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AutoreRisposte
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5 Febbraio 2009 alle 10:47 in risposta a: Listato di un programma su una colonna in testo a 2 colonne #30637::
Salve a tutti, spero di non chiedere una cosa troppo banale…
Sto creando un articolo a due colonne.
In questo documento vorrei inserire del codice di programmazione che appaia dove Latex ritenga più opportuno ma su una sola colonna (che occupi tutto il \textwidth per intenderci) ed al quale poi riferirmi all’interno dell’articolo. Se il codice apparisse anche con una riga di demarcazione inferiore e superiore sarebbe meglio.
Ho provato a utilizzare \onecolumn e \twocolumn ma il problema è che questi comandi hanno, intrinsecamente un \newpage che mi salta una pagina nel momento in cui li utilizzo.
In altre parole avrei bisogno di utilizzare qualcosa dove, nel listato sottostante, ci sono i punti interrogativi che mi renda flottante il codice, ci metta una riga all’inizio e fine e mi conceda di mettere una label.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Codici.pdf
Qui trovi spiegato come inserire codici mobili con listings (pag. 3 e 4). Da’ un’occhiata anche alla chiave “lines” (pag. 9). Ah, “listato” è un brutto anglismo: meglio “codice”.
Ciao,
L.
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Ho appena aggiornato l’Arte (pagina 140), modificando la definizione del campo key:Campo nascosto che permette di impostare l’ordinamento alfabetico degli elementi della bibliografia: serve come chiave di ordinamento nei record privi dell’indicazione dell’autore o del curatore.
Ho scritto “impostare” e non “modificare” per non trarre in inganno il lettore: da quanto ho capito, se un record contiene il campo author o editor, il campo key è ignorato.
Se ci sono altre correzioni da fare, sono qui!
Ciao,
L.
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Ciao a tutti, ho appena aggiornato l’Arte.Esiste anche il comando
`\thanks{}`
che permette di inserire i. Nelle classi standard (e in quelle KOMA-Script), il comando \thanks, che va dato dentro l’argomento di \author, \title o \date, funziona come il comando per inserire delle note a piè di pagina, solo che il riferimento di queste note non è né un numero né una lettera, ma un simbolo tratto da un elenco che contiene l’asterisco, la spada, la spada doppia, eccetera. Collegato ai nomi degli autori il comando permette, ad esempio, di specificarne l’istituzione di appartenenza, mentre dato nel titolo consente, fra l’altro, di associargli il nome dell’ente finanziatore della ricerca.
`\author{Lorenzo Pantieri\thanks{Ringrazio i membri del \GuIT.}}`
(Nelle classi AMS il comando \thanks va invece dato in una riga a sé stante, fuori da \author, \title e \date.)Pagina 55. Che ne pensate?
Grazie ancora a Tommaso e ad Enrico.
Ciao,
L.
::Secondo il Companion il campo “key” serve per definire l’ordine alfabetico quando manca l’indicazione di autore o curatore.
Ecco quindi altri due errori nell’Arte. 😳 Oltre alla definizione incompleta del campo key, c’è anche una traduzione poco felice del termine “editor”: si traduce “curatore”, non “redattore”. Se non hai altro da aggiungere, passo alle correzioni.
“Se per ogni sbaglio avessi mille lire, che vecchiaia che passerei”. (Ligabue) 😉
Ciao,
L.
::Chiedo scusa, io ho solo supposto da piccolo utente quale sono… speravo di dare un piccolo aiutino anch’io visto che grazie a questo forum ho risolto moltissimi problemi in breve tempo!
Schezi? Anzi, il referimento che ci hai indicato sembra molto interessante: ci darò al più presto un’occhiata approfondita.
Visto che ci sono, ti segnalo anche questo articolo sugli acronimi:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Acronimi.pdfCiao,
L.
::Usando la voce bibliografica Proceedings è possibile fare in modo che il comando \citet o \citep si riferisca alla voce key al posto editors?
Mi accodo a questa domanda per farne una anch’io. Vorrei sapere se questa definizione del campo key è corretta:
Campo nascosto che permette di modificare l’ordinamento alfabetico degli elementi della bibliografia (serve come chiave di ordinamento nei record privi dell’indicazione dell’autore).
O se dovrebbe essere sostituita con la seguente:
Campo nascosto che permette di modificare l’ordinamento alfabetico degli elementi della bibliografia (serve come chiave di ordinamento nei record privi dell’indicazione dell’autore o del redattore).
🙄
Grazie mille,
L.
::Grazie Lorenzo e grazie Enrico.
Immaginavo che qualcosa non andava. Chiedo all’autore dell’Arte se nella revisione di Marzo 2009 può aggiungere una precisazione in questo senso.L’autore dell’Arte pensa che se avesse un euro per ogni errore trovato nella guida dopo la sua prima edizione non avrebbe più bisogno di lavorare… 😳
Grazie mille ad Enrico a Tommaso: correggo quanto prima!
Ciao,
L.
::
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=5140&highlight=intimiIo però te lo sconsiglio. Le formule troppo lunghe vanno spezzate: gli ambienti di amsmath sono eccellenti, a tal fine.
Ciao,
L.
::Vorrei sapere se il comando è vincolato a una posizione particolare, se è obsoleto, se non è corretto scriverlo, oppure se richiede il caricamento di un pacchetto particolare nel preambolo.
Il comando è standard, al pari di \author e \date. Al pari di questi utilimi va messo nel preambolo. I suoi effetti si ottengono dando \maketitle nel corpo del testo. A occhio (ma farei meglio a dire “alla cieca”), direi che lo hai inserito nel corpo del testo e non nel preambolo.
Pagina 55 dell’Arte.
Ciao,
L.
::UNITÀ DI SEZIONAMENTO
Ogni unità di sezionamento di un documento composto con LaTeX può venire numerata e può comparire nell’indice; questi due fatti sono controllati dai valori numerici contenuti rispettivamente nei contatori secnumdepth e tocdepth, il cui valore predefinito è per entrambi 2: le sezioni sono numerate se il loro livello è associato ad un numero minore o uguale a quello contenuto in secnumdepth, mentre i loro titoli vanno a finire nell’indice se il loro livello corrisponde ad un numero minore o uguale a quello contenuto in tocdepth; si veda la tabella 13.
In alcuni (rari) casi, potrebbe essere opportuno modificare i valori predefiniti di secnumdepth e tocdepth. Per esempio, in un documento molto articolato può essere desiderabile numerare le sezioni fino al terzo livello (\subsubsection), facendo però andare nell’indice — che in caso contrario risulterebbe troppo “congestionato” — solo le sezioni fino al secondo livello \subsection). A tal fine, basta scrivere nel preambolo
`\setcounter{secnumdepth}{3}
\setcounter{tocdepth}{2}`
In questo modo, il testo risulterà con i capitoli, i paragrafi, i sottoparagrafi e i sotto-sottoparagrafi numerati, ma nell’indice compariranno solo i titoli dei capitoli, dei paragrafi e dei sottoparagrafi; i sotto-sottoparagrafi invece non verranno elencati.Il fatto che i due contatori siano indipendenti dà una notevole flessibilità:è possibile per esempio non numerare le sezioni di secondo livello ma metterle ugualmente nell’indice con
`\setcounter{secnumdepth}{1}
\setcounter{tocdepth}{2}`
oppure numerare le sezioni fino al terzo livello, facendo in però andare nell’indice solo le sezioni fino al primo livello, con
`\setcounter{secnumdepth}{3}
\setcounter{tocdepth}{1}`In generale, è decisamente sconsigliabile impostare per secnumdepth un valore superiore a 3 e per tocdepth un valore superiore a 2.
Si tratta di un estratto del capitolo 10 dei “Complementi all’Arte di scrivere con LaTeX” (lo pubblicherò fra non molto).
Ciao,
L.
::Non vorrei approfittamrmene, provo con un’ultima domanda. Per inserire nell’indice analitico le lettere dell’alfabeto, modifico il file .ind aggiungendo \item A, \item B, ecc al loro posto, magari evidenziandole in grassetto… Esiste un’opzione per fare queste cose automaticamente? Grazie ancora, Roberto!
A pagina 151 dell’Arte trovi spiegato come si fa. L’unica cosa da variare è scrivere \textbf al posto di \textsc.
Ciao,
L.
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