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Ciao,ascoltando il consiglio che mi è stato dato, sto seguendo la guida. Mi sono però bloccato a pagina 4 dove viene detto:
Si deve copiare il percorso della cartella dove sono contenuti gli eseguibili di Aspell nella variabile d’ambiente PATH
Qualcuno sarebbe così gentile da spiegarmi che cosa vuol dire? Cos’è la “variabile d’ambiente PATH” e come la modifico?
Grazie mille,
Marco.
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Ciao Orlando,Il tuo ragionamento fila e non posso che darti ragione sotto diversi aspetti.
ansysLa grafica? Mah, da utente LaTeX, per me conta poco la bellezza esteriore, cerco di badare alla sostanza.
Touché. 😛
ansysPuoi comunque leggere la guida e usare Emacs per qualche giorno, non è tempo perso. Se poi non ci trovi nulla di granché sei sempre libero di usare qualche altro editor.
Vero. Credo che un giorno o l’altro darò una chance a questo Emacs.
Grazie mille ancora e buona serata,
Marco.
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Ciao a tutti,vi ringrazio della vostre risposte.
robitexSiccome l’argomento riguarda gli editor per LaTeX, ed ognuno ha le sue preferenze che variano pure nel tempo, direi che la risposta alla tua domanda puoi darla solo tu.
Il tempo per provare Emacs+AucTeX potrebbe essere abbondantemente ricambiato se questa soluzione è migliore di quella che adotti adesso.Roberto, il problema è che prima di investire diverso tempo per poi scoprire che non ho grossi vantaggi desidero valutare la cosa.
elrondEmacs è praticamente un interprete Lisp che incidentalmente funge anche da editor di testi, quindi è programmabile e personalizzabile in ogni suoi microscopico aspetto.
[…]
Sicuramente aiuta l’avere alle spalle 40 anni di esperienza, gli altri programmi sono giovanotti al suo confronto
Il fatto che Emacs (e AUCTeX) faccia uso di un linguaggio di programmazione “tutto suo” non mi piace molto. Non gradisco molto nemmeno quelle lunghissime sequenze di tasti che vengono definite “scorciatoie” da tastiera. Poi magari sono modificabili in vere e proprie “scorciatoie” e allora la faccenda cambia.
Il fatto dei “40 anni di esperienza” penso che porti sicuramente a dei vantaggi. Comunque devo ammettere che la grafica di Emacs non sembra tanto aggiornata. Questo è un fattore puramente psicologico che, però, potrebbe spingere chi è ignorante in materia come me a puntare su altro. Per esempio, so che un mio docente di informatica usa Eclipse quale potente strumento di editing e programmazione. Per questo motivo ho provato a installare e usare Eclipse (proprio oggi, per confrontarlo un po’), e per quello che ho intuito sembra avere non tante potenzialità in meno di Emacs. Però Eclipse ha una grafica ben più “moderna”. Ovviamente queste sono pensieri di uno che in questo specifico campo è veramente ignorante. Comunque credo che se un giorno dovesse uscire una guida in italiano su come configurare Eclipse (usando TeXlipse) in maniera soddisfacente, mi ci metterei. Per il momento, invece, sono molto dubbioso riguardo a Emacs.
Grazie mille e ciao,
Marco.
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Ciao,da diverso tempo ormai, per scrivere e compilare i miei documenti con LaTeX uso TeXstudio. Quali potrebbero essere, a vostro avviso, dei vantaggi di Emacs rispetto a un editor come questo? La guida mi ha incuriosito, ma prima di cimentarmi nell’uso di Emacs vorrei capire quali benefici avrei rispetto a quanto posso fare ora.
Grazie e buona giornata,
Marco.P.S. Cercando su Wikipedia, a questa pagina, mi sembra di riscontrare che i due editor che forniscono maggiori funzionalità siano Eclipse e proprio TeXstudio. Che ne dite?
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Ciao Tommaso,personalmente ho avuto un problema simile nel glossario nella mia tesi. Ho perso parecchio tempo a cercare di capire come fare. Ho risolto copiando (e leggermente modificando mi pare) nel mio preambolo questo codice dalla documentazione di [tt]glossaries:[/tt]
`\addto\captionsitalian{%
\renewcommand*{\glossaryname}{Glossario delle \\ espressioni anglosassoni}%
\renewcommand*{\acronymname}{Acronimi}%
\renewcommand*{\entryname}{Nomenclatura}%
\renewcommand*{\descriptionname}{Descrizione}%
\renewcommand*{\symbolname}{Simbolo}%
\renewcommand*{\pagelistname}{Elenco delle pagine}%
\renewcommand*{\glssymbolsgroupname}{Simboli}%
\renewcommand*{\glsnumbersgroupname}{Numeri}}\ProvidesDictionary{glossaries-dictionary}{Italian}
\providetranslation{Glossary}{Glossario delle espressioni anglosassoni}`
Credo che le righe utili siano in particolare la seconda e le ultime due (ovviamente da adattare alla lista degli acronimi). Se trovi una soluzione migliore sarò curioso di conoscerla.Ciao,
Marco.
28 Marzo 2013 alle 12:18 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72867::
Ciao Lorenzo,in realtà devi considerare questo codice:
`(1.5,2.25) |- (0,0)`
Al posto di [tt]\shade[/tt] considera [tt]\draw.[/tt] Detto ciò, quella parte del codice vuol dire che dal punto in cui finisce la parabola [tt](1.5,2.25)[/tt] traccia un segmento sino al punto che ha la stessa ascissa di [tt](1.5,2.25)[/tt] e la stessa ordinata di [tt](0,0)[/tt] e poi da questo a [tt](0,0).[/tt] In altri termini i due punti in questione vengono uniti con due segmenti diretti uno verticalmente (prima) e l’altro orizzontalmente (dopo). (Se inverti [tt]|-[/tt] con [tt]-|[/tt] succederà il contrario.) Con [tt]\shade[/tt] l’unica cosa che cambia è che invece di tracciare il percorso, lo riempie.Prova a invertire [tt]|-[/tt] con [tt]-|[/tt] e vedrai che dal punto [tt](1.5,2.25)[/tt] il segmento che parte sarà orizzontale.
Concordo pienamente sulla questione dell’arco. Per il momento uso [tt]arc[/tt] solo quando non impazzisco a capire che valori inserire e uso invece il comando fornito dalla libreria [tt]tkzeuclide.[/tt] Sto seriamente considerando l’idea di proporre questa cosa agli autori di [tt]TikZ.[/tt]
Ciao,
Marco.
28 Marzo 2013 alle 11:19 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72865::
Ciao,rispondo relativamente al punto 4. Il codice
`\shade [top color=blue,bottom color=gray!20] (0,0) parabola (1.5,2.25) |- (0,0);`
vuol dire che riempie il percorso tracciato con una sfumatura (con progressione lineare se non sbaglio) che va dal grigio (in basso) al blu (in alto). Prova a cambiare [tt]top[/tt] e [tt]bottom[/tt] con [tt]left[/tt] e [tt]right.[/tt] L’asse della sfumatura (nel tuo caso verticale) è normale alla direzione data dai due estremi che fornisci (nel tuo caso [tt]top[/tt] e [tt]bottom[/tt]). Sempre che abbia capito cosa intendevi.Per quanto riguarda il disegno, direi che è sbagliato l’ordine con cui vengono disegnate le varie parti del disegno. Se usi questo (ho cambiato solo l’ordine delle righe del tuo codice):
`\begin{tikzpicture}
\draw [style=help lines] (0,0) grid (3,4);\shade [top color=blue,bottom color=gray!20] (0,0) parabola (1.5,2.25) |- (0,0);
\draw [<->] (0,4) node
{$y$}
— (0,0)
— (3,0) node [below] {$x$};
\draw (-.5,.25) parabola bend (0,0) (2,4) node [below right] {$x^2$};
\draw (2,1) node{$\displaystyle\int_0^{3/2} x^2 dx$};
\end{tikzpicture}`
vedrai che il risultato è impeccabile. Quello che non andava era che il riempimento copriva metà della parabola e degli assi (il riempimento arriva sino all’asse delle linee che definiscono il percorso riempito).Potrebbe essere una buona idea fare in modo che la scritta non sia attraversata dalla griglia del grafico. In tal caso una soluzione sarebbe usare:
`\draw (2,1) node [fill=white, right] {$\displaystyle\int_0^{3/2} x^2 dx$};`Ciao,
Marco.P.S. Trovo che il comando [tt]arc[/tt] sia comodo solo in rari e particolari casi. Troverei molto più comodo un comando che funzioni un po’ come un compasso. Chiedo le vostre opinioni in merito. È vero che la libreria [tt]tkzeuclide[/tt] ha un comando del genere, ma questo non è utilizzabile nella composizione di un percorso unico insieme a vari altri tratti. Credete che potrebbe essere una buona idea chiedere agli autori del pacchetto se fosse possibile implementare un comando del genere?
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Ciao,il codice [tt]\newglossaryentry{…}{…}[/tt] non deve necessariamente andare nel preambolo. Io, ad esempio lo metto appena prima [tt]\gls{…}.[/tt] Questa soluzione mi sembra più pratica che non dover ogni volta, prima di inserire la parola, andare nel preambolo e inserire la nuova voce. E se poi si vuole modificare quella voce mentre si rilegge il testo? Dal file del testo, ancora una volta, ci si dovrebbe spostare in quello del preambolo. Mi sembra un po’ scomodo.
Ciao,
Marco.
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Ciao Tommaso,illinguista1972″ post=83559
Ciao a tutti,
nella mia tesi, per realizzare l’elenco dei simboli utilizzati uso il pacchetto [tt]nomencl[/tt] (la cui compilazione la faccio eseguire tramite le direttive di Arara). Tuttavia in questa recente discussione Tommaso si è riferito a questo pacchetto come a uno “molto vecchio”. La risposta di Enrico, poi, lascia intendere che ci sono altri pacchetti per creare un elenco dei simboli. Sapreste dirmi quale potrebbe essere il miglior pacchetto da usare?
Grazie mille e buona giornata,
Marco.Mi hai letto nel pensiero. I pacchetti che ho trovato sono glossary, nomentbl, nomencl, chemmacros, listofsymbols.
A questo proposito vorrei chiedere a chi ne sa di più che cos’è veramente una nomenclatura e quando e dove va usata. In particolare, una nomenclatura va stesa solo in ambito scientifico, oppure no? Quando vale la pena di farla e dove va messa in un documento?
Ciao
TommasoIntanto grazie della ricerca che hai fatto! 🙂 Guardando la documentazione di quei pacchetti, però, mi sono accorto che se non sono più vecchi di [tt]nomencl,[/tt] sono più recenti di poco. Nella documentazione del pacchetto [tt]glossaries[/tt] il pacchetto [tt]glossary[/tt] viene definito “obsoleto”. Mi pare di poter dire che per il momento il pacchetto [tt]nomencl[/tt] sia ancora il miglior pacchetto per realizzare l’elenco dei simboli (a meno che non si possa fare con il pacchetto [tt]glossaries,[/tt] ma ancora non ho capito se si sia possibile).
Grazie e ciao,
Marco.
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Ciao,nella mia tesi ho deciso di inserire l’elenco dei simboli. Ho preso questa decisione dopo aver letto la tesi di un altro studente. Le motivazioni che mi hanno spinto a inserire l’elenco dei simboli nella mia sono stati:
- Nel redigere l’elenco dei simboli, ogni volta che ne inserisco uno nuovo controllo nell’elenco già compilato se quel simbolo è già stato usato. In questo modo evito una notazione che non sia univoca;
- Quando, come è capitato a me con la tesi dell’altro studente, qualcuno legge una tesi in cui vengono introdotti molti simboli, capita che a un certo punto della lettura non si ricordi esattamente che cosa voglia dire un certo simbolo. A quel punto se non esistesse l’elenco dei simboli, per andare a beccare la prima volta in cui è stato inserito (e quindi introdotto e spiegato) dovrebbe perdere diverso tempo a scorrere anche molte pagine per andare a trovare quel punto;
- Quando dopo qualche tempo da che si è letta una tesi (magari anche la propria), la si riprende in mano, e si considera un pezzo di essa (un capitolo o addirittura un particolare paragrafo), è facile che qualche simbolo non sia del tutto chiaro. Una rapida visione nell’elenco dei simboli fornirà una concisa ma efficace spiegazione.
Queste sono le mie ragioni. A mio avviso, inserire una nomenclature durante la scrittura di una tesi toglie pochissimo tempo, ma ne fa risparmiare a chi la leggerà.
Ciao,
Marco.
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