Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
11 Maggio 2017 alle 14:43 in risposta a: [Risolto] “secnumdepth” al posto dei “supersezionamenti” #110504::
Matteo, l’approccio, in teoria è giusto, in pratica è sbagliato.Devi solo ridefinire \frontmatter, togliendo \pagenumberng{roman} e \mainmatter togliendo \pagenumbering{arabic}.
Il discorso testatine e indici è gestito da quelle due macro semplicemente controllando lo swithch \if@mainmatter.Vado a controllare quanto c’è scritto nella guida, ma temo che si sia omesso di precisare che quanto suggerito vale solo per le classi che non hanno le definizioni dei supersezionamenti; o forse c’è scritto, ma non è abbastanza in evidenza.
Claudio
::
@@renareto, non hai mai da scaricare niente se disponi di una installazione di TeXLive aggiornata e completa. La documentazione ce l’hai già tutta nel tuo disco; inutile scaricare duplicati.Il tuo problema di 4 pagine A5 su un foglio A4 fronte retro si risolve con il pacchetto pdfpages, non con memoir.
Sempre che tu abbia una distribuzione aggiornata e completa, hai già pdfpages nel tuo disco e quindi con il comando texdoc pdfpages ne leggi anche la documentazione.
::
Sì, eravamo presenti tutti tre, tu, io e @robitex.La relazione di Michela Montrasio, cieca totale che usava il PC meglio di me, era piuttosto chiaro; In sostanza diceva che per scrivere la matematica lineare aveva dovuto usare un meta codice dove oltre alle lettere dell’alfabeto usava alcuni caratteri particolari dell’ “alfabeto Braille”, che le permettevano di scrivere la matematica senza usare le macro di LaTeX; ovviamente come era in grado di scriverla, era anche in grado di leggerla.
Se ben ricordo usava caratteri come ø e @ al posto di alcuni altri caratteri delle macro LaTeX; da quello che ho capito, quei caratteri non se li è inventati, ma sembra che facciano parte di un sistema di rappresentazione della matematica relativamante standardizzato.
Però il desiderio di scrivere due cose con lo stesso significato mediante codici semantici differenti, senza che l’autore debba preoccuparsi di trasformare un codice nell’altro, mi sembra piuttosto difficile da far fare a LaTeX. Però non è escluso che Micheal Montrasio non abbia la soluzione in tasca.
Ecco dunque che ti suggerirei di riprendere in mano gli atti di quel meeting, cercare l’articolo di Michela Montrasio, e, trovato il suo email nella firma a fine articolo, di rivolgerti a lei direttamente. Se poi trovate una soluzione per questo tuo problema, scrivi due riche per chiudere questo filone raccontando a tutti come avete fatto, per sommi capi, senza scendere in troppo dettagli, poi eventualmente trovate il modo per scrivere un articolo per il prossimo meeting di ottobre 2017.
::
Se hai due indici distinti e consecutivi, non capisco perché togli il titolo al secondo.
Siccome [tt]\chapter{Indici][/tt] inserisce la testaina solo nelle pagine pari, dopo questo comando inserisci [tt]\markboth{Indici}{Indici}[/tt] e tutte la pagine verranno intestate con la parola Indice, tranne quella dove inizia il capitolo Indici.Non usare i fancyhdr per cambiare le testatine.
::
Come mi pare di averti già detto, togli i filetti verticali che sono incompatibili con il pacchetto booktabs. D’altra parte hai certamente notato che le tabelle belle sono senza filetti verticali, e le tabelle brutte contengono i filetti verticali spezzati da quelli orizzontali. Le prime sono belle perché sono professionali, le seconde sono brutte perché sono alla word processor, tutto fuorché professionali.La documentazione del pacchetto booktabs spiega perché esso è incompatibile con i filetti verticali.
Se vuoi le righe (filetti) orizzontali e verticali devi arrangiarti in un altro modo; uno dei modi dovrebbe essere descritto nella guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX.
::
Per rendere mobili gli oggetti mobili (scusa la tautologia) latex accumula questi oggetti in uno stack, in una parte di memoria voe sono sistemati ordinatamente; da questa file di oggetti ordinati, latex ne prende uno alla volta e lo sistema nella pagina corrente o in quelle successive se c’è abbastanza posto per mettercelo, altrimenti lo lascia in memoria. Questa fila ordinata, come puoi bene immaginare si chiama coda; insomma quella cosa che noi, persone, non facciamo mai quando dobbiamo accedere ad un servizio, a meno che non ci etichettino con dei numerini e non ci chiamino per numero. La stessa cosa, dunque, succede agli oggetti flottanti o mobili, che dir si voglia.Ora, però il tuo problema è un altro. Ti sei spiegato bene dicendo che usi le due colonne con l’ambiente multicols; già, nella documentazione del pacchetto multicol, c’è scritto chiaramente che questo ambiente non accetta oggetti mobili.
Come fare allora?
Se tutto il documento è a deu colonne, metti twocolumns fra le opzioni della classe (ma leggiti una guida perché la composizione a due colonne è molto particolare).
Se invece solo una parte è a due colonne e per questa parte usi l’ambiente multicols, allora spezza questo ambiente in due, e fra i due metti i comandi per sistemare la figura.
Permettimi un consiglio non richiesto; leggi la documentazione; latex è tanto potente e fa milioni di cose, che nessuno può sapere esattamente quanti comandi si possano usare, quando, con che sintassi, dove, eccetera. Io uso latex da più di trenta anni, ma ho sempre la documentazione a portata di mano o di mouse, a seconda che legga cose stampate su carta, oppure le legga a schermo. Tranne il linguaggio nativo di TeX, tutto il resto si legge facilmente aprendo un terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo, ed eseguendo il comando texdoc
, dove il [tt] [/tt] (incluse le parentesi angolari) va sostituito con il vero nome del pacchetto di cui vuoi leggere la documentazione; nel tuo caso, per esempio, sarebbe utile eseguire il comando texdoc multicol.
Per il linguaggio LaTeX in sé, nella sezione Documentazione, sottosezione Guide tematiche, c’è da scaricare liberamente la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato. Nella sezione Documentazione ci sono i link per scaricare liberamente almeno tre guide, LaTeX per l’impaziente, L’Arte di scrivere con LaTeX, Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX che ti ho indicato in ordine crescente di numero di pagine.Le cose relative agli oggetti mobili sono descritte con un certo dettaglio sia nel Reference Manual, sia nell’Introduzione, ma nelle altre due guide si aprla di oggetti mobili in lungo e in largo.
::
Mah, secondo me la soluzione più semplice sarebbe quella di scrivere due cose diverse, per esempio
`\pdftooltip{$\sqrti{5}$}{square root of 5}`
È un po’ lo stesso problema che si presenta quando vuoi mettere in un titolo qualcosa che non sia ASCII puro o UTF-8 puro, ma ci sono dei comandi LaTeX per lo stile o per la matematica; In un titolo sulla radice di 5 dovresti scrivere per esempio
`\section{\texorpdfstring{{\boldmath$\sqrt{5}$}}{La radice di 5}}}`Hyperref è una brutta bestia: fa cose meravigliose, ma è piuttosto schizzinoso.
::
Compila questo EMC:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex\documentclass[a4paper,11pt]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian,english]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{imakeidx}
\makeindex[name=A,title=Indice A]
\makeindex[name=B,title=Indice B]
\makeindex
\indexsetup{level=\section*,toclevel=section,noclearpage}
\usepackage{geometry}\begin{document}
In this way the index is typeset\index[A]{typeset} as a
“section”\index[A]{section}, not as a “chapter”\index{chpater},
in one column mode within the two column\index[A]{column}
document\index[A]{document} style; the indicated
prologue\index{prologue} is typeset between the index title
“Index of places” and the start of the index proper.% Gli indici analitici vanno nella back matter
\backmatter
\chapter{Indices}
\printindex[A]
\printindex
\end{document}`Il fatto che abbia spostato alcune righe più in alto è una mia fisima, ma non guasta dire al programma che cosa comporre, e in particolare con che codifica è scritto il file sorgente e con quali font vuoi comporre, e in quali lingue componi; poi specifichi come vuoi comporre. Spesso l’ordine di queste istruzioni non è importante, ma talvolta lo è.
La cosa vera, invece è che ho sostituito il tuo promo \printindex con un titolo di capitolo nella back matter; tale titolo non viene numerato nella back matter, ma se avessi composto l’indice generale, vedresti che vi compare anche il capitolo Indices.
Testa questo EMC e vedrai che il risultato è quello che la documentazione di imakeidx promette di realizzare.
::
Matteo, nella guida L’Arte di scrivere in diverse lingue con (Xe)LaTeX si spiega come fare. ma il problema non è quello; è che il pacchetto bidi è mal fatto e produce entrambi gli errori di cui parli.La soluzione che io ti consiglio, che sia una sola parola, o una citazione di diverse righe, mettele in display, ma come immagine: crea un altro file dove composi solo in arabo, specifica la classe standalone e scrivi in arabo dentro una minipage di larghezza adattoa alla rivista per cui stai scrivendo.
Componi solo il testo in arabo, ripetendo l’operazione pe gli atri casi di citazioni in arabo, ovviamante usando nomi diversi epr i file.
Poi torna al tuo articolo e importa i singoli file (già scontornati se usi la classe standalone) come se fossero delle immagini; qualcosa come`\begin{quote}\centering
\incldegraphics{file PDF del testo in arabbo)
\end{quote)` e vedrai che funziona.Finché bidi non viene corretto, non c’è altra via. purtroppo chi si cura di bidi non risponde nemmeno alle segnalazioni di questo e di altri bug che bidi causa anche nel testo in caratteri latini.
::
Non ho capito perché scrivi cosÌ;`\newcolumntype{R}[1]{>{\raggedleft\arraybackslash}p{#1}} —- LEFT
\newcolumntype{L}[1]{>{\raggedright\arraybackslash}p{#1} —- RIGHT`
Hai già definito la colonna R come qualcosa di cui puoi specificare la larghezza Ora ridefinisci questo ocmando (o meglio definisci) che non trovo drammaticamente diverso da quello che hi indicato nel riquadro precedente, dove dici “ho risolto così”Allora definisci la colonna R; a parte dettagli tipo \arraybackslash, definisci una colonna di tipo p a cuoi premetti il comando \raggedleft. Benissimo; non è quello che volevi, cioè che nella cella di larghezza prefissata volessi il contenuto allineato a destra? ti stupisci forse perché devi usare \raggedleft? Non c’è niente da stupirsi, se vuoi il contenuto allineato a destra, dentro il “mini capoverso” della cella di tipo p vuoi che il margne destro sia incolonnato (giustificato) e che il margine sinistro non sia giustificato (ragged). Un ragionamento analogo vale per la colonna di tipo L.
::
Il cuore di LaTeX contiene le seguenti definizioni`
\def\quad{\hskip1em\relax}
…
\DeclareRobustCommand{\,}{%
\relax\ifmmode\mskip\thinmuskip\else\thinspace\fi
}
…
\def\>{\mskip\medmuskip}
\def\;{\mskip\thickmuskip}
\def\!{\mskip-\thinmuskip}
…
\let\:=\>` L’unità metrica mu (math unit) vale 1/18 di 1em e si riferisce al fatto che in matematica si usano tre corpi diversi, uno per la parte principale, uno per i pedici e gli apici di primo livello e, infine, uno per i pedici e gli apici di secondo livello.Nel tuo caso sei nella parte principale della formula; quindi usare quad vuo dire inserire uno spazio da 18mu; il comando \, virgola inserisce uno spazio \thinmuskip=3mu; \: (equivalente a \>) inserisce uno spazio \medmuskip=6mu; \; inserisce uno spazio \thickmuskip=9mu.
Dunque non è vero che non ci sia niente di intermedio fra \quad e \: perché c’è \; — anche se nella schermata sono piccoli, penso che tu non abbia problemi a distinguere i due punti dal punto e virgola.
Poi cè la soluzione di Gustavo, perché puoi sempre scrivere uno spazio pari a \mskip 12mu (il \relax di Gustavo non guasta, ma un realtà dopo mu basta uno spazio), mettendo al posto di 12 un numero qualsiasi compreso fra 9 e 18.
A me pare che lo spazio introdotto con \; sia sufficiente.
Puoi sempre definirti una macro per non stare a scrivere quella lunga stringa; per esempio`\newcommand\msp{\mskip 14mu}` mettendo al posto di 14 quello che ti pare migliore, e usare \msp al posto di \quad.
::
Benvenuto nel forum.E corretto che venga così, anche se è brutto. Non puoi chiedere a LaTeX di fare miracoli.
Come rimediare?
1) puoi scrivere l’intestazione delle ultime 5 colonne, quella responsabile di quell’enorme allargamento, su due righe con una cella di tipo p{…}; regola la grandezza come si deve e vedrai che ruscirai a rendere anche l’ultima colonan di larghezza ragionevole.
2) allarga le colonne sottostatnti; cioè imponi le ultime 5 colonne del tipo p{…} scegliendo al posto dei puntini in valore espresso in modo simbolico con il nome di un registro;una cosa del tipo seguente:`\begin{table}
\dimendef\D 1000 \D= 12mm
\begin{tabular}{…|5*{p{\D}}}
…
\end{tabular}
\caption{…]
\label{…}
\end{table}`poi sostituisci il 12mm che io ho indicato con un valore diverso, maggiore o minore, ricompilando diverse volte fiche il titolone sulle ultime 5 colonne romane con un po’ di spazio a destra e a sinistra.A quel punto le tue ultime 5 colonne sono tutte della stessa larghezza, ma, ovviamante la tabella risuta forse un po’ più larga di quella che hai ora.Tieni presente che le tabelle ben fatte non sono come quella che hai allegato al tuo messaggio, ma quelle che non hanno nessun filetto verticale, non hanno bordi veritclai, e hanno il minimo di filetti orizzontali compatibili con la struttura della tabella. Nel tuo caso vedo una tabella con quattro filetti orizzontali (pacchetto booktabs), due spessi, uno sopra e uno sotto la tabella, uno parziale sotto il titolone e sompra le 5 ultime colonne e un totale dopo la fine delle intestazioni.
Naturalmente puoi fare come credi, ma in tipografia le tabelle si fanno così; se mai si mette un filetto verticale, uno solo, devono esserci davvero dei buoni motivi, solo che con il pacchetto booktabs i filetti verticali vengono interrotti dai filetti orizzontali.Ti ho dato delle idee; ora sta a te lavorarci sopra.
::
Basta che tu metta al posto di \quad una delle spaziature matematiche più piccole come \: o \;.
Secondo me è corretto che tu usi valori numerici con le unità quando scrivi un vettore di frequenze; la tua è un’equazione fra grandezze, non una una colonna di una tabella, dove ptresti mettere l’indicazione delle unità nell riga indice della tabella (la rima riga della tabella.
Altri fisici o tecnologi/ingegneri (in particolare i metrologi) potrebbero interpretare le norme ISO-UNI, che regolano il nostro modo di scrivere al matematica, in modo diverso dal mio; caso mai si farebbero sentire
-
AutoreRisposte