OldClaudio

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  • in risposta a: syriac font\Johannes Heinecke #88646
    OldClaudio
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      Vedi, continuo a non capire, anche eprché probabilmente l’errore iniziale non è nello script Python, ma è prima, nell’installazione dei font: che cosa vuoi dire quando scrivi «dopo aver installato i files del font in oggetto seguendo la usuale struttura tds»?

      Di solito i font non si installano così, specialmente se sono font di tipo Adobe Type 1 (i soliti font PostScript, insomma) da usare con pdfLaTeX.

      Già ammesso che sia stata indicata la cartella della struttura TDS, bisonga vedere se questa prima installazione è stata fatta correttamente, con i file mtrici nella loro cartella, i file PFB nella loro cartelal, le mappe nella loro cartella, se hai aggiornato il databse dei nomi dei file, se hai aggiornato il file updmap.cfg nel modo correto per la tua distribuzione, se hai eseguito il comando updmap-sys (o equivalente) relativo alla distribuzione.

      Ammesso che tu abbia fatto tutte quelle operazioni in modo corretto, bisogna vedere quali messaggi d’errore tu ricevi e da quale programma per poter dire se c’è un errore a valle, o se l’errore avvien in realtà prima che lo script Python se ne accorga.

      Vedi dunque che le informazioni che dai sono poche per darti una mano ad uscire dalla buca nella quale involontariamente ti trovi…

      in risposta a: [RISOLTO]Fori su fogli A4 #88655
      OldClaudio
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        Sì, esiste, ma è complesso da spiegare in messaggio del forum.

        1) bisogna sapere innanzi tutto se di fori ne devi segnare 2 oppure 3 oppure 4; e a che distanza la tua foratrice li fa sia fra i centri dei fori sia fra questi centri e il bordo della carta.
        2) devono essere sistemati come una immagine di sfondo; quindi pacchetti come watermak, xwatermark, eso-pic e simili vanno bene.
        3) devi disegnarti perciò un disegno in scala della pagina A4 (se devi forare un A4) mettendo dei crocini o dei circoli nelle posizioni dei tuoi fori; poi con uno dei programmi suddetti inserisci quel disegno scalandolo alla dimensione della pagina A4.

        Certo scrivere il codice sarebbe forse più chiaro, ma sarebbe anche molto luogo; sarebbe meglio che te lo facessi da solo, così impari anche a fare semplici disegni o con l’ambiente picture, o con lo stesso ambiente esteso dal pacchetto xpicture, o con il pacchetto TikZ. Direi che l’ambiente picture da solo va benissimo, ma comunque devi mettere tu in posizione il tuoo disegno con i fori al punto giusto.

        in risposta a: Memoir e numeri di pagina #88595
        OldClaudio
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          `\markboth{Nota introduttiva}{Nota introduttiva}`subito dopo il comando \chapter.

          in risposta a: syriac font\Johannes Heinecke #88644
          OldClaudio
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            Io non ho capito niente. Se ti spieghi meglio, forse…

            in risposta a: Come scrivere un regolamento con Latex? #88634
            OldClaudio
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              Le classi esistenti sono per la maggior parte delle tipologie di testi; se cerchi ben non trovi nemmeno una classe per comporre, un Codice Civile, una Bibbia, un Vangelo e altri simili testi che sono suddivisi in maniera “strana”.

              La soluzione è quella di scriversi una classe per ottenere il risultato voluto; tieni presente che non esistono nemmeno modelli comunemente accettati per questi testi; anche i regolamenti condominiali, nella loro semplicità sono redatti sonza un modello da seguire, e ogni notaio lo compone come meglio crede. È difficile creare una cosa che vada bene per tutti; e se va bene in Italia, non va bene in Francia; ricorda che LaTeX è molto internazionale. Persino per le tsi di laurea in rete esistono almeno una trentina di classi, ognuna per una università diversa e raramente modificabili per adattarle ad un’altra università. (In un certo senso questo problema è parzialmente risolto mediante il pacchetto frontespizio di Enrico; ma ho avuot occasioni di seguire tesi all’estero, e ogni volta le informazioni richieste per il frontespizio erano diverse…)

              Se vuoi crearti una classe, tieni presente che nella sezione Documentazione di questo sito, nella sotto sezione delle Guide Tematiche, ce n’è una che racconta come scrivere una classe.

              in risposta a: configurare una colonna con un comando #88611
              OldClaudio
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                Dipende dai font che usi; spesso il maiuscoletto non dispone della serie nera. In particolare i font di default di pdfLaTeX hanno solo il maiuscoletto medio, non quello nero.

                Tu che font usi?

                Hai provato a definire \comando come [tt]\textbf{\scshape #1}[/tt] ?

                in risposta a: LuaLaTeX e lista font #88560
                OldClaudio
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                  @PM
                  , Enrico ed io ti abbiamo già detto che per usare la famiglia ybv NON defi usare LuaLaTeX.


                  @franen
                  ti ha mostrato come fare per usare fontspec e \setmainfont con un altro font, sottolineando l’importanza di usare il nome giusto del font OpenType, che va scritto esattamente (anche maiuscole e minuscole) come appare nelle proprietà del font e nella lista che hai ottenuto con luaotfload-tools –list=fullname.

                  Sulla mai macchina la famiglia dei font Baskerville si chiama Libre Baskerville; sulla tua non so come possa chiamarsi e può darsi che il nome sia formato da diverse parole separate da spazi e con iniziali maiuscole; “può darsi” indica che la mia è solo un’ipotesi.

                  Il brece documento di Enrico intitolato introxelatex.pdf (da scaricare dalla rete) o la documentazione di fontspec dicono come usare il programma otfinfo per avere tutti i dettagli specifici di un font OpenType. Ma siccome i Baskerville OpenType NON sono parte del sistema TeX, ma sono eventualmente installati insieme al sistema operativo, tu ha una certa disponibilità di font OpenType, dei quali probabilmente io non ne ho nessuna, visto che ho un sistema operativo diverso.

                  in risposta a: Quesito su Biblatex #88609
                  OldClaudio
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                    Le normae ISO-UNI specificano che il corsivo si usi per i titoli dei volumi, mentre i titoli degli articoli vanno fra virgolette; puoi scegliere fra virgolette alte (inglesi) o virgolette caporali (basse), perché le norme non lo specificano.

                    Per la data di pubblicazione segui i suggerimenti che hai avuto da @Elrond.

                    in risposta a: LuaLaTeX e lista font #88556
                    OldClaudio
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                      egreg9″ post=88054Polyglossia ha supporto sperimentale per LuaLaTeX, meglio babel, soprattutto nella versione 3.9.

                      Ciao
                      Enrico

                      A me polyglossia non ha dato nessun problema, almeno con l’italiano; forse può darne con la sua interazione con i font dipendenti dalla lingua?

                      Ho avuto, invece, qualche problema con babel 3.9, che ho poi risolto, ma ci ho perso un po’ di tempo; si trattava di una interazione di babel, con \textlatin, e hyperref, ma era una cosa completamente diversa da quella per la quale tu avevi trovato una soluzione.
                      Ciao
                      Claudio

                      in risposta a: LuaLaTeX e lista font #88554
                      OldClaudio
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                        PM” post=88045Salve, vi ringrazio molto, tuttavia il problema persiste. Vi illustro meglio. Dopo diversi tentativi sono riuscito ad ottenere quello che volevo usando il seguente preambolo

                        `
                        \documentclass[10pt]{article}
                        \usepackage[italian]{babel}
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \renewcommand{\rmdefault}{ybv}
                        `

                        Adesso ho seguito i vostri consigli, in particolare dando il comando

                        `
                        luaotfload-tool –list=fullname
                        `

                        e cercando la dicitura Baskerville ho trovato un paio di font che, almeno al nome, fossero candidati… li ho provati ad inserire nel comando

                        `
                        \setmainfont{}
                        `

                        ma niente… si vede subito che non coincide col carattere “ybv”. C’è modo di ottere proprio quel carattere lì usando comandi appositi di LuaLaTeX?

                        Grazie mille

                        MP

                        Oltre a quello che ti ha detto @franen, tieni presente che con LuaLaTeX non devi usare babel, ma devi usare polyglossia (leggine la documentazione). Non devi usare nessuna specifica per fontenc, perché i font OpenType sono codificati UNICODE e quindi non devi specificare una codifica diversa.

                        Se invece vuoi usare pdfLaTeX non puoi usare fontspec, ma devi usare i pacchetti appositi per accedere ai font diversi da quelli standard. Vedo se c’è un pacchetto per usare Baskerville con pdfLaTeX, ma certamente ybv non è il nome del pacchetto, ma il nome, casomai, della famiglia dei font. Ti suggerirei di leggere la guida tematica Font e tipografia, liberamente scaricabile dalla sezione documentazione di questo sito.

                        Per tua informazione il pacchetto da caricare è baskervald; leggine la documentazione con il solito comando texdoc baskervald dato da terminale; il pacchetto si può usare solo con pdfLaTeX.

                        Per saper di quali font dispone pdfLaTeX (sulla mia macchina, dove è installata una versione completa di TeXLive, ci sono più di 12.000 font disponibili, solo per pdfLaTeX, quindi in formato Adobe Type 1). Non conto i font OpenType a cui si può accedere direttamente solo con XeLaTeX e LuaLaTeX.

                        A proposito di installazione completa: la tua distribuzione del sistema TeX è completa? Perché se è una distribuzione TeXLive/Debian è certamente incompleta e piuttosto datata.

                        in risposta a: Memoir e numeri di pagina #88588
                        OldClaudio
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                          @franen
                          ti ha già risposto, ma…

                          Il mauale di Wilson è corposo, ma usare un qualunque visualizzatore di file pdf è una cosa da saper fare con naturalezza: hai mai notato che ogni visualizzatore ti permette di cercare delle parole? Usa quella funzionalità del tuo visualizzatrore e vedrai che 700 e passa pagine non sono più un ostacolo.

                          in risposta a: LuaLaTeX e lista font #88550
                          OldClaudio
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                            I font con XeLaTeX e LuaLaTeX si caricano mediante il pacchetto fontspec.

                            Leggine la documentazione con texdoc fonrspec, comando da dare in una finestra comandi, terminal xterm, o come si chiama nel tuo sistema operativo.

                            I comandi che riporti per specificare la famiglia di font servono, appunto, per pdfLaTeX, non per LuaLaTeX (o per lo meno, non normalmente).

                            Cercati sul tuo disco i ofnt con estensione .otf, che sono gli OpenType Fonts; quelli sono i font da usare con XeLaTeX e LuaLaTeX.

                            in risposta a: scrivere una x nelle formule matematiche #88542
                            OldClaudio
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                              benedetti” post=88027grazie era proprio quello che cercavo.

                              lo so che è una variabile…ma se mi gustava la usavo comunque 😉

                              Il discorso “se mi gustava” è completamante sbagliato ci sono delle regole per scrivere la matemaitca; le norme ISO-UNI per scrivere la matematica che compare negli scirtti di scienze cha fanno uso di grandezze fisiche sono ben precise e devono essere seguite religiosamente, non sono un optional. In matematica pura si usano sostanzialmente le stesse regole, tranne in alcuni rarissimi casi dove il differenziale può venire scritto sia in corsivo sia in tondo; forse esistono pochi altri casi, ma sono rari.

                              Se vuoi scrivere della matematica, fosse anche per la prima elementare, decvi seguire le regole, e non scrivere come ti gusta.

                              La Guida GuIT, scaricabile da dalla sezione di documentazione, ha una intera appendice dedicata a questo argomento; riporta in sostanza un compromesso fra le norme ISO-UNi e le norme CEI (molto simili); vi troverai che il segno \times è quello richiesto dalle norme quando si indica una moltiplicazione fra numeri, preferibilmente al punto centrato. \times non assomiglia affatto a una x, ma è il segno di moltiplicazione.

                              Inoltre \times è un operatore,, mentre la x è una variabile; le spaziature attorno agli operatori e alle variabili sono assai diverse.

                              in risposta a: Affiancare due o più tabelle #23618
                              OldClaudio
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                                pinturicchia” post=87968Ciao a tutti, ho letto questa discussione e mi è stata molto utile, grazie! Ho un’ altra domanda però:
                                ho seguito il codice esattamente ma vorrei inserire una didascalia unica per tutte le tabelle affiancate. Inserendo \caption dopo \end{tabular}, LateX dà il seguente errore:
                                Package caption error: \caption outside float.
                                Vi ringrazio anticipatamente


                                @pinturicchia
                                , hai già la soluzione, quindi il mio messaggio suona superfluo in questo contesto.
                                Ma vorrei segnalarti un paio di cosette:
                                1) Il messaggio d’errore che hai ottenuto inizialmente era chiarissimo; ti diece che non puoi usare caption fuori di un ambiente flottante; gli ambienti flottanti (i float) sono gli ambienti figure e table, più, eventualmente altri float che hai definito mediante le funzionalità del pacchetto di estensione float. tabular NON è un ambiente flottante, quindi…
                                2) inserire tabelle, anche relativamente piccole dentro un ambiente center ti espone a grossi rischi; ~Intanto tabelle e didascalia non sono legate al punto che se deve avvenire un fine pagina, ti ritrovi le tabelle al fondo di una pagina e la didascalia in testa alla pagina successiva.
                                3) è per questo che esistono gli ambienti mobili, flottanti, galleggianti, i float, insomma. Essi racchiudono la didascalia in una scatola insieme al materiale a cui si riferiscono e la scatola è poi gestita come un unico oggetto non frammentabile fra pagine diverse; LaTeX ha una sofisticata strategia per mettere in posizione gli oggetti mobili e li mette sempre in punti in cui la pagina viee composta bene, senza allargare gli spazi fra i capoversi e prima o dopo i vari elementi della pagina.
                                4) siccome questa strategia può mettere un oggetto flottante “lontano” dal testo a cui è logicamente connesso, la didascalia è numerata e mediante un \label messo dopo il comando \caption, è possibile fare riferimento sia al numero della didascalia sia alla pagina un cui l’oggetto mobile è stato messo mediante i comandi \ref e \pageref; se usi il pacchetto \varioref, mediante il comando \vref ottieni citazioni dell’oggetto mobile nella forma “la tabella 3.5 nella pagina 215” o altre forme adeguate a seconda di dove si trova l’oggetto rispetto al punto in cui vi si fa riferimento.

                                Quindi nel testo del tuo documento fai abbondante uso di oggetti mobili, di ‘label, \ref, \pageref, \vref, eccetera, e non usare mai espressioni del tipo “come si vede nella seguente tabella”. I testi ben composti si compongono così, non come una lettera commerciale alla Word (con tutto il rispetto per questo programma, così utile negli uffici).

                                😉

                                in risposta a: [RISOLTO] Bibliografia vuota!? Ma come… #88381
                                OldClaudio
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                                  Non ocnfondere Kile, un editor, con il sistema TeX, un insieme di programmi di composizione tipografica. Il collegamanto dei due sta solo nei “bottoni” che puoi cliccare per ottenere che Kile lanci per te i debiti programmi del sistema TeX.

                                  Le domandi che fai non c’entrano niente con Kile, perché, appunto, Kile non esegue i programmi., li lancia soltanto.

                                  Se biblatex consente di ordinare in senso decrescente dell’anno di pubblicazione, basta guardarlo nella documentazione di biblatex, il quale di default gira con biber, quindi tutte le sue funzionalità sono garantite con biber; non tutte sono garantite con bibtex. Nella documentazione c’è scritto anche quali fiunzionalità sono specifiche solo con biber.

                                  Leggi la documentazione di biblatex, come di qualunque altro pacchetto dando il comando texdoc nome_pacchetto in una finestra comandi.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,661 al 6,675 (di 11,287 totali)

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