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Ciao a tutti, di seguito riporto le modifiche relative alla versione di marzo 2009.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
1. A pagina 45, nel paragrafo sul tormentone dei margini di pagina, ho aggiunto la seguente nota a margine:
I margini esterni delle classi standard sono più grandi di quelli interni per ottime ragioni.
2. A pagina 55 ho rivisto il capoverso sul comando \thanks.
Esiste anche il comando
`\thanks{} `
che permette di inserire i. Nelle classi standard (e in quelle KOMA-Script), il comando \thanks, che va dato dentro l’argomento di \author, \title o \date, funziona come il comando per inserire delle note a piè di pagina, solo che il riferimento di queste note non è né un numero né una lettera, ma un simbolo tratto da un elenco che contiene l’asterisco, la spada, la spada doppia, eccetera. Collegato ai nomi degli autori il comando permette, ad esempio, di specificarne l’istituzione di appartenenza, mentre dato nel titolo consente, fra l’altro, di associargli il nome dell’ente finanziatore della ricerca.
`\author{Lorenzo Pantieri\thanks{Ringrazio i membri del \GuIT.}}
`
(Nelle classi AMS il comando \thanks va invece dato in una riga a sé stante, fuori da \author, \title e \date.)3. A pagina 140 ho corretto le definizioni dei record “editor” e “key” di BibTeX.
EDITOR
Nome del curatore (o dei curatori).KEY
Campo nascosto che permette di impostare l’ordinamento alfabetico degli elementi della bibliografia: serve come chiave di ordinamento nei record privi dell’indicazione dell’autore o del curatore.In questo contesto, l’inglese “editor” si traduce con “curatore”.
4. A pagina 142, a proposito di BibTeX, ho rivisto il capoverso sui cognomi preceduti dalla particella “von” o “van”.
I cognomi preceduti dalla particella “von” o “van” di regola vengono ordinati alfabeticamente da BibTeX comprendendo la particella nel cognome: se l’autore è, per esempio, “Ludwig van Beethoven”, ai fini dell’ordine alfabetico BibTeX considera generalmente il cognome come “van Beethoven” e non come “Beethoven”. Questo, tra l’altro, è lo stile comunemente usato nelle bibliografie in italiano. Tuttavia, con alcuni stili bibliografici può capitare che BibTeX, ai fini dell’ordine alfabetico, consideri il cognome come “Beethoven” e non come “van Beethoven”. Se si vuole evitarlo, basta scrivere
`author = {{van Beethoven}, Ludwig}
`
Se il cognome è preceduto da una particella con iniziale maiuscola, esso viene sempre ordinato alfabeticamente da BibTeX comprendendo la particella nel cognome. Per esempio “Alcide De Gasperi” viene sempre ordinato automaticamente come “De Gasperi”:
`author = {De Gasperi, Alcide}`5. A pagina 183 ho riformulato il capoverso sull’uso della punteggiatura nelle formule matematiche fuori corpo, accennando alle ragioni di entrambe le “scuole di pensiero” in materia.
Esistono due scuole di pensiero sulla punteggiatura esterna, ovvero sulla punteggiatura nelle formule matematiche fuori corpo. Alcuni ritengono che questa non andrebbe mai usata, in quanto superflua e causa di possibili ambiguità di lettura [Beccari, 2008, p. 126]. Altri, compreso chi scrive, ritengono invece la punteggiatura esterna utile ed opportuna: le formule, sia in corpo sia fuori corpo, fanno parte dell’argomentazione e quindi la punteggiatura va usata per aiutare il lettore [Guiggiani e Mori, 2008, p. 8]. L’importante, qualunque dei due metodi si scelga, è essere coerenti e usare sempre un unico metodo.
6. Ho modificato il comportamento di varioref in modo da avere un riferimento del tipo “vedi il paragrafo x a pagina y” al posto dell’artificioso “vedi il paragrafo x nella pagina y“. A tal fine è sufficiente scrivere, nel preambolo,
`\makeatletter
\vref@addto\extrasitalian{%
\def\reftextfaraway#1{a pagina~\pageref{#1}}%
}
\makeatother
`7. Ho rivisto l’italiano del documento.
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Nell’intero documento, ho sostituito le espressioni “nel presente documento”, “nel presente paragrafo”, “nella presente appendice”, …, involute e burocratiche, con più semplici “in questo documento”, “in questo paragrafo”, “in questa appendice”.
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Nella precedente versione del documento c’erano numerosissime occorrenze del verbo “utilizzare (un comando, un pacchetto, un programma)”, che è abusato e brutto: le ho sostituite quasi ovunque con “usare” (o altri sinonimi, come “impiegare”, “servirsi di”, “scrivere”, … quando necessario).
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Nel documento, “pubblicazione scientifica o professionale” al posto di “pubblicazione accademica o professionale”: l’aggettivo “accademico” ha, a volte, una connotazione negativa.
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Nel documento, “pulsante” (di un editor) al posto del brutto anglismo “bottone”.
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Nel documento, “funzione” al posto dell’abusato e ridondante “funzionalità”.
8. Qualche altra finezza qua e là.
Ringrazio tutti i frequentatori del Forum, in primis Enrico e Tommaso, che mi hanno suggerito le modifiche.
Ciao,
L.
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Ciao a tutti, di seguito riporto le modifiche relative alla versione di marzo 2009.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdf
1. A pagina 41 ho rivisto il capoverso sul comando \thanks.
Esiste anche il comando
`\thanks{} `
che permette di inserire i. Nelle classi standard (e in quelle KOMA-Script), il comando \thanks, che va dato dentro l’argomento di \author, \title o \date, funziona come il comando per inserire delle note a piè di pagina, solo che il riferimento di queste note non è né un numero né una lettera, ma un simbolo tratto da un elenco che contiene l’asterisco, la spada, la spada doppia, eccetera. Collegato ai nomi degli autori il comando permette, ad esempio, di specificarne l’istituzione di appartenenza, mentre dato nel titolo consente, fra l’altro, di associargli il nome dell’ente finanziatore della ricerca.
`
\author{Lorenzo Pantieri\thanks{Ringrazio i membri del \GuIT.}}
`
(Nelle classi AMS il comando \thanks va invece dato in una riga a sé stante, fuori da \author, \title e \date.)
2. Ho modificato il comportamento di varioref in modo da avere un riferimento del tipo “vedi il paragrafo x a pagina y” al posto dell’artificioso “vedi il paragrafo x nella pagina y“.
`
\makeatletter
\vref@addto\extrasitalian{%
\def\reftextfaraway#1{a pagina~\pageref{#1}}%
}
\makeatother
`3. Ho rivisto l’italiano del documento.
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Nell’intero documento, ho sostituito le espressioni “nel presente documento”, “nel presente paragrafo”, “nella presente appendice”, …, involute e burocratiche, con più semplici “in questo documento”, “in questo paragrafo”, “in questa appendice”.
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Nella precedente versione del documento c’erano numerosissime occorrenze del verbo “utilizzare (un comando, un pacchetto, un programma)”, che è abusato e brutto: le ho sostituite quasi ovunque con “usare” (o altri sinonimi, come “impiegare”, “servirsi di”, “scrivere”, … quando necessario).
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Nel documento, “pubblicazione scientifica o professionale” al posto di “pubblicazione accademica o professionale”: l’aggettivo “accademico” ha, a volte, una connotazione negativa.
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Nel documento, “pulsante” (di un editor) al posto del brutto anglismo “bottone”.
A presto,
L.
::Quello che vorrei, però, anche per spezzare un pochino il monotono flusso del testo, è poter piazzare alcune delle immagini (che rappresentano le schermate del programma) in modo che siano centrate rispetto la pagina e non alla colonna e che il testo si “organizzi” di conseguenza, magari anche disponendosi intorno alla stessa…
Con l’ambiente figure* puoi inserire un’immagine mobile a tutta pagina. Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, non saprei: hai dato un’occhiata alla doc. del pacchetto wrapfig?
Ciao,
L.
26 Febbraio 2009 alle 11:01 in risposta a: Problema con l’intestazione di alcuni capitoli (fancyhdr) #25197::non sono molto esperto in LaTex e nonostante la lettura di guide e forum vari non sono riuscito a risolvere due problemi. Spero che voi possiate aiutarmi anche solo indicandomi dove andare a cercare le informazioni necessarie.
Il primo problema riguarda la lunghezza delle voci del sommario (TOC): quando i capitoli o le sezioni hanno nomi lunghissimi, nel sommario questi ‘sforano’ il margine destro senza andare a capo come mi aspettavo. Cosa posso fare?
`\caption[Didascalia breve]{Didascalia}`
C’è su qualsiasi guida di base. Ah, quello che in inglese è la “table of contents” in italiano è l’indice. Il sommario è invece quello che in inglese è detto abstract.Riguardo al secondo problema (indice analitico; index in inglese) non saprei: preferisco usare un manuale \index.
Ciao,
L.
::Lo stile delle intestazioni corretto si ottiene inserendo \pagestyle{scrheadings} nel mainmatter del documento (mi sembra che questo non sia riportato…).
Ho scaricato ArsClassica da CTAN. Riporto da arsclassica.tex.
`\begin{document}
\pagenumbering{roman}
\pagestyle{plain}
%******************************************************************
% Frontmatter
%******************************************************************
\input{…}
\input{…}
\pagestyle{scrheadings}
\input{…}`
Il fatto è che per avere un documento fatto come si deve bisogna specificare molte impostazioni, sparse nel .tex del documento, oltre che nei .sty di ClassicThesis e di ArsClassica. Si tratta di un difetto di ClassicThesis (il cui codice non è molto pulito) che verrà corretto in futuro… 😉Quanto al formato dell’indice… è questione di gusti: farò qualche prova per vedere se con i tuoi sugerimenti viene meglio (i.e., mi piace di più)!
Ciao,
L.
::Non sono stato troppo dettagliato, pensando che Lorenzo avesse usato qualche altra opzione per i suoi testi, e avrebbe capito subito quali sono le 2/3 righe di comandi che mi servono. Se ciò non fosse vero, sto qui per tutti gli ulteriori chiarimenti necessari, per chiunque voglia aiutarmi, che ringrazio di cuore!
Il pdf della doc. di ArsClassica è completo di sorgenti. Se compilandoli ottieni un pdf diverso dal mio, può dipendere dall’aggionamento delle classi KoMa o di qualche pacchetto. Uso una distribuzione non recentissima (MacTeX 2007).
Ciao,
L.
::Lo chiedevo perchè ho scritto una matrice di 20 elementi e deve essere su una sola riga.
Ma esce dai margini, anche se di poco.allora pensavo di ridurre la dimensione per farla entrare.
Nel paragrafo sulle tabelle dell’Arte sono spiegati diversi stratagemmi per risollvere quel problema.
Ciao,
L.
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