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Hai letto la doc. di suftesi? (Non è una domanda retorica, vorrei davvero sapere se l’hai fatto o no.)Devi compilare Tesi.tex, poi Tesi-frn, poi ancora un paio di volte Tesi.tex.
Fammi sapere!
In ogni caso, visto che il funzionamento del pacchetto frontespizio è un po’ particolare, ho appena aggiornato entrambi i miei modelli di tesi, aggiumgendo un commento:
`\usepackage[suftesi]{frontespizio} % frontespizo
% NOTA BENE! Per includerlo nel documento bisogna:
% 1. compilare una prima volta Tesi.tex;
% 2. compilare a parte Tesi-frn.tex, generato dalla compilazione precedente;
% 3. compilare ancora Tesi.tex.
`
Ciao,
L.
::illinguista1972″ post=68764Complimenti per il tuo cinquemillesimo messaggio! Come ti senti? La distanza dalla testa della corsa si assottiglia! 😉
I miei cinquemila messaggi sono stati principalmente di domande; gli oltre diecimila del battistrada sono stati esclusivamente di risposte. La vedo dura, a fare un confronto… 😉
Ciao,
L.
::chatruc” post=68746siamo sinceri, se LaTeX ha un difetto è quello de[gli oggetti] flottanti.
Un difetto? Per niente! E guarda che non difendo LaTeX tanto per fare. Gli oggetti mobili sono una sciccheria: la possibilità di disinteressarsi (quasi) completamente del posizionamento di tabelle e figure, lasciando che il programma si occupi in automatico dell’impaginazione, diventa irrinunciabile, una volta che se ne è capito il meccanismo.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
In questa guida trovi spiegata la faccenda.
Ciao,
L.
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Grazie Claudio, è una precisazione importante. Non lo sapevo. Fra l’altro quelle parte cade subito dopo l’avviso di non confondere LaTeX con l’editor!Un possibile modo per correggere la frase potrebbe essere questo.
Un grande pregio che TeXworks condivide con pochissimi altri editor (solo TeXShop, Aquamacs e Vim permettono qualcosa di simile) è la capacità di interpretare i \emph{commenti speciali}, particolari righe precedute dal segno % da scrivere come prima cosa nel testo sorgente che, come i commenti veri e propri (si veda il paragrafo 3.4.5 a pagina 26) vengono ignorati da LaTeX, ma non dall’editor, che si auto-configura corrispondentemente.
.
Ho sostituito “righe” cone “particolari righe” per non dare adito all’equivoco che qualsiasi cosa si scriva all’inizio del sorgente sia un commento speciale. Ah, nella frase che ho scritto (come del resto in quella originale) c’è un cambio di soggetto che non mi convince del tutto: alla fine, non si sa se si sta parlando dei “commenti speciali” o delle “righe”, per cui non so bene se usare “ignorati” o “ignorate”.La palla a Tommaso, ora.
Ciao,
L.
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Aggiungo a quanto detto da Tommaso che raramente multirow è indispensabile. Confronta le due tabelle:
`\documentclass{article}\usepackage{booktabs,multirow}
\begin{document}
\begin{tabular}{clc}
\toprule
Famiglia & Particella & Simbolo \\
\midrule
\multirow{4}*{leptoni} & elettrone & $e$ \\
& muone & $\mu$ \\
& tau & $\tau$ \\
& neutrino & $\nu$ \\
\midrule
\multirow{2}*{barioni} & protone & $p$ \\
& neutrone & $n$ \\
\bottomrule
\end{tabular}\bigskip
\begin{tabular}{clc}
\toprule
Famiglia & Particella & Simbolo \\
\midrule
leptoni & elettrone & $e$ \\
& muone & $\mu$ \\
& tau & $\tau$ \\
& neutrino & $\nu$ \\
\midrule
barioni & protone & $p$ \\
& neutrone & $n$ \\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{document}
`
Ritengo che la seconda, che non usa multirow, sia chiara (quasi?) quanto la prima.
::peppo” post=68677Io con la mia tesi sono quasi alla revisione finale e quindi volevo congelare la composizione del mio pdf a com’era prima dell’aggiornamento: potresti mica ricordarmi l’impostazione di areaset nella versione precedente?
Le dimensioni della gabbia nella versione precedente sono le stesse di adesso! Solo, dal momento che (con l’ultima versione) ClassicThesis ha fatto propria la gabbia di ArsClassica, ho semplicemente rimosso il relativo codice, ora non più necessario.
La stessa cosa è avvenuta in passato per le note a margine: in origine, ClassicThesis aveva note a margine allineate a sinistra su tutte le pagine. A me piacevano note allineate a sinistra nelle pagine dispari e a destra in quelle pari, per cui ArsClassica faceva così. La soluzione è piaciuta a Miede che l’ha messa direttamente in ClassicThesis, per cui l’ho levata da ArsClassica in quanto non più necessaria.
Ciao,
L.
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Difficile capirci qualcosa con quella serie di errori e warning. Invia un esempio minimo compilabile che riproduca il problema. Minimo vuol dire, nel tuo caso, una sola citazione, un solo record, il minor numero di pacchetti possibile. Mostraci il codice. Non mostrare tutto il log ma solo l’errore che ricevi. Questa è la prassi corretta, suggerita fra l’altro dalla netiquette del nostro forum.
5 Febbraio 2012 alle 19:00 in risposta a: Una versione di ClassicThesis leggermente modificata #69505::clidre” post=68640Sì, ma infatti ho usato il modello tesi classica, sfoltita delle parti che non mi interessano, perché mi piace moltissimo lo stile di CT. Però forse non avevo una versione aggiornata: come codifica, sulla versione che avevo, c’era applemac, per cui, una volta cambiato a UTF8, ho dovuto cambiare tutti i caratteri accentati.
Un modello è, per definizione, qualcosa da modificare adattandolo alle proprie esigenze. Il modello usa le codifica applemac perché è quella che ho usato io: se tu ne usi un’altra, è normale che tu debba cambiare il preambolo. Riguardo al “dover cambiare tutti i caratteri accentati” è molto probabile che avresti dovuto cambiarli comunque: il testo del modello è fittizio.
Forse, ora che ci penso, una soluzione potrebbe essere evitare del tutto i caratteri accentati nel modello (ripeto: il testo del modello è fittizio) . Oppure, per una volta usare le espressioni \’e e \`e che vanno sempre bene.
Ciao,
L.
::illinguista1972″ post=68611Un altro paio di consigli: usa sempre TeXShop o TeXworks e, soprattutto, NON prendere l’abitudine di usare documenti già preconfezionati e distribuiti in Rete. Spesso sono mal fatti, caricano pacchetti e comandi vecchi, e sono scritti da persone non troppo competenti. Molto meglio impiegare un po’ del proprio tempo per scrivere di sana pianta un file principale come si deve, che poi dover cambiare a mano caratteri bizzarri o espressioni obsolete che ti inchiodano la composizione del tuo documento.
Oppure usa uno dei modelli sul mio sito: anche se non amo particolarmente i modelli (“con LaTeX non ci sono scorciatoie”), ma mi sforzo di tenerli sempre aggiornati.
::illinguista1972″ post=68610C’è poco da cercare, perché la ricerca non dà nessun risultato! 👿 Tirate le orecchie a Lorenzo. 😉
Sono andato a memoria: in effetti la prima versione di quel paragrafo, prima che la sforbiciassi(mo), si chiamava proprio “Commenti speciali”.
illinguista1972″ post=68610L’unica riga speciale che abbiamo messo nella guida è quella che serve per definire il documento root (e che, a mio avviso, potrebbe essere quella che si usa di meno). Che ne dici se finalmente mettiamo queste benedette righe magiche?
Direi di procedere come facciamo le (poche) volte che non siamo d’accordo su qualcosa: decide chi esprime le proprie ragioni con più convinzione. 😉
Procedi, dunque! 🙂
E ricicla pure quanto avevi scritto nella versione precedente: andava benissimo!
A presto,
L.
::egreg9″ post=68634Pagina 188 della documentazione:
`\setcounter{biburlnumpenalty}{9000} % spezzare dopo i numeri
\setcounter{biburlucpenalty}{9000} % spezzare dopo le lettere maiuscole
\setcounter{biburllcpenalty}{9000} % spezzare dopo le lettere minuscole`
I valori indicati dicono a TeX che è assai bello spezzare la riga nei punti corrispondenti. Naturalmente i valori dati possono essere diversi; non dare 10000, non sarebbe molto simpatico per il tuo documento. 🙂 Per disabilitare si dà il valore 0 (che è il default, adesso, mentre non lo è stato per un certo lasso di tempo).Spiegazione perfetta, come sempre.
Il problema degli URL in bibliografia è quello della coperta corta: o si accettano le sbordature, oppure si riempie bene la riga ma si spezzano in punti inopinati. Nel mio piccolo, ritengo che in bibliografia si possano fare eccezioni, per avere un buon riempimento di riga altrimenti impossibile. Ecco perché Ivan fa benissimo a mettere cose del tipo “trad. it.” senza spazi insecabili dopo i punti di abbreviazione. Probabilmente è anche giusto che il default del pacchetto sia quello che è adesso.
Grazie mille,
Lorenzo
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