OldClaudio

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  • in risposta a: Qworld #122546
    OldClaudio
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      Prima di risponderti ho guardato la data del qworld presente nella mia installazione e sembra che sia di luglio scorso. Siccome è scritto i giapponese, me io no lo capisco, nemmeno guardando le figure, mi ero persino dimenticato cha a settembre mi era stato installato.
      Dopo ho aggiornato e qworld non veniva né forcibly removed né aggiornato.

      Invece i fenomeno che ha segnalato accade con arara. Conoscendone l’autore non me ne stupisco. Sono cose che succedono nel campo dei contributi di persone non legate a nessuna comunità di utenti.

      Non me ne stupisco perché questo è il bello di LaTeX.

      in risposta a: opzione landscape con classe article #122543
      OldClaudio
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        Risposta del capo del LaTeX Project Team

        The reason is that the basic standard classes (dating back to the dvi area) do not set the the media box on a pdf, i.e. they are not setting paper height or width. That only happens if you load a graphics package (like graphicx or pict2e in your case) or hyperref or geometry.

        Quindi il mio sospetto era esatto; tu, Battista, l’hai sperimentato direttamente ma con la risposta del LPT ora ne abbiamo la certezza. Purtroppo sembra che il comportamento che hai notato per erticle sia comune a tutte le classi standard che, per motivi apparenti di retrocompatibilità non vengono modificate più di tanto. Voglio provare anche con book e report, ma temo che abbbia ragione il LPT a dire che questo inconveniente si incontra anche con le classi standard; noi ce ne accorgiamo raramente (almeno io non me ne ero mai accorto) perché di solito carichiamo almeno uno dei pacchetti citati dal LPT; spessissimo graphics, molto spesso hyperref.

        in risposta a: opzione landscape con classe article #122542
        OldClaudio
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          La risposta che ti ha dato Claudio va benissimo. Ma come dici tu, ti piacerebbe capire.

          Ho esaminato il codice della classe article e l’opzione landscape sembra definita correttamente. Ma non sembra attivata correttamente, a meno che non sia passata ad un altro file; sia esso geometry, sia esso pict2e.

          Conto di segnalare l’errore al LaTeX Project Team.

          Però vorrei aggiungere una piccola osservazione; anche se il codice funzionasse da solo, senza il contributo di altri file (ogni classe passa sempre le sue opzioni ai pacchetti che vengono richiamati; le opzioni per i pacchetti sono specifiche di ciascuno di essi; puoi approfondire questa questione delle opzioni nella guida clsguide che fa parte di TeX Live; la puoi leggere dando da terminale il comando [tt]texdoc clsguide[/tt]) non cambierebbe niente, ma con l’opzione onecolumn (impostata di default) i margini laterali sarebbero spropositati, come vedi nel tuo file C.pdf.

          Lavorando con landscape, è decisamente meglio usare l’opzione twocolumn. Prova a compilare questo esmpio minimo:`% !TEX TS-program = pdfLaTeX
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

          \documentclass[a4paper, landscape, twocolumn]{article}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{%
          pict2e,
          kantlipsum,
          }
          % —————————————————-
          \begin{document}
          \title{EMC with options landscape, pict2e, and twocolumn}
          \maketitle

          \kant[1-4]

          \bigskip

          END
          \end{document}
          ` Vedrai che la pagina landscape è riempita bene, con i margini di default della classe article, ma con la giustezza di ogni colonna che non supera la giustezza leggibile con comodità (una settantina di caratteri in ciascuna riga). Senza twocolumn, se la giustezza fosse quella della pagina intera con i margini normali, ogni riga conterrebbe circa 140 caratteri e sarebbe difficilissima da leggere senza usare un righello.

          Siccome manderò questo esempio al LaTeX Project Team, ho tolto il nome dell’autore per la solita questione di privacy.

          in risposta a: opzione landscape con classe article #122539
          OldClaudio
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            Battista, tutti e due gli esempi B e C mi lasciano perplesso; devo analizzarli per bene, ora e troppo tardi ed è possibile che l’analisi mi prenda abbastanza tempo; Confesso di avere usato k’opzione landscape molto raramente, ma tutte le volte ho ottenuto il risultato che mi aspettavo; quindi deve esserci sotto qualcosa di strano.
            Ci risentiamo domani.

            in risposta a: Stesso font per testo, matematica e figure #122533
            OldClaudio
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              OpenType e Unicode non sono sinonimi. Unicode è una codifica; Opentype è un modo di descrivere i contorni dei glifi contenuti in un dato file; quelli con estensione otf, come ha esemplificato samiel, hanno i contorni descritti con spline di Bezier di terzo grado; i type1 descrivono i contorni con spline di secondo grado, ma la codifica Unicode specifica la codifica di font con più di 256 caratteri in ogni file.
              La particolarità della codifica Unicode arriva fino a codici di 6 byte, troppo complicata in generale, quindi è sostituita da una transcodifica UTF-8 e anche da altre transcodifiche come la UTF-16; xetex è nato con la transcodifica UTF-16, ma pur non avendo mai usato altre transcodifiche diverse dalla UTF-8 (che ora è standard per tutti i motori di composizione del sistema TeX, compreso anche pdfLaTeX), non sono in grado di dire perché esista anche la UTF-16 e che vantaggi dia rispetto alla UTF-8.

              La risposta di Samiel, invece è utilissima per gli utenti di Linux, perché ogni sua variante ha programmi/app diversi/e per gestire i font.

              Grazie Samiel

              in risposta a: Stesso font per testo, matematica e figure #122530
              OldClaudio
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                Sì, Luciano, Tex Tive ha tra i suoi font diversi file OpenType, cioè Unicode, Na debian 11 che cosa ti dà?

                in risposta a: Stesso font per testo, matematica e figure #122528
                OldClaudio
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                  Direi che hai solo l’imbarazzo della scelta; i latin Modern (type! e unicode} e i New Computer Modern, anche questi usabili sia come type1 si unicode, ma entrambi con LuaLaTeX vanno benissimo, sono quelli più vicini allo standard si LaTeX, ma ci sono diversi altri font Unicode da sceglire Dai Libertine ai Libertinus, questi ukktimi fortemente consigliabili, e diversi altri.
                  A seconda del sistema operativo su cui lavori, dovresti essere in grado di sapere di queli font è dotato il tuo sistema opperativo; vi hai già trovato gi arev, ma come hia trovato quelli e dopo aver usato convenientemente fontspec per specificare i font testuali, e unicode-math per specificare i font matematici, puoi usare molte combinazioni.
                  Io ho un Mac, quindi posso usare l’app FontBook che mi permette di sapere di quali font è dotato il mio sistema operativo e di testuali ne ho circa 400; quelli matematici sono molti di meno, perché apparentemente pochi scrivono matematica, ma comunque ce ne sono alcune decine.
                  In ogni caso c’è solo l’imbarazzo della scelta.

                  Mentre non cè imbarazzo nello scegliere fra LuaLaTeX e XeLaTeX; quest’ultimo richiede di costruire la mamma dei font, e bisogna inderire nella mappa anche quelli de sistema operativo, altrimenti non li trova; LuaLaTeX invece ci pensa da solo a crearsi la lista dei font disponibili non solo quelli distribuito con il sistema TeX, ma anche quelli disponibili col sistema operativo.
                  Linux e Windows sono molto diffusi fra gli utenti del sistema TeX, ma non so di quali mezzi dispongano per sapere quali font sono accessibili con quei sistemi operativi.

                  in risposta a: ArsClassica e formato A5 #122520
                  OldClaudio
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                    @Cesko, sicuramene hai letto la documentaioe di ArsClassic e avrai certamente notato che La classe da usare in oartenza e una classe della collezione KhomaScript, che bisogna prima caricare classicthesis e poi arsclassica. Più avanti nella documentazione c’è scritto:

                    Don’t change for any reason the ArsClassica settings (fonts, text body
                    size, colors, . . . )

                    Quindi hai sperimentato che se cambi formato della carta, non cambia il formato della gabbia del testo; perciò hai verificato cahe quello che hai sperimentato è vero.

                    Permettimi un consiglio. Comporre su carta A5, mi fa pensare che tu voglia stampere due facciate affiancate su ogni facciata di un foglio A4, per poi piegare a metà i fogli della segnatura e infine per cucirli o pinzarli assieme.

                    Certo è possibile, per giiunta usando il pacchetto pdfpages la cosa si fa facilissimamente. Ma…

                    1) comporre direttamente su un formato A5 è possibile senza usare arsclassica.

                    2) senza usare arsclassica puoi comporre su carta A5 anche col l’opzione 10pt, ma onestamente le righe sono così corte che se ci metti dentro qualcosa che non sia puro testo il tutto viene piuttosto male.

                    3) Se componi su carta A4 anche con l’opzione 12pt, il risultato a schermo può essere bello, ma se metti due pagine per facciata, le devi ridurre del fattore 1,414 (radice di 2} quindi i font di corpo 12 vengono ridotti di quel fattore e appaiono dome se fossero di corpo 8,48, decisaente troppo piccolo; quindi la soluzione non va bene.

                    4) se usi un formato di carta B5 e usi un corpo 11pt, e poi riduci il formato dell’immagine della pagina per portarlo al formato A5 con pdfpages, devi scalare di un fattore 0,84 (radice quarta di 2) quindi il font normale di corpo 11 diventa 9,25, perfettamente leggibile; se invece componi in corpo 12 la riduzione dal formato di carta B5 al formato A5 lo porta al corpo 10,09 direi come se avessi composto direttamente sul foglio A5. Ma i quattro margini resterebbero proporzionati non ridotti come succederebbe se insistessi ad usare ArsClassica.

                    L’autore di arsclassica ama i testi composti in stili artisticamente molto belli; ne ha scritti diversi accessibili nella sezione documentazione di questo sito, e nel messaggio precedente al tuo informa di avere composto una trilogia riguardante la storia dei numeri e fornisce anche il link da dove scaricarli.
                    Scaricali e almeno sfogliali; e ti renderai conto di come l’autore ami il bello; se li leggi, vi trovi anche delle cose interessantissime; te li consiglio. Dei tre quello di mezzo è composto con lo stile del famosissimo book desiner Bringhurst; ti renderai conto che le dimensioni della pagina e della gabbia sono perfette; il font di corpo 11 è perfettamnte leggibile e nei margini compaiono anche le note marginali che non sono affatto striminzite. In sostanza è un documento interessante per il contenuto e bellissimo per la composizione.

                    Quindi hai grandi prospettive per produrre il tuo libretto in formato A5.

                    in risposta a: Storie di numeri #122515
                    OldClaudio
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                      Secondo queste norme le costanti matematiche vanno scritte in tondo; lo stesso vale per il differenziale d.

                      Quindi e è il numero di Eulero ed e è il valore assoluto della carica elettrica dell’elettrone. Altro esempio: i è l’unità immaginaria, mentre i è l’intensità di corrente; j è il simbolo alternativo dove si usa spesso il simbolo della corrente e j è il simbolo della densità di corrente elettrica.

                      Difficile da fare, ma π è la costante matematica pi greco, mentre π è l’angolo piatto, e la versione diritta senza grazie e nera è il pione (particella fisica).

                      In generale non bisogna scrivere i valori numerici delle misure con un numero esagerato di cifre; gli zeri dopo la virgola sono significativi, mentre siunitx li cancella; il significato è che l’ultima cifra significativa indica un’incertezza pari a una unità dello stesso peso; quindi scrivere 2000 m è diverso che scrivere 2,0 km: nel primo caso l’incertezza è di un metro, mentre nel secondo caso è di un decimo di chilometro; in entrambi i casi più o meno la metà: ±0,5 m nel primo caso, nel secondo ±50 m.

                      Queste norme sono riassunte meglio nella guida tematica “Comporre matematica” nella solita sezione Documentazione di questo forum

                      in risposta a: Storie di numeri #122513
                      OldClaudio
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                        Ho ringraziato Lorenzo, ma non basta.

                        Lorenzo ha composto un bellissimo testo; bello per quel che vi ha scritto, e bello per come l’ha composto.
                        Per gli utenti di LaTeX è un esempio di come fare le cose belle, colorate, piene di immagini ben fatte, con la matematica ben composta, anche se per la parte fisica non segue le norme ISO; ma certa fisica non si capisce bene se sia una matematica legata a misure o a ipotesi di cose sub-nucleari dove la formula impera e il significato per i poveretti come me che vivono con i piedi per terra e non fanno i voli pindarici necessari nella fisica delle cose incerte.
                        Consiglio a tutti di scaricare il file e di leggerselo; si imparano un mucchio di cose e si gode della bellezza della composizione. Questo è un esempio che contraddice il detto di un famoso book designer (di cui non ricordo il nome) che dice che “se un testo è attraente a prima vista è mal composto”. 😮

                        in risposta a: lshort #122510
                        OldClaudio
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                          Ragazzi, ci ho messo 5 giorni a leggere tutte le 300 pagine del nuovo lshort che short non è affatto.
                          Secondo me non sostituisce le precedenti versioni di lshort in inglese e nelle altre lingue, compresa la versione italiana che era già lunghetta, più lunga delle altre.
                          Ho imparato alcune nuove cose, ho trovato alcune (poche) affermazioni sbagliate; vi ho trovato dei refusi; la bibliografia è accurata ma i riferimenti risalgono prevalentemente al 2022, comprese le versioni di TeX Live, MacTeX e MikTeX.
                          Mi ripropongo di scrivere a Tobias Oetliker per segnalargli alcune cose che non vanno, i refusi e simili, gli avevo accennato che col suo permesso, l’avrei (l’avremmo) potuto tradurre in italiano; mi ha dato il permesso incondizionato; oltretutto la cosa sarebbe permessa dalla GNU public licence a cui la sua opera sarebbe sottoposta.
                          Ma personalmente io sarei contrario a tradurre qualcosa che è più aggiornato del libro di Lamport del 1994, ma andrebbe rivisto in ogni dettaglio; mentre la mia guida Il LaTeX Reference Manual commentato dice quasi le stesse cose anche se si riferisce prevalentemente a pdfLaTeX mentre il nuovo lshort si riferisce prevalentemente a LuaLaTeX, senza però mai dire una parola sul linguaggio Lua, che sarebbe la forza di LuaLaTeX.

                          Mah, sono molto perplesso.

                          in risposta a: lshort #122508
                          OldClaudio
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                            @Samiel
                            , ho scaricato dal sito che hai indicato il file lshort.pdf, versione 7.0.

                            Niente a che vedere con la precedente versione 6.3 in inglese. La nostra andava benissimo, e ora certamente è un po’ obsoleta in alcuni punti. Forse andrebbe aggiornata e, basarsi sulla 7.0 di Tobias, potrebbe essere una cosa valida. Tuttavia questa versione supera le 220 pagine, non è più tanto short. La stessa copertina ora contiene il disegno di TeX the Lion, e non specifica più di essere leggibile in meno di due ore. Io la sto leggendo da stamattina e sono ancora al capitolo 3; pur avendo seri problemi di vista, riesco a ingrandire la pagina sullo schermo del mio Mac, per cui riesco a leggere senza dovermi dotare di una lente da Sherlock Holmes.

                            Nella nuova Versione Tobias abbandona quasi del tutto pdfLaTeX e dedicato tutto quanto a LuaLaTeX e XeLaTeX, dicendo che quasi tutto quello che fa XeLaTeX lo fa meglio di LuaLaTeX e suggerisce ai possibili Newbye TeXies di rivolgersi solo a LuaLaTeX. In realtà qua e la indica alcune cosine che Xe fa e Lua non fa; riguardano specificamente le lingue ad ideogrammi e alcune varietà di scritture arabe. Io ho studiate questo cose he ho scritto anche qualcosa in merito, ma forse sono rimasto indietro; quello che ho provato per davvero è che Xe riesce a comporre il giapponese sia in orizzontale sia in verticale; la documentazione di fontspec.sty dice dele cose dalle quali si evincerebbe che anche Lua sarebbe capace di comporre il testo di ideogrammi in verticale, ma per esperienza diretta non ci sono riuscito; per usare un LuaLaTeX capace di farlo bisognerebbe usare la versione giapponese jalualatex, che però compone benissimo il giapponese, ma come lingue in caratteri latini compone solo in inglese e non permette di comporre in nessun’altra lingua. Questi cose qui sono fuori tema, ma indicano che la versione 7.0 non sembra così funzionale come parrebbe leggendola.
                            Ora cerco di finire di leggere la 7.0, di marcare gli errori; magari estraggo le pagine con gli errori che marco con segni colorati e con note a fumetto; e le madno a Tobias. Alcuni errori sono banali refusi, ma alcuni sono dei veri errori.

                            in risposta a: [CONCLUSO] programmi di composizione #122368
                            OldClaudio
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                              @bencio
                              ,
                              la E rovesciata con i font codificati T! o TC1, o gli altri a 256 caratteri non esiste. Esiste solo nei font Opentype e probabilmente non tutti.
                              Per usarla io ho dovuto definire una macro che non la riflette, ma la gira attorno al suo “baricentro di 180 gradi.
                              Per due motivi:
                              1) sebbene non sia la stessa cosa, il ribassamento e le crenature necessarie per scrivere XeLaTeX si possono aggiustare in modo che vada bene con qualunque font; e
                              2) se la rifletti e per caso scrivi XeLaTeX in corsivo, ti viene inclinata nel verso sbagliato, mentre ruotandola di 180 gradi l’inclinazione rimane quella giusta.

                              Eccoti il mio codice:`\DeclareRobustCommand*\Xe{X\ifdim\fontdimen1\font=0pt\kern-0.12em\else
                              \kern-0.15em\fi\lower.51ex\hbox{\rotatebox[origin=c]{180}{E}}}
                              \DeclareRobustCommand*\XeLaTeX{\Xe\ifdim\fontdimen\@ne\font=\z@
                              \kern-0.095em\else\kern-0.1em\fi\-\LaTeX}
                              \DeclareRobustCommand\XeTeX{\Xe\ifdim\fontdimen\@ne\font=\z@
                              \kern-0.195em\else\kern-0.17em\fi\TeX}
                              `Questo codice serve per comporre una delle guide che hai citato e che viene composta con pdfLaTeX che, lo ripeto, non usa i font OpenType.
                              Se invece leggi la documentazione del pacchetto fontspec (da terminale dai il comando [tt]texdoc fontspec[/tt] vedi come si gestiscono i font OpenType e in particolare come sia semplice comporre \XeLaTeX.

                              OldClaudio
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                                Benissimo.

                                LuaLaTeX si comporta differentemente da pdfLaTeX e XeLaTeX e non richiede che il suo file di formato contenga cose inutili, nel senso che sono sempre caricate anche se non vengono usate.

                                LuaLaTeX, per esempio, ha un formato che contiene solo i pattern di cesura in fin di riga per l’inglese, e lui stesso per ogni documento si carica i pattern solo per le lingue dichiarate con babel o polyglossia. Lo stesso vale per i font: pdfLaTeX e XeLaTeX hanno bisogno di avere disponibili le ammpe complete di tutti i font e possono usare solo i font elencati in quelle mappe; ne so qualcosa, perché mi sono creato alcuni font personali che non ho inviato a CTAN, ma talvolta li uso, quindi mi sono dovuto creare le mappe apposite e configurare TeX Live in modo che le legga.

                                Come puoi vedere nella sezione documentazione, ho scritto una guida sull’uso dei tre motori di composizione per comporre testi in molte lingue. La versione precedente era composta con XeLaTeX che dispone di una funzionaliotà specifica per comporre in giapponese orizzontale o verticale; LuaLatex non ne dispone (o meglio la documentazione di fontspec non è chiara sull’argomento, ma di fatto LuaLaTeX non può comporre in giapponese verticale); ho dovuto comporre gli esempi con il programma jplualatex apposito per il giapponese, e importare il risultato come immagine. jplualatex, per altro può comporre solo in giapponese e in inglese, quindi inadatto per comporre un testo prevalentemente in italiano.

                                Il sistema TeX non è onnipotente, anche se lo sembra; per gli uso normali è comunque potentissimo. Da quel che ho capito leggendo le newsletters che accompagnano ogni nuovo aggiornamento del sistema TeX, sembra che il LaTeX Project Team stia abbandonando XeLaTeX. Di fatto io uso solamente pdfLaTeX e LuaLaTeX, anche se ignoro lo scritp language Lua.

                                in risposta a: \label e \ref #122498
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Ho esaminato i file che sono stati allegati e sono rimasto perplesso.

                                  1) non si deve mai usare il codice di posizione h da solo; h sta per here if possible, ma se non è possibile metterlo proprio lì va in coda e potrebbe bloccare la coda.

                                  2) talvolta si vede chiamato il pacchetto subfig, talvolta non è specificato niente, e non si dice niente sul pacchetto subfloat, che fa cose simili a subfig, ma è più semplice da usare.

                                  3) il comando \emph non modifica e non assegna nessun valore all’argomento del comando \emph, che serve solo a mettere in corsivo il suo argomento. Chi assegna un valore all’argomento di \label è il comando \caption. Sia subfig, sia subfloat nella documentazione fanno esempi con \caption. Tuttavia che sia \caption a incrementare il contatore delle figure e ad assegnarne il valore all’argomento di \label, è un concetto talmente ovvio che mi pare impossibile dimenticarlo.

                                  Mi sfugge qualcosa? non ho capito gli esempi? Chiedo scusa, ma le mie osservazioni sono ciò che ho potuto notare negli esempi proposti.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 31 al 45 (di 11,287 totali)

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