lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72721
    lorenzo.pantieri
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      Liverpool” post=72704 @Lorenzo, non mi risulta che l’opzione smooth sia definita nel codice di pgfplots. Io l’ho cercata, ma non l’ho trovata. In rete ho letto che pgfplots si appoggia a TikZ per il comando [tt]\addplot[/tt].

      Quindi, se ho capito bene, stai dicendo che le osservazioni di Claudio andrebbero girate all’autore non di pgfplots, ma di TikZ. Ho capito bene?

      in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72719
      lorenzo.pantieri
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        OldClaudio” post=72701Il mio punto è che nonostante pgflotos con smooth usi le spline cubiche, coasa che nessuno di noi ha mai messo in dubbio, e che questo fatto consenta di diminuire il numero di campioni, cosa sulla quale abbiamo potuto convergere dopo diversi messaggi, il lavoro di pgfplots produce delle spline troppo tese. […]. Devo dire che i parametri di default di METAFONT/METAPOST producono un risultato migliore di quello che fa pgfplots.

        Questo andrebbe detto all’autore del pacchetto: l’ideale sarebbe che mettesse le mani sotto al cofano del pacchetto perfezionando l’algoritmo. L’utente finale, naturalmente, si accorgerebbe della differenza solo perché potrebbe ridurre il numero di “samples” senza perdere in qualità.

        Che ne dici di scrivergli due righe?

        Grazie,
        L.

        in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72717
        lorenzo.pantieri
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          maumau” post=72699Credo che l’asimmetria sia dovuta al numero pari di samples, che invece dovrebbero essere in numero dispari. In tal caso i due grafici sono simmetrici, anche se per avere un risultato decente ci vogliono almeno 11 punti. Di default i punti sono 25, che per un diagramma di questo genere bastano e avanzano, iniziano a diventare pochi quando si visualizzano più periodi.

          Concordo. Se i campioni sono pochissimi, i risultati possono essere completamente sballati. Ma lavorare con “samples=6”, per me, non ha molto senso. Se devo fare dei grafici di qualità lavorerò con un numero di campioni ragionevolmente elevato. Se la funzione oscilla molto, lavorare con “samples=200” può essere indispensabile, con o senza “smooth”.
          `\begin{tikzpicture}
          \begin{axis}
          \addplot [
          samples=200,
          thick,
          %smooth,
          color=blue ]
          {sin(deg(1/x))};
          \end{axis}
          \end{tikzpicture}`

          Ciao,
          L.

          in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72715
          lorenzo.pantieri
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            Carissimi, ringrazio tutti per avermi fatto notare l’esistenza delle opzioni “enlarge x limits”, “enlarge y limits” e “enlargelimits”, da dare mettere dopo “axis lines=middle”. Tommaso, queste cose vanno aggiunte.

            OldClaudio” post=72693Io vi propongo un altro aspetto: la chiave smooth fa un lavoro abbastanza modesto; […].

            Non sono proprio d’accordo.
            `\begin{tikzpicture}
            \begin{axis}
            \addplot [
            samples=50,
            thick,
            smooth,
            color=blue
            ]
            {sin(5*deg(x))};
            \end{axis}
            \end{tikzpicture}`
            Prova a decommentare sia “samples” che “smooth”: il risultato è inaccettabile. Ora prova a commentare solo “smooth”: il risultato è ancora inaccettabile. Senza “smooth”, per avere un buon grafico bisogna salire a “samples=200”. Questo esempio nel mio articolo l’ho fatto! 🙂 In buona sostanza, io dico che “smooth”, usato accortamente, consente di risparmiare su “samples”.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72711
            lorenzo.pantieri
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              Grazie mille ragazzi! Ho trovato che “enlarge y limits” non funziona, mentre “clip=false” sì. Provare per credere:
              `\begin{tikzpicture}
              \begin{axis}[
              enlarge y limits,
              axis lines=middle]
              \addplot [
              domain=0:2*pi,
              samples=40,
              smooth,
              thick,
              color=blue
              ]
              {sin(deg(x))};
              \end{axis}
              \end{tikzpicture}`
              `\begin{tikzpicture}
              \begin{axis}[
              clip=false,
              axis lines=middle]
              \addplot [
              domain=0:2*pi,
              samples=40,
              smooth,
              thick,
              color=blue
              ]
              {sin(deg(x))};
              \end{axis}
              \end{tikzpicture}`
              Domanda: esiste un’opzione per far sì che la curva non vada a sbattere sulla freccia delle x?

              Grazie,
              L.

              in risposta a: POSIZIONE DEGLI OGGETTI MOBILI (FIGURE) #73554
              lorenzo.pantieri
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                kaka101189″ post=72669Buon giorno a tutti,
                ho un problema nella posizione degli oggetti mobili, precisamente nella posizione di una figura. Utilizzando il comando \begin{figure}, la figura mi viene posizionata centralmente nella pagina successiva, quando voglio che questa invece sia posizionata in alto alla pagina stessa. Ho provato diverse combinazioni dei comandi per la collocazione, ma il risultato non è cambiato.
                grazie a tutti

                Hai letto attentamente quella parte nell’Arte di scrivere con LaTeX?

                in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72706
                lorenzo.pantieri
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                  OldClaudio” post=72664Più che un difetto di pgfplots, lo chiamerei un difetto del disegnatore; Non è una buona idea disegnare gli assi in modo che siao al limite della curva da tracciare; certo pgfplot fa fatica a disegnare qualcosa al limite del bordo della tela, e la chiamerei una feature, ma se da fisico metti il nome della grandezza tracciata , le unità di misura e la scala nelle ordinate, non metteresti mai la tacca del valore 1 sulla punta della freccia dell’asse per tracciare il seno di un angolo. Il primo disegno col difettuccio che hai messo nel forum sarebbe un disegno impresentabile non per il difettuccio della linea del seno, ma per il disegno dell’asse verticale e orizzontale.:smile:

                  Ecco, questo esempio, invece sarebbe utile nella tua monografia sull’uso di tikz e pgfplots per dire come NON bisogna fare i disegni dei diagrammi, spiegando il perché e magari facendo riferimento alla norma UNI relativa al disegno di diagrammi, cartogrammi, e simili. Ora non ho il riferimento sottomano, ma c’è nella bibliografia della guidaGuIT.

                  Eh eh, quando con LaTeX capitano cose brutte, si parla di “feature” e non di “difetti”. 😉 No, non ti seguo. Prendiamo il codice:
                  `\begin{tikzpicture}
                  \begin{axis}[axis lines=middle]
                  \addplot [
                  domain=0:2*pi,
                  samples=40,
                  smooth,
                  thick,
                  color=blue
                  ]
                  {sin(deg(x))};
                  \end{axis}
                  \end{tikzpicture}`
                  Qui sto dicendo che voglio una (porzione di) sinusoide, con dominio compreso tra 0 e due pi greco. A livello “logico” è tutto: dovrebbe essere il pacchetto a fare il grafico correttamente, non dovrei essere io a fare gli aggiustamenti manuali al riferimento. La controprova? Se con Mathematica scrivo
                  `Plot[Sin[x], {x, 0, 2Pi}]`
                  il grafico viene perfetto, senza doverci mettere mano. È Mathematica che si occupa di aggiungere un po’ di spazio agli assi (x e y) perché il grafico venga bene. In altre parole, Mathematica risolve automaticamente i problemi di rappresentazione in entrambi gli assi. Ecco un’altra cosa da far presente all’autore del pacchetto.

                  Vedremo quanto di questa cosa dire nell’articolo… 😉

                  in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72703
                  lorenzo.pantieri
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                    Mi rispondo da solo. Si vede che il pachetto fa fatica a gestire le parti di curva che sono al limite del riferimento. Per rimediare:
                    `\begin{tikzpicture}
                    \begin{axis}[
                    ymin=-1.1,
                    ymax=1.1,
                    xmin=0,
                    xmax=6.5,
                    axis lines=middle]
                    \addplot [
                    domain=0:2*pi,
                    samples=40,
                    smooth,
                    thick,
                    color=blue
                    ]
                    {sin(deg(x))};
                    \end{axis}
                    \end{tikzpicture}`
                    Lo considero un piccolo bug del pacchetto.

                    Che ne dite?

                    Ciao,
                    L.

                    P.S. Faccio presente che il difetto l’ho notato Tommaso, io non me n’ero accorto! 🙂

                    in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72702
                    lorenzo.pantieri
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                      Ciao a tutti,
                      `\documentclass{article}
                      \usepackage{pgfplots}

                      \begin{document}

                      \begin{tikzpicture}
                      \begin{axis}[axis lines=middle]
                      \addplot [
                      domain=0:2*pi,
                      samples=40,
                      smooth,
                      thick,
                      color=blue
                      ]
                      {sin(deg(x))};
                      \end{axis}
                      \end{tikzpicture}

                      \end{document}`
                      Come si vede, la linea è tagliata in cima e in fondo. Il difetto è piccolo, ma si nota. Che succede?

                      Grazie,
                      L.

                      lorenzo.pantieri
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                        Kronecker” post=72648Una altra modifica che ha senso secondo me è quella che riguarda la distinzione tra stampa su carta o formato elettronico. La tesi viene di fatto consegnata come pdf, a mio avviso non è cosi bello leggere un file a video con il testo che “balla” a destra e a sinistra, ed inoltre le pagine bianche sono anch’esse fastidiose. Mi piacerebbe integrare queste due modifiche nel tuo lavoro!

                        Ho appena aggiornato i modelli sulla base delle tue indicazioni.

                        P.S.
                        Noi appassionati di LaTeX lavoriamo al computer, ma non siamo macchine. Quello che ci accade nella vita quotidiana influenza le nostre reazioni: a volte sono più dolci, altre più… secche. Mi scuso con tutti, e con Alessandro in primis, se sono stato troppo “secco”. Ma la storia, come vedete, è aperta al lieto fine. Con LaTeX è così. Facciamo così: sono in debito con voi, e l’unico modo sensato per sdebitarmi è con un nuovo articolo. Provvederò presto… 😉

                        lorenzo.pantieri
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                          Kronecker” post=72639Una altra modifica che ha senso secondo me è quella che riguarda la distinzione tra stampa su carta o formato elettronico. La tesi viene di fatto consegnata come pdf, a mio avviso non è cosi bello leggere un file a video con il testo che “balla” a destra e a sinistra, ed inoltre le pagine bianche sono anch’esse fastidiose. Mi piacerebbe integrare queste due modifiche nel tuo lavoro!

                          Giusta osservazione. Considero il mio modello Tesi Classica. Per avere quello che chiedi, basta dare
                          `\documentclass[10pt,a4paper,oneside,openany]{book}`
                          nel main, mentre nelle impostazioni-tesi è indicato come avere i link in nero
                          `% decommenta la riga seguente per avere link in nero (per esempio per la stampa in bianco e nero)
                          %colorlinks=false, linktocpage=false, pdfborder={0 0 0}, pdfstartpage=1, pdfstartview=FitV,%`
                          La seconda cosa c’è, la prima no: ora rimedio.

                          Grazie,
                          L.

                          in risposta a: Hyperref & Frontespizio template Lorenzo Pantieri #73529
                          lorenzo.pantieri
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                            repez” post=72637

                            non conoscendo Enrico mi sono detto “cavolo mi ha risposto Lorenzo, ovvero l’ Autore in persona saprà quello che dice”

                            Io sono un evangelista di LaTeX. Enrico un dio. 😉

                            in risposta a: Hyperref & Frontespizio template Lorenzo Pantieri #73527
                            lorenzo.pantieri
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                              repez” post=72617perchè uno mi dice di si e l’ altro no?

                              Ubi maior, minor cessat. Qui il “maior” è Enrico. Ovviamente puoi avere tutti i link che vuoi se fai il frontespizio con l’ambiente titlepage.

                              Ciao,
                              L.

                              lorenzo.pantieri
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                                Kronecker” post=72623Detto questo sul piano “tecnico” non ricordo assolutamente quale fosse il problema di fatto non riuscivo a compilare se non disabilitando natbib o qualcosa del genere.

                                Troppo vago. In ogni caso, con CT puoi usare sia natbib che biblatex.

                                Kronecker” post=72623Fare un elenco dei cambiamenti preciso non è cosi semplice…

                                Eppure è necessario, se vuoi pubblicare a tuo nome. In ogni caso, mi pare che i codici siano troppo simili per dare un senso a un nuovo pacchetto.

                                Kronecker” post=72623Dire che è un opera tua, alla quale ho cambiato 3 virgole, se è peggiorata sicuramente è colpa mia mi sembrava più che sufficiente.

                                Non lo è, perché la licenza impone altro.

                                Kronecker” post=72623Il miglioramento da me introdotto riguarda poche cose che, a questo punto avrei voluto, dettagliare nel testo ad esempio l’opzione solo pdf o stampa cartacea, i frontespizi e poco, pochissimo altro.

                                Il modello che hai proposto è, sostanzialmente, il mio “Tesi Classica”, con la sola modifica significativa del doppio frontespizio. Il secondo frontespizio, quello con l’immagine sullo sfondo, mi piace: ricordo di averne visto uno molto simile nel lavoro di Lapo Mori su come si fa una tesi di laurea. Penso che a Pisa lo standard sia quello. penso che il codice per riprodurre quel frontespizio farebbe comodo ai tuoi lettori.

                                Ciao,
                                L.

                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::

                                  Kronecker” post=72616Lorenzo come puoi notare in questo post io avevo problemi di incompatibilità con natbib e biblatex di cui, onestamente, adesso non ricordo nulla. […] Ricordo però che dopo avermi chiesto un emc… non mi hai minimamente considerato, ecco il motivo del mio “smanettamento”.

                                  ClassicThesis (e dunque ArsClassica) è compatibile sia con natbib che con biblatex (quest’ultimo è sempre preferibile). Il tuo non era un esempio minimo. Non sempre riesco a rispondere sul forum (non è una colpa, leggi la netiquette): quando non ci riesco, di regola risponde qualcun altro, anni di esperienza mi hanno insegnato che qui una risposta la si trova praticamente sempre.

                                  Kronecker” post=72616Ho solo avuto modo di lavorarci, non mi funzionava, adesso mi funziona, se a qualcuno serve lo può usare. Quel poco, minimo, nulla che ho fatto IO lo regalo. Riconosco la mia totale ignoranza in merito di licenze, ma sinceramente me ne frega il giusto.

                                  Non funziona così. Qui tutti “lavoriamo” gratis., ma le licenze si rispettano, anche se a te “frega il giusto”. Se hai un problema con un pacchetto (ma quale? nessuno qui ha problemi con ArsClassica e ClassicThesis con biblatex) la soluzione non è quella di “appropriarti” del codice e ripubblicarlo a tuo nome. Il rispetto del vincolo di fare un elenco dettagliato e completo dei cambiamenti avrebbe risolto tutto.

                                  Kronecker” post=72616Non ci vuole un investigatore per notare che è molto simile ad ArsClassica, ClassicThesis … ecc. perche E’ ArsClassica, ClassicThesis … ecc con piccoli ritocchi, a mio giudizio che hanno migliorato.

                                  Potrebbe anche essere (ma è tutto da dimostrare) che i tuoi rimaneggiamenti siano migliori degli originali: per pubblicarli, però, avresti dovuto elencare tutti i miglioramenti. Anzi, visto che il tuo ThesiStyle.sty è (era) uguale ad ArsClassica per il 99%, forse sarebbe bastato aprire un topic sul forum dicendo “modificherei queste tre righe di ArsClassica per questo motivo e quest’altro”. Se la modifica era valida, l’avrei apportata e ti avrei messo nei ringraziamenti. Con Miede l’ho fatto un sacco di volte, per dire.

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