Marco87

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  • in risposta a: Scritte in sovrimpressione #84997
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    Ciao Enrico,

    grazie per la risposta. 🙂 Chiedo scusa, nello scrivere l’esempio da riportare qui ho dimenticato quella definizione:
    `\newcommand{\tikzmark}[1]{\tikz[overlay,remember picture,baseline=0.5ex] \node (#1) {};}`
    Tuttavia, come mi hai fatto notare, il pacchetto [tt]ocgx[/tt] non funziona con XeLaTeX, e quindi non funziona lo stesso. Perciò mi chiedo: non c’è possibilità di ottenere lo stesso risultato con XeLaTeX?

    Il problema è che quel codice (quello fornito da Claudio) non funziona nemmeno con pdfLaTeX se uso [tt]\usepackage[utf8]{inputenc}:[/tt]
    `\documentclass[11pt,a4paper]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage{xparse}
    \usepackage{tikz}
    \usetikzlibrary{shapes.callouts,ocgx}

    \newcommand{\tikzmark}[1]{\tikz[overlay,remember picture,baseline=0.5ex] \node (#1) {};}

    % \spiegaparola: #1= idenficatore del bottone e della posizione nel testo , #2 testo da spiegare
    \NewDocumentCommand{\spiegaparola}{r[] m}{
    \switchocg{#1}{#2}\tikzmark{#1}
    }

    \tikzset{my callout style/.style={
    draw,rectangle callout,anchor=pointer,callout relative pointer={(230:1cm)},
    rounded corners,align=center,text width=5cm,fill=cyan!20,
    }
    }

    % \riquadro: #1 opacità, #2 posizione nel testo, #3= testo di spiegazione
    \NewDocumentCommand{\riquadro}{O{opacity=0.8,text opacity=1} m m}{%
    \begin{tikzpicture}[remember picture, overlay]
    \begin{scope}[ocg={ref=#2,status=invisible,name={#3}}]
    \node[my callout style,#1]at (#2) {#3};
    \end{scope}
    \end{tikzpicture}
    }

    \begin{document}
    In una terra lontana, dietro le \spiegaparola[montagna]{montagne} Parole, lontani dalle terre di Vocalia e Consonantia, vivono i testi casuali.
    Vivono isolati nella cittadina di Lettere, sulle coste del Semantico, un immenso oceano linguistico. Un piccolo \spiegaparola[rusc]{ruscello} chiamato Devoto Oli
    attraversa quei luoghi, rifornendoli di tutte le regolalie di cui hanno bisogno. È una terra paradismatica, un paese della \spiegaparola[cuc]{cuccagna} in cui golose
    porzioni di proposizioni arrostite volano in bocca a chi le desideri. Non una volta i testi casuali sono stati dominati dall’onnipotente Interpunzione,
    una vita davvero non ortografica.
    \riquadro{montagna}{Una montagna è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un'area limitata.}
    % sovrascrivere le impostazioni precedenti
    \tikzset{my callout style/.append style={fill=orange!20,,callout relative pointer={(250:0.75cm)}}}
    \riquadro{rusc}{In idrografia viene chiamato ruscello o rio un piccolo corso d'acqua e che confluisce in un corso d'acqua maggiore come dimensione e quantità d'acqua trasportata.}
    \riquadro[opacity=1]{cuc}{Il paese di Cuccagna è un luogo ideale, ricordato in molti testi di ogni epoca, nel quale il benessere, l'abbondanza e il piacere è a portata di tutti.}
    \end{document}`
    Al codice di Claudio, in realtà, ho aggiunto sia [tt]\usepackage[utf8]{inputenc}[/tt] che [tt]\usepackage[T1]{fontenc},[/tt] ma che dà problemi è soltanto il primo. Come mai?

    Ciao e grazie ancora,
    Marco.

    in risposta a: Scritte in sovrimpressione #84995
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    Ciao,


    @robitex
    : concordo con te. Con l’avvento sempre più presente della tecnologia e del digitale sarebbe utile iniziare a formulare delle nuove regole tipografiche legate a nuovi modelli di documento digitale. Questo per garantire l’estetica del risultato, la leggibilità e anche l’efficacia con cui le informazioni scritte possono far risparmiare tempo ed energie al lettore, consentendogli allo stesso tempo una lettura di un certo livello. Certo, penso che i documenti nel formato che conosciamo ora non dovranno sparire, ma penso anche che a fianco di questi debbano nascere nuovi modelli di documento adatti alle nuove potenzialità disponibili.

    @A chiunque possa aiutarmi: ho provato il codice di Claudio, ma ho incontrato due problemi. 1) Basta inserire nel codice completo che ha proposto [tt]\usepackage[utf8]{inputenc}[/tt] che quel codice non compila più. 2) (Questo è quello che mi interessa di più al momento.) Se uso questo preambolo e questo codice:
    `% !TEX encoding = utf8
    % !TEX program = xelatex
    % arara: xelatex: {synctex: yes}
    % arara: xelatex: {synctex: yes}
    % arara: lmkclean
    %
    \documentclass[a4paper,11pt,openany]{memoir}

    % Utilità
    \usepackage{etex}
    \usepackage{etoolbox}
    % Lingue
    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}
    \setotherlanguage[variant=ancient]{greek}
    % Matematica
    \usepackage{amsmath,amsthm,amssymb}
    \usepackage{unicode-math}
    % Font
    \usepackage{fontspec}
    \defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
    \setmainfont[BoldFont=Junicode Bold,Numbers=OldStyle]{EB Garamond}

    %—————
    \usepackage{xparse}
    \usepackage{tikz}
    \usetikzlibrary{shapes.callouts,ocgx}

    % \spiegaparola: #1= idenficatore del bottone e della posizione nel testo , #2 testo da spiegare
    \NewDocumentCommand{\spiegaparola}{r[] m}{
    \switchocg{#1}{#2}\tikzmark{#1}
    }

    \tikzset{my callout style/.style={
    draw,rectangle callout,anchor=pointer,callout relative pointer={(230:1cm)},
    rounded corners,align=center,text width=5cm,fill=cyan!20,
    }
    }

    % \riquadro: #1 opacità, #2 posizione nel testo, #3= testo di spiegazione
    \NewDocumentCommand{\riquadro}{O{opacity=0.8,text opacity=1} m m}{%
    \begin{tikzpicture}[remember picture, overlay]
    \begin{scope}[ocg={ref=#2,status=invisible,name={#3}}]
    \node[my callout style,#1]at (#2) {#3};
    \end{scope}
    \end{tikzpicture}
    }

    \begin{document}

    \spiegaparola[parola]{Parola}
    \riquadro{parola}{Questo testo è di fantasia e, a dire il vero, di poca fantasia.}

    \end{document}`
    mi viene dato un errore in fase di compilazione:

    ! Undefined control sequence.
    \switchocg …ENDOFOCGS \leavevmode \pdfstartlink
    user {/Subtype /Link /A <<... l.51 \spiegaparola[parola]{Parola} The control sequence at the end of the top line of your error message was never \def'ed. If you have misspelled it (e.g., `\hobx'), type `I' and the correct spelling (e.g., `I\hbox'). Otherwise just continue, and I'll forget about whatever was undefined.

    Sapete a cosa è dovuto e come si possa risolverlo?

    Grazie mille e buona giornata,
    Marco.

    in risposta a: Scritte in sovrimpressione #84993
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    Ciao,


    @OldClaudio
    : il mio documento non ha molto della pagina web, anzi, in quanto a tipografia direi che è piuttosto curato (almeno per quanto mi sembra). Il problema è proprio questo: volevo un documento PDF insieme a tutte le eccellenze tipografiche che si possono avere con LaTeX, e al contempo volevo che fosse facilmente consultabile. In questo documento ogni tanto faccio riferimento a brani di un libro. La mia idea era quella di permettere al lettore di non doversi andare a cercare quel punto nel libro per leggerselo, ma di poterselo leggere comodamente con un click e richiuderlo sempre con un click prima di proseguire la lettura. La soluzione proposta da cfiandra direi che mi va piuttosto bene. I riquadri che si aprono, quindi, non hanno nulla a che vedere con lo spam. È il lettore che clicca volontariamente su quelle parole per avere una lettura più agevole.


    @cfiandra
    : Grazie mille davvero! Ora mi guardo per bene il codice.

    Grazie ancora a tutti e due e buona serata,
    Marco.

    in risposta a: Elenco font accessibili a fontspec #84861
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    Ciao,

    OldClaudio” post=84245 @Elrond, in generale fontspec non carica pacchetti per caricare i sont OpenType; l’unico modo che si ha per sapere quale nome usare nella chiamata di un certo font con fontspec è sapere come si chiama il file e con otfinfo chiedergl tutte le informazioni che occorrono; C’è scritto anche nel breve manualale introxelatex.pdf preparato da Enrico.

    Se lavori con un Mac, il nome da usare lo puoi trovare facilmente con l’applicazioen FontBook.app, che è quella di default quando clicchi sopra il nome del file ,otd nel Finder. Inizialmente ti mostra un campione di lettere e di cifre, ma se dai la scorciatoia di tastiera cmd+I, ti da direttamante la diescrizione a parole, e nelle prime righe c’è anche il nome da usare.

    L’elenco delle lingue è privo di molti dettagli; per esempio se c’è scritto Greek, non sai se è solo monotonico o è anche politonico. Ma insomma è meglio che niente.

    Con Windows e Linux non conosco nessuna applicazione/programma equivalente a FontBook.app

    Claudio

    Ciao, probabilmente non ho capito la richiesta di Elrond. Io su Windows 8 se voglio sapere il nome del font da inserire in [tt]\setmainfont[/tt] apro Writer (OpenOffice.org) e vado nell’elenco. Il nome che compare lì è quello che bisogna mettere in [tt]\setmainfont.[/tt] Ovviamente questa è tutt’altra cosa che non avere l’elenco dei font con i loro nomi.

    Ciao,
    Marco.

    in risposta a: Suggerimento: come disegnare le “sezioni coniche”? #84921
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    Ciao,

    probabilmente è una sciocchezza ma, potrebbe essere utile usare Sketch in combinata con [tt]TikZ,[/tt] come si spiegava in questo articolo?

    Ciao,
    Marco.

    in risposta a: Consigli generici #84539
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    Ciao,

    illinguista1972″ post=84178

    Allora innanzitutto volevo dire che ho risolto il 90% dei problemi, ora sto scrivendo la tesi, grazie a tutti per il supporto.
    Relativamente alla guida, avendo già esperienza del linguaggio Mediawiki mi aspettavo una guida del tipo: “il comando per fare il capitolo è questo, il comando per fare il grassetto è quest’altro, Amen”. Io sono più per un approccio del tipo: faccio dei testi molto elementari e dopo, se mi interessa, approfondisco.
    Quindi a domande tipo “Come produco i link?”, “Come coloro questo e quello?” dico che queste sono funzioni successive, non di certo funzioni base.

    In realtà il mio errore è stato anche quello di leggere la guida da PC (come feci quando imparai il linguaggio Mediawiki) quando invece era meglio stamparla fin da subito.
    Pertanto i miei suggerimenti vanno visti per fare una “Guida in 5 minuti” consultabile anche da PC.

    Io sarei partito da subito mostrando un codice di questo tipo

    \documentclass[a4paper,11pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \begin{document}

    \author{autor1 \and aut2}
    \title{titolo}
    \maketitle

    \chapter{capitolo 1}

    \section{un paragrafo}
    contenuto

    \chapter{capitolo 2}

    \section{un paragrafo}
    contenuto

    \section{un paragrafo}
    contenuto

    \end{document}

    poi avrei fatto un esempio simile inserendo il codice per fare una tabella banale e uno per una figura.

    “Ma questo è molto riduttivo” direte voi. Vero, ma paradossalmente questo è il 90% di quello che serviva sapere a me (e, immagino, a molti altri) e che era sparso in un elenco molto lungo di comandi la maggior parte dei quali non mi serviva.

    Esempi di digressioni:
    – Nel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.
    – Sempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
    – I dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.
    – Nel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee. Cose come “il giusto spazio tra le parole” o “la sillabazione dei termini” secondo me sono un passo successivo.
    – Nel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.
    – Considerazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).

    In verità io sono perplesso anche sui programmi usati da LaTex (non sul linguaggio). Non capisco perché il programma per aggiornare i pacchetti sia diverso dall’editor che è diverso dal compilatore. Non ha più senso mettere tutto assieme in un unico programma? Forse è più limitante per chi vuole smanettare ma di certo è più user-friendly.

    Ciao,
    grazie per i tuoi consigli 🙂 Come aiutante di Lorenzo nello scrivere la guida in oggetto, mi sento chiamato in causa. Scrivere un documento di 10 pagine per insegnare a usare LaTeX forse è possibile, ma ha poco senso. Come dice Lorenzo, inevitabilmente si deve ricorrere a un aiuto esterno appena c’è bisogno di una cosa che non c’è nelle 10 pagine. Si chiede all’amico o al forum.

    Del resto, non esiste nemmeno la guida omnicomprensiva a LaTeX, perché sarebbe talmente ponderosa da scoraggiare chiunque.

    La sfiga dell’Arte è che è pensata come una guida da leggere dall’inizio alla fine, come se fosse un romanzo (noiosissimo). Non so nemmeno siamo riusciti in quest’intento, ma ti assicuro che non è facile decidere ogni anno cosa levare e cosa mettere. Ci sono mesi in cui con Lorenzo ci scriviamo anche dieci volte al giorno.

    C’è una cosa, da dire, però: ogni anno cerchiamo di fare del nostro meglio, e segnaliamo sempre le novità, e chiediamo di leggerle e di darci consigli, ma di consigli ne arrivano pochi. Il consiglio che diamo noi è di leggerla, specie se si è alle prime armi. E ti assicuro che se l’Arte di scrivere con LaTeX venisse letta almeno nelle parti fondamentali, MOLTI messaggi su questo forum sarebbero risparmiati. Ma si leggono SEMPRE le stesse domande a cui si danno SEMPRE le stesse risposte: leggiti una guida, qualunque, che questa cosa che chiedi c’è scritta dappertutto. Poi, nel grande mare delle guide in inglese, l’Arte è in italiano, cioè una rarità: allora si dice leggiti l’Arte. Mica perché sia la migliore guida a LaTeX in circolazione.

    Del resto, i consigli che ti ha dato OldClaudio qualche giorno fa sono gli stessi che diamo noi nella guida: non usare MiKTeX, usare TeXworks o TeXstudio. E li ha dati a te che hai detto di trovarti male (legittimamente) con l’Arte. Ma l’hai letta almeno una volta? 🙂

    Se si leggesse la nostra guida, non si diventerebbe maghi del programma, ma si riuscirebbe a scrivere un documento completo e dignitoso, e complesso almeno come una tesi di laurea: frontespizio, sezioni, bibliografia, indice analitico, tabelle, figure, matematica, eccetera.

    Allora dico: avete provato mai a seguire le nostre istruzioni fino in fondo, prima di chiedere aiuto qui? Lo avete fatto e il meccanismo si è inceppato a un certo punto? Allora ditecelo, per favore, così da migliorarla. Noi che la lavoriamo, forse spesso non vediamo le cose dall’esterno. Non credo che molti lo facciano, a giudicare dalle domande.

    Ecco perché le tue osservazioni ci sono tanto più preziose, grazie 🙂 Sono tra le poche puntuali e critiche. Il punto di vista è il tuo e lo rispetto. Proverò a sfrondare del superfluo la guida per ridurla al midollo. Vediamo che viene fuori. Ma sono sicuro che appena uno vuole scrivere in una lingua che richiede un’altra codifica, per esempio, chiederà aiuto qui. E magari per quel qualcuno scrivere in cirillico con la codifica OT2 era IMPORTANTE tanto quanto per te non sapere a che serve il pacchetto inputenc. Vedi che è difficile decidere cosa levare. E ti accorgi che quella frase a metà, del tipo “esistono altre codifiche oltre a T1, e servono per scrivere in lingue non latine”, che tu giudicavi superflua per te, può mettere un grillo nella testa dell’utente e attivarlo per cercare autonomamente quali altre codifiche esistono, e capire da solo che basta scrivere OT2 al posto di T1. E così via 🙂

    A volte a me e a Lorenzo sembra di svolgere un esercizio erudito solo per noi, tanto che ci diciamo: ma sì, tanto non la legge nessuno 🙂

    La versione 2013 conterrà molte novità, ma si vedrà dopo l’estate. Non vi piacerà? Ditecelo, e diteci come migliorare. Ad ogni modo, tutto quello che hai chiesto nell’Arte c’è.

    Ciao
    Tommaso

    Si può scegliere di non leggere ciò che è scritto in una guida, ma non si può scegliere di leggere ciò che non c’è scritto. Quindi, a mio avviso, alcune cose fondamentali (come quella citata della codifica) non vanno tolte. Sempre secondo me, il lavoro più importante è quello, al più, di capire come riorganizzare meglio le informazioni. Credo che i migliori suggerimenti da parte degli utenti che non gradiscono l’Arte sono quelli relativi ad aggiunte, riformulazioni e riorganizzazioni migliori delle informazioni già presenti. Un suggerimento volto a far togliere qualcosa può far risparmiare tempo a quell’utente che non vuole perdere preziosi secondi a saltare quelle parti che ritiene poco utili, ma ne fa perdere ancora di più a chi ritiene quelle informazioni interessanti o ancora meglio utili per il suo uso di LaTeX.

    Buon lavoro. Ciao,
    Marco.

    in risposta a: Consigli generici #84534
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    Ciao,

    Agliuto, non sono molto d’accordo con te. 🙂

    AgliutoNel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.

    Forse ti riferisci alla tabella 4 a pagina 22. Quella tabella viene indicata nel paragrafo 3.3. Lì, nel primo capoverso si dice:

    Il loro numero dipende dalla complessità del documento, ma è importante sapere che a parte il file [tt].bib[/tt] non vanno toccati […]

    Mi pare che la frase, insieme al capoverso, sia chiara: ciò che l’utente modifica sono i file .tex (ovviamente) e i file .bib. Niente di più riassuntivo.

    AgliutoSempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.

    Proprio all’inizio del capitolo 3 c’è un codice minimo compilabile. Quel codice viene prima delle spiegazioni ed è chiaramente usabile prima di andare a leggersele. Anche se, personalmente non mi piace affatto usare del codice a “scatola chiusa”, ovvero senza comprendere effettivamente quel che va a fare. Un conto è se quel codice riguarda cosa piuttosto complesse, ma non è questo il caso.

    AgliutoI dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.

    Direi che il termine “dettagli” è del tutto opinabile. Comunque, se la pensi così, sei liberissimo di scorrere avanti le pagine e passare a qualcosa che desti il tuo interesse.

    AgliutoNel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee.

    Non vedo dove possa esserci confusione, davvero. Le spiegazioni sono molto chiare.

    AgliutoNel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.

    Qui ti do in parte ragione. In effetti potrebbe essere utile dare quell’informazione all’inizio del paragrafo. Come avrai capito, comunque, le immagini “in testo” non sono errate a priori. Solo, i casi in cui non lo sono sono davvero pochissimi, e quando si decide di inserire un’immagine “in testo” bisogna farlo con cognizione di causa. Comunque, direi che in questo caso non hai affatto tutti i torti (seppure quel paragrafetto è davvero molto breve e il tempo che si “perderebbe” è davvero pochissimo).

    AgliutoConsiderazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).

    Ti garantisco che leggendo tesi di studenti che hanno usato un word processor, quelle cose non sono affatto superflue.

    Come lettore dell’Arte torno a ripetere che per chi vuole iniziare a usare LaTeX è la migliore guida in assoluto che ci sia. Credo che il saper usare il PDF di una guida sia essenziale per riuscire a trovare quello che si cerca (sempre che ci sia) in poco tempo. L’uso combinato dell’indice e della funzione “trova” mi ha fatto e mi fa risparmiare molto tempo. A mio avviso l’Arte ha due “modi d’uso”: 1) leggerla per intero al fine di avere una visione completa del programma LaTeX, del suo uso e anche di tante preziose nozioni di diverso carattere (uno su tutti quello tipografico) e 2) l’uso dell’indice e della funzione “trova” per trovare in breve tempo “come faccio a fare quella cosa”.

    Queste sono solo le mie opinioni e capisco che uno può anche non condividerle per niente, ma credo che in linea di massima rispecchino ciò che pensano diversi altri utenti di questo forum.

    Ciao e buona giornata, 🙂
    Marco.

    in risposta a: Gestione spazi moderncv #84724
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    Ciao lollazzo,

    potrei sbagliarmi ma, hai provato a usare il seguente comando?
    `\enlargethispage{1cm}`
    Prova a variare il valore che nell’esempio ho posto pari a [tt]1cm.[/tt]

    Ciao,
    Marco.

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83655
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    Ciao,


    @Doc
    : intendevo dire che secondo la mia esperienza di uso di linux (Ubuntu) credo che non avrai problemi a realizzare una maiuscola accentata in Emacs (come in ogni altro programma) usando Caps Lock+… Naturalmente posso sbagliare.


    @Elrond
    : grazie mille! Appena riesco a far leggere il file init.el userò quel codice!

    Ciao e grazie,
    Marco.

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83651
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    Ciao,


    @robitex
    : è proprio quello che voglio evitare di fare ogni volta che inserisco una maiuscola accentata e soprattutto ogni volta che devo inserire ` o ~.


    @Doc
    : se usi linux sono convinto che non avrai problemi a usare la sequenza di tasti che hai detto.

    Ciao e grazie,
    Marco.

    in risposta a: Consigli generici #84529
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    Ciao Agliuto,

    benvenuto sul forum anche da parte mia. 🙂

    AgliutoOra vorrei ricominciare da zero; per la vostra esperienza, con quale programma mi conviene cominciare?

    Direi con LaTeX. Il primo passo è di scaricare TeX Live e di installarla (scarica l’immagine ISO che trovi a questa pagina). Questo è tutto ciò di cui hai strettamente bisogno per scrivere i tuoi documenti con LaTeX. Potresti usare benissimo anche Blocco Note (c’è chi lo fa).

    Per quanto riguarda l’editor, invece, ti posso dire che io mi trovo benissimo con TeXstudio. Il problema che esponi (un pacchetto che manca) non ha nulla a che vedere con l’editor che usi.

    Per la mia esperienza il fatto di “perdere” anche non due ma cinque giorni a leggere un’eccellente guida qual è l’ “Arte” è la cosa migliore. È senza ombra di dubbio la miglior guida che ci sia per iniziare a usare LaTeX, ed è scritta in una maniera per cui la lettura risulta molto scorrevole. Quando finisci di leggerla avrai tutte le nozioni necessarie per usare LaTeX ad un livello davvero ben più che discreto, ma non solo. Avrai acquisito anche importanti nozioni di tipografia (se il risultato tipografico non t’interessa allora ti scoraggio dall’usare LaTeX e ti consiglio l’uso di un normale word processor). Come potresti farmi notare, ha tante pagine. Comunque non è necessario leggerle tutte, almeno all’inizio. Per esempio, potresti tralasciare il capitolo relativo ai grafici. Direi che è “d’obbligo” leggere l’Arte almeno fino al punto in cui si parla della creazione del proprio “primo documento” con LaTeX. Tieni conto che se non leggi l’Arte e continui a usare lo stesso LaTeX, prima o poi potresti ritrovarti a creare nuove discussioni qui sul forum su cose che sono date per assodate e direi anche ovvie (vedi ad esempio il tormentone dei margini, il posizionamento delle immagini, …).

    Spero di essere stato utile. Ti auguro un buon proseguimento con LaTeX e un buon week end! Ciao, 🙂
    Marco.

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83647
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    Ciao,

    vorrei riprovare da zero. Come posso fare una “disinstallazione” pulita? Quanto viene installato da “addpm.exe” come lo disinstallo?

    Altro problema. Su Windows 8 ho configurato la mia tastiera con Microsoft Keyboard Layout Creator 1.4. Se uso Blocco Note (ma anche con TeXstudio) tutto funziona (per esempio, premendo ctrl+è ottengo la È), mentre su Emacs questo non funziona. Sapete quale potrebbe essere un motivo?

    Ciao e grazie,
    Marco.

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83639
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    Ciao Elrond,

    ecco quanto mi viene “detto”:

    user-init-file is a variable defined in `C source code’.
    Its value is “~/.emacs”

    Documentation:
    File name, including directory, of user’s initialization file.
    If the file loaded had extension `.elc’, and the corresponding source file
    exists, this variable contains the name of source file, suitable for use
    by functions like `custom-save-all’ which edit the init file.
    While Emacs loads and evaluates the init file, value is the real name
    of the file, regardless of whether or not it has the `.elc’ extension.

    Ciao e grazie,
    Marco.

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83637
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    Ciao,

    ansysSicuro? Non ho Windows 8 e non posso provare. Se apri il prompt dei comandi e dai il comando [tt]echo %APPDATA%[/tt] cosa ottieni?

    Chiedo scusa, ho sbagliato, infatti ottengo:

    C:\Users\Marco\AppData\Roaming

    robitexDevi mettere il nome della directory dove hai effettivamente installato Emacs. Io, in Win XP, ho installato in C:\Programmi\Emacs.

    Ma non devo riportare il percorso della cartella di installazione di Sumatra PDF?

    Ciao e grazie,
    Marco,

    in risposta a: [Guida] Guida pratica all’uso di GNU Emacs & AUCTeX #83633
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    Ciao,

    ho provato a seguire le istruzioni riportate nella guida. Alcune segnalazioni e alcuni problemi.

    A pagina 4 si riporta il percorso in cui dev’essere messo il file “init.el”. Domanda: “.el” è l’estensione del file? Io ho fatto in modo che sia così; ho fatto bene?

    La cartella “AppData” in Windows 8 non esiste, ma c’è la cartella “Application Data”, ed è in questa che ho creato la cartella “.emacs.d” nella quale poi ho messo il file “init.el”.

    Per quanto riguarda la cartella “server”, a quanto ho capito (e fatto) bisogna crearsela all’interno della cartella “.emacs.el”. Fatto ciò ho eseguito il comando [tt]takeown[/tt] /[tt]f server[/tt] e ho avuto un responso positivo (quello indicato nella guida).

    La parte di codice [tt]Program Files (x86)[/tt] da inserire nel file “init.el” presentata alla pagina 5, credo sia valida per chi installa Emacs su una macchina a 64 bit. Quell'[tt](x86)[/tt] io l’ho tolto.

    Anche inserendo nel file “init.el” la riga [tt](add-hook ‘LaTeX-mode-hook ‘TeX-PDF-mode),[/tt] l’unico modo per far compilare con pdfLaTeX è stato di andare su “Command” quindi su “TeXing Options” e infine spuntando “Generate PDF”. Quando poi apro il file pdf, mi viene aperto con Adobe e non con Sumatra PDF. Deduco pertanto che il file “init.el” non mi venga letto.

    Sapreste dirmi in cosa sbaglio?

    Grazie mille e ciao,
    Marco.

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