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Prova
`\newfloat{…}{…}{…}[chapter]`
o
`\newfloat{…}{…}{…}[section]`http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/OggettiMobili.pdf
Ciao,
L.
::Spike” post=68621Oggi mi è successa una cosa strana che mi ha fatto pensare a quanto accaduto con L’Arte riguardo al testo fittizio. Ciò che ho fatto è stato prendere pdf e ritagliarne una parte con Anteprima (Preview) su MacOS (seleziono la parte->copia->nuovo) creando un nuovo pdf. Fin qui tutto ok, ho il mio rettangolo in pdf con della roba dentro. Siccome poi volevo modificarne delle parti sono andato ad aprire questo pdf con Inkscape e, meraviglia delle meraviglie, mi sono ritrovato dentro Inkscape con tutta la pagina del pdf di partenza. Ora un certo riconoscimento del taglio c’è stato perché Inkscape per default creava una pagina grande come il mio rettangolo, però tutto intorno c’era il resto del testo (come avere un libro aperto davanti e scrivere tutto intorno sul tavolo).
Potrebbe essere questo l’origine del problema? Faccio la domanda in quanto ho provato a fare una prova con un file di testo, ma quando vado a cercare delle parole “invisibili” presenti nel file originale Anteprima non le trova, quindi apparentemente c’è qualcos’altro che ci sfugge.Sperimentalmente, è quello che accade. Se creo con LaTeX un pdf, diciamo $X$, ne ritaglio una parte $Y$ con Anteprima e includo il ritaglio $Y$ in un documento $Z$ nuovo di zecca, succede che se faccio una ricerca in $Z$ trovo roba presente non solo in $Y$, com’è normale, ma anche in $X-Y$, come normale non è.
Non so se dipenda da LaTeX, da MacOS o da Anteprima. Fatto sta che così accade.
Ciao,
L.
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Visto che c’ero, ho anche aggiornato la mia guida a ClassicThesis, tenendo conto delle novità della versione 4.0.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf
Ciao,
L.
::Drughen” post=68438Ho delle immagini, alle quali devo abbinare una descrizione presa come citazione da un altro testo. Sono alcune stampe, quindi sono immagini di una certa grandezza.
Anche i testi che devo abbinarci (le citazioni) sono di una certa grandezza. Non potendo farci stare entrambi (Immagine+Testo) in un’unica pagina, ho optato per alternarne una con immagine a una con testo.
Bene, il problema è che io vorrei mettere quanto scritto […].Se fossi al posto tuo, cambierei strada. Hai immagini di grandi dimensioni? Pensare di farle stare “lì dove vuoi tu” è una faticaccia: a ogni modifica del testo rischi di dover fare molti aggiustamenti, col rischio (per meglio dire, la certezza) di perdere un sacco di tempo. Fossi al tuo posto, renderei mobili tutte le immagini (dotandole di numero e didascalia). Se quello che vuoi mettere nella didascalia è troppo, mettilo nel flusso del discorso, riferendoti all’immagine con \ref.
In ogni caso, studia attentamente la parte sugli oggetti mobili nell’Arte (Guide, quassù): ci sono suggerimenti utili per qualunque strada deciderai di intraprendere.
::clidre” post=68602Funziona! Dunque quelle macro, anche se precedute da % funzionano? Io pensavo che non fossero attive, a causa della presenza a inizio riga del %.
Cerca “commenti speciali” nell’Arte (Guide, quassù).
In generale, è falso che ciò che segua un percento è ignorato. Vedo due eccezioni:
1. se il percento è preceduto da una barra rovescia:
`Il 90\% di possibilità.`
2. I commenti speciali, appunto.Ciao,
L.
::illinguista1972″ post=68595Vedi, basta pungolarti un poco 😀
🙂
illinguista1972″ post=68595Certo che ora il maestro copia dall’allievo!
Si può dire che questa volta sia andata così!
illinguista1972″ post=68595Dunque, anche Classic Thesis (quando mai si capirà come si scrive!) ha fatto a meno delle note a margine?
Non direi. Nella documentazione le note a margine ci sono ancora. Io invece le sconsiglio (e infatti dalla doc. di ArsClassica le ho tolte, come le abbiamo tolte dall’Arte): più precisamente, sconsiglio quelle introdotte dall’autore con il comando \graffito. Se invece il relatore vuole fare delle annotazioni a penna sul foglio, ben vengano.
illinguista1972″ post=68595Insomma: Classic e Ars hanno la stessa gabbia, ora, leggermente più grande di prima. Giusto?
Giusto. Miede scrive:
The size of the text body is intentionally shaped like it is. It supports both legibility and allows a reasonable amount of information to be on a page.
Miede ha lasciato cadere la regola di Bringhrust, di cui non parla più. Infatti ora la gabbia di CT (e di ArsClassica) non la rispetta più. Nel mio piccolo, ho sempre trovato la lunghezza di riga consigliata da Bringhrust troppo piccola per un A4. Se la si aumenta un po’ non succede niente, anzi: l’A4 viene riempito meglio, si spreca meno carta, l’impaginazione è più facile (ti ricordi i salti mortali per comporre l’Arte con quella riga così corta?) e se non si esagera con l’aumento la pagina non perde il suo slancio!
Ah, più che di “regola di Bringhurst” si dovrebbe parlare di “consiglio di Bringhurst”: userei il termine “regola” per cose oggettive (la “regola dei segni di Cartesio”, per esempio). Decidere la lunghezza della riga è essenzialmente una questione di gusti. In altre parole, si tratta di arte, non di scienza.
Ciao,
L.
::zippo” post=68548Adesso tutti mi daranno che non capisco niente, ma io queste grandi differenza tra suftesi (con sufelements) e arsclassica non le vedo.
Parafraso: “io queste grande differenze tra un piatto di maccheroni alle melanzane e un piatto di tagliatelle al cinghiale non le vedo”. Diciamo che se non sei un appassionato di cucina e hai semplicemente fame, grosse differenze non ce ne sono. Ma non andarlo a raccontare a uno chef! 😉
::Arekhnames” post=68567Salve Lorenzo, ho da circa un mese stampato il tuo lavoro scritto con Gordini. Devo ammettere che lo stile ed il layout mi son piaciuti tanto. Mi pare che il contenuto del lavoro incoraggi molto la stesura di una tesi di PhD scientifica con lo stile ClassicThesis. Avrò difficoltà, senz’altro, ma vale la pena provarci. Magari potrò ricontattare il forum in caso di ulteriori difficoltà.
Se dovessi scrivere una tesi di laurea o di dottorato, valuterei tra queste possibilità:
1.
La classe standard book. È probabilmente la soluzione più semplice dal punto di vista del codice da scrivere, e quella che dà le maggiori garanzie di portabilità (nel tempo e verso altre classi). Il layout, per quanto non molto originale, è impeccabile, anche se è adatto principalmente per documenti scientifici. Se serve, è possibile personalizzare moderatamente il layout semplicemente caricando pacchetti ad hoc (per esempio, i vari kpfonts, fourier, mathpazo impostano font differenti da quelli standard, producendo un look & feel diverso). Per scrivere una tesi con le classi standard serve solo una guida di base, per esempio:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Può essere utile servirsi di un modello pronto per l’uso:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/TesiModerna.zip2.
ClasssicThesis. Produce un layout più accattivante di quello standard, adatto sia a documenti scientifici che umanistici. Il software è molto rodato (è disponibile dall’inizio del 2006). Richiede però qualche acrobazia nel codice da scrivere, e offre meno garanzie di portabilità. Per scrivere una tesi con questo stile servono una guida di base e una guida allo stile:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdf
Può essere utile un modello:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/TesiClassica.zip
Di ClassicThesis esiste anche una variante, ArsClassica, che, caricando semplicemente un pacchetto, permette di cambiare considerevolmente lo stile tipografico: se la modifica non piace, basta commentare la chiamata al pacchetto e si torna indietro.3.
suftesi. Classe appositamente pensata per comporre documenti umanistici. Non è rodata come ClassicThesis (è disponibile da meno tempo ed è usata principalmente da utenti italiani, mentre ClassicThesis ha un’utenza internazionale), e soffre forse di qualche piccolo difetto di gioventù. Per usarla ci vogliono una guida di base e la documentazione della classe.Non prenderei in considerazione altre soluzioni (memoir, …) anche perché mi pare che le possibilità precedenti coprano ampiamente lo spettro delle esigenze di un laureando/dottorando.
Tommaso ha ragione, di queste cose nell’Arte dobbiamo parlarne, aggiungendo una pagina di screenshot dello stesso documento composto con stili diversi!
Buon lavoro,
L.
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http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdfUsa tranquillamente ClassicThesis (perfettamente compatibile con biblatex!): vero, a volte Miede quando aggiorna il suo stile lo rende incompatibile con le versioni precedenti, ma questo problema è rilevante solo se hai molti documenti scritti negli anni con quello stile. L’utente ideale di Miede è, appunto, il laureando/dottorando da “una botta e via”: un autore che usa lo stile per scrivere la sua tesi (una sola) e stop. Quindi fa al caso tu.
Se vuoi fare poca fatica, puoi partire dal mio modello “Tesi Classica”:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.htmlCiao,
L.
::logos” post=68430Temo di incominciare a capire perché sono l’unico, in tutta la scuola, che continua ad utilizzare LaTeX, mentre tutti quanti, prima o poi, tornano a scrivere i compiti con Word.
Dubito fortemente che la possibilità di scrivere o no un (orrendo) integrale allungabile posso essere la ragione per passare da Word a LaTeX o viceversa! 😉
::Gero27″ post=68420ho un problema che mi sembra decisamente troppo banale per non avere una soluzione in LaTeX, ma a cui inspiegabilemte non riesco a trovare una risposta.
Sul forum se n’è già parlato. In breve, si può fare, ma non si deve: un simbolo di integrale “stirato in verticale” è brutto. Meglio ripensare la formula, per esempio chiamando $f$ la funzione integranda e facendo l’integrale di $f$.
Ciao,
L.
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