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AutoreRisposte
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Direi che a questo punto la soluzione di Lorenzo vada più che bene, al massimo torno alla classe book (che stavolta avevo evitato)
No, quel rimedio non è impeccabile:
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=4054&highlight=footmiscMa davvero usando report tutte le note al piede vengono attaccate all’ultima riga del testo? Purtroppo (al solito) non ho sotto mano LaTeX per verificare, ma mi pare di ricordare che quel (fastidioso) problema possa presentarsi sporadicamente, solo in casi eccezionali.
Ciao,
L.
::Ho plottato una funzione, vorrei sapere dove latex scrive i valori della x,f(x) della funzione, spero di essere stato chiaro….
No, non sei stato chiaro. 😉 Quali strumenti hai usato per fare il grafico (“plottare” è un anglismo francamente orribile) di quella funzione.
Vorrei fare un organigramma della mappa concettuale, che pacchetto devo usare?
Hai provato a fare una ricerca su Sarovar?
Vorrei fare in modo che quando si apre il pdf la visualizzazione pagina predefinita sia 2 su 1 con la copertina mostrata, come si fa?
Penso che dipenda dalle impostazioni del lettori di PDF che usi, non da LaTeX.
Ciao,
L.
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Ciao Enrico, innanzitutto grazie mille per le tue indicazioni. 😀Occhio anche che la “TeX Live Utility” è un programma solo per Mac OS X; il programma generico per gestire TeX Live è “tlmgr” che dispone di un’interfaccia grafica se chiamato come “tlmgr -gui”.
Vorrei capire bene. Se, su Linux, scrivo dalla linea di comando “tlmgr -gui” avvio l’interfaccia grafica (X11, immagino) del TeX Live Maganer. Su Mac esiste la TeX Live Utility (da scaricare a parte e da eseguire col classico doppio clic). Giusto? E se, su Mac, scrivessi dalla linea di comando “tlmgr -gui” verrebbe avviata comunque un’interfaccia grafica (diversa dalla TeX Live Utility)?
Scusa per queste domande, ma purtroppo non sono nelle codizioni di installare nulla sul mio iBook… 😳
Ancora grazie,
Lorenzo
::Ma considera la frase “io e te stiamo bene insieme”. Quel “te” è soggetto tanto quanto “io”, eppure “io e tu stiamo bene insieme” non si dice proprio.
Che bello, l’italiano!“Tu ed io stiamo bene insieme” è corretto, mentre “io e tu stiamo bene insieme” no. Hai ragione, l’italiano a volte è strano.
Eppure, vedrai, tra qualche anno i dizionari registreranno “centrare” con il significato di “avere a che fare”.
Spero proprio di no!
Ciao,
L.
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Ciao Enrico, scusa se non avevo provato il comando… 😳Questa è la nuova versione del capoverso sui vettori.
I vettori si scrivono di solito in neretto (corsivo, secondo le norme ISO-UNI) oppure in semplice corsivo matematico; talvolta, soprattutto nei testi di fisica, vengono stampati con una freccia sopra. Per scrivere simboli in neretto si può usare il comando \mathbf; per il neretto corsivo c’è il comando \bm, messo a disposizione dal pacchetto bm (bold math); per comporre simboli con una freccia sopra si usa il comando \vec. Può convenire ridefinire il comando \vec, nel preambolo:
`\renewcommand{\vec}{\bm}`
In questo modo, basta scrivere \vec{v} per avere v ed è possibile cambiare notazione con un’unica modifica (vedi anche il paragrafo 7.7 a pagina 121).A proposito di \bm, a pagina 122, ho modificato così
Per comporre simboli matematici in neretto corsivo è consigliabile servirsi dell’apposito comando \bm, fornito dal pacchetto bm (bold math). Va tenuto presente che \bm funziona se (e solo se) il font matematico in uso in quel momento dispone di una versione in neretto di quel simbolo.
Che te ne pare? Soprattutto, non sono sicurissimo della validità dell’ultima affermazione (“\bm funziona se e solo se il font matematico in uso in quel momento dispone di una versione in neretto di quel simbolo”).
Grazie mille,
L.
::Scusa se continuo questa discussione, che sicuramente potrebbe essere considerata esaurita, ma penso che la questione possa interessare altri utenti. E cioè se con LaTeX si possono scrivere anche dei Tutorial con abbondanza di immagini o si deve usare un altro sistema. Sulle riviste del settore informatico ci sono molti esempi di quello che dico, cioè guide che descrivono passo passo cosa fare per utilizzare un software. Allora dobbiamo dire: questo non lo puoi fare con LaTeX, usa un programma wysiwyg come Xpress, Scribus ecc…, oppure si puo fare così ecc…
Ho riletto i paragrafi delle tua guida (scritta in modo magistrale!), ed in effetti qualcosa in più l’ho capita, ma il mio caso non è contemplato. Anche guardando il paragrafo sulla revisione finale, si ricava poco circa una eventuale soluzione di impaginazione.
Sto pensando alla possibilità di usare supertabular e creare una tabella, ora faccio un esperimento e magari mi dai un consiglio. Spero di poter arrivare ad una soluzione soddisfacente, ma anche giungere alla conclusione che LaTeX e sconsigliato per questo genere di documenti … può essere un contributo. Grazie
Prima di tutto grazie per i complimenti. Come sai, pur essendo un appassionato di LaTeX, so bene che si tratta di uno strumento. Come tutti gli strumenti, fa bene certe cose e male altre. Usare LaTeX per comporre una brochure o un biglietto da visita o un menu è IMHO un’esperienza frustrante: meglio un software WYSIWYG, quando le necessità di flessibilità visiva prevalgono su quelle di coerenza logica. Da’ un’occhiata al paragrafo “Filosofia” dell’Arte.
Il tuo caso, però, non rientra fra quelli in cui è meglio usare un software “visuale” (né è risolubile con supertabular, che ti sconsiglio decisamente per l’uso che vorresti farne). Il problema è oggettivo, fisico: tante immagini grosse in testo sono difficili da posizionare al meglio, a LaTeX (ma questo vale per ogni altro software di composizione tipografica) resta poco spazio di manovra; sistemare l’impaginazione in modo adeguato può essere impossibile.
Immagina di vivere in un monolocale con tantissimi scatoloni pieni zeppi di libri, appoggiati sul pavimento. In qualsiasi modo decidi di posizionarli, sarai sempre scomodo. Non c’entra come li metti, è che manca lo spazio.
In conclusione, comporre un manuale con molti screenshot e descrizioni passo per passo è impresa non da poco, soprattutto se si cerca un risultato tipografico di alta qualità. LaTeX è lo strumento migliore. Si possono usare figure in testo oppure figure mobili; alcune di queste ultime potrebbero essere posizionate manualmente con l’opzione H di float (ecco forse uno dei rari casi in cui quell’opzione può essere usata a ragion veduta). In ogni caso, bisogna essere disposti a un considerevole lavoro di revisione manuale.
Ciao,
L.
::Direi che penso molto male di questa “soluzione”. Il comando \boldsymbol è da considerare obsoleto. Molto meglio caricare il pacchetto bm e usare \bm.
Accipicchia. 😕 A mia parziale giustificazione, riporto quando scritto nella doc. italiana di amsmath (consigliata quassù).
Se si vuole usare solo il comando \boldsymbol senza caricare tutto il pacchetto amsmath, si può usare il pacchetto bm (questo è un pacchetto standard del LaTeX, non fa parte di quelli AMS; se si ha una versione del LaTeX del 1997 o posteriore, probabilmente lo si ha già).
Mi spiegheresti più in dettaglio perché \boldsymbol è obsoleto e perché al suo posto è meglio \bm del pacchetto bm.
Sull’idea balzana dell’ISO secondo la quale i vettori vanno scritti in nero corsivo dissento; ma così vogliono. 🙁
La penso come te (su questa e sulle altre norme ISO-UNI), ma magari un cenno sarà il caso di farlo, per completezza. Il nero corsivo come si ottiene con bm? Come, in definitiva, è consigliabile scrivere un vettore? Vale anche per le matrici?
Grazie mille,
L.
::grazie Lorenzo,
infatti, è proprio quello che voglio fare, cioè lasciare le figure nel testo. Il riferimento, tranne nelle ultime due immagini, che devo rivedere, li ho messi perché sulle stesse ho dovuto mettere dei riquadri numerati per indicare le zone di cui parlo nel testo. Sarà inevitabile, quindi citare nel corpo del testo i punti a cui mi riferisco.Se devi fare riferimento ad una figura (o ad una sua parte) nel testo, ti occorre un’etichetta (e una didascalia): io se vedo qualcosa come “fig-9” (a proposito, meglio “nella figura 9”) cerco immediatamente una didascalia con l’etichetta “Figura 9”, se non la trovo resto confuso.
Facevo riferimento a qualche classe, perché pensavo alla possibilità di impaginare il testo in modo diverso, ad esempio componendo una tabella o dei riquadri in cui mettere testo a dx o sx e immagini affianco … cosa mi consigli? e come procedere in questo caso? Ora, infatti, risulta antiestetico vedere le immagni finire alla pagina successiva, quando c’è molto spazio nella pagina attuale …
Non saprei. Per me non è un problema risolvibile cambiando classe, anzi, non so neppure se sia un problema risolvibile in modo del tutto soddisfacente: tante immagini e poco testo non vanno d’accordo con un’impaginazione ottimale (perdonami l’irriverenza del paragone, ma mi ricorda un po’ il problema di coniugare l’onnipotenza di Dio e la sua infinita bontà con la presenza del male nel mondo).
Però qualche tentativo (magari un po’ forzato…) per mettere tutto assieme si può fare: io (che in queste cose sono ossessivo, e che non amo le figure in testo), proverei con tutti i trucchi di impaginazione che mi vengono in mente. Leggi il paragrafo sulla revisione finale dell’Arte. Di sicuro, c’è un po’ di lavoro da fare.
Ciao,
L.
::Non è la prima volta che mi tocca di crivere un breve tutorial che contiene poco testo e molte immagini di screenshots che spiegano passo passo cosa fare, l’ultimo è qui:
http://www.vitacarmelitana.org/download/installazione.pdf.zip
Non so bene come devo inserire le immagini. Per il momento ho evitato l’ambiente figure e ho inserito le immagini direttamente dopo il testo, con risultati non soddisfacenti. Cosa mi consigliate? Esiste un classe che aiuti a fare qualcosa del genere? … grazieIn quel documento c’è un errore di fondo: inserisci le immagini come figure in testo (senza didascalia, incluse con un semplice \includegraphics), e poi fai riferimento alle figure con etichette non definite:
La pagina successiva ci dà un resoconto dei prerequisiti installazione [fig-9], mostrandoci che tutto è ok, altrimenti possiamo andare indietro e settare i permessi alle cartella [fig-10].
La storia delle immagini in testo e fuori testo è uno dei tormentoni del forum: la trovi riassunta a pag. 92-93 dell’Arte, che ti invito a (ri)leggere.
Non si tratta un problema di classe, ma di metodo. O usi delle figure fuori testo (con didascalia, nell’ambiente figure) oppure usi immagini in testo (senza didascalia, con un semplice \inlcudegraphics, ma poi non puoi fare riferimento ad esse nel documento). Se le immagini sono tante e il testo poco, i problemi di impaginazione sono inevitabili.
Nel tuo caso, la scelta che hai fatto di usare immagini in testo può andare (ma togli quei riferimenti inesistenti nel documento).
Ciao,
L.
::Come posso fare per avere in modo che questo problema non si generi?
Avete qualche consiglio da darmi?Enrico ti ha già risposto. Tuttavia, ti faccio presente che sull’Arte (a pagina 144) trovavi la soluzione a questo e ad altri problemi tipici connessi con l’uso di BibTeX -e di LaTeX.
Ciao,
L.
::I
Dovresti citarlo nell’Arte, secondo me. A suo tempo ho proposto anche una piccola (e schifosa, dato che non ha avuto nemmeno una risposta 😉 ) recensione di parallel e di parcolumn.La tua recensione era molto buona, invece. 😀 Il pacchetto soddisfa ad un’esigenza specialistica e può essere utilissimo, valuterò senz’altro come farne cenno nell’Arte.
Ciao,
L.
::Ragazzi nessuno proprio? Mi infastidisce non poco tenere il numero al centro…
Ciao Marco, ho appena controllato, il numero al centro (nelle prime pagine di ogni capitolo e dell’indice) c’è, è vero, ma secondo me deve esserci. Infatti lo stile headings, predefinito nella classe book, fa proprio così: nella testatina delle pagine pari viene scritto il titolo del capitolo in corso, nella testatina delle pagine dispari viene scritto il titolo del paragrafo in corso; la prima pagina di ogni capitolo ha lo stile plain (il numero di pagina è in basso al centro, nessuna testatina). Trovo questo comportamento del tutto logico: a che servirebbe, infatti, la testatina nella prima pagina di un capitolo (o dell’indice)? Le testatine servono ad orientarsi in un documento; nelle prime pagine di un capitolo (o dell’indice) il titolo si vede benissimo, non c’è pericolo che il lettore possa confondersi
Lo stile fancy è una modifica dello stile headings: quindi trovo logico che la prima pagina di ogni capitolo sia in plain, come capita con headings. In conclusione: lo stile va bene così. Se però quel numero non lo vuoi proprio, mi sa che ti tocca studiarti la doc. di fancyhdr, eventualmente guarda come ridefinire lo stile plain.
Ciao,
L.
::In italiano “giornale” significa “pubblicazione quotidiana” (l’etimologia mi sembra chiara). Per estensione indica anche pubblicazioni con periodicità non quotidiana. Il termine italiano corrispondente all’inglese “journal” è usualmente “rivista”, ma non vedo terribilmente male “giornale”. La parola “journal” si usa anche in francese e in tedesco per indicare riviste scientifiche: i notissimi “Journal de Mathématiques Pures et Appliqués” (fondato da Liouville) e “Journal für die reine und angewandte Mathematik” (fondato da Crelle) ne sono fulgidi esempi.
“Rivista”, lo dice il nome stesso, indicava una collezione di scritti presi da varie fonti (un dizionario lo dà come calco dell’inglese “review” per questo significato). Ma anche in francese “revue” può far parte di nomi di periodici (scientifici o no).
Il fatto è che in inglese “journal” indica un periodico specializzato (che può anche essere quotidiano come “The Wall Street Journal”), ma non il quotidiano di notizie generali (newspaper). In francese la parola “journal” ha un significato molto simile al nostro, in tedesco ha un uso piuttosto limitato.
Grazie mille per la tua lezione Enrico, chiara ed esauriente come sempre (stavo per scivere “esaustiva”, ma ho il forte sospetto che quello sì che sarebbe stato un anglismo). 😉
Quindi “journal” si rende al meglio con “rivista”, anche se “giornale” è accettabile. Correggo al più presto!
Tantissimi auguri,
Lorenzo
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