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14 Ottobre 2008 alle 16:51 in risposta a: Modificare ClassicThesis con il pacchetto ArsClassica #25889::
Ciao Lorenzo,
il pacchetto arsclassica si trova anche nel CTAN? Ovvero, se lo metto nel preambolo me lo installa autmaticamente come gli altri pacchetti?No, su CTAN non c’è. Confesso di non avere idea di quale sia la procedura che un autore debba seguire perché un suo lavoro (pacchetto, classe, guida, …) sia pubblicato su CTAN. Naturalmente, sempre che il lavoro sia degno di pubblicazione…
Ciao,
L
14 Ottobre 2008 alle 8:17 in risposta a: Modifica layout di pagina in ambiente sidewaysfigure #27695::Grazie. Gentile come al solito.
Ma percaso sapresti indicarmi dove posso trovare un manuale che descrivi il funzionamento di questo pacchetto?? Graziehttp://tug.ctan.org/cgi-bin/ctanPackageInformation.py?id=chngpage
La doc. è nel .sty, sotto forma di commento.
Ciao,
L.
14 Ottobre 2008 alle 7:07 in risposta a: Modifica layout di pagina in ambiente sidewaysfigure #2769314 Ottobre 2008 alle 6:27 in risposta a: I CM-Super richiedono il formato PDF… è proprio vero? #27593::La codifica T1 dei font rappresenta il nuovo standard di codifica dei caratteri di LaTeX; tale codifica non è ancora la predefinita solo per motivi di compatibilità con le versioni di LaTeX precedenti a LaTeXe.
In effetti, l’utilizzo di tale codifica può dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni non aggiornate di programmi per visualizzare file PDF (come ad esempio Adobe Reader, Anteprima o Xpdf), se non sono installati i relativi font nel formato opportuno (vettoriale): in particolare può accadere che i font appaiano sgranati. La soluzione di questo problema è fornita, per esempio, dalla collezione di font CM-Super, inclusa nelle distribuzioni MiKTeX (installazione completa) e TeX Live, e attivata automaticamente quando si carica il pacchetto fontenc con l’opzione T1; i font di tale collezione (visualizzabili anche su DVI, purché il programma utilizzato a tal fine sia configurato correttamente) hanno la stessa forma dei font EC, ma presentano molte migliorie in termini di qualità di resa allo schermo. Per maggiori dettagli su questa famiglia si rimanda alla relativa documentazione.
In alternativa ai font CM-Super, è possibile usare i font Latin Modern, che forniscono un vasto repertorio di caratteri utili per scrivere nelle lingue neolatine e rappresentano un valido sostituto dei Computer Modern:
`\usepackage{lmodern}
\usepackage[T1]{fontenc}`
I font Latin Modern (che, come i CM-Super, sono visualizzabili anche su DVI, purché il programma utilizzato sia configurato correttamente) sono inclusi in tutte le distribuzioni recenti di LaTeX.Ho riportato in neretto le modifiche rispetto alla versione in linea della guida. Che ve ne pare?
Ho ancora un (ultimo!) dubbio su quel “con versioni non aggiornate di programmi per visualizzare file PDF”: a senso, se mancano i font “giusti” (ossia vettoriali), il problema di sgranatura si presenta anche con PDF-viewer all’ultimo grido… Sbaglio? A meno che non si voglia dire che un PDF-viewer vecchiotto potrebbe presentare il problema di sgranatura anche in presenza dei font vettoriali. Insomma, l’implicazione corretta è:
“PDF-viewer aggiornato” + “font vettoriali installati” – “Niente sgranatura”
oppure la semplice
“font vettoriali installati” – “Niente sgranatura”
?
Grazie mille,
L.
14 Ottobre 2008 alle 6:15 in risposta a: Modificare ClassicThesis con il pacchetto ArsClassica #25887::`\csname if@a5paper\endcsname`
Perfetto!
Ho appena aggiornato ArsClassica, che ora richiede l’ultima versione (la 2.5) di ClassicThesis e contiene le migliorie al codice proposte da Enrico, che ringrazio di cuore.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
Ciao,
L.
::Ho notato che i collegamenti delle voci nell’indice analitico rimandano
più o meno alle pagine in cui è stato inserito \index{voce}, in maniera
davvero _poco_precisa_ (e quindi poco utile ai fini della rintracciabilità di
un termine citato)!A me non succede. Hai compilato un numero sufficiente di volte? Facci vedere un esempio minimo!
Ciao,
L.
::`\documentclass[a4paper,12pt,openright]{report}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage{showkeys}
\usepackage{newlfont}
\usepackage{geometry}
\usepackage{makeidx}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{latexsym}
\usepackage{amsthm}\theoremstyle{plain}
\newtheorem{teo}{Teorema}[chapter]
\newtheorem{defin}[teo]{Definizione}
\newtheorem{prop}[teo]{Proposizione}
\newtheorem{cor}[teo]{Corollario}
\newtheorem{lem}[teo]{Lemmma}
\theoremstyle{remark}
\newtheoremstyle{oss}{Osservazione}\renewcommand{\baselinestretch}{1.2}
\begin{document}
\chapter{\huge{}}
{\Large{\bfseries Preliminari}}
In questo primo capitolo,si richiamano alcune nozioni e teoremi a cui, nel corso della trattazione, si farà riferimento.\\
Nel primo paragrafo si definiscono gli spazi $L^p$.\newpage
\section{\large{Integrazione secondo Lebesgue}}
Nel presente paragrafo,si ricordano importanti risultati ottenuti dell'ambito della teoria dell'integrazione di Lebesgue.\\
Si denoti con $R$ l'insieme di tutti i numeri reali,anche chiamato retta reale, mentre si indichi con $C$l'insieme di tutti i numeri complessi, anche detto piano complesso. Si precisa che nel corso della trattazione di questo paragrafo tutte le funzioni che si considereranno sono funzioni definite in $R$, a valori complessi, misurabili secondo Lebesgue.
\begin{defin}Si richiamano in questa definizione alcuni spazi:
\noindent(i)Si denoti con $C$ lo spazio costituito da tutte le funzioni uniformemente continue e limitate,
munito della seguente norma:\begin{displaymath}
\left\|f\right\|_p=\sup_{x\in{R}}\left|f(x)\right|
\end{displaymath}
\end{defin}
\begin{teo}{\bfseries{(Lemma di Fatou)}}\end{teo}
\end{document}`
Non riesco a capire dove sono gli errori .😯
La riga che genera l’errore di sintassi è
`\newtheoremstyle{oss}{Osservazione}`
Da quello che hai scritto, non mi pare che tu abbia capito bene la sintassi del comando
`\newtheorem`
Ci sono anche altre cose che non vanno: l’uso che fai di quei \bfseries, \large e \huge è sbagliato: il formato dei titoli e delle intestazioni dei teoremi va lasciato scegliere alla classe e al pacchetto amsthm, rispettivamente. Ricorda: non stai usando Word! 👿 Poi non si va a capo con \\. E \newpage e \noindent vanno usati solo a ragion veduta (rarissimamente, per la verità). Nelle formule matematiche, poi, \left e \right non vanno usati quasi mai. E l’interlinea non andrebbe toccata se non si è proprio costretti. Anche indicare con lo stesso simbolo $C$ il campo complesso e lo spazio delle funzioni uniformemente continue non pare una buona idea… Eccetera.Da’ un’occhiata al seguente codice (che non è perfetto, ma di certo è migliore del tuo):
`\documentclass[a4paper,11pt]{book}\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage{layaureo} % imposta i margini
\usepackage{amssymb,amsmath,amsthm}
\usepackage{mathtools} % serve per \abs e \norma\newcommand{\numberset}{\mathbb}
\newcommand{\R}{\numberset{R}}
\newcommand{\C}{\numberset{C}}\theoremstyle{plain}
\newtheorem{teo}{Teorema}[chapter]
\newtheorem{prop}[teo]{Proposizione}
\newtheorem{cor}[teo]{Corollario}
\newtheorem{lemma}[teo]{Lemma}\theoremstyle{definition}
\newtheorem{defin}[teo]{Definizione}\theoremstyle{remark}
\newtheorem{oss}{Osservazione}\DeclarePairedDelimiter{\norma}{\lVert}{\rVert}
\DeclarePairedDelimiter{\abs}{\lvert}{\rvert}\begin{document}
\chapter{Preliminari}
In questo primo capitolo,si richiamano alcune nozioni e teoremi a cui, nel corso della trattazione, si farà riferimento.
Nel primo paragrafo si definiscono gli spazi $L^p$.
\section{Integrazione secondo Lebesgue}
Nel presente paragrafo si ricordano importanti risultati ottenuti dell'ambito della teoria dell'integrazione di Lebesgue.
Si denoti con $\R$ l'insieme di tutti i numeri reali,anche chiamato \emph{retta reale}, mentre si indichi con $\C$ l'insieme di tutti i numeri complessi, anche detto \emph{piano complesso}. Si precisa che nel corso della trattazione di questo paragrafo tutte le funzioni che si considereranno sono funzioni definite in $\R$, a valori complessi, misurabili secondo Lebesgue.
\begin{defin}
Si denoti con $C$ lo spazio costituito da tutte le funzioni uniformemente continue e limitate, munito della seguente norma:
\[
\norma{f}_p=\sup_{x\in\R}\abs{f(x)}
\]
\end{defin}\dots
\begin{lemma}[di Fatou]
\dots
\end{lemma}\dots
\end{document}`
Ti consiglio caldamente una buona guida di base…
Ciao,
L.
::ma perchè dopo \end{proof} latex mi indenta per forza la prima riga è tipograficamente corretto?? e se si come posso fregarmene e giustificare il testo
e poi perchè in ambiente description la prima riga mi viene più lunga delle altre??sono io che ho sbagliato qualcosa oppure è previsto?
`\begin{description}
\item[\normalfont a)]
………
……..
\end{description}grazie ragazzi`
Si tratta di due argomenti diversi. Un topic, un argomento: (ri?)leggiti la netiquette. Per avere un elenco contrassegnato da a), b), c), … non si usa description: si usa enumerate e il pacchetto enumitem (per esempio). Per quanto riguardo \end{proof}, il rientro automatico è una scelta di chi ha scritto il pacchetto amsthm, Se in un caso proprio non ti va, puoi usare \noindent, ma te lo sconsiglio: dopo una dimostrazione, dare un minimo di “respiro” al lettore mi pare assai appropriato.
Ciao,
L.
::Se il topic è già risolto o cose del genere chiedo scusa in anticipo, comunque…
quando una figura non entra in una pagina e va alla successiva VUOTA, si può posizionarla comunque in cima e non al centro del foglio.Altra cosa, ho una figura che voglio inserire in una pagina dopo solo due righe di testo ma non c’è verso di farlo capire a latex come posso fare???
grazie
L’argomento è stato trattato innumerevoli volte, anche recentissimamente. Cerca sul forum. Oppure, se vuoi far prima, leggi il paragrafo sugli oggetti mobili di una (qualsiasi) delle mie due guide.
Ciao,
L.
::Se guardi acronym.sty, scopri che quel codice è semplicemente la stessa definizione dell’ambiente senza il \raggedright iniziale.
Molto bene allora: problema risolto!
L’opzione withpage ha senso solo insieme all’opzione printonlyused:
In effetti, l’errore che rice(ve)vo si presenta anche selezionando quell’opzione. Tuttavia, ho appena visto che l’ultimo aggiornamento del pacchetto è del 2008 (mentre io sono fermo alla MacTeX 2007): è possibile che quell’opzione sia stata introdotta nella nuova versione. Vi faccio sapere!
Prego chi legge di non infierire sottolineando come Enricio sia capace di leggere il codice dentro al .sty, mentre io non sia stato neppure in grado di leggere la data sul PDF… 😳
Grazie mille,
L.
13 Ottobre 2008 alle 12:00 in risposta a: I CM-Super richiedono il formato PDF… è proprio vero? #27589::La sgranatura non può dipendere dalla codifica in sé e per sé. Dipende dal formato dei font inclusi: Type1 o Type3.
Ciao Max, innanzitutto ti ringrazio della pazienza. Questo è sicuramente uno di quei casi in cui devo sembrare a chi legge un caso disperato di ottusità… 😳
A me sembra (correggimi se sbaglio!) che stiamo dicendo la stessa cosa: selezionando la codifica T1 su una distribuzione che non comprende i CM-Super (caso più teorico che reale, ne convengo) e visualizzando il tutto su un lettore di PDF, c’è la possibilità che i font appaiono sgranati. Quindi, la scelta della codifica T1 in “certe” situazioni causa il caricamento di font non vettoriali, che a loro volta sono causa della possibile sgranatura dei font a schermo. In altre parole:
In effetti, l’utilizzo di tale codifica [la codifica T1 dei font] richiede l’uso di font con un formato opportuno per evitare di dar luogo a problemi di resa allo schermo con versioni non aggiornate di programmi per visualizzare file PDF (come ad esempio Adobe Reader, Anteprima o Xpdf): in particolare può accadere che i font appaiano sgranati.
Come correggeresti/integreresti/preciseresti questo passo?
Scusami per l’insistenza e grazie per la pazienza (davvero notevole, a questo punto!).
Ciao,
L.
::1. Ridefinisci l’ambiente “AC@deflist” (lo trovi alla riga 173 di acronym.sty). Se cambi la dichiarazione della classe e carichi classicthesis nel tuo esempio, ottieni di nuovo testo sbandierato, quindi non so proprio a che cosa tu ti riferisca dicendo che il testo viene giustificato.
Che stupido che sono. 😳 Non mi ero accorto che nelle mie imposazioni ad hoc dello stile si nascondeva il codice:
`\makeatletter
\def\bflabel#1{{\textbf{\textsf{#1}}\hfill}}
\renewenvironment{AC@deflist}[1]%
{\ifAC@nolist%
\else%
\begin{list}{}%
{\settowidth{\labelwidth}{\textbf{\textsf{#1}}}%
\setlength{\leftmargin}{\labelwidth}%
\addtolength{\leftmargin}{\labelsep}%
\renewcommand{\makelabel}{\bflabel}}%
\fi}%
{\ifAC@nolist%
\else%
\end{list}%
\fi}%
\makeatother`
Per me è arabo, ma immagino sia questo il codice che giustifichi le spiegazioni degli acronimi. Purtroppo non ricordo più da dove ho preso quelle istruzioni… Se nella tua onniscienza avessi voglia di darci un’occhiata ed indicarmi quali (fra quelle per me oscure linee) servono a giustificare le spiegazioni, faresti cosa gradita (a me e ai lettori dell’articolino che sto per pubblicare).Mai usato acronym. L’abuso degli acronimi va scoraggiato. 🙂
Questo è un evento: un pacchetto di cui non sei espertissimo! 😉 Tuttavia il caso dell’opzione documentata ma non riconosciuta dal pacchetto (è di Oetiker, per la cronaca) mi sembra davvero notevole…
Grazie mille,
L.
::Grazie per il consiglio! Stampo un po’ di prove e poi decido…
Ho ora un altro quesito: è bene numerare le subsubsections ed inserirle nell’indice oppure lasciarle non numerate? Ho alcune (poche) subsubsections di mezza pagina, ma molte sono lunghe 2-3 pagine. Ovviamente, se fossero tutte cortissime non avrei dubbi nel lasciarle non numerate.
Lascerei le cose come stanno. Ho visto testi con numerazioni del tipo 3.2.1.3.1 che sembrano numeri di telefono! 😉
Ciao,
L.
::Ciao, eccomi di nuovo qui!
Quante meraviglie riserva LaTeX ad un nuovo utente!!
Ho appena scoperto l’esistenza del pacchetto varioref e mi stavo divertendo ad inserire questi nuovi e bellissimi riferimenti.. alla compilazione però mi sono accorto che vengono creati link del tipo “si veda la figura ‘5 nella pagina 10’ “. Utilizzando il pacchetto arsclassica (con i link colorati) devo dire che la resa tipografica non è delle migliori.
Esiste un modo per creare link del tipo “si veda la figura ‘5’ nella pagina ’10’ ” (come ad esempio nella guida di lorenzo.pantieri)?
Ciao, grazie
MatteoNella guida a cui ti riferisci, ho usato ClassicThesis con le impostazioni predefinite di quello stile, con in più ArsClassica e varioref (entrambi con l’opzione italian, naturalmente). Se i link di varioref non ti vengono così, sicuramente c’è un motivo: difficile dirti di più senza un esempio.
Tieni presente che alcune impostazioni di ClassicThesis (fra cui quelle di hyperref) sono nel file ClassicThesis.tex, ma questa è un “particolarità” (diciamo pure che è un difetto…) di ClassicThesis: né ArsClassica né varioref c’entrano!
Ciao,
L.
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