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9 Maggio 2012 alle 12:07 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73430::
Elrond” post=72603Non sto qui a difendere chi sbaglia (hai pensato che l’abbia fatto in buona fede prima di attaccarlo? 😉
Se far notare che un plagio è un plagio significa “attaccare” chi l’ha commesso, hai ragione tu. Tu volevi far notare la bontà delle licenze libere, io il rischio che qualcuno si prenda il frutto di anni di lavoro (gratuito) altrui e (in buona o cattiva fede) se ne prenda i meriti.
::repez” post=72591Ciao ! volevo chiedere se è possibile inserire dei link nel frontespizio del template di Lorenzo Pantieri “Tesi Moderna” magari anche nell’ immagine sigillo dell’ ateneo
Il frontespizio è prodotto dal pacchetto omonimo. Da’ un’occhiata alla sua documentazione e anche all’Arte: comando \href.
Ciao,
L.
9 Maggio 2012 alle 11:50 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73428::Elrond” post=72583Miede ha deciso, immagino con cognizione di causa, di rilasciare il pacchetto con la licenza GPL che permette esattamente di fare quello che tu dici (con alcune precise condizioni), quindi è cosciente che chiunque possa fare quello che tu dici a patto che rispetti la licenza. Chi non rispetta una licenza libera viola la legge, così come la violerebbe se copiasse un software proprietario.
L’OP non ha rispettato la licenza. Per esempio:
Every component of the Derived Work contains prominent notices detailing the nature of the changes to that component, or a prominent reference to another file that is distributed as part of the Derived Work and that contains a complete and accurate log of the changes.
Insomma, se prendo un lavoro e lo modifico devo fornire un elenco dettagliato e completo dei cambiamenti. Questo l’OP non l’ha fatto: ha detto semplicemente “il pacchetto risolve alcuni problemi di ArsClassica”. Non basta. Così com’è il pacchetto non può essere pubblicato.
Riguardo al mio modello di tesi, che l’OP ha evidentemente copiato (ripeto: sono uguali perfino i commenti!), quelli sono pubblicati con copyright:
` % Modello di tesi di laurea o di dottorato %
% di Lorenzo Pantieri © %
`
Posto che non ci stiamo giocando niente e nessuno ci perde dei soldi, volevo far solo notare l’assurdità della cosa. 😡
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Vediamo di spigarci meglio. Tanto per cominciare di licenze per LaTeX ce ne sono tante, non una sola. Per esempio, Miede ha scelto una licenza GNU che è, per quanto ne capisco, più restrittiva di LPPL. La domanda iniziale era:Supponiamo che che qualcuno abbia scritto un pacchetto, pippo.sty, di centinaia di righe di codice, e l’abbia pubblicato su CTAN con licenza LPPL. Supponiamo che io prenda pippo.sty, ne cambi una sola riga e lo pubblichi a mio nome col nome di pluto.sty. Posso farlo?
cui Enrico ha dato risposta affermativa. Io ho risposto che, se le cose stanno così, a me non piace. Tu sei libero di essere dispiaciuto per me e di dire che non capisco la filosofia LaTeX; io sono libero di dire che non mi piace. Ci mancherebbe altro che per dire se una cosa piace o non piace a me, io debba chiedere il permesso a qualcuno (te compreso).
Poi però Enrico ha dettagliato la sua risposta e ha fatto vedere che le cose non stanno così. Per esempio:
Every component of the Derived Work contains prominent notices detailing the nature of the changes to that component, or a prominent reference to another file that is distributed as part of the Derived Work and that contains a complete and accurate log of the changes.
Insomma, se prendo un lavoro e lo modifico devo fornire un elenco dettagliato e completo dei cambiamenti. Non posso limitarmi a prendere pippo.sty, cambiarlo e ripubblicarlo a mio nome, dicendo “questo pacchetto è opera mia: ringrazio l’autore di pippo per l’idea”. Se, per dire, copiassi il lavoro di Miede cambiandogli i colori e lo ripubblicassi a mio nome, sarei obbligato (dai termini della licenza) a dire chiaramente: “questo modello è copiato pari pari da ClassicThesis di André Miede; l’unica modifica che ho apportato sta nei colori”. Questo mi va benissimo.
Nel topic parallelo è avvenuto una cosa diversa.
L’OP ha copiato di peso ArsClassica e l’ha “rivenduto” sostanzialmente come suo, senza dire dove ha modificato il pacchetto. In alre parole, ha violato la licenza.
9 Maggio 2012 alle 8:11 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73425::cfiandra” post=72563In ogni caso, per fare un parallelo anche con il filone sulla Licencza LPPL, vorrei precisare che il problema di fondo con un po’ di buon senso avrebbe potuto avere esito diverso. La licenza, se rispettata, consente di cambiare un’inezia e pubblicare il lavoro a proprio nome, ma se l’OP avesse contattato in privato Lorenzo dicendo: “Avrei intenzione di creare uno stile per tesi di laurea basandomi su Arsclassica” sono sicuro che Lorenzo sarebbe stato ben felice di fornirgli consigli ed indicazioni.
Ripeto: è un plagio. Ho dato un’occhiata alle licenze con cui sono ditribuiti i pacchetti: mi pare che l’OP le abbia violate in diversi punti. Se l’OP mi avesse contattato gli avrei consigliato di pubblicare un suo stile, se ne ha uno. Il punto è che lo stile del documento è praticamente indistinguibile da ArsClassica (io di differenze non ne ho viste). Anche il codice è lo stesso, commenti compresi. In altre parole, è un doppione: non c’è nulla di originale, solo una copia. Non ha senso.
Il senso di avere licenze libere è, per me, quello di imparare dagli altri e di svilupparne il lavoro: non di copiarlo spacciandolo (in buona sostanza) per farina del proprio sacco. Non trovi?
Se prendessi i file di Miede, modificassi il colore dei link da RoyalBlue ad AliceBlue, cambiassi il nome dello stile in PantieriThesis e ripubblicassi il tutto a mio nome, anche ringraziando l’autore, che cosa diresti? Avrebbe senso? Io dico di no.
::Elrond” post=72562Hai detto che non pubblicherai mai i sorgenti delle guide perché non vuoi correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni: hai idea di quanti minuti ci vogliono a prendere il PDF della tua guida, cambiare il frontespizio e in particolare i nomi degli autori? Pinco Pallo può appropriarsi del tuo lavoro in tanti modi, il solo possesso del codice sorgente non cambierebbe molto, se spaccia il tuo lavoro per tuo, e se tu non lo permetti, sbaglia, ci sono poche discussioni a proposito. Adesso che farai, toglierai da Internet i PDF delle guide? 🙂
Certo, non ci vuole niente a cambiare il frontespizio di un PDF, ma poi Pinco Pallo non potrebbe aggionare la guida. E una guida poco aggiornata non conta gran che. Fuori discussione: i sorgenti delle mie/nostre guide non verranno mai pubblicati, e i documenti saranno sempre distribuite sotto copyright: chi lo violerà, violerà anche la legge, con tutti le conseguenze.
Ciao,
L.
9 Maggio 2012 alle 4:07 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73423::egreg9″ post=72558Ti suggerisco un’altra strategia: caricare i pacchetti così come sono e scrivere uno o più stili “tuoi” dove raccogli le modifiche. Software libero non significa “fare quello che si vuole”; non metto in dubbio la tua buona fede, ci mancherebbe, ma su queste faccende è meglio andare cauti.
E’ proprio quello che dicevo io!
Grazie Enrico,
L.
::Spike” post=72548Ti invito a riflettere anche sul fatto che, nel mondo, nulla è davvero farina del nostro sacco. Quelle righe di codice del pacchetto ArsClassica non le hai certo inventate, le hai prese da qualche esempio, da qualche suggerimento, leggendo un libro. L’unica vera “invenzione” (forse) è stata metterle insieme. Quindi, se qualcuno ci aggiunge qualcosa di utile (per di più, mi pare di capire, in ottima fede), ben venga. Qualcuno che lo trova più utile lo userà, qualcun’altro no!
Non sono d’accordo. Vero, nulla nasce dal nulla: ma diresti che i “Promessi Sposi” non sono proprio di Manzoni perché anche lui si è ispirato a libri e a esperienza altrui?
ArsClassica è frutto di tanti contributi, che ho messo insieme in anni di lavoro.
Qui non vedo nulla di tutto questo. Confronta tu stesso i codici. L’autore ha preso il codice del pacchetto (di centinaia di righe), commenti compresi, ne ha cambiate tre (forse) e ha ripubblicato il tutto a suo nome, dicendo che l’ha fatto per risolvere problemi di “incompatibilità” (quali?) e per personalizzarlo (dove?). Non vedo alcun senso in questa operazione.
Spike” post=72548Detto questo, credo che dovresti riflettere sui principi alla base del software libero, che sono i principi di LaTeX stesso. Da quello che dici a te non piace LaTeX, a te piace Word.
No, LaTeX mi piace. È la licenza LPPL che non mi piace, perché garantisce a sufficienza il lavoro (vero) degli autori.
In ogni caso, alle richiesta di pubblicare i sorgenti dell’Arte continuerò a rispondere picche: il lavoro è “copyright Gordini-Pantieri”: e guarda che non sono contrario, in linea di prrincipio, all’ingresso di altre persone. Tommaso ha fatto un lavoro enorme, ed è giusto che sia co-autore. Ma all’idea che Pinco Pallo possa prendere l’Arte, cambiarle una riga e pubblicarla a proprio nome, dico “no, grazie”. ❗
8 Maggio 2012 alle 17:11 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73420::cfiandra” post=72533Ho dato velocemente uno sguardo sia al risultato in pdf che al codice (in cui mi sa che Lorenzo non ha tutti i torti).
Vero, eh? Sono uguali perfino i commenti… 😡
Non vedo alcun senso in un’operazione del genere.
Ho dovuto apportare delle modifiche ai suddetti strumenti, per problemi d’incompatibilità e per adattarli alle mie esigenze.
L’ “autore” avrebbe fatto meglio a dire quali sono i problemi di incompatibilità riscontrati (io non ne incontro nessuno!) e a evidenziare il proprio contributo originale (se c’è: dal PDF faccio fatica a vedere queste personalizzazioni), scrivendo eventualmente un pacchett(in)o con le impostazioni personali:
\usepackage{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}
\usepackage{vattelapesca}dove “vattelapesca” cambia personalizza ClassicThesis/ArsClassica.
::egreg9″ post=72541Sì.
Se è così, mi pento di aver pubblicato ArsClassica sotto quella licenza.
Allargando il discorso: molti utenti, qui sul forum e anche privatamente, mi hanno chiesto più e più volte di pubblicare i sorgenti delle mie guide. Al mio rifiuto ho ricevuto talvolta reazioni piccate (“ma come? e i principio del software libero?”). Di sicuro, anche alla luce degli ultimi sviluppi, non pubblicherò mai i sorgenti delle guide: non voglio correre il rischio che Pinco Pallo cambi una riga e le ripubblichi a suo nome, prendendosi i meriti di un lavoro di anni.
Ciao,
L.
8 Maggio 2012 alle 17:01 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73419::ansys” post=72540Nel sito di Alessandro mi pare di leggere una Doverosa premessa… dove dice, in sintesi, che “non è farina del suo sacco”.
Enrico ha detto che è possibile farlo, in termini di licenza. Ma non mi convince. Se io prendessi i file di ClassicThesis, ne cambiassi una riga, e li pubblicassi a mio nome (anche ringraziando l’autore) magari chiamandolo PantieriThesis, mi starei appropriando, di fatto, di una cosa non mia. Almeno, io mi sentirei così.
Alla luce di questi sviluppi, valuterò se eliminare del tutto i modelli di tesi dal mio sito.
Ciao,
L.
8 Maggio 2012 alle 14:07 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73416::Kronecker” post=72474In poche parole ho rimaneggiato il ClassicThesis + ArsClassica (che davano problemi di compilazione) […].
È troppo vago: sul mio Mac ClassicThesis e ArsClassica si compilano benissimo!
Per il resto, mi pare che la maggiore differenza tra il tuo modello e ClassicThesis (con ArsClassica) sia il doppio frontespizio.
Riguardo al “tuo” Thesis-style, è sostanzialmente un plagio di ArsClassica. 😡 A occhio e croce direi che il 99% delle trecento righe sono quelle del mio pacchetto: invito chiunque a fare il confronto. .. Messa così la cosa, e scusami per la franchezza, sembra che tu voglia prenderti il merito di cose non tue. Non so se tu abbia o meno violato la licenza del mio pacchetto, ma la sostanza non cambia.
L.
7 Maggio 2012 alle 14:42 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72700::maumau” post=724701.Il manuale dice 25 e 30.
2.La chiave mark non ha un valore predefinito (secondo il manuale di pgf), se non imposti niente dovrebbe plottare un cerchietto blu. Permette di cambiare la forma del marcatore scegliendo tra una serie di forme precaricate. La chiave “mak=x” disegna una croce con i bracci uguali alle diagonali di un quadrato avente lato pari al doppio del valore della chiave “mark size”. Lo spessore dei bracci si può cambiare con il codice “every mark./append style={line width=1pt}”. Il perché la x indichi la croce credo risieda nella traduzione di croce, che in inglese è cross, e che viene spesso abbreviata con la x. Se si vuole avere la lettera x come marcatore si deve utilizzare “mark=text”, dopo aver definito la chiave “/pgf/text mark=x”, il cui valore di default è “p”. Con varie opzioni si può poi cambiare lo stile del testo rappresentato.
Grazie mille! :-)))
7 Maggio 2012 alle 12:33 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72698 -
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