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non riesco a centrare verticalmente le equazioni, che vengono centrate correttamente solo orizzontalmente: la distanza dell’equazione dalla riga di testo superiore (1cm) è doppia della distanza dalla riga di testo inferiore (0.5cm). Vi potete immaginare che visivamente il risultato è un po’ bruttino. Suggerimenti?
…il problema sussiste anche con formule “standard”.
Strano. Non dovrebbe succedere, ed intervenire sui parametri “interni” di spaziatura delle equazioni dovrebbe essere un rimedio “eccezionale”. Qual è il tuo preambolo? Invia un esempio minimale che riproduce il problema.
Ah, non usarei \bigint. Se hai una funzione integranda molto grossa (fra l’altro, non mi pare che questo sia il tuo caso), definisci una funzione ad hoc e integra quella.
Ciao,
L.
::Font CM (il default, caricati esplicitamente con \usepackage[OT1]{fontenc}): sono i font originali di LaTeX.
Non è necessario chiamare in causa fontenc; se scrivi un documento normale senza caricare`\usepackage[T1]{fontenc}` i font di default vengono caricati con encoding OT1.
Siamo d’accordo: infatti ho scritto “esplicitamente”!
Vorrei precisare un’altra cosa. Per fare in modo che i font OT1 siano scalabili, sotto GNU/Linux, ho dovuto configurare dvips e pdftex perché includessero la mappa psfonts.map, altrimenti si sarebbe presentato lo stesso problema dei font T1, cioè sarebbero stati inclusi font PostScript di tipo 3 (bitmap e quindi non scalabili). Questo almeno è successo anni fa, ora credo (ma non posso confermare completamente) che dalle versioni di teTeX 3.0 la gestione delle mappe sia cambiata e di default vengano inclusi i font PS di tipo 1 (vettoriali).
Lo spero proprio! La mia sensazione è che, visto che su Mac e Linux i font CM-super vengono installati automaticamente (compiendo un’installazione “completa”), non ci sia ragione perché su Linux (con un’installazione “recente” e “completa” di LaTeX) le cose debbano andare andare diversamente (cioè peggio). Magari qualche altro utente di Linux è in ascolto e può confermarlo…
Ciao e grazie,
L.
::Io di mio ho aggiunto il babel
`\usepackage[italian]{babel}`Hai cancellato, nel file loadpackages.sty, la riga
`\RequirePackage[ngerman,american]{babel}`
?Ho poi inserito i capitoli, l’indice e la bibliografia col comando input.
Continua a darmi errore e mi segna il \begin{document} dell’ inizio del corpo.Ti suggerisco di modificare direttamente, uno alla volta, i file del template: assicurati che tutto vada bene e solo dopo, eventualmente, modifica la struttura.
Ciao,
L.
::Non ho il sty sotto mano ma in genere koma-script usa il pacchetto typearea per il layout.
La documentazione di typearea è un capitolo della della doc di koma-script, puoi cominciare a darci un occhio; ha una serie di impostazioni predefinite che calcola in base al carattere scelto e se si vogliono mettere o no le note a margine ma, in caso di necessità, puoi usare un \areaset e impostare a mano le dimensioni.Ciao Gloria, leggerò la documentazione appena possibile!
Intanto grazie!
Lorenzo
::
Ci riprovo: 😉-
Font CM (il default, caricati esplicitamente con \usepackage[OT1]{fontenc}): sono i font originali di LaTeX.
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Font EC (caricati con \usepackage[T1]{fontenc}): sono font che contengono simboli appositi per le lettere accentate (e qualche altro simbolo). Usando T1 si ha il vantaggio di avere più punti per la sillabazione delle parole tronche.
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Font CM-Super: sono la versione Poscript Type1dei font EC. Se sono correttamente installati, vengono caricati automaticamente (su tutte le piattaforme) quando si seleziona la codifica T1. Se non sono installati, possono esserci problemi di “scalettatura” con la codifica T1.
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Pacchetto type1ec: si occupa di correggere le tabelle dei font standard della famiglia Computer Modern per la codifica T1. Garantisce il buon funzionamento di lettrine.
In conclusione: si raccomanda di installare i font CM-super (d’altra parte, le installazioni complete di MikTeX su Windows e di i-TeX su Mac lo fanno automaticamente; su Linux non so 🙄 ) e di usare la codifica T1.
Spero che adesso sia giusto!
Ciao,
L.
::Credo che su sistemi Win e Mac quando chiami in causa l’encoding T1 usando i font di default (ovvero CM), vengono utilizzati in automatico super-CM. Questo è almeno quello che ho capito io.
Ciao Lapo, quindi, su Mac e Win,
`\usepackage{type1ec}`
che cosa fa? Perché se davvero basta caricare la codifica T1 per avere, su Mac e Win, i font CM-super, caricare type1ec a che cosa serve? D’altra parte, caricando type1ec, “qualcosa” succede (come si diceva in questo post).Ottima l’idea di Emiliano di scrivere un articolo a riguardo: evidentemente, visti i numerosissimi dubbi che vengono espressi sul forum, c’è una “lacuna didattica” al riguardo.
Ciao a tutti,
L.
::Quindi ho controllato e, nonostante avessi installato CM-Super, essi non erano stati utilizzati per produrre il documento T1. Ora l’aspetto è fortemente migliorato: ho uploadato il file prova_cmr_cmsuper.pdf che vi invito a valutare.
Adesso ci siamo: il risultato è perfetto.
Stando a quanto ho appena detto, temo di dovere delle scuse a tutti quelli che mi hanno seguito in questo post: T1 e CM-Super su ambiente GNU/Linux danno ottimi risultati.
Ottimo. Ho visto che sul forum ci sono tantissimi post sulla codifica T1 dei font: penso che si debba scegliere questa codifica e non pensarci più. Quanto ai font CM-Super, ecco, mi pareva di aver capito che per caricarli bisognasse averli installati sul proprio calcolatore e selezionare
`\usepackage{type1ec}`
Insomma, mi pareva di aver capito -in sostanza e in estrema sintesi- che:-
Font CM (il default, caricati esplicitamente con \usepackage[OT1]{fontenc}): sono i font originali di LaTeX;
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Font EC (caricati con \usepackage[T1]{fontenc}): sono font che contengono simboli appositi per le lettere accentate (e qualche altro simbolo), ma per il resto sostanzialmente analoghi ai CM;
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Font CM-Super (caricati con \usepackage{type1ec} dopo \usepackage[T1]{fontenc}): sono una versione “vitaminizzata” dei font EC, da usarsi con pacchetti come lettrine, che altrimenti non funzionano bene.
Sbaglio? Perché da quello che scrivi, pare che ci sia una grossa differenza tra T1 e OT1, mentre a me non risulta…
Ciao,
L.
::A voi l’ardua sentenza.
Ciao Emiliano, ho aperto i due pdf con Anteprima, su Mac: non c’è dubbio, il tuo file con T1 presenta delle vistose scalettature nel corpo dei caratteri, mentre quello con OT1 si mantiene perfetto ad ogni ingrandimento.
Però, se compilo sul mio Mac (distribuzione i-Installer) un file di prova, a me il tuo problema non si presenta: l’output è perfetto sia con T1 sia con OT1. Anche su PC (con MikTeX) mi pare di ricordare che la situazione fosse la stessa: bene T1 e OT1.
Bisognerebbe vedere se anche gli altri utenti Linux hanno il tuo stesso problema. Bisognerebbe stabilire se è un problema solo tuo, oppure (non lo credo probabile, però) della distribuzione Gentoo oppure proprio di tutti i Linux.
Ciao,
L.
::la mia scelta di mantenermi su OT1 è dettata dalla cattiva qualità dell’output da font T1 su piattaforma GNU/Linux.
Ciao Emiliano, io uso Mac (che, in definitiva è uno Unix come Linux) eppure non ho nessun problema con la codifica T1. Non è che il tuo problema dipende dal fatto di avere una distribuzione LaTeX e/o un visualizzatore di PDF non aggiornati?
Scusa l’ingenuità della mia domanda!
L.
::Può darsi che non basti. Quando ho scritto «sembra» intendevo dire che sicuramente qualche cambiamento c’è stato.
Stiamo dicendo la stessa cosa. L’unica pecca di Classic Thesis è che il codice è sparso un po’ dappertutto (oltre ad usare una classe “esotica” come scrreprt). Inserendo
`\usepackage{layaureo}`
prima di \begin{document} non si ottiene il layout di LayAureo (neppure dopo aver modificato classicthesis.sty).Restiamo nell’attesa che un esperto (nel forum c’è Chi ha dimostrato -oltre al resto!- di conoscere la classe in profondità e di sapere alla perfezione dove mettere le mani, vero Enrico? 😉 ) ci dica come fare…
Ciao,
L.
::Oltre a questa cosa: volendo scrivere in A4, voi che codice usereste, il primo o il secondo (come «semantica» io direi il secondo, ma ho notato che sono in molti ad usare il primo)? E perché?
`\documentclass[11pt,a4paper]{article}
\usepackage{layaureo}`
Se hai la necessità di personalizzare i tuoi margini, geometry.Ciao,
L.
::Giusto per completezza d’informazione, su sarovar si legge
The author expects to create a class based on the present package, with “proper” LaTeX documentation, later on.
The author is André Miede. The package is Copyright © 2006 André Miede.
Sembrerebbe che anche l’autore sia intenzionato ad organizzare meglio il suo codice.
Quanto alla questione di lasciare all’utente la possibilità di cambiare il layout, l’autore sembra aver dedicato molto tempo e molta cura a riguardo. L’intero pacchetto è un devoto omaggio al libro “The Elements of Typographic Style”. Nella guida si legge
The size of the text body is intentionally shaped like it is. It supports
both legibility and allows a reasonable amount of information
to be on a page. And, no: the lines are not too short.Mi fa piacere che l’autore abbia deciso di organizzare meglio il suo codice. Quanto alla possibilità di lasciare all’utente la possibilità di personalizzare (moderatamente…) il (magnifico) layout, ripeto che non ci vedo niente di male, a patto che l’utente sappia quello che fa. Anzi, modificare le impostazioni di default potrebbe essere indispensabile, se il relatore lo richiede espressamente…
Ciao,
L.
::il punto in cui (almeno secondo quello che ho capito io) l’autore ridefinisce il layout si trova nel file «classicthesis.sty», e corrisponde al codice seguente:
`% ********************************************************************
% Textblock size
%*******************************************************
\ifthenelse{\boolean{a5paper}}%
{% A5
\areaset[5mm]{288pt}{555pt}
\setlength{\marginparwidth}{4em}%%
\setlength{\marginparsep}{1.25em}%
}{% A4
\areaset[5mm]{312pt}{657pt} % 624 + 33 head % 5mm for binding%
\setlength{\marginparwidth}{7em}%
\setlength{\marginparsep}{2em}%
}
% Here some suggestions for the text widths and heights:
% Palatino 10pt: 288–312pt | 609–657pt
% Palatino 11pt: 312–336pt | 657–705
% Minion 10pt: 264–288pt | 561–609pt
% Minion 11pt: 288–312pt | 609–657pt
`
prova a commentarlo; inserisci nel file «loadpackages.sty» una riga simile alla seguente:
`\RequirePackage[hmargin={3cm,3cm},vmargin={2cm,2cm}]{geometry}`
In questo modo sembra che si riesca a modificare il layout.Secondo me non basta: i margini non sono quelli richiesti. Anche se inserisci
`\RequirePackage{layaureo}`
al posto di geometry, il risultato non è quello “giusto”. Evidentemente, c’è dell’latro codice che “interferisce” con le impostazioni dei margini.Io ho provato a fare così (giusto per giocare, in quanto secondo me quella classe va bene così com’è) e a me funziona, ma attento al fatto che non ho tenuto conto delle note a margine. Volendo, potresti fare a meno di chiamare «geometry» e sostituire direttamente in «classicthesis.sty» le dimensioni che ritieni più appropriate nelle righe in cui trovi il comando «\areaset».
LayAureo non permette le note a margine, mentre in Classic Thesis è definito un comando \graffito che realizza apposite note a margine: bisognerebbe intervenire anche su questo punto.
Ad ogni modo, tieni presente che alla fine, comunque si operi, si «rovinerebbe» la bellezza di una classe favolosa.
L’ho detto e lo ripeto: Classic Thesis è stupendo. Tuttavia non credo che ci sia niente di male a lasciare ad un utente-che-sa-quello-che-fa la possibilità di modificare i margini (magari caricando proprio layaureo).
Ciao,
L.
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