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28 Dicembre 2007 alle 23:18 in risposta a: Installare Kile sotto Linux: è davvero così difficile? #20166::
oramai nella maggior parte delle distribuzioni linux si possono installare pacchetti a colpi di click. Le maggiori distribuzioni dispongono di un package manager che consente di selezionare Kile ed installarlo. Ubuntu e derivati, Suse, PcLinuxOS, Mandriva, dispongono di un package manager. In questo caso non serve neppure aprire un terminale.
Perfetto!
Daniele ti andrebbe di spiegarmi passo passo, “come se avessi sei anni”, la procedura per installare Kile su Linux? Qualcosa come:
1. Scarica Kile da http://kile.sourceforge.net/download.php
2. “apri il package manager”;
3. “selezione Kile”, …
4. …Sulla guida che sto scrivendo c’è qualche riferimento a MikTeX e a TeX Live, per Mac e per Linux, ma di quest’ultimo OS non ho esperienza diretta…
Grazie mille,
L.
::Non può dipendere dal preambolo?
`\documentclass{scrreprt}
\usepackage[applemac]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[final]{microtype}
\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[pdfspacing]{classicthesis}\begin{document}
\begin{center}
{\large ff fi fl ffi\dots}\quad
invece di\quad {\large f{}f f{}i f{}l f{}f{}i \dots}
\end{center}\end{document}`
Più tranquillo e “tipograficamente corretto” di questo…Resto abbastanza scosso…
Ciao,
L.
::No, neanche con le virgolette è migliorato qualcosa… mi sembra strano che latex non fornisca qualche stratagemma per gestire la situazione…
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=1285&highlight=path
In questo topic Enrico scrive qualcosa che forse può esserti utile. Anche a me piace poco il non poter mettere spazi nel path, ma pare che sia la cosa migliore…
Per quanto riguarda la differenza tra \input e \include, so che solo il secondo ti aggiunge un’interruzione di pagina dopo il file inserito… ma non so se sono presenti differenze un po più sostanziali tra i due.
DOCUMENTI DI GRANDI DIMENSIONI
Se si lavora su documenti di grandi dimensioni (come tesi o libri), conviene dividere il file sorgente in più file: uno con il preambolo e uno per ogni capitolo. Tra \begin{document} e \end{document} si caricano i capitoli con
\input{}
oppure
\include{}
I comandi \input e \include sono comodi per realizzare bozze di parte del testo.
Il comando \input include semplicemente il file specificato: niente di più, niente di meno. Permette l’annidamento, ovvero è possibile richiamare un file che ne richiama un altro.
Il comando \include non permette l’annidamento, ma fa iniziare una nuova pagina prima di elaborare i contenuti del file che contiene e permette di utilizzare il comando
\includeonly{, ,<...>}
per inserire solo i file tra parentesi (si noti che non ci devono essere spazi tra i nomi dei file e le virgole). Quando si usa \includeonly {, ,<...>} vengono compilati solamente i file tra parentesi graffe ed i contatori (numeri di pagina, numeri di note, . . . ) non vengono aggiornati.
Ciao,
L.
::Ti ringrazio… però adesso mi da problemi con gli spazi: ad esempio, come faccio ad indicargli all’interno del path la cartella “Documents and settings”?
P.S.: la stessa sintassi è valida anche per altri comandi, ad esempio “include”?
In base alla mia esperienza, gli spazi nei path sono mal digeriti da LaTeX. Prova a mettere il path con gli spazi tra virgolette. Se non funziona, ti tocca mettere i tuoi file in un path senza spazi (io faccio così, mi è toccato scrivere /…/Documenti_LaTeX, che fa tanto anni Ottanta…).
Per quanto riguarda \inlcude, sì, funziona anche con quello (con le stesse avvertenze). In più (Enrico ti direbbe che) il comando \include non serve quasi a niente ed è meglio usare \input. 😉
Ciao,
L.
::
Ho cercato nei vari topic e credo di aver capito che la soluzione migliore sia il pacchetto bibunits. Esistono anche multibib e chapterbib.http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=2854&highlight=bibunit
Ciao,
L.
::Solo perché a Natale si è tutti più buoni.
Non hai pensato che \~ e \^ sono comandi per gli accenti che richiedono un argomento?
Che sciocco che sono! In effetti sono stato tratto in inganno dalla Mica tanto breve intro, che dopo aver presentato i simboli speciali (fra cui tilde e cappuccio) dice:
questi caratteri possono essere usati nei vostri
documenti tutti allo stesso modo facendoli precedere da un backslash:Ne concludo che non è un caso, quelle parentesi graffe ci vogliono:
`\~{} \^{}
`
Grazie, perfetto come sempre!Ciao,
L.
::
Carissimi, che c’è di meglio che trascorrere il giorno di Natale meditando sui misteri di LaTeX? 😉`\begin{sidebyside}
\{ \} \!?%?! \$ \^{} \_ \& \# \~{}
\end{sidebyside}`
Questo codice viene compilato perfettamente, ma se si tolgono le due graffe {} dopo la tilde, c’è un errore! In altre parole:
`\begin{sidebyside}
\~
\end{sidebyside}`
non funziona.
`! File ended while scanning use of \T1\~.`
Un problema c’è anche con
`\begin{sidebyside}
\^
\end{sidebyside}`
che non viene composto bene. Se si scrive
`\begin{sidebyside}
\~{} \ˆ{}
\end{sidebyside}`
tutto funziona alla grande, invece.È normale? Ci sono rimedi?
Grazie mille e ancora buon Natale,
L.
::`\newcommand{\graymbox}[1]{\colorbox{lightgray}{\mbox{\rule{0pt}{8pt}#1}}}
…
\graymbox{\{ \}}`
Se poi l’altezza non va bene, basta cambiare la definizione di \graymbox.Quasi perfetto, l’altezza però resta un pochino diversa…
`\newcommand{\graymbox}[1]{\colorbox{lightgray}{\mbox{\rule{0pt}{8pt}#1}}}\graymbox{\textbackslash}
\graymbox{\{ \}}
\graymbox{\$}
\graymbox{\^{}}
\graymbox{\&}
\graymbox{\textasciitilde}
\graymbox{\_}
`
Scusami per la sfacciataggine… 😳Ancora buon Natale,
Lorenzo
::La posizione delle radici dipende dalla scelta di chi implementa la TeX Live su una certa distribuzione. Non è molto sicuro dare un’indicazione come la tua: su ciascun sistema può essere diversa.
Come vedi, le tue indicazioni non sono così universali.
Correggo senz’altro!
Grazie di cuore e buon Natale anche a te!
A presto,
Lorenzo
::Con la definizione originale si usa il 2 minuscolo; prova con
`\def\@twoe{\kern.1em$\m@th2_{\textstyle\varepsilon}$}
\def\@sctwoe{\kern.15em$\m@th{\scriptstyle2}_\varepsilon$}`Tuttavia ti ricordo che il nome “LaTeX 2e” è ormai un residuo del passato e non dovrebbe essere più usato se non per motivi storici.
Grazie mille Enrico sia per il codice sia per il suggerimento!
A presto,
L.
::
Caro Enrico,scusami se ti rompo le scatole anche l’antivigilia di Natale… 😳
Ho notato che il “2” del Tuo comando \ctLaTeXe è forse un po’ troppo grosso. Mi chiedevo se era una cosa voluta oppure no.
`{\Large\spacedlowsmallcaps{Confrontiamo \ctLaTeXe{} con \LaTeXe}}`Immagino che le righe da modificare siano:
`\def\@twoe{\kern.1em$2_{\textstyle\varepsilon}$}
\def\@sctwoe{\kern.15em2$_\varepsilon$}
`
Ho provato a mettere nella seconda riga {\small 2} al posto di 2, ma forse così il “2” è troppo piccolo…Insomma, ci vuole un Maestro!
Grazie ancora,
L.
::C’è qualche modifica, in modo che la sensibilità al contesto non sia troppa e funzioni anche \ctTeX. Ho deciso che quei marchi vadano sempre e solo in caratteri diritti…
…
Come vedi, ho spostato la chiamata di \textls[1] alla fine e ho aggiunto alcune chiamate di \upshape e \scshape per essere sicuro che il carattere scelto sia quello giusto. Se le macro vengono chiamate in ambiente neretto, prendono quella caratteristica. Ma, tanto, ClassicThesis non usa il neretto. 🙂Beh, che cosa posso dire… perfetto!!! 😀
Enrico non ho parole per ringraziarti, sei sempre bravissimo e disponibilissimo!
A presto,
Lorenzo
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