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Non alludevo alla GuidaGuIT che tu citi, ma alla guida tematica Il LaTeX reference Manual commentato che si trova nella sottosezione dele guide tematiche del GuIT nella sezione Documentazione.Guarda che quella sottosezione delle guide tematiche è una miniera di cose utili; cerca di ricordartene, perché lì trovi cose che non sono raccontate per niente nelle altre guide, oppure che sono raccontate succintamente.
La sezione Documentazione è sezionata così:
DOCUMENTAZIONE
Guide per iniziare
Guide GuIT tematiche
Testi in libreria
Edizioni critiche
ApprofondimentiTu hai guardato solo la prima sottosezione, Guide per iniziare. Clicca sulla seconda.
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Attualmente il tuo esempio mostra i due margini della pagina uguali. Tipograficamente parlano è il massimo che puoi fare; se cuoi spostare la gabbia del testo più a destra nelle pagine di destra)dispari) e piu a sinistra nelle pagine di sinistra (pari) faresti l’opposto di quello che compare nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX.
Sebbene si possa fare, non ti dico come farlo, perché ti direi come volare una regola tipografica.L’altra questione di intestare le pagine destre e sinistre con quello che stai dicendo non ha senso; ti spiego perché. Hai fatto esempi con sottosezioni e sotto sottosezioni. Queste ultime di solito sono piuttosto brevi, quindi potrebbero essercen più d’una nella pagina di destra; Quale titolo ci metti? Lo stesso potrebbe valere per le sottosezioni: se ce ne è più d’una nella paigna, quale titolo useresti?
Ecco perché di default tutte le classi intestano la pagina di sinistra con il titolo del capitolo e quella di destra con il titolo della sezione in essere all’inizio della pagina. Il capitolo si suppone che duri alcune decine di pagine e che ogni sezione non sia troppo breve.
Infine domandati a che cosa servono le testatine quando esiste già l’indice generale; le testatine servono per una navigazione più alla buona e per permettere al lettore di saper in che capitolo e sezione si trova, anche se nelle due pagine affacciate de testo aperto non c’è nessun titolo corrente. L’indice generale, come dice il nome, indica in quale pagina comincino tutti i livelli di sezionamento che vi sono elencati.
Infine cerca di scrivere titoli meno lunghi e nel caso usa gli argomenti facoltativi dei comandi di sezionamento; nella pagina che hai mostrato il titolo del capitolo impegna 4 righe; certamente puoi trovare una frase più breve. Tieni presente che l’argomento facoltativo è quello che va nell’indice generale e nelle testatine di sinistra.
Quello che ti ha detto @Pas potrebbe esserti utile; con fancyhdr puoi configurare testatine e piedini di ogni pagina con quello che ti pare. Inoltre i programmi di composizione moderni permettono di usare vettori di mark, di molti lementi. il tutto è descritto nella documentazione che leggi da terminale digitando il comando texdoc etex, non spiega come usare tutti quei mark, ma ti fa capire che puoi scrivere quello che vuoi nelle 3 parti della testatina e nelle 3 parti del piedino in cui fancyhdr divide le testatine e i piedini.
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Benvenuto nel forum, Giacomo.
Direi che il tuo problema dipende dal fatto che non devi mai usare caratteri speciali fuori dai contesti in cui sono previsti. In particolare l’underscore _ che viene usato spessissimo in altri contesti, ma in LaTeX dovrebbe essere usato solo in matematica. Ultimamente sembra che sia consentito nelle operazioni che coinvolgono nomi di file, ma la regola numero 1 e quella di non usare caratteri speciali.So che esistono metodi strani che imbrogliano il programma di compilazione mediante impostazioni che lavorano con \uppercae e \lowercase; nel TeXbook ce ne sono alcuni esempi.
Se ci dicessi con più dettaglio quello che vuoi fare, sarebbe utile per trovare una soluzione; e un esempio minimo compilabile (EMC) sarebbe utile.
Non sono sicuro di saperti trovare una soluzione, ma con un EMC forse qualcun altro potrebbe farlo.PS: Un EMC è un file che comincia con \documentclass e finisce con \end{document} e contiene il minimo indispensabile per riprodurre i problema quando si compila il file.
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Il file .blg non va solo allegato al messaggio; prima va anche letto. Non hai notato la riga
`I found no \citation commands—while reading file Primo tentativo.aux`In quella riga c’è scritto che nel tuo file .tex non hai citato niente; come fa BibTeX a estrarre dal database quello che occorre per i riferimenti?
Allora hai già tolto [tt]\begin{document}[/tt] e [tt]\end{document}[/tt] dal file .bib, come ti ha detto @Marluxia; bene, ma continui ada vare lo stesso errore perché non hai citato niente.
Il modello che ti ha allegato @Marluxia compila beme anche se non si è mi citato niente con il comando \cite, ma compone la bibliografia perché correttamente @Marluxia ha messo il comando [tt]\nocite{*}[/tt] che vuol dire: riporta tutto (*) in bibliografia anche se non è stato citato (\nocite).
Come ti ho detto queste cose sono scritte in qualunque guida che puoi scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito.
Non essere timido; scarica e leggi la documentazione; c’è chi l’ha scritta per te e per molti altri, proprio per evitarvi di perdere tempo ad aspettare risposte dal forum che talvolta arrivano subito e qualche volta (molto raramente) non arrivano mai.
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Il problema è chiaramente in bibliografia.bib.Senza di quello che hai messo dentro quel file è dificile dirti che cosa non va.
Comincia a leggere il file .blg che si trova nella stessa cartella dove hia messo bibliografia.bib. Lì dovrebbe esserci scritto perché non ha genrerato il file .bbl partendo dal file .bib.
Poi puoi leggere una qualsiasi delle guide generali che torvi nella sezione Documentazione di questo sito. chi più diffusamante chi meno parla delle bibliografie da creare con BibTeX o con biber. Ma sostanzialmente il file .bib è lo stesso; biber può gestire più parole chiave di BibTeX, ed è epr questo che rappresenta il motore di gestione dei database bibligrafici quando si usa il pacchetto biblatex. Tu invece stai usando lo stile bibliografico plain (riferimenti numerati, citazioni per numero, ordine alfabtico per cognome del primo autore.) e BibTeX, quindi uno dei motivi di mancata generazione del file .bbl potrebbe essere che quelo che hai copiato da google scholar.
Tuttavia, come ho detto, senza il file .bib che hai creato e impossibile tirare ad indovinare che cosa sia successo.
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Non usare nessuno di quei midrule, che non ci vogliono mai.Per il resto le interruzioni bianche sono causate proprio dalla presenza di quei rule orizzontali che vengono inserti tramite dei \noalign, qunidi a stretto rigore non in ambente tabular. Puoi ottenere le maggiori spaziture veritcali a cavallo dei \…rule, semplicemente usando \hline, ma essenzialmente mettendo in almeno un cella di ogni riga un pilastrino invisibile che faccia sembrare la cella più alta o più profondadi quello che fa il pilastrino di default nella prima cella di ogni riga; questo pilastrino di default è semplicemente alto e profondo come una parentesi tonda con font di quel corpo.
Tu ptresti definire due pilastirni come questi`\newcommand\PilastrinoA{\rule{0pt}{3ex}}
\necommand\PilastrinoP{\rule[-1ex]{0pt}{1pt}}`Il primo con A (alto) lo usi per aumentare l’altezza e quindi per allontanare il filetto superiore dal contenuto delle celle di una riga della tabella. il secondo con P (profondo) serve per aumentare la profondità della cella, e quindi per allontanre il filetto il filetto inferiore dal contenuto delle celle di una riga.
Volendo, poi puoi definirti due varianti della riga \hline specificando uno spessore maggiore di quello di default, un po come sono le definizioni di \toprule e \bottomrule.
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@Pas, scusami, ma la tua esposizione del tuo problema è incomprensibile. Almneo, io non ho capito quale sia il problema.Dunque, ricapitolo quello che ho capito. Hai configurato con i comandi definiti da fancyhdr le testatine destre e sinistre mettendovi da una parte il titolo del capitolo e dall’altra il titolo del volume. OK; poi usi \section* che, come noto, a causa dell’asterisco non mette niente neé nelle testatine né nell’indice. Ma tu vorresti che ad ogni nuova sezione non comparisse più il titolo del capitolo.
Se questo è quello che intendevi dire, allora, avendo fatto in modo che \section con o senza asterisco non cambi nulla nelle testatine, come fai a far si che quel comando faccia qualcosa se gli hai detto di non fare nulla?
Capisco che la mia domando sia al limite del sensato, forse è già priva di senso; ma questo è quello che ho capito.
Forse mi ripeto, ma se vuoi avere una mano, devi scrivere correttamente e comprensibilmente quello che vuoi fare. Certo che con \thispagestyle qualcosa si potrebbe fare, ma possibilmente qualcosa che abbia senso e sia coerente con il resto. Mi spiego; con \thispagestyle{empty} oppure \thispagestyel{plain} qualcosa si può fare, ma non associato al comando \section, ma con qualche acrobazia, al comando \chapter (perché a sua volta contiene un \thispagestyle{plain} al suo interno), ma che senso avrebbe togliere il titolo del capitolo dalla testatina se in quella pagina compare l’inizio di una \section?
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@MisterMandarino, il tuo intervento è ottimo, ma soffre di un piccolo neo, al quale dovresti stare attento, perché gli utenti del sistema TeX non dovrebbero avere questi piccolissimi, quasi trascurabili nei.$Mb non viol dire niente; il simbolo b non esiste nel sistema internazionale e l’informatica non è esente dal rispetto delle norme relative alle unità di misura; il bit non si semplifica in b, e il byte non si semplifica in B; entrambi si scrivono per disteso.
Inoltre i prefissi decimali sono diversi: quelli decimali sono k, M, G, T, eccetera; quelli binari sono Ki, Mi, Gi, Ti, eccetera.Sono diversi r che quelli decimali sono le successive potenze 3, 6, 9, 12, eccetera di 10; mentre quelle binarie sono le successive potenze 30, 60, 90, 120, eccetera di 2; e siccome 2^{10}=1024 e questo è diverso da 10^{3}=1000, usare i prefissi binari o quelli decimali non è affatto la stessa cosa, anche se a spanne non sono molto diversi. 😉
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No, non è un errore del nucleo di beamer, è semplicemente che i fine riga sono trattati come spazie e in modo orizzontale (come si è dentro un ambiente frame, gli spazi e i fine riga dopo le graffe, sono sigificativiQuando si scrivono maro, o si usano macro che coinvolgono graffe chiuse (ma non solo) bisogna ricordarsi di abolire il fineriga direttamente dopo la graffa, mettendoci un segno di commento; durante la fase di immissione dei dati il motore di composizione non vede niente dal segno di commento incluso fino al promo segno diverso da uno spazio nella riga successiva. Se nella riga successiva si ha una irga vuota, senza nemmeno il segno di commento, il fine riga non viene ignorato maviene correttamente interpretato come un fine capoverso se si era in modo orizzontale.
Queste quattro righe non la dicono tutta su quello che Enrico espose a Trento, le cose sono più complesse, ma nel tuo caso il segno di commento dopo la graffa chiusa ha risolto il problema che nasce da quanto ho enunciato nelle prime due righe.
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In merito agli spazi spuri, ti potrebbe interessare un articolo che Enrico Gregorio ha pubblicato sul numero di ArsTeXcnica relativo al meeting di Trento, mi pare. L’articolo era un remake di un analogo intervento in inglese fatto altrove; spiegato meglio e con numerosi esempi molto istruttivi. Essendo passato più di un anno, il download di quel numero di ArsTeXnica, dalla sezione di questo forum, è libero a tutti, soci e non soci.
Secondo me vale ogni parola che contiene. Ma gli esempi sono oltremodo istruttivi.
::Non mi sono spiegato bene; non devi lavorare cn due cartelle di immagini; devi lavorare solo con una cartella, ma metti l’opzione draft alla classe; componendo con qualunque programma basato su LaTeX (pdf-, xe-, lua-latex) le immagini non ti vengono incluse nel PDF, ma viene comunque riservato il posto per quando le metterai per davvero alla fine del lavoro; controlla il PDF; vedrai che da 120MiB ti scenderà, probabilmente sotto i 5MiB, forse anche sotto il’1MiB.
Comunque va benissimo come stai facendo creati lo script bash comprimi; e aggiungi un altra voce alla lista di motiri di TeXstudio, che contenga la riga pdflatex -errorstopmode -synctex=1 $1 | comprimi $1 (o qualcosa del genere $1 sta per il nome del mainfile, forse va scritto in un altro modo…) Naturalmente comprimi deve avere il bit di eseguibilità impostato e deve essere in una cartella che sia sul path. Questo è quello che farie io, poi magari, se non funziona ci lavorerei sopra per capire perché e provvederei in merito.
Oppure usa arara a cui dici di compilare il file tex e poi di eseguire comprimi; le due azioni restano separate, ma le fa arara; la guida di arara si legge con texdoc arara da terminale. Non è male, per niente, gli si riescono a far fare cose molto belle e piuttosto complesse. Io abitualmente non lo uso, ma certamente tu lo troverai molto utile per questi scopi.
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Marco, capisco le tue esigenze; immaginavo che si trattasse di una cosa del tipo di quella che descrivi. ma ci sono altri metodi, forse più efficienti di quello che stai facendo ora.1) nel lavoro cooperativo, se il progetto è costruito bene, esso si appoggia a più cartelle, una delle quali contiene le immagini; queste non vengono cambiate ad ogni aggiornamento, sono una specie di dato fisso. Generalmente sono molto ingombranti come numero di byte, talvolta di alcini mega ciascuna. È chiaro che ognuna occupa spazio due volte, una volta nella cartella delle immagini, e una volta nel PDF composto.
2) se componi con l’opzione draft, nessuna immagine viene effettivamente inserita nel file, ma il suo spazio viene occupato da un semplice riquadro dentro il quale viene scritto il nome del file grafico che contiene l’immagine.
3) condividere con i collaboratori il file sorgente e/o il file composto con draft, vuol dire scambiare file di solo testo o poco più.
4) ogni collaboratore che voglia vedere il tutto completo, può ricomporsi il file togliendo l’opzione draft.Mi rendo conto che questa procedura, efficientissima, è usabile solo fra collaboratori che dispongono del sistema TeX. Giustamente puoi controbattermi che i tuoi collaboratori non dispongono tutti del sistema TeXo, peggio ancora, che tu sei l’unico in grado di usare il sistema TeX.
In questo caso direi che non stai componendo un documento in collaborazione con altri; stai lavorando da solo, e i collaboratori sono quelli che “ti fanno le pulci”; non sono collaboratori ma, caso mai, nel migliore dei casi, revisori. O semplicemente dei tuoi superiori d’ufficio a cui devi rendere conto di quello che stai facendo. Be’, la soluzione di mandare loro un file PDF senza immagini non funzionerebbe e l’idea di comprimere il tutto con il procedimento che hai indicato resta la tua unica salvezza.
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