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Però suggerirei di inserire questo comando nella guida.
In quale guida? Neppure io conoscevo il pacchetto accents. Tuttavia, l’unica volta che ho visto usare una “sottolineatura matematica” è stata nelle esercitazioni del corso di Fisica 1, alla lavagna, per indicare un vettore. Nei testi che conosco, non ricordo di averla mai vista…
Ciao,
L.
12 Febbraio 2009 alle 9:58 in risposta a: Impostare figure per tesi in base alla classe da determinare #30769::Il secondo problema riguarda la classe stessa della tesi. Lo stile classicthesis mi piace, bellissimi i numeri grandi in grigio dei capitoli, le colonne strette, ma non lo trovo adeguato per il testo dei titoli. Quello che voglio è uno stile con Titoli, didascalie e tabelle in carattere senza grazie. Solo il corpo del testo deve essere in carattere con grazie. La colonna stretta mi piace, ma solo se posso usare lo spazio del margine per inserire le didascalie o per allargare tabelle e grafici. Esiste qualche stile simile pronto o lo devo creare io?! Subito o alla fine?!? A partire da cosa?!
La teoria: il bello di LaTeX è che puoi concentrarti sul contenuto, disinteressandoti (idealmente!) della forma, visto che all’impaginazione pensa LaTeX. Cambiando il preambolo e ricompilando, si può modificare anche radicalmente la veste grafica del documento.
La pratica: se si cambia stile, è inevitabile rimettere le mani sul codice per riadattarlo alle nuove imposazioni. Quello che osservi sulle figure è giusto: se prepari le immagini con un software a parte e cambi font, per esempio, potresti volerle rifare, se vuoi lo stesso font; ma non è obbligatorio. Magari prepara delle immagini (vettoriali, mi raccomando) che stiano bene ad una width=0.5\textwidth nelle classi standard; se passi a ClassicThesis, ti basta riscalarle tutte a width=0.7\textwidth e sei a posto.
Il mio consiglio è di scrivere la tua tesi usando una classe qualsiasi (meglio book, o, al limite, scrbook), concentrandoti sul contenuto. Alla forma penserai alla fine. Trasportare un documento significativo da book a ClassicThesis richiede qualche ora, non di più.
Se usi ArsClassica, preparati a dover investire qualche minuto extra: i titoli grandi in Iwona stanno male, su più righe. Per farli stare su una riga sola è richiesto un “piccolo” sforzo di sintesi… 😉
Ciao,
L.
12 Febbraio 2009 alle 7:05 in risposta a: Esempio di apici e pedici poco eleganti (exp meglio di e?) #30890::Inseriti i segnalibri nel mio documento e consultando ArteLaTeX ho notato che quest’ultimo documento presenta nei segnalibri, insieme al titolo del capitolo anche il rispettivo numero mentre nei miei segnalibri esso non compare. Mi dite dove poter guardare per risolvere o come fare?
Il pacchetto ArsClassica imposta hyperref in modo che il risultato sia quello che vedi. Se non vuoi il look di ArsClassica ma solo i segnalibri fatti in quel modo, puoi limitarti a copiare le impostazioni di \hypersetup dal .sty di ArsClassica e metterle nel preambolo del tuo documento.
Ciao,
L.
11 Febbraio 2009 alle 7:03 in risposta a: Tabelle a colori alternati: dove mettere \rowcolors? #30820::grazie al fantastico articolo di Lapo Mori, finalmente sono riuscito a realizzare le tabelle che ho sempre sognato.
Mi rimane solo un dubbio: nell’esempio seguente, che per funzionare funziona, il comando \rowcolors va bene posizionato dove l’ho messo io, oppure è il caso di creare un ambiente apposito o altro?
Per me la posizione di \rowcolors va bene così. Pagina 85 dell’Arte.
Per il resto, concordo: quell’articolo è splendido. Sono grato a Lapo che mi ha concesso il permesso di riproporne un’ampia sintesi nella mia guida.
Ciao,
L.
9 Febbraio 2009 alle 18:32 in risposta a: Modificare ClassicThesis con il pacchetto ArsClassica #25913::Uso questo 3d per fare una domanda veloce. Se si vogliono utilizzare i font palatino di Classicthesis in un altro documento con KOMAscript, si caricano con
\usepackage{mathpazo}??Con il pacchetto mathpazo si seleziona il font Palatino sia per il testo sia per la matematica.
Più precisamente:
http://www.ctan.org/tex-archive/help/Catalogue/entries/mathpazo.htmlCiao,
L.
::\epsilon è una matrice quindi sotto il simbolo dovrei porre due lineette per distinguerla dal simbolo di vettore. Come posso fare? Su ArteLatex ho trovato il comando underset. E’ giusto o si può fare di meglio?
Potresti scrivere i vettori e le metrici in neretto, scrivendo i vettori in minuscolo e le matrici in maiuscolo. Ho visto svariati testi di Analisi fare così, mi sembra un buon modo di procedere.
Ciao,
L.
::Ha senso assegnare un’etichetta alle colonne di una tabella, al fine di richiamarle nel testo attraverso un apposito comando (come si fa con le tabelle, le equazioni e le voci bibliografiche)?
Oddio, di tutti i testi scientifici che ho avuto per le mani, non mi è mai capitato di vedere una cosa come quella che chiedi. Io me la caverei usando la label per l’intera tabella e scrivendo una cosa come
`Nella terza colonna della tabella~\vref{tab:tabella}, \dots`
Credo sia sufficiente.Ma aspettiamo di sentire qualche altro parere. 😉
Ciao,
L.
::Perchè non usare il package{float} e la relativa opzione [H]?
Prendi un documento di dimensioni significative, con immagini e testo. Carica float e inserisci tutti gli oggetti con [H]. Nel 99% dei casi avrai un sacco di problemi di impaginazione, con risultati estetici orrendi. Nei casi più sfortunati, può anche darsi che il tuo documento non si compili proprio. 😕
Inserire un oggetto mobile con [H] è un controsenso logico: se un oggetto deve muoversi, non ha senso imporre che se ne stia fisso in un punto ben preciso.
Ciao,
L.
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@Lorenzo: Che ne dici di un “Arte di fare le presentazioni in Latex”?Per le mie (rare) presentazioni uso Keynote di Apple. Si tratta di un programa WYSIWYG davvero ben fatto, che permette di realizzare una presentazione gradevole in pochi attimi.
Però non sei il primo che mi commissiona un articolo su Beamer: mi metterò all’opera il prima possibile. 😉
Ciao,
L.
::Già spiegato più volte, ma una di più non fa male, visto che ti classifichi come “novellino”.
Questa storia è un tormentone del forum (insieme con la lamentela dei “margini troppo ampi” e della “sillabazione italiana che non funziona nonostante l’opzione italian di babel”). ❗
La questione delle immagini in testo e fuori testo è spiegata con dovizia di esempi nell’Arte di scrivere con LaTeX (pagina 90 e seguenti), dove sono sintetizzati i numerosissimi topic al riguardo: caldeggio i nostri nuovi amici a darci (almeno) un’occhiata. Nel documento si possono anche trovare dei trucchi per risolvere alcuni problemi di impaginazione che possono presentarsi in sede di revisione finale.
Ciao,
L.
6 Febbraio 2009 alle 12:57 in risposta a: Listato di un programma su una colonna in testo a 2 colonne #30639::Se ho il codice che prende più di una pagina, invece di “spezzarsi” e continuare nella pagina successiva va fino a dove finisce lo spazio fisico del A4 e stop…
E’ possibile continuare il codice in più pagine senza doverlo interrompere e riprendere manualmente come spiegato nel documento che hai realizzato?Se inserisci un codice “non mobile” non dovrebbe succedere: alla fine della pagina, LaTeX interrompe il codice e lo riprende nella pagina successiva. Guarda a pagina 79-80 dell’Arte di scrivere con LaTeX, per esempio.
Se invece vuoi inserire un codice mobile, allora il float deve stare in un’unica pagina.
Ciao,
L.
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