Risposte nei forum create
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il capitolo 1 viene inserito ma il capitolo 2, pur essendo strutturato nello stesso identico modo non viene assolutamente considerato. Ma se tolgo \input{capitoli/capitolo01} LaTeX ovviamente lo inserisce. Tutti e due non li include.
Questa tua affermazione mi fa pensare che i capitoli contengono un comando che arresta la compilazione. Come ti dicevo, difficile capire di più senza informazioni più precise. Il forum è utile anche perché rappresenta una risorsa per chi, in futuro, avrà i nostri stessi problemi. Più siamo precisi, più il valore del forum aumenta!
Ciao,
L.
::quindi in RGB il colore lightgray dovrebbe essere .75,.75,.75.
Funziona perfettamente!
Un’unica precisazione: quelli sono i parametri nel modello rgb (in minuscolo): per ottenere i relativi parametri nel modello RGB (maiuscolo) bisogna moltiplicare ciascun valore per 255.
Grazie mille!
Lorenzo
::Ovviamente posso fare tutto “a manina”, ma sarei curioso di sapere come automatizzare il tutto o come avreste approcciato il problema se foste stati nella mia situazione.
Di regola, il corsivo si usa per le parole non di uso comune per il lettore a cui è diretto il lavoro. Quindi, se per il tuo “lettore ideale” time-sharing e multiplexer sono di uso comune, non usare il corsivo.
Quanto al problema di automatizzazione che poni, non saprei: in attesa che qualche guru ci sforni la soluzione su un piatto d’argento, se ne hai voglia potresti iniziare a vedere il codice del pacchetto acronym (che fa una cosa del genere con gli acronimi).
Scusa per la risposta incompleta!
Ciao,
L.
::Vedi qualche comando strano?
Sì, quel \part{} senza argomento e quel frontespizio definito così, ma non c’entrano col tuo problema.
1. Crea una cartella Prova.
2. In Prova, crea un file Prova.tex così definito
`\documentclass{book}
\begin{document}
\input{Capitoli/Mane}
\input{Capitoli/Tekel}
\end{document}`
2. In Prova, crea una sottocartella Capitoli.
3. Metti dentro Capitoli due file, Mane.tex e Tekel.tex. Mane.tex è definito come
`\chapter{Mane}`
e Tekel.tex è
`\chapter{Tekel}`
4. Compila Prova.tex.Presta attenzione alle minuscole/MAIUSCOLE. Di più non riesco a dirti, senza altre informazioni.
Ciao,
L.
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Ciao, innanzitutto qui sul forum ci diamo del tu. 😉Il comando \input non ha niente di “magico”: include semplicemente il file specificato (niente di più, niente di meno). Quindi se un capitolo non viene incluso, evidentemente c’è qualche comando che dai in precedenza che lo impedisce.
Il consiglio (che ti suggerisco di tenere a mente anche per le prossime volte) è sempre lo stesso: inviaci un file minimale compilabile che riproduce il problema. In altre parole, sfronda, un po’ alla volta, i tuoi capitoli di tutto il “superfluo”, fino a che non hai un documento ridotto all’osso che presenta il problema che lamenti nel documento “vero”. Individuare il problema è il primo passo per risolverlo.
Ciao,
L.
::`\input{capitoli/capitolo01}
\input{capitoli/capitolo02}`il capitolo 1 viene inserito ma il capitolo 2, pur essendo strutturato nello stesso identico modo non viene assolutamente considerato.Ma se tolgo \input{capitoli/capitolo01} LaTeX ovviamente lo inserisce.Tutti e due non li include.Non è che quei capitoli terminano con
`\end{document}`
?Ciao,
L.
::Mi cospargo il capo di cenere: il problema sembra di Acrobat. Nella versione 7/Windows che ho in ufficio si comporta nel modo descritto, nella versione 8/Linux che ho in casa i segnalibri si comportano correttamente.
Ciao, il problema che mi hai segnalato è reale. A me succede lo stesso (con Skim, Anteprima e Adobe Reader, su Mac). Conto di rimediare nelle prossime versioni della guida.
A presto,
L.
::
Ciao a tutti,mi è appena arrivata l’edizione cartacea della guida, stampata a cura del GuIT. Desidero complimentarmi con lo Staff -e in particolarte con Luigi Scarso- per la scelta della tipografia: hanno fatto davvero un ottimo lavoro! 🙂 Anche la scelta del formato 17×24 mi pare molto indovinata.
Grazie mille,
Lorenzo
9 Agosto 2008 alle 11:31 in risposta a: Lunghezza delle linee quando modifico la sillabazione #26013::Non vedo l’utilità di codificare i 48MHz con 23 caratteri invece che con soli 5…
Come ti dicevo, SIunits non è certo indispensabile, ma una sua utilità ce l’ha. Pensa di dover scrivere un documento con molte unità di misura e di dover cambiarne il formato all’ultimo momento (per esempio perché il tuo relatore te lo impone). Con SIunits è sufficiente una sola modifica, nel preambolo. Se inserisci le unità di misura manualmente, ti tocca invece modificarle tutte, una per una.
In fondo uno dei vantaggi di LaTeX rispetto a Word è proprio la capacità di produrre documenti facilmente modificabili. Se usi LaTeX come useresti Word, rinunci alla sua potenza!
Più in generale, i tuoi dubbi (margini, accenti, sillabazione, …) sono così classici che ti invito a studiare le soluzioni su una guida di base.
…sono fesserie del programma…
Pensare che LaTeX faccia “fesserie” quando compone i capoversi è come mettere in dubbio la qualità costruttiva di una Ferrari…
Ciao,
L.
::Puntualizzo una cosa: boxed l’ho scoperta dopo che mi hai proposto fbox… ad oggi non mi è mai capitato di chiedere una cosa che già sapevo :).
Eh, pensa che l’esistenza di \boxed l’ho scoperta oggi grazie a questa discussione… 😉 Grazie ad Andrea che ci ha spiegato tutto! In effetti, il solo fatto che \boxed sia un comando di amsmath è una ragione sufficiente per preferirlo. Sono stato tratto in inganno da un comando \fbox presente nel pacchetto empheq (anche se in un contesto un po’ diverso). Ah, meglio usare l’ambiente matrix di array. La ragione è la solita: meglio usare i comandi e gli ambienti AMS tutte le volte che si può!
Ciao,
L.
::Non è meglio usare \boxed per i contenuti matematici?
Non saprei: nell’esempio che ti ho scritto se scrivo \boxed al posto di \fbox non mi pare che cambi qualcosa. Io personalmente non userei né l’uno né l’altro: quei box sono proprio bruttini… Preferisco uno sfondo grigio (ma è ovviamente questione di gusti).
Ciao,
L.
::
`\usepackage{amsmath}\[
\begin{matrix}
\fbox{a} & b & c \\
a & \fbox{b} & c \\
a & b & \fbox{c}
\end{matrix}
\]`
Da’ un’occhiata anche a questo effetto:
`\usepackage{amsmath,xcolor,colortbl}\[
\begin{matrix}
\cellcolor{lightgray}{a} & b & c \\
a & \cellcolor{lightgray}{b} & c \\
a & b & \cellcolor{lightgray}{c}
\end{matrix}
\]`\end{document}
Ciao,
L.
8 Agosto 2008 alle 12:48 in risposta a: Lunghezza delle linee quando modifico la sillabazione #26008::
Non dici quali margini hai.
`\documentclass[11pt,a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{microtype}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[italian]{SIunits}
\usepackage{layaureo}
\begin{document}
\begin{description}
\item[Unità di elaborazione] È un microcontrollore \textit{Microchip 18F87J50}. Si tratta di un dispositivo a 16~bit, con velocità di \unita{48}{\mega\hertz} e potenza di elaborazione dell'ordine di 10~Mips.
\end{description}
\end{document}`Ho riformulato leggermente la frase. Già che c’ero, ho usato inputenc per gli accenti, ho scritto MHz con la maiuscola (SIunits potresti anche decidere di non usarlo, ma la maiuscola ci va) ed eliminato il neretto, pesante.
Ciao,
L.P.S. Per quanto riguarda la sillabazione delle parole straniere, cerca sul forum “Tipografia”: è un argomento che è già stato trattato.
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