Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Salve ho bisogno di un aiuto. Sto scrivendo una relazione utilizzando kyle e ho un problema con l’inserimento dei grafici in formato .eps. Sostanzialmente il commento che scrivo all’interno del comando \caption{}, non so per quale motivo, si trova all’interno dlla figura, pur essendo le dimensioni della stessa sufficientemente ridotto da poter stare all’interno della pagina. Se qualcuno sa il motivo è pregato di spiegarmelo, è molto urgente . Grazie mille in anticipo.
Una didascalia scritta da LaTeX sopra un’immagine? Dovresti inviare un esempio minimo che riproduce il problema, non prima di aver studiato la parte sulle immagini in una guida di base.
Ciao,
L.30 Giugno 2008 alle 15:36 in risposta a: Problema con l’intestazione di alcuni capitoli (fancyhdr) #25194::Ciao a tutti,
utilizzo Beamer per la realizzazione di una presentazione per la discussione della tesi di laurea. Ho alcuni dubbi relativi alla scelta del carattere e all’uso di font serif. In particolare sto valutando di utilizzare il font “palatino” richiamando il pacchetto palatino.sty (l’idea mi è venuta avendo utilizzato lo stile classicthesis per la tesi stessa), ritenete sia una scelta sensata per una presentazione?
Non so inoltre se utilizzare font serif. Ho provato una soluzione ibrida che inserisca font non-serif nel testo e nella matematica. A una prima impressione sembra accettabile ma non vorrei sia in realtà poco gradevole all’osservatore e dia l’impressione di un abbinamento mal studiato di stili.
Attendo i vostri esperti suggerimenti!
Di solito le presentazioni vengono composte con un font sans serif. Ti consiglio di guardere i temi preimpostati di Beamer e di scegliere quello che ti piace di più.
Ciao,
L.
::Bisogna usare la codifica applemac per sistemi Mac.
Falso. Per rendertene conto, è sufficiente che tu apra le preferenze di TeXShop (che, per inciso, non è l’unico editor per LaTeX per piattaforma Mac) e scorra il menu a tendina che ti mostra l’interminabile elenco delle codifiche disponibili.
Fra l’altro, Enrico in persona raccomanda l’uso della codifica latin1 (o, in alternativa, utf8) su Mac. Ho sintetizzato tutta la storia in un paragrafo della mia guida. Scritta con un iMac e un iBook. 8)
Ciao,
L.
::A proposito di queste piccole variazioni continue del documento, mi permetto un suggerimento, visto che ho 4 copie del documento su 4 pc diversi, nonché due stampe: sarebbe cosa buona e giusta mettere un numero di revisione ad esempio a pagina II ed anche nel nome del file, in modo da identificare al volo la versione del documento.
Ciao, si può risalire alla versione del documento leggendo la data di pubblicazione (è nel colophon). Però probabilmente hai ragione: in seconda pagina sarebbe più comodo.
Quanto al nome del file, penso sia opportuno mantenere sempre quello: un motivo è che così non sono costretto a cambiare di volta in volta il link, che rimane costante (e sempre attivo).
D’altra parte, ormai il lavoro ha raggiunto una versione “stabile”. Nei prossimi giorni pubblicherò ancora un aggiornamento “minore” e poi lascerò stare il documento per un po’. In futuro, mi limiterò ad aggiornarlo quando ci saranno aggiornamenti significativi di LaTeX e dei suoi pacchetti.
Grazie mille,
L.
::Scusate se scoccio nuovamente.
Ho importato delle immagini con l’ambiente figure.
Come posso fare a riferirmi nel testo a quella specifica figura in modo che se cambia la numerazione mi cambia anche nel testo?faccio un esempio: “in figura 7.1 possiamo vedere i koala”
poi la figura per la numerazione di latex diventa la 7.6 e allora il testo mi dovrebbe diventare automaticamente “in figura 7.6 possiamo vedere i koala”.
Come posso fare a realizzarlo?Studia una guida di base.
Ciao.
L.
::Più che altro mi interessava capire se il mio suggerimento è una strada percorribile o meno, o meglio, se la creazione di nuovi comandi in generale sia una pratica da seguire o da non utilizzare eccessivamente.
Per Warsaw: definire nuovi comandi può essere utile o dannoso, a seconda dei casi.
Per esempio (classico), se devi scrivere un libro di botanica e vuoi che tutti i nomi latini delle piante appaiano in corsivo, è utile definire un nuovo comando che stampa il suo argomento in corsivo: in questo modo, se l’editore dovesse successivamente chiederti di comporre i nomi latini in neretto e non in corsivo, basterebbe una sola modifica al documento.
Ci sono casi, invece, in cui definire nuovi comandi non solo è inutile, ma può finire con l’intorbidare le acque. Un comando come
`\newcommand{\a}{\alpha}
`
permette di risparmiare qualche carattere, ma rischia di rendere il sorgente poco leggibile (soprattutto se ci sono molti comandi di quel tipo), e anche poco portabile. Mi è capitato di dover raccogliere in un unico documento lavori scritti da autori diversi; se un autore definisce
`\newcommand{\a}{\mathcal{A}}`
ed un altro dà di \a la definizione precedente, i due preamboli sono incompatibili e bisogna metterci mano.Le tradizioni tipografiche divergono sull’uso dei puntini; in quella inglese e americana sono spaziati, in quella francese sono ravvicinati.
[…]
Quanto alle differenze fra puntini fuori dal modo matematico e dentro, bisogna osservare che, in definitiva, amsmath usa certi comandi che sono scelti in modo complicato, ma sono in tutto due: quelli per i puntini centrati sull’asse delle formule e quelli bassi. “Basta” modificare quelli.
Quello che hai esposto, Enrico, è un motivo in più a favore della possibilità di ridefinire la spaziatura tra i puntini intervenendo su \ellipsisgap. Purtroppo, anche dopo la tua modifica, intervenire su \ellipsisgapo ha effetto solo sulla spaziatura dei punti in modo testuale, ma non matematico, e questo non è il massimo.
Ho parlato con l’autore di ellipsis, che dice di non aver (più) tempo per rimaneggiare il pacchetto. Uffa. Perché se si trovasse il modo (leggi: se tu trovassi il modo…) di correggere anche questo problema, mi sentirei senz’altro di consigliare il pacchetto ellipsis (integrato della tua modifica). Stando così le cose, invece, non mi senitrei di consigliare un pacchetto (per certi aspetti) “difettato”. Un vero peccato.
Grazie mille, comunque…
A presto,
L.
::Ho quasi risolto. Ultissima cosa, davvero. Iil testo in nota è giustificato e quindi ci sono molte parole tronche; l’effetto estetico è brutto. Come faccio a modificare il comando in modo da impedire di andare a capo nel mezzo di una parola?
Potresti “trarre ispirazione” da questo codice (di ClassicThesis):
`% Graffiti as in GKP's book “Concrete Mathematics”
\DeclareRobustCommand{\graffito}[1]{\marginpar{%
\slshape\footnotesize%\small%
\parindent=0pt\lineskip=0pt\lineskiplimit=0pt%\baselineskip=10pt
\tolerance=2000\hyphenpenalty=300\exhyphenpenalty=300%
\doublehyphendemerits=100000\finalhyphendemerits=\doublehyphendemerits%
\raggedright\hspace{0pt}#1}}
`
Ciao,
L.
::
Per Warsaw: per convincerti che \dots e \ldots non sono la stessa cosa, basta che compili questo esempio:
`\documentclass{minimal}
\usepackage{amsmath}
\begin{document}
$a+\dots+b$
$a+\ldots+b$
\end{document}
`
Quanto all’idea di ridefinire \dots come \dots\unkern, non funziona: lo spazietto che segue i punti ellittici a volte ci va, a volte no. Per esempio:
`Che ne pensi di Tizio, Caio, \dots? % Qui lo spazietto ci va
Parlammo (di Tizio, Caio, \dots). % Qui lo spazietto non ci va
`
Come scritto nella documentazione di ellipsis, il (piccolissimo!) bug di LaTeX sta nel mettere *sempre* quello spazietto, anziché limitarsi ad aggiungerlo solo nelle occasioni in cui è necessario.Naturalmente, concordo con Enrico sull’utilità di definire un apposito comando
`\newcommand{\omissis}{[\dots\negthinspace]}
`Tuttavia ciò non risolve tutti i problemi relativi alla spaziatura dei punti ellittici. Per esempio, se non si usa il pacchetto ellipsis bisognerebbe scrivere
`Parlammo (di Tizio, Caio, \dots\unkern).
`che è un po’ scomodo (soprattutto perché nel documento è facile che qualche \unkern scappi, producendo risultati difformi).La correzione suggerita da Enrico funziona molto bene 😀 (grazie mille egreg9, sei una sicurezza!), per mettere d’accordo ellipsis con amsmath. Ecco, a dirla tutta qualche problemino si potrebbe presentare comunque. Per esempio, se si ridefinisce la spaziatura fra i puntini con il comando
`\renewcommand{\ellipsisgap}{0.1em}`
ciò ha effetto sui punti in modo testuale, ma non in modo matematico.Se Enrico non ha altre aggiunte da fare, girerò la sua “bug fix” all’autore di ellipsis, che mi ha detto di essere disposto a correggere il pacchetto.
Si tratta di finezze, ovvio, ma ad ellipsis ci sono affezionato: i bug di LaTeX che conosco si contano sulla punta delle dita di una mano, e quello (pur minuscolo) a cui rimedia ellipsis è il primo in cui mi sono imbattuto nella mia esperienza di utente di LaTeX…
Ciao,
L.
::
Ho provato, ma non funziona.
`\documentclass{article}\usepackage{ellipsis}
\makeatletter
\let\ellipsis@dots\dots
\makeatother\usepackage{amsmath}
\makeatletter
\let\ams@math@dots\dots
\renewcommand\dots{\ifmmode \expandafter\ams@math@dots\else \expandafter\ellipsis@dots\fi}
\makeatother\begin{document}
$a+\dots+b$ $a,b,\dots$
\end{document}`
Come vedi, i punti ellittici in modo matematico non sono sensibili al contesto.In effetti, la convivenza tra i due pacchetti (così come sono) mi pare ardua, visto che danno due definizioni diverse (e verosimilmente incompatibili) dello stesso comando (\dots).
Un vero peccato, perché la spaziatura predefinita di LaTeX attorno ai punti ellittici è insoddisfacente, si tratta di un (piccolo, ma fastidioso) bug: questo lo spiega -in modo che trovo assolutamente convincente- la brevissima documentazione di ellipsis. (Fra l’altro, al pacchetto ellipsis ha contribuito addirittura Frank Mittelbach.)
Ho scritto all’autore di ellipsis evidenziandogli il problema, vi terrò aggiornati se ci saranno sviluppi.
Vediamo se qualcuno sul forum ha qualche idea. Credo che si tratti in problemino intrigante, un esercizio di programmazione che se risolto bene può dare soddisfazioni…
Buona domenica,
L.P.S. In mancanza, di meglio mi rassegnerò a usare tutti quegli `\unkern`
😐
::
Ecco, mi è venuta in mente una (mezza) idea. Si potrebbe dire a LaTeX, “quando sei in modo matematico, usa la definizione di \dots data da amsmath, mentre quando sei in modalità testuale, usa quella data da ellipsis”?Si tratta di una costruzione fattibile?
(Ho spulciato il codice di amsmath.sty: la definizione di \dots è davvero impressionante…)
Grazie mille,
L.P.
::però ho notato che automaticamente viene aggiunto il rientro della prima riga
e se non lo volessi?Prova con \noindent, ma non te lo consiglio: il rientro ci va.
nooo, è così carino!
😯
Provato questo?
http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/wordlike/
😉Ciao,
L.
-
AutoreRisposte