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Premesso che è solo da due giorni che leggo la documentazione di non mi è chiaro del perchè dici:
ottenere un bel risultato muovendosi alla cieca, andando per tentativi..
Non credo assolutamente che tu debba andare alla cieca, per creare le copertine ho sempre usato dei software che mi permettono di “vedere bene” quello che faccio
Eh, in effetti più che “alla cieca” avrei dovuto dire “senza seguire un modello predefininito”.
Il vantaggio principale di LaTeX è che si occupa della forma, lasciando l’autore libero di concentrarsi sul contenuto. Ad esempio, per comporre il frontespizio di una tesi di laurea o di dottorato, l’omonimo pacchetto di Enrico Gregorio rispecchia in pieno questa filosofia, dal momento che l’autore si limita ad inserire le informazioni “contenutistiche”, mentre il pacchetto si occupa dell’impaginazione. Il pacchetto di Enrico, fra l’altro, colma una lacuna di LaTeX (che sostanzialmente non offre strumenti per comporre frontespizi degni di questo nome).
Se però si desidera comporre un frontespizio di un libro (e non di una tesi), è inevitabile far ricorso all’ambiente titlepage, che non offre alcun vantaggio rispetto ai software WYSIWYG che hai menzionato (se non quello di poter usare gli stessi font del resto del documento). Usando l’ambiente titlepage, l’autore deve andare per tentativi, fidandosi del suo estro (e quindi correndo il rischio di ottenere risultati tipografici discutibili).
Non credo che il problema abbia soluzione: creare un bel frontespizio partendo da zero è più un’arte che una scienza.
Ciao,
L.P.S. Grazie mille a Massimiliano per l’eccellente riferimento!
::– Per ora so che le specifiche riguardano il formato fisico, 17×21
Pacchetto geometry.
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=4211– La bibliografia va inserita alla fine di ogni abstract
Pacchetti multibib o bibunits.
– L’indice verrà un po’ complicato, e credo che l’indice generato in automatico da latex sia insufficiente (questa è la mia esperienza, ma sono sicuro che approfondendo la questione la soluzione c’è…)
Se il default è insufficiente, pacchetto tocloft.
Ciao,
L.
::Salve,
non vorrei fare il pignolo ma vorrei fare una precisazione.
Il testo è” introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX. ”
capitolo 7
pag 75
riga 25 (15 dopo il secondo box), recita: “Per i segmenti che non hanno una punta di freccia che indichi la direzione, questa va intesa come la direzione del segmento…”
andrebbe sostituita con:
“Per i segmenti che non hanno un punta di freccia che ne indichi
il senso… il resto tutto uguale.
Grazie
p.s. essendo un perito meccanico vecchio ordinamento mi è balzata all’occhio.
GrazieRicordo di aver letto un testo di Bernardini che manifestava qualche riserva sulla locuzione “verso”. A volte si dice che due vettori “hanno direzioni opposte”, ed è chiaro che cosa si intende. Sempre Bernardini diceva che nei testi di fisica degli USA (contrariamente alla consuetudine europea) non si presentano le tre locuzioni “modulo, direzione e verso”.
Ciao,
L.
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Ciao a tutti, ancora qualche aggiornamento.1. A pagina 84, ho accennato al concetto di “scatola” come unità tipografica indivisibile prodotta da LaTeX (fra l’altro) con il comando \includegraphics e con l’ambiente tabular. In questo modo viene ribadito che il comando \includegraphics e l’ambiente tabular possono essere usati anche fuori dagli ambienti figure e table.
2. A pagina 86: “Fisrt” -> “First” (in omaggio alla “regola di Beccari”, secondo cui il numero di refusi, pur costituendo un’entità discreta, non tende mai a zero… ;-)).
3. A pagina 92: \includegraphics[…]{Relativo} al posto di \includegraphics[…]{Mani}
4. Un punto importante: in tutto in capitolo sulla bibliografia, il nome del record per le tesi di laurea è “mastersthesis” e non “masterthesis”. Se si scrive “masterthesis”, si hanno malfunzionamenti subdoli, in cui in passato ero incappato anch’io, senza individuarne la causa.
5. A pagina 131, ho aggiunto la seguente precisazione:
Se si desidera fare in modo che le maiuscole di un titolo [di un record di BibTeX] appaiano esattamente come sono scritte, basta racchiudere tutto il titolo dentro un’ulteriore coppia di parentesi graffe:
`title = {{TCP-IP e lo Zen di Confucio}}`È un “uovo di Colombo” che può tornare utile.
I punti 2, 4 e 5 mi sono stati segnalati da Giovanni Saponaro, che ringrazio.
Alla prossima,
Lorenzo
13 Maggio 2008 alle 16:06 in risposta a: A volte BibTeX mette in minuscolo il titolo dell’opera #24166::L’immagine che devo inserire in origine era un disegno di autocad, poi convertito in pdf.
Creando il documento come mi hai detto mi dà esattamente gli stessi problemi che ti ho scritto per il documento di prima.
Grazie della pazienza.1. Apri l’immagine con Adobe Reader. La vedi correttamente?
2. Posiziona “disegno.pdf” nella stessa cartella del tuo file .tex (attento: LaTeX distingue tra minuscole e MAIUSCOLE). Compila con pdfLaTeX il codice che ti ha dato Enrico.Se non va, riporta la parte rilevante del file .log.
Ciao,
L.
::Una box è, per TeX, un’unità indivisibile che però può contenere arbitrari elementi tipografici […] e TeX la tratta proprio come se fosse un carattere, grande o piccolo che sia.
Lezione (come sempre) davvero interessante, la tua, Enrico.
Lascerei la traduzione “scatola”, in quanto ormai molto diffusa e anche perché “area delimitata da linee rette” è più precisa ma meno pregnante, IMHO.
ll comando \includegraphics (come del resto l’ambiente tabular) non inizia un nuovo capoverso; esso produce un’unità tipografica indivisibile che viene trattata da LaTeX come se fosse un carattere (una scatola, nel gergo di LaTeX), e può quindi essere utilizzato “in linea” e senza racchiuderlo nell’ambiente figure, per inserire una piccola immagine oppure un simbolo in una riga di testo.
Questa vulgata del tuo Verbo è il meglio che ho trovato. 😉
Grazie mille,
Lorenzo
::Però non so dove trovarlo: Il lavoro è stato scritto con framemaker!
Anche questo link magari può essere utile.
http://www.linotype.com/1825/lucidafamily.html[OT]
Molto interessante l’aspetto del documento.Da un po’ di tempo penso che non sarebbe male poter disporre di layout “alternativi” preimpostati per LaTeX (oltre a quelli classici, che sono impeccabili, ma anche un tantino noiosi…).
Sto parlando di layout già belli e pronti, quindi (idealmente!) di classi che si occupino di definire tutti gli aspetti tipografici di un documento (font, margini, testatine, numerazione dei capitoli, …).
Sarebbe un bel campo di studi da esplorare. Basta vedere il (meritato) successo che ha riscosso ClassicThesis. In fin dei conti, di font ce ne sono tantissimi, e le combinazioni a disposizione tra cui scegliere praticamente illimitate…
http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_font
[/OT]Ciao,
L.
::dunque, ho la versione 2.7 di MiKTeX, ho un documento in formato TeX e devo importare delle immagini in formato eps, il problema è che non riesco, nel senso che il file di output nello spazio in cui dovrebbe comparire l’immagine mi mette il nome del comando dato e non l’immagine…
Togli draft dalle opzioni delle documentclass.
Ciao,
L.
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Ciao a tutti, segnalo altre due piccole modifiche.1. A pagina 80 ho aggiunto una nota in cui faccio menzione del pacchetto bmpsize, segnalato da Gloria.
Con pdfLaTeX si possono includere anche immagini bmp, gif e tiff, a patto di caricare il pacchetto bmpsize.
Se devo essere sincero, non ho provato quel pacchetto e mi sono fidato del consiglio. Confesso che sono un pochino scettico sull’inclusione delle immagini TIFF: più che un formato, infatti, TIFF è una famiglia di formati che comprende al suo interno tipologie anche piuttosto eterogenee, quindi mi sembra difficile che un solo pacchetto possa leggerle proprio tutte, senza problemi. Fatemi sapere eventualmente che cosa ne pensate.
2. A pagina 153 ho modificato il paragrafo sull’uso dell’accento (il punto me l’aveva segnalato in passato OldClaudio, ma avevo dimenticato di fare la correzione). Ho precisato che l’accento è vietato sulle parole piane (tranne nel suo valore fonico).
Se si vogliono mettere accenti non obbligatori, tranne il caso della omografia non corrispondente alla omofonia (pèsca/pésca), questi accenti facoltativi non vanno mai sulle parole piane, anche se la versione piana è meno frequente o meno usuale della parola sdrucciola: quindi séguito, seguito, ma non seguìto.
3. Ho aggiunto le voci relative ai vari record bibliografici nell’indice analitico, che ora è più completo.
4. Ho aggiunto la voce “BMP” nell’elenco degli acronimi.
A presto,
L.
::Sto cercando di fare dei diagrammi
molto semplici con delle freccette.
Ho spulciato un po’ i vari pacchetti.
Ho scelto il pacchetto “xypic”.Conoscete qualcosa di meglio?
Ho dato un’occhiata al paccheto pgf, mi sembra molto potente. Altrimenti, puoi sempre usare un software vettoriale, registrare i tuoi diagrammi in pdf (o eps) e includerli con (pdf)LaTeX.
Ciao,
L.
4 Maggio 2008 alle 17:52 in risposta a: Bibliography style — come trovare quello che si cerca #23977::rimane il fatto che ora come ora, il bibtex e` una scatola nera che mi processa la bibliografia come gli pare, io posso cambiare lo stile ma devo trovare quello che soddisfi i miei desideri.
Se gli stili disponibili non soddisfano le tue esigenze, puoi crearti uno stile bibliografico personalizzato: cerca makebst sul Forum.
Ciao,
L.
::Desidero solo ringraziare l’autore dell’opera per il lavoro svolto e per la volontà di condividerla con la comunità.
Prego, è un piacere! 🙂
Ne approfitto per comunicarvi un altro piccolo aggiornamento.
1. Ho riscritto le tabelle dei simboli matematici (pag. 118-123), che ora hanno tutte la stessa larghezza. (Prima il risultato, con diverse tabelle sulla stessa pagina aventi larghezza diversa, era forse un po’ troppo disordinato.) Ora le relative voci compaiono anche nell’indice analitico.
2. Ho aggiunto un paragrafo su come modificare le voci generate automaticamente da babel (pag. 150). Sul Forum ci sono diversi topic al riguardo (se ne è parlato anche recentemente), e l’argomento mi sembra particolarmente adatto al capitolo sulle personalizzazioni di LaTeX. Ho posto rimedio alla dimenticanza!
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
A presto,
L.
::Vorrei evitare che vada a capo quando utilizzo l’ambiente $…$, senza dover racchiudere tutto ogni volta dentro un \mbox{}.
Come si può fare? Ho cercato sul forum ma non ho trovato nulla.
1. Le formule grosse vanno messe fuori corpo.
2. Se proprio non ti va che una formula in corpo venga spezzata, usa \nobreak e non \mbox.http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=856&highlight=nobreak
Ciao,
L.P.S. Fossi in te, ripenserei al titolo del topic: un errore di ortografia e un errore di LaTeX in mezza riga sono tantini… 😉
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