OldClaudio

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  • in risposta a: Comando personalizzato in Texstudio #110296
    OldClaudio
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      Marco, quello che chiedi mi sorprende; non sono mai riuscito ad ottenere da un PDF con certe dmensioni una altro PDF di dimensioni minori, spesso molto maggiori, qualche volta un po’ più piccole, ma con differenze trascurabili, dell’odrine dll’1% o del 2%. Non escludo che lo si possa trattare come un output per stampante con una piccola densità di pixel al pollice, ma il risultato è generalmente penoso, nel senso che perde al sua natura vettoriale, o meglio, la conserva ma con una granulosità inaccettabile dei contorni visto che i nodi delle spline che definiscono i contorni vengono attribuiti a coordinate intere e vengono ridotti di numero.

      No, il formato PDF non è di per sé verboso come il linguaggio postscript, pur essendone una derivazione e riduzione, ma è compresso, molto compresso; piuttosto vedi di impostare i tuoi programmi che producono file PDF in modo che usino il massimo grado di compressione (che tra l’altro, se non vado errato, a differenza della compressione dei file JPG, basati sulla trasformata di Fourier bidimensionale discreta, è una compressine lossless, e quindi non perde nessuna informazione.

      Poi certo, per esigenze particolari si può anche pensare a bozze di bassa definizione, purché il file finale, a lavoro finito, sia di definizione sufficientemente elevata.

      Ricordati il principio fondamentale della teoria dell’informazione; se vuoi una riduzione del numero di bit contenuti in un determinato file, puoi lavorare solo sulla ridondanza dell’informazione che vi è contenuta; se vai oltre, perdi informazione.

      in risposta a: Fascia laterale all’interno del Curriculum VItae #110294
      OldClaudio
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        La UE non è brutta; non sarà perfetta, ma è meglio che se non ci fosse. Parere polarizzato da uno che è europeista da prima del trattato di Roma, e dopo essere stato negli USA da adolescente lo è diventato ancora di più.

        Però è vero che europecv è sempre più richiesto ancjhe fuori delle istituzioni europee.


        @fedegp3105
        , @schwarz89it ha ragione; senza un esempio minimo che replichi il tuo problema, è difficle darti una mano. Certo che se il rettangolo colorato non va dove pensavi che andasse, vuol dire che non hai messo quel comando nel posto giusto; e senza spare dove l’hai messo, è difficile dirti dove avresti dovuto metterlo.

        OldClaudio
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          So che quanto scrivo non sarà gradito, ma il file di testo per spiegarne l’uso si crea molto semplicemente in un colpo solo, producendo il codice commentato in formato .dtx. C’è una guida tematica apposta su questo argomento.

          Il file .dtx è un unico file compilando il quale si ottiene sia la classe o il pacchetto, sia eventuali file subalterin, più un file PDF che contiene una prima parte sull’uso e una seocnda parte con il codice commentato.

          Questo è il metodo che viene usato per l’archivio del TUG, il famoso CTAN da cui si scarica sia il sistema TeX sia ogni pacchetto alla spicciolata, anche pacchetti di archivio oramai obsoleti, ma che qualche volta sono necessari per compilare documenti di cui si ha il solo sorgente.

          I membri del GuIT che contribuiscono i loro lavori a CTAN seguono sempre questa via. Per ora il GuIT non ha ufficialmente un sito dovo=e si possono mettere a disposizione i propri lavori; Roberto giustamente propone il siti github, ma non esiste una procedura unificata, tanto che, per esempio, la mia versione della classe guidatematica è molto più avanzata di quella che si trova nel github, e per quel che mi risulta, io non ho accesso con “licenza di uccidere” per aggiornare quella classe. Lo stesso vale per la classe per la serie LC-documentation guidaLC. Non me ne lamento. Sto solo indicando alcuni scogli che persone prive di iniziativa come me dovrebbero affrontare.

          in risposta a: Problema inserire tabelle ed immagini di dimensioni elevate #110289
          OldClaudio
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            1) Non so su quale piattaforma alvori (Mac, Linux, Windows?) né quale installazione del sistema TeXhai sulla tua macchina (MacTeX, TeXlive di CTAN, TeXLive Debian, MikTeX?). Ti posso dire che se hai installato MacTeX o TeXLive di CTAN, aprendo un terminale o prompt dei comandi e scrivendoci dentro texdoc pacchetto ti si apre la dcocumentazione vera del pacchetto che hia già sul tuto disco, senza bisogno di andare a cercare in rete.

            2) non devi cercare nesusn pacchetto ti basta qualcosa come`\begin{table}\small …\end{table}` Al posto dei puntini ci metti tabular; oppure apri l’ambiente sidetable, chi scrivi dento \small prima di longtable e sei a posto. Se \small non rimpicciolische abbastanza hai a disposizione \footnotesize, \scriptsize, \tiny; ma, … attenzione: questa tu domando mi insospettisce in merito al fatto che tu abbia letto qualche guida su LaTeX; il sospetto è che tu non ne abbia lette; qui, nella soezione documentazione, hai solo l’imbarazzo della scelta; da LaTeX per l’impaziente, a L’Arte di scrivere con LaTeX, al malloppone Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX.

            3) invece del titolo con il comando \chapter, usa semplicemente il comando \section eti rimane molto più spazio sulla paigna. Se sei nella backmatter il titolo rimane senza numeri.

            4) leggi una guida, perché le tue domande mi la sciano sospettoro…

            in risposta a: Problema inserire tabelle ed immagini di dimensioni elevate #110287
            OldClaudio
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              Ciao e benvenuto nel forum.

              Ho letto con attenzione il tuo quesito; ti rispondo prima parlandoti del titolo dell’appendice.
              Di solito tutti i sezionamenti dello stesso livello in tipografia si fanno nello stessomodo; di solito vuol dire che a ragion veduta si possono anche fare in modo diverso. Per esempio nella documentazione della classe memoir, ogni capitolo ha un’intestazione eseguita con uno stile diverso da tutti gli altri capitoli. L’autore così ha esemplificato le varie cose che si pososno fare con quella classe; in sostanza l’ha fatto a ragion veduta. leggiti la documentazione del pacchetto titlesec per vedere come fare a cambiare aspetto alle prime pagine dei capitoli; esamina anche la possibilità di usare il pacchetto appendix, che ti permette di inserie una pagina di separazione quasi fosse una \part, con il titolo al centro e nient’altro nella pagina; è una soluzione che va bene quando non dai un titolo vero e proprio alle appendici che vi inserisci dopo, quindi sei liberissimo di mettere per ciascuna appendice sia un titolo di capitolo non numerato, sia una pagina con un titolo di tuta creazione.

              per quanto rigurada gli iserti di tabelle e figure molto grandi, oltre a usare il pacchetto rotating e l’ambiente sidewaysfigure (o sidewaystable) devi sempre domandarti se se una tabelle con 22 colnne abbia senso;l’esempio che hai mostrato prevede 22 colonne con i filetti verticali dopo la prima e poi ogni tre colonne; premesso che in tipografia i filetti verticali “solitamente” non si usano (e il solitamente, come prima per i titoli, indica che a ragion veduta si può anche violare al solita impostazione) rischia di non stare nemmeno in un foglio A3 in landscape; dipende dalla larghezza dei contnuti delle celle. A me è capito di comporre una matrice di una trentina di colonne; messa di traverso ci stava nella pagina; ma era una tabella che conteneva solo i valori 0, 1 e -1; quindi le celle erano piccolissime; ridotta la spaziatura intercolonna da 12pt a 4 pt la tabella ci stava (girata di 90°). Ma la cosa era fatta a ragion veduta. In generale una tabella di numeri (matrice) o di testo non ha informazioni così poco ingombranti, quindi, tabelle con tante colonne sono di solito da inserire comme fogli fuori testo, o è meglio ripensarle e scomposte in diverse tabelle’. Nel tuto caso replicando la colonna di sinistra (la colonna indice) e le 7 X 3 = 21 colonne successive in una tabella con 3 X 4 =12 colonne oltre alla colonna indice, e un’altra di 3 X 3 =9 colonne, semrpe oltre la colonna indice, e con contenuti delle celle non troppo larghi, riesce a far stare la tua tabellona in due tabelle, non ruotate, composte sun due pagine adiacenti; se non fosse sufficiente con due tabelle affiancate puoi provare con tre tabelle affiancate, ma su tre pagine consecutive.
              Poi puoi anche provare a comporle in corpo più piccolo.Insomma ci sono tanti modi epr farlo, ma devi pensarla prima e progettarla prima di comporla una tabelle ingombrante e scegliere una o più strade per fare stare un oggetto grande su una o più paigne di dimensioni minori.

              in risposta a: installazione font in TEX su Mac #110273
              OldClaudio
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                Premetto che non ho un gusto particolare per questo o quel font; il mio occhio non è abbastanza allenato per distinguere le finezze che differenziano i font, anche se qualche idea per distinguere quelli del XVII secondo da quelli moderni pi pare di averla. Forse non presuntuoso, nel ritenere di avere qualche cognizione, ma in fondo me la cavo.

                Tuttavia @fcusin dispone di un Mac; @samile non ricordo che piattaforma usi; ma il Mac dispone di almeno tre varietà di Garamond, alcuni che arrivano con il sistema TeX, altri che arrivano con il sistema operativo; i più ricchi sono della Adobe, e si chiamano Garamond Premiere Pro. Ogni serie/forma contiene i glifi per il latino esteso, il greco esteso e mi pare anche per il cirillico esteso; dispongono tutti del maiuscoletto; Chi ha provato gli EBgaramond ne elogia l’eleganza, ma lamenta che manchino le varianti bold.

                Invece gli Adobe Garamond Premiere pro hanno il regular, il medium, il semiboild e il bold; in tondo e in corsivo, sempre con i caratteri normali e con il maisucoletto; ma dispongono anche di varianti ottiche per le didascalie e per i titoli. Come font classici, dispongono solo di font testuali, oltre ad una piccola collezione di ornamenti. mancano toitalmente della matematica, per cui è necessario affiancarli con font opentype matematici di cui non saprei che cosa scegliere affinché non stoni con i Garamond testuali; quindi fcusin può tranqullamente dimenticarli per scrivere dispense di fisica.

                Per quanto siano belli ed eleganti nella loro classicità io non sceglieeri dei font perché mi pacciono, ma perché mi servono completamente per comporre un determinato testo; se li voglio usare per comporre un romanzo, forse userei i Garamaond, specialmente se la vicenda narrata si svolge nel passato; per un romanzo moderno useri il Palatino; per un testo che contenga la matematica userei solo e soltanto i Latin Modern o i CMU, questi ultimi completi di latino, greco e cirillico, con molti segni speciali, ma se ben ricordo solo in un corpo, quindi poco adatti per la matematica ma si possono adattare con la matematica Type 1, sebbene con qualche piccola attenzione per fa convivere i font testuali OpenType con i font matematici non OpenType.

                è chiaro che queste mie osservazioni sono generiche e non hanno e non debbono avere nessun significato particolare rispetto ai vostri gusti per i Garamond; sono soltanto mie osservazioni, pertinenti al tema di questo filone di messaggi, e che rappresentano il mio modo di gestire e scegliere i font, che ha qualche vantaggio, ma non si può certo dire che brilli di fantasia.

                in risposta a: Programma simile a Geogebra? #110206
                OldClaudio
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                  Sì, il sui scopo è quello di ritagliare tutto lo spazio bianco attorno ad una figura; Supponi di avere una foto.jpg; con un piccolo file del tipo[code]\documentclass{standalone}
                  \usepackage{graphicx}
                  \begin{document}
                  \includegraphics{foto}
                  \end{document} che compili con pdflatex (o anche con xelatex o lualatex), ottieni la figura trasofrmata in formato PDF eperfettamante scontornata.

                  Naturalmente al posto di foto.jpg puoi metterci quello che ti pare, ance un tikzpicture, anche un file eps, anche una minipage contente del testo, basta che quello che vuoi scontornare sua qualcosa valido da dare in pasto a \includegraphics, ma un solo oggetto, in sostanza una scatola contenente quello che ti pare.

                  Estremamente utile. Anche con le opzioni di includegraphics si può scontrornare una figura o mostrarne solo una parte; basta specificare una delle opzioni viewport oppure trim, ed usare l’opzione clip, oppure \includegraphics*.

                  Io l’ho trovato molto utile anche per scontornare figure elaborate con il mio visualizzatre PDF (quello del Mac) con il quale avevo ruotato figure con contrno da togliere; avrei potuto scontornarle anche ocn il mio visualizzatore, ma ho fatto prima a farlo con il piccolo file che ricorre alla classe standalone.

                  in risposta a: installazione font in TEX su Mac #110269
                  OldClaudio
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                    Se vuoi usare i Simoncini Garamond con pdfLaTeX, hai bisogno di tutto quell’armamentario; il procedimento usato potrebbe funzionare anche per il MAc, che è un sistema UNIX come Ubuntu.
                    Tuttavia se disponi dei font Opentype da cui la procedura di Lehman crea tutto l’armamentario che hai elencato, ti basta metterli nella cartella ~/Libreria/Fonts/ e dopo averli aperti con LibroFont, ti basta cliccare la certella installa; dopo di che XeLaTeX e LuaLaTeX li trovano e li usano tranquillamente con tutte le babel cose che si possono fare con i font OpenType, cose che in generale vengono parzialmente perse passandoli ai font virtuali di 256 glifi, gli unici che is pososno usare con pdfLaTeX. Per esempio certe legature “antiche”, certi swash con le code delal Q che passano sotto le lettere adiacenti, o anche la gamba destra della R.

                    Deciditi a passare all’uso dei programmi che gestiscono ed usano i font OpenType, specialmente se sei deciso ad usare font “artistici” e “storici” come i Simoncini Garamond. Ti ci vorrà un pochino di tempo, ma non te ne pentirai.

                    in risposta a: dimensione prima lettera su una o più linee #110256
                    OldClaudio
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                      Si chiama capolettera, se ne parla nella Guida Guit e, mi pare, anche ne L’Arte di scrivere con LaTeX. Si ottiene con il pacchetto lettrine.

                      in risposta a: Indice ordine alfabetico testo normale e corsivo #110231
                      OldClaudio
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                        Grazie di avermi chiarito le idee sugli ex pianeti. Si sapeva da tempo che forse Plutone non era di origine solare, vista al sua orbita e il senso di rotazione anomali rispetto a quelli degli altri pianeti e degli asteroidi. Poi le classificazioni degli enti cambiano.

                        Comunque hai ragione che nel mio esempio il caso B aveva un \inexit di troppo, nel senso che la frase non stava nemmeno in piedi; il codice seguente rende almeno la frase corretta.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                        % !TEX TS-program = pdflatex

                        \documentclass{article}
                        \usepackage[utf8]{inputenc}
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage{lmodern}

                        \usepackage{imakeidx}

                        \newcommand*{\indexrm}[1]{#1\index{#1@\textrm{#1}}}
                        \newcommand*{\indexit}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}}}
                        \newcommand*{\indexrmnn}[1]{#1\index{#1@#1|nn}}
                        \newcommand*{\indexitnn}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}|nn}}

                        \newcommand*\nn[1]{#1n}

                        \makeindex
                        \begin{document}

                        Pippo\index{Pippo}, amico di \indexit{Paperino}, aveva il cane \indexrm{Pluto}\footnote{In realtà \indexitnn{Pluto} era il cane di \indexitnn{Topolino}.}.

                        \newpage

                        \textbf{Caso A} Ma Pluto\index{ex pianeta!Pluto@\textit{Plutone,(Caso A)}}, nella lingua inglese, è anche un ex pianeta.

                        \textbf{Caso B} Ma \indexit{Pluto} è il nome inglese di un ex pianeta.

                        \newpage

                        Il grande scienziato italiano\indexit{Galileo Galilei}, autore del \indexit{Sidereus Nuncius}, fu professore a \indexrm{Padova}\index{Città del Veneto}.

                        \printindex
                        \end{document}`

                        in risposta a: Indice ordine alfabetico testo normale e corsivo #110229
                        OldClaudio
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                          Capisco che volevi fare un esempio che mettesse in crisi il codice; ma
                          1) Plutone non è un ex pianeta, ma un pianeta (magari non di origine solare, ma orbita attorno al sole come gli altri pianeti.
                          2) make index è moto più potente; se non leggi la documentazione non puoi sapere come dirimere casi che il codice non può dirimere, perché tratta solo stringhe di testo senza capire quello che scrive.
                          3) infatti makeindex può fare indici gerachici fino a tre livelli, uno principlare de due secondari subalterni gerarchicamente
                          4) che poi Pluto e Pluto per noi siano il nome dello stesso cane, per il codice sono due cose diverse, e ho scelto quell’esempio apposta; sta a noi gestire il testo in modo coerente, quandi non imetteremo ami nell’indice gli stessi nomi composti in modo diverso. Guarda il codice seguente; nonho inventato niente, ho semplicemente usato la sintassi da usare epr gli argomenti di \index per essere trattati gerachicamente.
                          `\documentclass{article}
                          \usepackage[utf8]{inputenc}
                          \usepackage[T1]{fontenc}
                          \usepackage{lmodern}

                          \usepackage{imakeidx}

                          \newcommand*{\indexrm}[1]{#1\index{#1@\textrm{#1}}}
                          \newcommand*{\indexit}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}}}
                          \newcommand*{\indexrmnn}[1]{#1\index{#1@#1|nn}}
                          \newcommand*{\indexitnn}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}|nn}}

                          \newcommand*\nn[1]{#1n}

                          \makeindex
                          \begin{document}

                          Pippo\index{Pippo}, amico di \indexit{Paperino}, aveva il cane \indexrm{Pluto}\footnote{In realtà \indexitnn{Pluto} era il cane di \indexitnn{Topolino}.}.

                          \textbf{Caso A} Ma Pluto\index{pianeta!Pluto@\textit{Plutone,(Caso A)}}, nella lingua inglese, è anche un pianeta.

                          \textbf{Caso B} Ma Pluto\indexit{Plutone, pianeta (Caso B)}, nella lingua inglese, è anche un ex pianeta.

                          \newpage

                          Il grande scienziato italiano\indexit{Galileo Galilei}, autore del \indexit{Sidereus Nuncius}, fu professore a \indexrm{Padova}\index{Città del Veneto}.

                          \printindex
                          \end{document}`

                          in risposta a: Indice ordine alfabetico testo normale e corsivo #110227
                          OldClaudio
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                            A me non risulta quello che mi dici; ho predisposto questo esempio minimo compilabile, come avresti dovuto fare tu per mostrare quello che facevi e che non ti tornava: `% !TEX TS-program = pdflatex
                            % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                            \documentclass{article}
                            \usepackage[utf8]{inputenc}
                            \usepackage[T1]{fontenc}
                            \usepackage{lmodern}

                            \usepackage{imakeidx}

                            \newcommand*{\indexrm}[1]{#1\index{#1@\textrm{#1}}}
                            \newcommand*{\indexit}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}}}
                            \newcommand*{\indexrmnn}[1]{#1\index{#1@#1|nn}}
                            \newcommand*{\indexitnn}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}|nn}}

                            \newcommand*\nn[1]{#1n}

                            \makeindex
                            \begin{document}

                            Pippo\index{Pippo}, amico di \indexit{Paperino}, aveva il cane \indexrm{Pluto}\footnote{In realtà \indexitnn{Pluto} era il cane di \indexitnn{Topolino}.}.

                            \newpage

                            Il grande scienziato italiano\indexit{Galileo Galilei}, autore del \indexit{Sidereus Nuncius}, fu professore a \indexrm{Padova}\index{Città del Veneto}.

                            \printindex
                            \end{document}`Compila e si vede benissimo che l’indice analitico ha le voci tonde e corsive mescolate e ben messe in ordine alfabetico; solo se la voce è la stessa , ma una è composta in tondo e l’altra viene in corsivo, quella in corsivo nell’indice viene prima; ma come ho detto se metti nell’indice due voci scritte in modo diverso, sono voci distinte, non sono la stessa voce. se vuoi prima quella in tondo e poi quella in corsivo, mdifica la prrima definizione di \indexrm con la seguente`\newcommand*{\indexrm}[1]{#1\index{#1@#1}}`

                            Se così ancora non ti va bene, spiegati meglio con codice effettivo, non solo con le parole; gli esempi minimi compilabili servono a questo.

                            in risposta a: Indice ordine alfabetico testo normale e corsivo #110225
                            OldClaudio
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                              Ti assicuro che non ho capito che cosa vuoi fare.
                              Nel precedente messaggio avevi chiesto come fare per indicizzare Galielo Galilei con la stessa pagina del testo Sidereus Nuntius. Ora mi dici che non era quello che volevi fare, ma un;altra cosa che non ho capito quel sia.
                              Con LaTe si può fare qulunque cosa abbia un minimo di senso. Siccome quello che ho capito, evidentemente fraintendendo, non ha senso, con LaTeX non si può fare. Se ti spieghi meglio, forse ci si riesce, ma ricorda che LaTe è solo uno strumento e fa quello che gli dici di fare; di solito è un esecutore molto obbediente; è raro che faccia degli errori nell’esecuzione (nel senso che gli errori li fa, 999/1000 perché noi gli abbiamo detto di fare cose sbagliate). Succede a me, succede a te, succede a tutti di sbagliare a dare gli ordini da eseguire. Ma per dare ordini giusti, bisogna avere le idee chiare. In questo momento non ho nessuna idea chiara su quello che vorresti ottenere.

                              in risposta a: Indice ordine alfabetico testo normale e corsivo #110223
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                1) Quel codice |nn va dove l’ho messo io perché va supito dopo il modo di stampare la voce, cioè subito dopo la fine del comando \textit, ma comunque sempre fra le graffe che contengono l’arogmento di \indexitnn; conta le graffe aperte e chiuse e te ne accorgi subito.

                                2) `… Sedereus Nuncius\index{Galileo Galilei} …`

                                in risposta a: Indice ordine alfabetico testo normale e corsivo #110221
                                OldClaudio
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                                  Caro @Pas, sbagli a non leggere la documentazione che ti ho segnalato qualche messaggio fa; spenderesti forse una mezz’oretta, ma impareresti di più che non a farti dire come fare:`\newcommand*{\indexitnn}[1]{\textit{#1}\index{#1@\textit{#1}|nn}}`

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 3,016 al 3,030 (di 11,287 totali)

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