto “matura”. Da quanto scrivi, pare di sì, ma da quanto capisco tu sei un utente Linux, e quindi (presumo) più esperto della media. Mi piacerebbe avere qualche altra indicazione in proposito (magari nei prossimi giorni provo io stesso): in situazioni come questa un punto di vista in più non guasta.
Si tratta di un punto importante: l’utente PC, soprattutto se principiante, potrebbe giustamente chiedersi quale delle due distribuzioni usare. Quindi quella parte andrebbe ristrutturata in profondità, specificando i pro e i contro della TeX Live per Windows nei confronti di MiKTeX.
io mi sono trovato più volte a spiegare questo dualismo motore-editor
Giusto: questo concetto deve essere spiegato bene, soprattutto ad un principiante.
Grazie mille per il tuo contributo, prezioso come sempre.
A presto, per ora.
Ciao,
L.
::Bene usare “server”, l’utente medio già forse non capisce che significhi “server”.
Ottimo.
Correggi: non è http://www.mirror.org, bensì http://mirror.ctan.org.
Giusto, mi era proprio sfuggito. Ho appena aggiornato l’Arte, apportando qualche altra piccola modifica.
Per quanto riguarda tlmgr, spero che ti sia ricordato di dire che va usato sempre e solo come superuser, cioè come utente “root” oppure con il prefisso “sudo”, dipende dal tipo di Unix o GNU/Linux su cui ci si trova (se non sbaglio, distribuzioni di tipo Red Hat o Slackware preferiscono root, mentre Ubuntu preferisce sudo).
Molto bene, aggiungo subito questa precisazione.
Mi piacerebbe conocere il tuo giudizio circa la nota a pagina 28, relativa agli alberi principale e locale. L’ho appena ancora un po’, ma più di tanto non è possibile comprimerla, se non rinunciando a qualcosa. Che ne pensi?
Ancora grazie,
Lorenzo
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Ciao a tutti, qualche giorno fa l’Arte ha compiuto il suo primo anno di vita.Dal sito di Macword Italia, Lucio Bragagnolo le ha fatto questo regalo.
La guida L’arte di scrivere con TeX di Lorenzo Pantieri ha compiuto un anno e anche da un po’ (il ritardo nella segnalazione è tutta colpa mia).
TeX è una gran cosa e su Mac è una cosa ancora migliore (la Guida, ricorda Lorenzo, è stata scritta su un iBook G4 equipaggiato con Mac OS X 10.4 Tiger). Prendo a prestito qualche paragrafo:
Per avere la sillabazione italiana [su Windows], il caricamento del pacchetto babel è necessario ma in generale non sufficiente, in quanto serve anche che il file che contiene le relative regole di sillabazione sia attivato.
Se si usa MiKTeX, per attivare la sillabazione italiana bisogna selezionare, dal pannello Languages del menu Settings di MiKTeX, la voce Italian e aggiornare il sistema (Update Formats).
Se si usa TeX Live su Linux, a seconda della distribuzione può essere necessario lanciare sudo texconfig-sys dalla linea di comando, scegliere hyphenation e togliere il % davanti a italian nel file che comparirà.
Se si usa la distribuzione TeX Live su Mac, non c’è bisogno di fare nulla (tutto l’occorrente viene abilitato automaticamente durante l’installazione).
Quando una cosa è facile è su Mac.
(Il neretto è mio.)
Grazie di cuore a Lux e un salutone a tutti voi! 😀
A presto,
Lorenzo
::Mi consigliate come fare, per piacere? Debbo inserirle una dopo l’altra con altrettanti ambienti figure, oppure c’è qualcosa che LaTeX fa proprio per questo scopo?
Tu quoque, fili mi? 😉
Puoi usare tante figure in testo (semplici \includegraphics non posti dentro al alcun ambiente figure). Pagina 92 dell’Arte.
Ciao,
L.
::in più vorrei avere una numerazione diversa tra teoremi, corollari, definizioni..è possibile?
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
A pagina 124 puoi vedere quanto è facile ottenere quello che cerchi usando LaTeX (e non LyX).Ciao,
L.
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Ciao a tutti, ho riformulato ancora una volta il paragrafo (pagina 25 dell’Arte, appena aggiornata), sulla base delle vostre indicazioni.Si può usare tlmgr -gui anche sul Mac, purché si installi anche un pacchettino software presente in MacTeX: nella cartella TeX che viene creata in /Applications, c’è una sottocartella Utilities all’interno della quale c’è la cartella TeX Live Manager dove finalmente troviamo il pacchetto Tk-804.028.pkg
Grazie mille per la risposta, Enrico. Alla fine, ho deciso di non mettere questa informazione nell’Arte, indirizzando senz’altro gli utenti Mac alla TeX Live Utility, che è fatta appositamente per Mac.
Per installare una qualsiasi distribuzione (per lo meno dal nord Italia) e usare come mirror quello italiano è un delirio (ftp.uniRoma2.it è incredibilmente lento, anche 25kB/s indipendentemente dalla connessione!): ovunque – per esempio in questo topic – è suggerito di scegliere un altro mirror, tipicamente uno tedesco.
Se io non sapessi nulla di LaTeX e, dovendo installare una distribuzione da zero, trovassi nella mia guida preferita una noticina che mi mette una pulce nell’orecchio circa la scelta migliore del mirror, penso che gliene sarei infinitamente grato 😉
Sono d’accordo. Ho aggiunto questa informazione in nota.
Si consiglia di cambiare il sito da cui scaricare i dati, perché quello predefinito per l’Italia (ftp.uniRoma2.it) non è molto veloce; a tal fine basta dare l’istruzione tlmgr option location
/systems/texlive/tlnet/2008, dove è l’indirizzo di uno dei server CTAN indicati nella pagina Web http://www.ctan.org/tex-archive/CTAN.sites; ad esempio si può scegliere http://bo.mirror.garr.it/mirrors/CTAN. [Con la TeX Live Utility,] per cambiare il sito da cui scaricare i dati è sufficiente aprire le Preferenze e nell’apposita mascherina scrivere al posto di http://www.mirror.org l’indirizzo di un server CTAN alternativo, ad esempio http://bo.mirror.garr.it/mirrors/CTAN.
Ho scritto “server CTAN” al posto di “mirror CTAN” perché quest’ultima espressione mi sembra (leggermente) più “esoterica” della prima (credo che sia più facile che un principiante sappia che cos’è un “server” piuttosto che cos’è un “mirror”), ma potrei sbagliarmi. Che ne pensate?
Il mio personale suggerimento è lasciare almeno una menzione, eventualmente in una nota a fondo pagina, agli alberi principale e locale. Io, personalmente, almeno lavorando con Linux, mi sono trovato più volte a ricercarlo per motivi vari ed eventuali: male, secondo me, non fa.
Questa è l’osservazione che mi ha creato più difficoltà. 🙄
Sono d’accordo con te: anche se l’utente “medio” farebbe bene a non toccare gli alberi principale e locale (limitandosi ad intervenire sull’albero personale), si tratta di informazioni che potrebbero servire: in una guida di base deve esserci almeno un cenno in proposito. Tuttavia, aggiungendo le indicazioni nel corpo del testo, il discorso sarebbe risultato troppo lungo e congestionato (ricordo che stiamo parlando di un capitolo intitolato “Le Basi” in una guida rivolta anche a principianti).
Mi è sembrato logico inserire le informazioni in una nota: così l’informazione (utlie, ma non strettamente necessaria) è presente, e il discorso principale rimane snello. Purtroppo la nota è venuta lunga in modo abominevole: 🙁 le note al piede, soprattutto se lunghe, sono faticose da leggere, e una nota così lunga andrebbe evitata, in un documento impaginato a regola d’Arte.
Prima di iniziare a sforbiciare quella nota, cercando di ridurla a dimensioni accettabili, vorrei chiedere il vostro parere, per vedere se mi sto muovendo nella direzione corretta.
Grazie mille,
L.
::`
\begin{figure}
[…]
\caption{a) prima figura b) seconda figura}
\end{figure}
`
Va bene?Non proprio. Lasciando stare quella caption un po’ così (il pacchetto subfig permette di inserire delle sottodidascalie nel modo corretto), non usi bene l’opzione di posizionamento dell’ambiente figure. Come detto più volte sul forum (e come ribadito sull’Arte), se l’immagine che devi inserire è grossa meglio introdurla con
`\begin{figure}[p]`
mentre se è piccola va inserita con
`\begin{figure}[tb]`
Se le immmagini non sono troppe, LaTeX fa un lavoro eccellente.Ciao,
L.
::\begin{center}
\subfigure[]
{\includegraphics[width=0.48\textwidth]{fig1.pdf}\label{fig:fig1}}
\hspace{3mm}
\subfigure[]
{\includegraphics[width=0.48\textwidth]{fig2.pdf}\label{fig:fig2}}
\caption{Didascalia della figura: a) Primo caso; b) Secondo caso}
\end{center}
\end{figure}
[/code]
Suggerimenti?Di sicuro questo codice non l’hai preso dal’Arte… 😉
Per affiancare due figure si usa subfig (subfigure è obsoleto). Il codice giusto lo trovi sull’Arte, basta riadattarlo un minimo. Poi ci sono altre inesattezze: l’uso a sproposito dell’ambiente center, la specificazione di un’unità di misura assoluta (3mm) e non relativa, l’uso dell’estensione (.pdf) nel file grafica da includere. Rileggi meglio la parte sulle immagini (anche dare un’occhiata all’appendice B sugli orrori non guasterebbe…).
Riguardo al tuo problema, continui a non fornirci un EMC. La mia impressione è che, nel tuo caso, il rapporto testo/figure mobili non sia sufficientemente alto. Anche questo problema lo trovi spiegato nell’Arte, insieme alle relative soluzioni.
Ciao,
L:
::`
\renewcommand{\vec}{\boldsymbol}
\newcommand{\Div}{\mbox{\rm div\,}}
\newcommand{\Rot}{\mbox{\rm rot\,}}
`
E’ così pessima?No, non è pessima, ci sono solo un paio di peccati: il primo è veniale (\boldsymbol è obsoleto, meglio \bm del pacchetto bm), l’altro mortale (quei \Div e \Rot definiti così sono orrori, cerca \DeclareMathOperator sull’Arte). Toglierei anche quello \Huge, ma è qui questione di gusti.
Ah, si dice preambolo, non instestazione.
Ciao,
L.
::Mi potresti confermare che il semplice caricare il pacchetto
con il comando \usepackage{setspace} non produca effetti ?Non, non posso confermartelo. In generale, il solo caricamento di un pacchetto produce effetti, anche se poi il pacchetto non viene usato (per esempio, il solo caricamento di showkeys può avere effetti sull’impaginazione).
Se setspace non ti serve, togli quella chiamata.
Ciao,
L.
::
Ciao a tutti.Il problema di installare un pacchetto non compreso nella propria distribuzione di LaTeX è classico. Nell’Arte avevo cercato di riportare le relative indicazioni sulle diverse piattaforme, riassumendo le informazioni presenti sul sito e sul forum del GuIT. Tuttavia, quella parte era diventata ben presto obsoleta: oggi sono disponibili strumenti avanzati di gestione dei pacchetti, che semplificano molto le cose e permettono di installare e aggiornare i pacchetti in maniera automatizzata, spesso tramite una comoda GUI.
Installare manualmente un pacchetto può essere ancora oggi necessario, ma si tratta di una soluzione che (a mio avviso) l’utente “medio” dovrebbe usare quando proprio non si può fare altrimenti.
Di seguito riporto la nuova versione del paragrafo dell’Arte sulla gestione dei pacchetti (ringrazio Roberto Giacomelli per il suo importante contributo). Rispetto alla versione precedente, ho aggiunto diversi argomenti:
1. la possibilità di installare al volo un pacchetto offerta da MiKTeX;
2. il TeX Live Manager;
3. la TeX LIve Utility (la GUI per Mac del TeX Live Manager).Ho tolto invece la menzione agli alberi principale e locale, lasciando solo quella all’albero personale. In fondo, è opportuno che un utente che deve installare manualmente un pacchetto posizioni il (o i) .sty nell’albero personale, lasciando stare gli altri due. Con questa modifica, che privilegia la chiarezza a scapito della completezza, il paragrafo risulta molto più semplice.
Potete leggere il risultato più comodamente anche a pagina 25 dell’Arte (appena aggiornata).
Al solito, ogni vosta osservazione è (più che) benvenuta.
Nelle distribuzioni di LaTeX come MiKTeX o TeX Live sono inclusi numerosi pacchetti, sufficienti per gran parte delle esigenze di scrittura, ma può essere necessario installarne altri. La procedura di installazione dipende dalla distribuzione di LaTeX che si usa e può essere gestita automaticamente, tramite appositi programmi, oppure manualmente.
Installare o aggiornare un pacchetto con MiKTeX
Se si usa il sistema operativo Windows e si utilizza MiKTeX, è possibile installare al volo un pacchetto: quando si compila un documento che fa uso di un pacchetto disponibile con la distribuzione ma non ancora installato, MiKTeX lo aggiunge automaticamente, scaricando i dati dall’archivio locale o da CTAN.
In alternativa, è possibile servirsi del programma MiKTeX Package Manager (vedi la figura 5a nella pagina successiva), seguendo questa
procedura:
• Si esegue il programma MiKTeX Package Manager (dal menu “Avvio” di Windows si seleziona il sottomenu “Programmi”; da qui si sceglie la voce “MiKTeX”, da cui si lancia “Browse Packages”): apparirà una finestra con l’elenco, in ordine alfabetico, dei pacchetti disponibili nell’archivio (repository); in corrispondenza di ciascuno di essi viene indicato se esso è installato e ne viene fatta una breve descrizione.
• Si evidenzia il nome dei pacchetti che si desiderano installare.
• Si preme il pulsante “+” che si evidenzierà e si attende che il processo di installazione sia concluso.
• Si effettua l’aggiornamento dei cosiddetti “file di formato” di MiKTeX (“Avvio” -> “Programmi” -> “MiKTeX” -> “Settings” -> “General” -> “Update Formats”).Può capitare che non sia il pacchetto a mancare, ma che la versione che si possiede sia datata. In questo caso si usa il programma MiKTeX Update Wizard (“Avvio” -> “Programmi” -> “MiKTeX” -> “Update”), che controlla, tramite una semplice interfaccia grafica, quali pacchetti tra quelli installati sono disponibili con una nuova versione e propone di aggiornarli.
Installare o aggiornare un pacchetto con TeX Live
Dal 2008, la distribuzione TeX Live, che su Mac è nota come MacTeX, contiene il programma TeX Live Manager per installare e aggiornare i pacchetti. Il programma può essere utilizzato attraverso la linea di comando (con l’applicazione tlmgr) oppure tramite un’interfaccia grafica.
Per installare un pacchetto, per esempio ArsClassica, basta dare dalla linea di comando l’istruzione tlmgr install arsclassica: TeX Live Manager scaricherà il pacchetto dall’archivio locale o da CTAN e aggiornerà automaticamente la base di dati dei pacchetti. Per aggiornare tutti i pacchetti della propria distribuzione basta dare l’istruzione tlmgr update -all. Per conoscere lo stato di un pacchetto basta digitare tlmgr show
(ad esempio tlmgr show arsclassica), che fornisce le informazioni essenziali del pacchetto e l’indicazione se il pacchetto è installato oppure no. Se si usa Linux, può essere necessario acquisire i permessi di scrittura sulle cartelle in cui si trova l’installazione di TeX Live; a tal fine è sufficiente premettere il comando sudo (super user do). È anche possibile avvalersi di un’interfaccia grafica, che su Linux si avvia eseguendo dalla linea di comando tlmgr gui (gui è l’acronimo di graphical user interface, “interfaccia d’uso grafica”).
Su Mac è disponibile un’apposita interfaccia grafica per TeX Live Manager: TeX Live Utility (http://code.google.com/p/mactlmgr/, vedi la figura 5b a fronte). Quando viene eseguito la prima volta, il programma aggiorna l’installazione di MacTeX. Per aggiornare tutti i pacchetti, basta premere il pulsante “Update All” della barra degli strumenti; si possono aggiornare singoli pacchetti selezionandoli nell’elenco e premendo il pulsante “Update”. I pacchetti si installano usando la scheda “Manage Packages”. È anche possibile visualizzare informazioni dettagliate per uno specifico pacchetto tramite un apposito pannello.
Installare manualmente un pacchetto
Talvolta può essere necessario installare un pacchetto che non fa parte delle distribuzioni MiKTeX o TeX Live; in questo caso bisogna farlo manualmente. A tal fine è sufficiente copiare il relativo file .sty nella sotto-cartella /tex/latex/ dell’albero personale (ovvero la cartella in cui il singolo utente può inserire i pacchetti che usa e che non sono inclusi nella distribuzione), eventualmente creando tale sotto-cartella, se non ci fosse già.
La posizione dell’albero personale dipende dalla particolare distribuzione usata:
• Su Windows, l’albero personale è la cartella C:\Documents and Settings\\Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\ o, equivalentemente, C:\Documents and Settings\ \Impostazioni locali\Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\.
• Su Mac, l’albero personale è $HOME/Library/texmf/.
• Su Linux, la posizione dell’albero personale dipende dalla particolare distribuzione usata. La radice dell’albero personale in qualsiasi distribuzione può essere controllata con la variabile $TEXMFHOME: il suo valore può essere visualizzato dalla linea di comando con kpsexpand ’$TEXMFHOME’. Su una Debian, per esempio, l’albero personale è radicato in ~/texmf/.In alternativa, è sufficiente copiare i file necessari nella stessa cartella in cui si trova il file .tex.
Ciao,
L.
::Poi, ripeto, nel testo è difficile capire quando le note non sono del tutto al proprio posto perché solitamente il bilanciamento è possibile (la nota si divide in due pagine, c’è una sola piccola nota…). Ma quando sorgono casi particolari come due note lunghe o una nota che non permette al titolo della sezione successiva di trovarsi in una posizione buona (e quindi latex lo mette a capo) allora l’errore è molto evidente.
Risolvere i problemi con le note al piede è facile: basta non usarle! 😀
Scherzi a parte, le note a piè pagina andrebbero usate il meno possibile, solo quando strettamente necessario. Spesso al posto di una nota si può usare un inciso (magari fra parentesi, come in questo caso). Una nota al piede divisa su più pagine rapprenta, Bringhurst docet, “il fallimento del progetto tipografico”.
Se le note sono poche, LaTeX fa un lavoro eccellente e gli eventuali, piccoli problemi di impaginazione che possono presentarsi vanno risolti con i trucchi della revisione finale spiegati nell’Arte.
Caricare fotmisc con l’opzione bottom (o, peggio ancora, modificare i paramentri interni di LaTeX che regolano la composizione delle note e il riempimento della pagina) è una medicina peggiore del male.
Ciao,
L.
::Da precedenti post apprendo che l’uso di setspace è caldamente sconsigliato.
Non proprio. 😉 Modificare l’interlinea è sempre sconsigliabile: un documento con un’interlinea aumentata viene orrendo qualsiasi sia lo strumento usato per farlo. Diciamo che, se proprio si è costretti (per esempio da un relatore che non vuole sentire ragioni) a modificare l’interlinea, setspace è spesso lo strumento meno peggiore.
Ciao,
L.
::Nessuna idea? Vi prego 😉
Non c’è bisogno che preghi. Faresti meglio a studiare innanzitutto la parte sugli oggetti mobili sull’Arte (quassù), che contiene non poche indicazioni su come gestirli al meglio. Se neppure così riesci a venire a capo del problema, inviaci un EMC (esempio minimo compilabile che riproduce il problema).
Ciao,
L.
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