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OldClaudio” post=75040Sono d’accordo con Lorenzo che si tratta di una cosa che dovrebbe possibilmente essere evitata per due motivi:
1) quando si usa afterpage e poi si modifica il documento, potrebbe succedere che \afterpage con il suo argomento debba essere spostato oppure cancellato, senza cancellarne l’argomento; il che toglie un certo tipo di automazione al lavorio di LaTeX dietro le quinte. Non mi sembra il caso di Tommaso, tuttavia ci sono delle circostanze in cui \aftepage garantisce certe cose, come nell’esempio della longtable che ho fatto qualche messaggio fa, e delle altre in cui bisogna rimetterci le mani ad ogni modifica del documento.
2) Funziona al 90%; be’ 90% è una stima ad intuito, non è frutto di una accurata indagine; tuttavia esistono delle circostanze in cui non funziona e il contenuto dell’argomento di \afterpage svanisce. […].Questi motivi, soprattutto il secondo, mi paiono ampiamente sufficienti per non consigliare afterpage al lettore dell’Arte, che vuole strumenti che funzionino sempre. (Abbiamo tolto la menzione a xspace proprio perché il risultato non è sempre garantito.)
OldClaudio” post=75040quindi riesco a risolvere i problemi di posizionamento di oggetti ingombranti in modo più automatico. Ma, come dicevo, esistono delle circostanze dove il suo uso è virtualmente indispensabile.
Non so quali siano questi circostanze: l’esempio prospettato da Tommaso (un capitolo di tre pagine di testo con quattro immagini, una per pagina) non è fra questi. In ogni caso, non cambia poi molto: esisterà sempre l’esigenza eccezionale x che può essere risolta al meglio (e esclusivamente) con lo strumento y, ma ciò non significa che l’Arte (che è una guida di base e presenta gli strumenti di uso più comune) debba menzionare y.
Confermo: nella nuova versione dell’Arte parlerei di \caption*, ma non di afterpage.
illinguista1972Forse il codice di afterpage non sarà elegante (ma perché, poi?) […]
Sai farmi un altro esempio di ambiente come argomento di un comando? Dico davvero: in questo momento non mi vengono in mente altri esempi.
Ciao,
L.
::Rocco M.” post=75008Ciao a tutti. Mi sto dedicando alla lettura del manuale di TikZ e ho intenzione di creare un mio pacchetto personale con i comandi più importanti che trovo nel pacchetto (cosa che non ho fatto con l’Arte e di cui mi pento amaramente).
Puoi essere più preciso, per favore?
::OldClaudio” post=75012Parlarne sull’Arte? dipende dal Presidente; credo che mi abbia già risposto di no una volta, alcuni anni fa.
Parlerei sicuramente di \caption*, innanzitutto: inserire un’immagine con la sola didascalia può capitare (in un libro d’arte, per esempio). Due righe le aggiungeremo sicuramente. E questo va in Paride. 🙂
Su afterpage continuo a essere freddo, in primo luogo perché la sintassi non mi piace (quell’ambiente “figure” messo come argomento di un comando non è un esempio di codice elegante), e inoltre perché a mio avviso i numerosi strumenti che presentiamo nell’Arte sono sufficienti per risolvere (gran parte de)i problemi di posizionamento degli oggetti mobili. Per esempio, nel caso che presenta Tommaso (un capitolo di tre pagine di testo con quattro immagini, con ciascuna immagine in una pagina), il codice potrebbe essere di questo tipo:
`\chapter{Capitolo}Il primo capoverso della prima facciata.
\begin{figure}[!hb] % o [H]
\caption*{…}
\end{figure}…
Testo che va nella seconda facciata.
\begin{figure}[tbh] % o [H]
\caption*{…}
\end{figure}…
Qui siamo nella terza facciata.
\begin{figure}[tbh] % o [H]
\caption*{…}
\end{figure}…
% La quarta facciata non contiene testo
\begin{figure}[p]
\caption*{…}
\end{figure}`
Naturalmente occorrerà provare le preferenze di collocazione — [!hb] o [tbh] o [H] o [p] o altre— per avere il risultato migliore, Potrà essere eventualmente utile dare un \clearpage. Ci vorrà molta pazienza, perché con quando gli oggetti sono tanti e il testo è poco i problemi di impaginazione possono essere grandi.Ma se afterpage permette davvero di levare molte castagne dal fuoco… lascerei decidere Tommaso, che si è imbattuto nel problema ed è la persona più indicata per dire quanto afterpage semplifichi la vita.
[OFF TOPIC]
Da oggi ex presidente! Conoscendo la mia natura, non credevo che nella mia vita avrei mai fatto il presidente di qualcosa. Ci voleva questo esame di stato per smentirmi! 😉[/OFF TOPIC]
1 Luglio 2012 alle 12:07 in risposta a: Errori dalla compilazione di template per paper scientifici #75762::OldClaudio” post=74673E se uno volesse disegnare un grafico 3D di un linea tridimensionale o di una superficie ma volesse riferirsi a coordinate cilindriche o sferiche invece che cartesiane?
Le esigenze (tipo)grafiche sono potenzialmente infinite. Vero, un utente potrebbe aver bisogno di disegnare una sfera con paralleli e meridiani come quella di cui parla Claudio. Ancora: un utente potrebbe volr fare un disegnino per illustrare il teorema di Pitagora: un triangolo rettangolo con tre quadrati costruiti sui lati, opportunamente colorati. Io non saprei farlo. pgfplots può fare queste cose? Non lo so! TikZ può fare queste cose? Scommetto di sì, ma io non saprei farlo.
Questo è un problema per il nostro articolo? Io dico di no. Ci sarà sempre un utente che avrà un esigenza (tipo)grafica che non trova risposta nell’articolo, impossibile tener conto di tutto. In quei casi la consultazione della documentazione dei pacchetti è d’obbligo.
Ciao,
L.
25 Giugno 2012 alle 8:21 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #75401::Dr Spencer Reid” post=74633grazie per la risposta… anche se vedo che si è andati un pò off topic e ho dovuto leggere ben 3 pagine (2 e mezza per la precisione) per correttezza , per evitare risposte non pertinenti alla mia domanda 😉
Credo che se tu avessi letto con attenzione l’Arte, probabilmente avresti potuto fare a meno di aprire il topic…
Dr Spencer Reid” post=74633Insomma, la via maestra è quella di usare un solo preambolo fisso senza personalizzazioni per i singoli capitoli.
Giusto: è quello che proponiamo nell’Arte.
L.
::Marco87″ post=74601Per vedere come fare l’indice analitico avevo letto il capitolo dell’Arte, solo che non sapevo di quell’uso dello zero.
In realtà, usare zero a un altro carattere non ha importanza. Se scrivi
`\index{abaco@{zuzzurellone}}`
nell’indice analitico finale compare “zuzzurellone” al posto alfabetico che occuperebbe “abaco”. Il resto è una conseguenza.Ciao,
L.
::`\index{11:12}
\index{11:7}
\index{7:12}
\index{7:2}
`Qualcosa come
`\index{11:12}
\index{11:07@{11:7}}
\index{07:12@{7:12}}
\index{07:02@{7:2}}
`
dovrebbe funzionare.Avevo un problema analogo con i papi: “Pio VI” viene messo dopo “Pio IX” perché la “V” viene dopo la “I”. Ho risolto con
`\index{Pio06@{Pio~VI}}
\index{Pio09@{Pio~IX}}
`
Guarda il capitolo sull’indice analitico nell’Arte.
23 Giugno 2012 alle 7:08 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #7539723 Giugno 2012 alle 5:21 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #75395::cfiandra” post=74595Il punto della mia osservazione in ogni caso, non era tanto sul numero di file impiegati, ma sull’estensione. Dal mio punto di vista l’utente finale non ha la necessità di sapere cosa sia un [tt].sty[/tt]: per caricare le impostazioni può usare, come nel mio intervento precedente, uno o più [tt].tex[/tt].
Tommaso e io abbiamo discusso se sia meglio una struttura del tipo:
`\documentclass{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{impostazioni}
\begin{document}
\input{…}
\input{…}
\input{…}
\end{document}`
dove impostazioni.sty è un pacchettino (messo nella cartella di lavoro) che contiene impostazioni e comandi personali, oppure del tipo
`\documentclass{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\input{impostazioni}
\begin{document}
\input{…}
\input{…}
\input{…}
\end{document}`
dove impostazioni.tex è un file (messo nella cartella di lavoro) che contiene impostazioni e comandi personali.L’unico vantaggio di avere il .sty al posto del .tex è che nel .sty non è necessario scrivere (eventuali) \makeatletter e \makeatother, ma ora che ci penso il gioco non vale la candela. Difficilmente l’utente avrà bisogno di quei comandi (che peraltro nell’Arte non spieghiamo). Se ne avesse bisogno, peraltro, scriverli non è questa gran fatica.
Tommaso, sono per modificare l’Arte consigliando la seconda soluzione. Così vengono ribaditi due principi:
a) l’utente “normale” non scrive i pacchetti, ma li usa;
b) i .sty non si modificano mai.La prossima revisione dell’Arte conterrà questa modifica.
Grazie,
L.
23 Giugno 2012 alle 3:16 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #75393::OldClaudio” post=74592Mmmm! siamo sicuri che sia una buona idea?
Era ironia, la mia. 😉
OldClaudio” post=74592Così per compilare un capitolo alla volta, bisogna decommentare o commentare direttive diverse.
Mi sembra una stortura.
I pacchetti “inutili” per comporre un dato capitolo quanta memoria impegnao rispetto alla memoria già impegnata dal nucleo di LaTeX?
Perché poi, visto che il nucleo di latex contiene migliaia di macro che non vengono usate tutte in una data composizone anche LaTeX non è modulare e non si possono caricare solo le macro che servono?
Perché poi compilando un capitolo alla volta con questo sistema bisogna ignorare i punti interrogativi e i warning di fine composizione per i riferimenti incrociati mancanti/ Come si fa ad essere sicuri che un dato punto interrogativo (semplice o doppio che sia) sia un riferimento ad una etichetta messa in un altro capitolo un una etichetta mancante per davvero? Ci se ne accorge poi quando si compone l’intero documento, ma è fastidioso.
Insomma, caricare per ogni capitolo solo i pacchetti strettamente indispensabili non è una buona idea anche se da un punto di vista di programmazione informatica è sicuramente meglio; ma ricordiamoci che il meglio è nemico del bene. Io mi accontenterei di comporre bene e vi garantisco: uso da sempre la procedura descritta nel §4.7 della GuidaGuit quando ho almeno 5 capitoli; con meno capitoli il gioco non vale la candela; per il libro di 500 pagine di Tommaso va sicuramente bene, ma per una tesi non logorroica direi che non vale la pena, anche se può essere utile.
Appunto! 🙂
Ciao,
Lorenzo
22 Giugno 2012 alle 18:49 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #75391::illinguista1972″ post=74570
`
\documentclass{book}
\input{direttive-comuni}
\input{direttive-comuni-1}
\input{direttive-comuni-1a} % decommentare la riga precedente se il pacchetto booktabs non serve
\input{direttive-cap1} % eventualmente da decommentare se il primo paragrafo ha bisogno solo di graphicx
\input{direttive-comuni-1.1} % per l'unico pacchetto in più del primo sottoparagrafo
\input{direttive-cap2}
\input{direttive-cap3}
\input{direttive-cap4} % se anche il terzo non vuole makeidx ma lo vuole il quinto\begin{document}
%\input{capitolo1}
%input{paragrafo2}
%input{paragrafo3}
%input{paragrafo4}
%input{paragrafo5}
%input{paragrafo6}
%input{capitolo2}
%input{paragrafo2}
%input{paragrafo3}
%input{paragrafo4}
%input{paragrafo5}
%input{paragrafo6}
\end{document}
`Trovo che in questo modo compilare anche una sola riga alla volta sia molto più facile, no?!
Geniale. Nell’Arte. Subito.

22 Giugno 2012 alle 18:44 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #75390::DirkPitt” post=74569Dato che è la procedura migliore, se si può fare, va fatta 🙂 Sei sicuro che non occorrano ore solo perchè stai pensando di farlo adesso, cioè a documento completato?
No, non è la procedura “migliore”. Sì, sono sicuro. Sono anche sicuro che fare una cosa come quella che suggerisci è tempo perso.
22 Giugno 2012 alle 14:16 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #75381::DirkPitt” post=74553Ho una mezza idea che l’omogeneità di un testo dovrebbe in qualche modo assicurare un limite superiore alle complicazioni che si possono verificare facendo in quel modo. Perciò ho messo un bel probabilmente 🙂
Ripeto: quello che proponi non ha senso. L’Arte, per dire, carica un centinaio di pacchetti per 10 capitoli. Pensare di separare i pacchetti necessari per ogni capitolo si può fare, naturalmente, anche se occorrerebbero ore. Ma a che pro?
Per favore, rileggi la mia riposta precedente: l’ho integrata.
22 Giugno 2012 alle 14:00 in risposta a: Concatenare file .tex multipli come unico file finale #75379::DirkPitt” post=74550Probabilmente non ne vale la pena (?)
Probabilmente? 😉
Battuta a parte, ti ha risposto Enrico: quello che proponi non serve assolutamente a nulla (se non a incasinarsi la vita). Se hai un documento “lungo” (un libro o una tesi), la cosa di gran lunga più sensata è avere un main.tex “pulito” con tutti i pacchetti caricati e un unico file di impostazioni.
`\documentclass{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{impostazioni}
\begin{document}
\input{…}
\input{…}
\input{…}
\end{document}`
dove impostazioni.sty è un pacchettino personale che contiene le impostazioni dei singoli pacchetti, i comandi e gli ambienti personali, e le impostazioni del documento. Se ti serve lavorare solo sul primo capitolo e il tuo documento ci mette troppo a compilarsi tutto (perché usi una macchina vecchiotta e/o il tuo documento è enorme) commenti gli altri \input e vivi felice.Quello che invece non va fatto, scrivendo un altro documento, è prendere di peso tutto il preambolo del primo e continuare ad aggiungere pacchetti e comandi personali. I pacchetti, infatti, possono dare problemi di incompatibilità reciproca; e un comando personale può essere già definito. Se hai un altro libro da scrivere, allora, è saggio partire sì dal modello precedente, ma ripulendo il preambolo e impostazioni.sty di tutta la roba che non serve.
Ciao,
L.
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