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A partire da questo mese, l’Università di Padova* impone di riportare sul frontespizio, oltre che il titolo in italiano, anche quello in inglese. Credevo che risolvere il problema fosse molto semplice: aggiungere un doppio \\ sotto il titolo in italino, per poi scrivere quello in inglese in modo che fra i due ci sia una riga vuota. Purtroppo mi rendo conto che questo non funziona… il parametro “Titolo” non permette di lasciare una riga vuota al suo interno.
Ho appena provato a scrivere
`\Titolo{Titolo in italiano \\[1ex] Titolo in inglese}`
e funziona.Ciao,
L.
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1. Una piccola variazione al “look and feel” del documento: le intestazioni delle didascalie sono ora in caratteri senza grazie e in neretto. Ho modificato di conseguenza il paragrafo “Personalizzare le didascalie”, a pagina 93.2. Nei ringraziamenti e nel Colophon ho omesso il link al sito di Daniel Gottschlag (sito che ora non è più in linea).
3. Ho ampliato i paragrafi 5.11 e 5.12 (pagine 55-56).
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Ciao,
L.
::Probabilmente questa domanda è già stata posta, ma ad essere
sincero non l’ho trovata né sul foro né sulle guide.
Sapete come poter fare se si hanno due figure che non hanno le
stesse dimensioni e vorreste centrarle verticalmente?Lasciarle infatti sullo stesso piano, mi sembra che “stoni” un attimo.
Immagino che si debba usare minipage ma ho provato a “smanettare”
un po e non ho trovato una soluzione valida.Qualcuno sa come fare?
Stefano
Pacchetto subfig (se vuoi un oggetto mobile).
Ciao,
L.
18 Giugno 2008 alle 12:17 in risposta a: [RISOLTO] classicthesis: stile dell’indice (link e contorno) #24933::Ciao a tutti.
Voglio rivolgervi una domanda in merito allo stile dell’indice ottenuto con classicthesis.
Ho compilato un documento di prova che include l’indice ed i miniindici seguendo le indicazioni contenute nella guida di Lorenzo Pantieri.
Tuttavia, mentre i titoli appaiono correttamente in maiuscoletto (senza neretto) ed i numeri di pagina risultano affiancati alle relative voci, i collegamenti ipertestuali sono attivi sui titoli, anziché sui numeri di pagina. Inoltre, ottengo il fastidioso (a mio giudizio) riquadro rosso intorno ai link.
Nelle guide realizzate da Lorenzo con questo stile, invece, i link sono attivi sui numeri di pagina, che appaiono colorati in azzurro.
Non dovrebbe essere questo il layout di default dello stile? In ogni caso, sapreste indicarmi come fare per ottenerlo?
Aggiungo un’informazione: uso winedt come editor e compilo il documento con pdfLaTeX.
Grazie.
r.Se per documento di prova intendi questo
`\documentclass{scrreprt}
\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage{classicthesis}
\begin{document}
Prova.
\end{document}
`
mancano molte cose (quel documento minimale serve solo a verificare di avere installato correttamente i pacchetti).Le impostazioni di hyperref non sono comprese nei due pacchetti, ma vanno date a parte (dopo averli caricati):
`\hypersetup{%
colorlinks=true, linktocpage=true, pdfstartpage=3, pdfstartview=FitV,%
breaklinks=true, pdfpagemode=UseNone, pageanchor=true, pdfpagemode=UseOutlines,%
plainpages=false, bookmarksnumbered, bookmarksopen=true, bookmarksopenlevel=1,%
hypertexnames=true, pdfhighlight=/O,%nesting=true,%frenchlinks,%
urlcolor=webbrown, linkcolor=RoyalBlue, citecolor=RoyalBlue, pagecolor=RoyalBlue,%
% uncomment the following line if you want to have black links (e.g., for printing)
% urlcolor=Black, linkcolor=Black, citecolor=Black, pagecolor=Black,%
pdftitle={\myTitle},%
pdfauthor={\textcopyright\ \myName},%
pdfsubject={},%
pdfkeywords={},%
pdfcreator={pdfLaTeX},%
pdfproducer={LaTeX con hyperref e ClassicThesis}%
}
`
Tuttavia, se l’aspetto della guida ti piace, ti consiglio di partire da quella e di modificare un file alla volta (come ho scritto nel lavoro, peraltro), piuttosto che partire da “zero”.Ciao,
L.
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@lorenzo:
Ovvio che ho letto il paragrafo e il link che mi hai suggerito. Mi dispiace
averti fatto arrabbiare, non era mia intenzione.Non preocuparti, di “bonari rimbrotti” ne ho ricevuti parecchi anch’io, qui sul forum… 😉
LaTeX è splendido, ma richiede studio e dedizione, tutto qui. Anche la documentazione va letta con calma. Come ti dicevo, è un errore che ho fatto anch’io, in passato.
Buon proseguimento con i tuoi studi.
Ciao,
L.
::I caratteri matematici sono divisi in tre font per motivi TeXnici più che per questioni stilistiche.
Infatti, secondo me il punto è proprio questo! Sto pensando di aggiungere una nota di questo tipo:
A rigore, la famiglia matematica è costituita a sua volta da tre sottofamiglie: la prima contiene essenzialmente il corsivo matematico e il greco; la seconda contiene gli operatori binari e i caratteri calligrafici; la terza contiene i grandi operatori e i grandi delimitatori espandibili.
L’espressione “a rigore” potrebbe esprimere il concetto di una sostanziale unità stilistica, nonostante le differenze TeXniche.
Che ne pensi?
Grazie,
Lorenzo
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[OT]
Qualche menu “d’arte”…
http://www.lafrasca.it/specialevents.php
http://www.lafrasca.it/menu.php
[OT]
::Però per fare il menù che avevo in mente non sono adeguati…
In un menu “di classe” vedrei bene un bel font calligrafico, magari con le iniziali molto coreografiche e riccamente ornate.
Non vedo grandi vantaggi nell’uso di LaTeX nella composizione di un menu (anzi…). Fossi in te, mi indirizzerei su un software WYSIWYG (di buona qualità! Apple Pages, per esempio ha un modello di menu niente male).
Ciao,
L.
::Ma quindi quello che mi consigli è anche di compilare quando possibile
in latex e non in pdflatex?L’hai letta almeno la guida? 👿 Il paragrafo che ti ho consigliato contiene un bel link a pagina 16, dove sono spiegati i pro e i contro di LaTeX e di pdfLaTeX.
io compilo in pdflatex per due ragioni:
1) spesso alcune figure si trovano solo in formato bmp e non vettoriale
2) in questa maniera posso inviarlo a tutti sapendo che possono
vederlo con facilità. Tutti infatti hanno acrobat reader o xpdf,kpdf,evince.
Nel caso fosse dvi o ps, dopo dovrebbero modificarlo e chi ha windows
spesso non può farlo a meno di avere acrobat professional.è giusto il mio ragionamento?
Se sbaglio, sono felicissimo di essere corretto sulla retta via.Sulla guida trovi una spiegazione precisa di questo punto (e di altri…). La guida è lì: ora ti tocca studiarla! ❗
Ciao,
L.
::inkscape pdf – gimp- png
1) c’è un metodo un pò più canonico per avere disegni per pdflatex?
2) con questo metodo perdo risoluzione del disegno ottenuto in vettoriale?
o se no, rischio però di avere disegni che occupano molto spazio?Convertire un’immagine vettoriale in un formato bitmap è sempre sbagliato. Ti consiglio di leggere il paragrafo sulle figure di questa guida.
Ciao,
L.
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1. A pagina 50 ho aggiunto un capoverso sul comando
`\pdfbookmark`
di hyperref.2. A pagina 69 (nel paragrafo sulle tabelle) ho menzionato le colonne di tipo m e b, definite dal pacchetto array.
3. A pagina 76 ho ritoccato la tabella in figura 6 (ne ho rivisto sia il codice sia la terminologia).
4. Nel capitolo sulla bibliografia, il campo KEY è opzionale nei record privi dell’indicazione dell’autore (ovvero -a quanto mi risulta- booklet, conference, manual, misc e proceedings). Negli altri casi è ignorato.
5. Ho eliminato uno spazio indesiderato dopo il logo “METAFONT” (conseguenza dell’aver dimenticato un % nella macro che disegna il logo e riporta la relativa voce nell’indice analitico).
Ciao,
L.
::Tu hai fatto qualcosa del genere con la guida in italiano di classicthesis?
Ho visto che hai incluso un terzo file di stile (classicthesis-ita.sty), che (ovviamente) non è presente nella versione originale del pacchetto.Sì. Quando scrivo un documento corposo, preferisco un file .tex principale molto semplice, in modo che si capiscano subito i pacchetti caricati: le impostazioni di quei pacchetti, le relego in un pacchetto personale.
Cioa,
L.
::Hai ragione, è potente e la masticano tutti, però a volte le frasi non hanno proprio senso, il tutto a discapito della logica e del pensiero. Non usano quasi mai gli articoli, le preposizioni e i congiuntivi e parlano sempre con l’infinito e il gerundio (participio presente); per non parlare degli ausiliari. Il che non è proprio il massimo. Ma questo è un loro modo di ragionare.
Conoscevo questa tua antipatia per l’inglese. Se si tratta di qualcosa di “epidermico”, niente da dire, naturalmente (i gusti son gusti).
L’inglese è una lingua oggettivamente più semplice dell’italiano o del greco. I verbi (sostanzialmente) non vengono coniugati, i nomi non vengono declinati (in greco -antico e moderno- invece sì), non esiste il genere delle parole (maschile e femminile; il greco ha anche il neutro).
Il genere delle parole l’ho sempre trovato una cosa assai poco “logica”. “Mare” in italiano è maschile, in greco (credo anche in francese) è femminile. “Morte” in italiano è femminile, in greco maschile. IMHO appiccicare un genere (maschile o femminile) a una parola è un processo arbitrario. I problemi si presentano quando una lingua devi imparararla: si tratta di imemorizzare un sacco di cose che hanno un’origine “storica”, non logica. L’italiano, poi, è pieno di eccezioni:
Io vado
Tu vai
Egli va
Noi andiamo
Voi andate
Essi vannoOra prova a metterti nei panni di uno straniero che deve imparare l’italiano. Confronta la differenza di difficoltà che è richiesta per imparare la stessa cosa in inglese!
L’inglese è più semplice di altre lingue, ma non credo sia per questo meno espressivo: Shakespeare ha scritto delle cose interessanti, in quella lingua… 😉
Chiedo venia per l’OT.
Ciao,
L.
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