lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Programmare LaTeX, pacchetti e stili #71091
    lorenzo.pantieri
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      in risposta a: Latex o non latex…la mia esperienza #71057
      lorenzo.pantieri
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        Farina” post=70325All’inizio non è stato facile; pacchetti comandi ambienti…per nessuno sarà mai facile iniziare con in latex. Dopo una settimana sono riuscito a comporre il frontespizio come volevo, peró ci ho messo una settimana!

        Fare un buon frontespizio è una delle cose più difficili: per foruna pacchetti come frontespizio aiutano!

        Farina” post=70325E qui cari signori viene il bello di latex! Togli \input di li e lo metti la…10 minuti ne avevo fatto.

        Già!

        Ciao,
        L.

        in risposta a: Spazio variabile fra paragrafi: è normale? #71077
        lorenzo.pantieri
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          matteo.p” post=70327Salve a tutti, sono un nuovo utente di questo forum e un nuovo utilizzatore di latex. Sto scrivendo la tesi di laurea con questo strumento e, dopo essermi imbattuto in varie difficoltà risolte grazie alla lettura delle numerose guide online, ho ancora qualche dubbio. In particolare non capisco perché lo spazio bianco che latex lascia fra i paragrafi sembra non essere sempre lo stesso: a volte un po’ più piccolo, a volte un po’ più grande. E’ una cosa normale oppure sto sbagliando qualcosa? Premetto che non ho modificato niente relativamente ai parametri che gestiscono i paragrafi ed inizio questi ultimi lasciando nell’editor una riga bianca (senza mai utilizzare comandi tipo \\ oppure \indent). Vi ringrazio anticipatamente per le risposte.

          La faccenda è spiegata nell’Arte di scrivere con LaTeX: cerca “capoversi”.

          in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47676
          lorenzo.pantieri
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            OldClaudio” post=70281Microsoft produce un solo programma di word processing che può essere paragonato all’unica vettura prodotta dalla Smart; piccola, va da per tutto, fa quel che può e quello lo fa bene.

            TUG produce quatto vetture: si guidano tutte nello stesso modo con il markup di LaTeX, basta una sola petente, non è necessaria la A, B, C, eccetera; tuttavia ogni vettura ha le sue caratteristiche.

            Caro Claudio, per me il paragone con le macchine non regge molto. Le macchine sono oggetti fisici, le cui caratteristiche sono sostanzialmente prefissate una volta per tutte: è chiaro che se voglio correre in posta una sportiva è il massimo, mentre per andare su uno sterrato un fuoristrada è la scelta migliore; per girare nel traffico cittadino una citycar è la scelta più efficiente, mentre per lunghe percorrenze meglio una berlina.

            Un software, però, è un oggetto le cui caratteristiche non sono fissate una volta per tutte: le sue funzioni si possono estendere con moduli opportuni (cosa che generalmente non si può fare con oggetti fisici).

            Idealmente, troverei più opportuno avere un solo LaTeX che inglobi le caratteristiche di tutti i programmi. Per esempio, non ho mai capito l’utilità di avere due LaTeX, uno che mangia immagini EPS (ma non PDF, JPG e PNG), l’altro che mangia PDF, JPG e PNG (ma non EPS). Troverei molto più semplice avere un unico LaTeX che possa mangiare allo stesso modo EPS, PDF, JPG e PNG. Frequento il forum da un po’. Ricordo innumerevoli topic di utenti con problemi di compilazione solo perché sceglievano LaTeX (con output in DVI) invece di PDFLaTeX. Un tempo mi era venuta la voglia di mettere nella mia firma “LaTeX vuole immagini EPS, PDFLaTeX vuole PDF, JPG e PNG”. Poi, nelle ultime versioni dell’Arte, finalmente abbiamo deciso di lasciar stare LaTeX e di parlare solo di PDFLaTeX.

            Discorso analogo per le funzioni di PDFLaTeX, XeLaTeX e LuaLaTeX: preferirei avere un solo programma, LaTeX, che permetta di usare le funzioni di tutti, senza dover essere costretto a giostrarmi tra più programmi “quasi identici” ma incompatibili. Fra l’altro, scegliere a priori non ha molto senso. Per esempio, potrei scrivere un documento con PDFLaTeX e accorgermi in corso d’opera di voler usare font strani, e allora sarei costretto a portare il tutto a XeLaTeX. Di esempi così se ne potrebbero fare tanti. Idealmente, meglio unico LaTeX con tutte le funzioni disponibili sotto il cofano: mi bastano i font standard? e allora scrivo il mio documento con un preambolo minimale. Mi accorgo di aver bisogno di usare font strani? Cambio il preambolo di conseguenza. Il tutto senza dover fare scelte a priori e senza dover essere costretto a cambiare programma. Non vorrei che con quattro LaTeX fra cui scegliere la confusione dei principianti aumentasse.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47669
            lorenzo.pantieri
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              Liverpool” post=70271Lorenzo, quindi al di là delle obiezioni giustamente sollevate, non vedi ad oggi l’opportunità di aggiungere un capitolo su XeLaTeX? Ho capito bene?

              Penso che nell’Arte XeLaTeX stia bene dov’è, almeno per il momento. Quando verranno risolti i problemi emersi nella discussione, se ne riparlarerà.

              Sta di fatto che l’utente finale rischia di fare confusione. Da quel po’ che ne ho capito, il panorama nel mondo LaTeX rischia di avviarsi a essere questo:

              1. LaTeX con output in DVI: ormai superato, buono solo per usare qui pochi pacchetti incompatibili con PDFLaTeX;
              2. (PDF)LaTeX: il LaTeX “normale”;
              3. XeLaTeX: nuovo di zecca, ideale per gli umanisti, permette di usare tutti i font del proprio computer.
              4. LuaLaTeX: nuovo di zecca, ideale per documenti scientifici (?).

              I “quattro LaTeX” sono mutuamente incompatibili. Se le cose dovessero essere così, si potrebbe pensare a un capitolo introduttivo dell’Arte che spieghi pro e contro di ciascun programma, aiutando l’utente a orientarsi nella selva. Spero di non esserci costretto: ricordo tantissimi topic in cui l’utente principiante faceva confusione tra LaTeX e PDFLaTeX che accettano formati di immagini diversi: con quattro programmi, la confusione verrebbe moltiplicata.

              Ciao,
              L.

              in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47664
              lorenzo.pantieri
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                egreg9″ post=70259Sbagli. Se un documento si può compilare con entrambi i motori non vale la pena di usare XeTeX. Dunque non c’è questa necessità di modifiche: o usi uno o usi l’altro e per ciascuno sai quali sono le impostazioni principali da dare.

                Posto che le poche volte volte che non sono stato d’accordo con te poi mi sono quasi sempre ricreduto, non mi convince: non vedo l’utilità di avere n programmi quasi uguali ma mutuamente incompatibili, ciascuno con funzioni leggermente diverse. Vedrei invece bene un solo programma che estende le funzioni delle versioni precedenti. Questa, per inciso, mi pare la linea di sviluppo di quasi tutti i software che conosco. Quando esce una nuova versione di Word (ma mettici un nome fra centinaia di software), la nuova versione ingloba le caratteristiche delle versioni precedenti e le estende, sostituendole: non si affianca a esse. Fra l’altro, sviluppare in parallelo n versioni di uno stesso software mi pare uno spreco di risorse, oltre che una fonte di confusione per l’utente finale.

                Ciao,
                L.

                in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47662
                lorenzo.pantieri
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                  In realtà, non ho alcun pregiudizio circa la possibilità di parlare estesamente di XeLaTeX nell’Arte.

                  Riassumo (prima di tutto per me, visto che è un po’ che non ci metto le mani). XeLaTeX, rispetto a PDFLaTeX, ha il vantaggio di permettere di gestire in modo semplice tutti i font installati nel proprio computer. Sulla carta, si tratta di una funzione importante, perché permette di (scrivere nuove classi per) produrre documenti dal design innovativo. In pratica, queste classi sono però ancora tutte da scrivere: non basta cambiare un font per avere un buon documento! Un altro vantaggio di XeLaTeX è che permette di scrivere in greco direttamente nel sorgente (utilissimo se si scrive un documenti con lunghe parti in greco; va però notato che si può fare la stessa cosa con PDFLaTeX e utf8x).

                  Per contro, XeLaTeX è tuttora incompatibile con microtype e con ClassicThesis e ha qualche difetto di gioventù (segnalato da Claudio).

                  In più, si tratta di “un altro LaTeX” per cui un documento pensato per (PDF)LaTeX va leggermente modificato prima di darlo in pasto a XeLaTeX. Questa è una prassi del mondo LaTeX che, non lo nego, che non mi ha mai convinto. Se Microsoft pubblicasse contemporaneamente più versioni di Word, ciascuna leggermente incompatibile con le altre e ciascuna adatta a compiti diversi, diremmo che è un buon modo di sviluppare software?

                  In definitiva, stando così le cose e nell’attesa degli sviluppi, mi pare che la soluzione migliore sia, per il momento, di consigliare XeLaTeX solo a grecisti.

                  illinguista1972″ post=70240Forse basterebbe aggiungere nell’appendice greca che con XeLaTeX è facile usare tutti i font a disposizione nel proprio sistema operativo. Noi diciamo solo come cambiare font con pdflatex, non come installare nuovi font.

                  La penso esattamente così. In futuro l’Arte potrà addirittura consigliare XeLaTeX come il motore di default. Ora mi sembra prematuro.

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: Frenchspacing e \@ #70968
                  lorenzo.pantieri
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                    IneXperience” post=70221Imparo anche sbagliando e ponendo quesiti talvolta elementari (per la maggior parte). Se avevo aperto il topic, era perché realmente non avevo capito la differenza del quando, come e dove dovesse essere usato il tag.

                    Immagino. Ma nei casi in cui viene proposta una domanda che trova risposta pari pari nella guida, ritengo che un rinvio sia più che sufficiente. Negli altri casi una discussione (approfondita) è invece “d’obbligo”.

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: Frenchspacing e \@ #70966
                    lorenzo.pantieri
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                      IneXperience” post=70212Buongiorno,
                      spero di non utilizzare in modo improprio il forum, ma prima di ogni intervento cerco sempre di trovare dei topic che mi diano la risposta ma, ahimè non è sempre così.

                      Leggendo L’Arte di scrivere in LaTeX , tra le prime battute avevo trovato che c’è differenza di spaziatura dopo il punto. Per esempio, se scrivessi Dott. Luca è differente, in LaTeX, da Dott\@. Luca.
                      Vorrei sapere quando si deve mettere l’istruzione \@ o se inizialmente è buona norma inserire il francespacing.

                      Ti invito a studiare l’Arte più a fondo: abbiamo spiegato perché si deve scrivere
                      `dott.~Luca`
                      e abbiamo fornito esempi dei (rari) casi in cui usare \@.

                      in risposta a: Eliminare sillabazione nei titoli di sezione e nel toc #70891
                      lorenzo.pantieri
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                        r.falcone” post=70165Sarebbe utile, a mio modestissimo parere, che questa funzionalità fosse inserita di default […].

                        Non sono d’accordo, non ne vedo il motivo.

                        In ogni caso, sono per avere titoli di sezione il più corti possibile (l’ideale è averli su una riga sola): così si evitano un sacco di problemi di impaginazione (indice, testatine, testo). Si può fare quasi sempre. Per esempio:
                        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                        Ciao,
                        L.

                        in risposta a: [ArsClassica] versione senza riferimenti colorati #70911
                        lorenzo.pantieri
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                          r.falcone” post=70168Grazie a tutti per l’aiuto.

                          Facendo riferimento all’excerpt del preambolo incollato da Lorenzo Pantieri e all’indicazione fornita da Liverpool mi chiedevo a questo punto se le istruzioni seguenti – le prime due in \hypersetup del preambolo e la terza nel main – in sostanza conducano tutte al medesimo scopo:

                          1. `colorlinks=false, linktocpage=false`
                          2. `draft`
                          3. `\hypersetup{hidelinks}`

                          No: l’opzione globale “draft” fa anche altre cose (niente immagini, per esempio). Usa la terza soluzione.

                          in risposta a: BiBlatex, e sii protagonista! #70919
                          lorenzo.pantieri
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                            egreg9″ post=70138
                            `@manual{mori:poesie,
                            author = {Mori, Lapo Filippo},
                            title = {Scrivere poesie con \LaTeX},
                            date = {2007},
                            url = {http://www.guitex.org/}
                            }`

                            Falso d’autore! 😉

                            in risposta a: BiBlatex, e sii protagonista! #70915
                            lorenzo.pantieri
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                              Perché non ci mandi anche un esempio minimo compilabile?

                              in risposta a: [ArsClassica] versione senza riferimenti colorati #70908
                              lorenzo.pantieri
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                                Copio e incollo da classicthesis-preamble:
                                `\hypersetup{%
                                %draft, % = no hyperlinking at all (useful in b/w printouts)
                                colorlinks=true, linktocpage=true, pdfstartpage=3, pdfstartview=FitV,%
                                % uncomment the following line if you want to have black links (e.g., for printing)
                                %colorlinks=false, linktocpage=false, pdfborder={0 0 0}, pdfstartpage=3, pdfstartview=FitV,%
                                breaklinks=true, pdfpagemode=UseNone, pageanchor=true, pdfpagemode=UseOutlines,%
                                plainpages=false, bookmarksnumbered, bookmarksopen=true, bookmarksopenlevel=1,%
                                hypertexnames=true, pdfhighlight=/O,%hyperfootnotes=true,%nesting=true,%frenchlinks,%
                                urlcolor=webbrown, linkcolor=RoyalBlue, citecolor=webgreen, %pagecolor=RoyalBlue,%
                                %urlcolor=Black, linkcolor=Black, citecolor=Black, %pagecolor=Black,%
                                pdftitle={\myTitle},%
                                pdfauthor={\textcopyright\ \myName, \myUni, \myFaculty},%
                                pdfsubject={},%
                                pdfkeywords={},%
                                pdfcreator={pdfLaTeX},%
                                pdfproducer={LaTeX with hyperref and classicthesis}%
                                }
                                `

                                in risposta a: Personalizza stile indice, capitoli, sezioni ecc #70278
                                lorenzo.pantieri
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                                  Matemax” post=700001) Non sono riuscito a trovare i simboli che creano la manina e la stellina rispettivamente davanti alle osservazioni e esempi.

                                  http://ftp.uniroma2.it/TeX/info/symbols/comprehensive/symbols-a4.pdf

                                  Cerca “ding”.

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