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illinguista1972″ post=74462Io direi che forse potremmo setacciare quello che abbiamo levato delle tabelle, per rimettere qualcosa.
Certo, senza “forse”. Ripristiiamo la parte su come centrare o allineare a sinitra o a destra il testo di una colonna p o X. Gli esempi c’erano già: ricordo due tabelle affiancate con una colonna p, la prima con testo giustificato e la seconda con testo allineato a sinistra (e sillabato: serviva il pacchetto ragged2e, se ben ricordo).
Rispetto a prima, potremmo essere meno sistematici e avere un tono più “an passàn”:
Caro lettore, il trsto di una colonna p (o X) viene automaticamente giustificato, e di solito va benissimo così; se proprio proprio non ti va bene, per esempio perché la colonna p è molto stretta e la giustificazione viene brutta, il testo si può anche allineare a sinistra (o a destra, o cenrtato). Se lo vuoi anche sillabato c’è il pacchetto ragged2e. Guarda per esempio come viene la stessa tabella con una colonna p con testo risp. centrato e allineata a sinistra [segue codice].
Ciao,
L.
::illinguista1972″ post=74371Felice di risentirti, caro Presidente! 🙂
Non so se starebbe bene, in effetti… Mi trovo d’accordo con Claudio, non essendo l’Arte un romanzo. Credo che in passato quegli ornamenti facessero da riempitivo per pagine altrimenti non ben riempite. Io ho chiesto qualche pacchetto in più per sceglierne alcuni per un lavoro che sto facendo, ma non so se terminare ogni capitolo con una decorazione abbia un senso. Se apri Libro Font, vedrai che praticamente ogni font installato ha qualche ornamento: si tratta di trovare i codici Unicode per poterli usare.
Se decidessimo di evidenziare le parti davvero importanti con un ornamento, allora forse sì, ma vedrei bene una manina, che già usiamo per altri scopi…
🙂
In realtà non stavo pensando a un uso sistematico o funzionale della fogliolina, ma puramente decorativo. Ne piazzerei una da qualche parte, così, in omaggio alla vecchia buona tipografia. Con la vecchia Arte (quella con le note a margine) sarebbe stato facile: la si piazzava in un margine e stop. Con la nuova gabbia è di sicuro più difficile, e non è detto che ne valga la pena o che abbia senso farlo. In ogni caso, se decidiamo per inserirla, la fogliolina andrebbe prima schiarita: in nero quel tipo di immagini dà troppo nell’occhio, in grigio chiaro stanno meglio. Se hai sotto mano una versione dell’Arte con le note a margine, guarda l’immagine della chiocciola quando parliamo di \mail per avere un’idea.
Ciao,
L.
::claudio” post=74307leggendo l’arte a pag 77 vi sono due modi per definire dei sistemi
Falso. Nell’Arte non diciamo che cases si usa per i sistemi: cases si usa per le scelte, come peraltro il dice nome. Usare cases per i sistemi è sbagliato: puoi avere problemi con le spaziature se devi inserire due sistemi su una stessa riga, per esempio. Regola generale: usare, per fare x, lo strumento y che è stato invece pensato per z è sempre sbagliato.
Per definire i sistemi va definito un ambiente ad hoc.
::illinguista1972″ post=74284Hai ragione, e ti chiedo scusa: sono stato io a riscrivere, praticamente, la parte dell’Arte sulla bibliografia. Intanto, però, il tuo problema è stato interessante: dopo un campo la virgola è obbligatoria, altrimenti accadono cose strane. In particolare, nella bibliografia compariranno solo i campi fino al primo successivo all’ultima virgola messa (campo che il programma considera come l’ultimo). Questo si potrebbe dire. 🙂
No, io direi solo che i campi vanno separati da virgole (e mi pre che lo diciamo già): la sintassi è quella. Se si sbaglia sintassi è chiaro che si otterrà un risultato diverso da quello atteso. Certo, con LaTeX non è sempre facile capire dove si sbaglia: i messaggi del log non sempre sono risolutivi.
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Innanzitutto grazie nuovamente a Liverpool per il magnifico lavoro che (ci) sta facendo.Sul disegno vincente non mi esprimo: mi piacciono tutti!
Sul colore: vero, quel salmone di prima non mi piaceva, ma neanche questo rosso mi entusiasma… 🙁 Ci vorrebbe un altro tipo di rosso, meno acceso. Per me la cosa migliore è che Tommaso metta il disegno nell’articolo, così abbiamo la visione d’insieme e possiamo scegliere meglio!
14 Giugno 2012 alle 16:01 in risposta a: Maiuscoletto spaziato nei titoli delle section – memoir #75122::Liverpool” post=74189Ma il codice l’avete provato? L’etichetta non finisce sul codice di fianco, ma nello spazio intermedio.
Non con le nostre impostazioni:

Liverpool” post=74189Non capisco: non volete che la figura sfori verso destra, ma nemmeno verso sinistra, non volete rimpicciolirla e non volete rimuovere l’etichetta 😕 😕 😕
Se così fosse il problema sarebbe irrisolvibile, naturalmente. Io sono per rimpicciolire quando necessario: la figura deve stare nello spazio a lei assegnato. Provo a spiegarlo così
`Testo testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo testo
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| SORGENTE ESEMPIO | | TYPESET |
| SORGENTE ESEMPIO | | TYPESET |
| SORGENTE ESEMPIO | | TYPESET |
|___________________| |___________________|testo testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo testo
testo testo testo testo testo testo testo testo testo
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testo testo testo testo testo testo testo testo testo `
“Sorgente esempio” e “typeset” sono due box le cui dimensioni orizzontali sono fisse: nulla deve fuoriuscire dalle due box.
::Liverpool” post=74169
c) invitare il lettore a fare delle prove per capire che cosa succede variando (separatamente e insieme) i due valori di view.
Lettore di coccio 😀 Manca solo un’animazione.
Sì, il mio lettore ideale è un po’ di coccio: sono del parare che se una cosa è spiegata bene anche per lui, allora è spiegata bene per i lettori più scafati! Il viceversa non vale, naturalmente! 😉
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Sì, facciamo una cosa del genere. Il fatto però è che alcuni grafici con etichette sbordano dal margine destro (controlla tu stesso nell’articolo). In alcuni casi lo sbrordamento è minimo e non si nota, in altri è grosso.Per me la cosa più semplice è intervenire su quel \pgfplotsset{width=6.3cm} diminuendone il valore nei casi problematici. Ci vorrà del tempo, ma il risultato finale è garantito. Magari, Tommaso, potresti preparare a parte un documento minimale con un solo grafico problematico per volta, e trovare per tentativi il valore giusto. Il procedimento va ripetuto per tutti i grafici che danno problemi. Ciò fatto, metti i valori giusti nel documento complessivo.
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Grazie, Agostino!Dimenticavo: degli esempi a p. 16-17, oltre ai due punti di vista notevoli lascerei sicuramente almeno quello predefinito (il secondo di p. 16). A questo punto, propongo senz’altro di:
a) mettere la figura di Liverpool che illustra view in generale;
b) fare tre esempi del piano: il punto di vista predefinito e i due notevoli;
c) invitare il lettore a fare delle prove per capire che cosa succede variando (separatamente e insieme) i due valori di view.
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