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Il pacchetto toptesi si installa “da solo” attraverso i package manager di MiKTeX o di TeXLive. se dice che manda topfront.sty, vuol dire che l’hai installato a mano e non l’hai installato correttamante. Se proprio ci tieni ad installarlo a mano, leggi le istruzioni contenute nel file README (è un semplice file di testo che si apre con wordpad, o Notepad++, o con texmaker, o con texniccenter, o con…)Il pacchetto toptesi è fatto di diversi file: toptesi.cls, toptesi.sty, topfront.sty, topcomand.sty, toptesi.cfg. (quest’ultimo da usare solo come modello; il file di configurazione da usare deve essere costruito su quel modello, ma deve chiamarsi con lo stesso nome del file sorgente della tesi, cambiando solo l’estensione .tex in .cfg; inoltre non bisogna modificare toptesi.cfg, mabisogna copiarlo nel proprio folder di lavoro, cambiargli il nome e poi modficarlo come si vuole e sempre che si voglia usare un file di configurazione, come descritto nella documentazione).
Inoltre il pacchetto è dotato di diversi file di documentazione alcuni da compilare con pdflatex atri con xelatex; ma, il bello è che l’utente non deve fare nulla perché i package manager fanno tutto loro in automatico e mettono i vari file del pacchetto nei vari rami della distribuzione del proprio sistema TeX.
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Io per impaginare un libretto di 44 pagine di cui le prime de me le ultime due sono destinate alla copertina, che predispongo a parte su carta diversa e a colori, uso il seguente codice:`
% ATTENZIONE CHE CI SIANO SEMPRE TUTTE LE PAGINE
\documentclass[a4paper,landscape]{article}
\usepackage[final]{pdfpages}
\usepackage{everyshi}
\EveryShipout{\ifodd\value{page} \pdfpageattr{/Rotate 180}\fi}
\begin{document}
\includepdf[pages=3-42,nup=2×1, signature=40]{uni3-2013-14.pdf}
\end{document}`
Il trucchetto di usare il pacchetto everyshi e specificare il comando \EveryShipOut dove si ruota di 180º la pagina se è dispari, serve per avere tutte le pagine con la parte alta (il lato della testatina) sempre in alto; di per se pdfpages metterebbe le coppie di pagine alternativamente con la testatina su o la testatina giù. la cosa dipende da come si configura la stampante nel senso se questa volta il foglio lungo il lato corto o lungo il lato lungo. Siccome la mia stampante fronte retro gira il foglio lungo il alto corto e non è configurabile in modo diverso, allora ho messo qul piccolo pezzo di magia a cui non avrei mai pensato se non me lo avesse suggerito direttamente l’autore di pdfpages. In mancanza di quel comando avrei dovuto fare il lavoro a mano con il mio visualizzatore PDF (preview o Antemprima sul Mac) girando a mano di 189º una pagina sì e una pagina no.
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Caro @benedetti, non vorrei sembrare sarcastico, ma rileggi ed esegui l’analisi logica della frase che ti hi scritto:1) apri un terminale o prompt dei comandi
2) scrivici dentro texdoc watermark
3) premi il tasto invio
4) leggi la documentazione di watermark1) Sei riuscito ad aprire al finestra “terminale” o prompt dei comandi”? Sì, allora puoi andare a vanti; No, allora non conosci abbastanza l’uso del calcolatore, quindi per prima cosa devi colmare quella lacuna; fra le guide tematiche ce ne è una che riguarda proprio il prompt dei comandi o terminale che dir si voglia (la terminologia dipende dal sistema operativo); Non serve leggerle tutta la guida tematica perché nel tuo caso bastano el prime pagine.
2) Dopo aver letto eventualmente la gida tematica sul prompt dei comandi e aver aperto questa finestra, ci hai scritto dentro texdoc watermark? sì, allora puoi procedere. No, allora rileggi la guida tematica sul prompt dei comandi.
3) premi il tasto invio; sai qual è il tasto invio della tua tastiera? è quello che ti permette di andare a capo quando scrivi qualcosa sullo schermo, ma si chiama in inglese anche Return key, prprio perché ti permette di tornare (to return: tornare) a inizio riga. In italiano ha conservato il nome di “invio” perché nei bei tempi antichi in cui si interagiva col PC attraverso la tastiera solamente, serviva per “inviare” i comandi al sistema operativo; Non dovresti avere dubbi su quale sia questo tasto, ma devo chiederti: ha premuto il tasto invio? Sì, allora puoi procedere. No, cosa aspetti a farlo.
4) Hai eseguito correttamente le tre operazioni precedenti; che cosa è apparso sullo schermo? si è aperto un visualizzatore di file pdf (per esempio Adobe Reader) oppure di file html (per esempio Internet Explorer)? sì?, Bene quella è la documentazione del pacchetto watermark dove c’è scritto come di usa il pacchetto e quale comando o comandi bisogna dare nel tuo file sorgente .texi per fare apparire la filigrana (watermark: filigrana) come sfondo di una sola pagina o di tutte le pagine del tuo documento/tesi composto in formato (presumibilmente) PDF..
Ora non prendertela se tutto questo ti può sembrare sarcastico, ma la tua ultima domanda richiedeva appunto di rispiegarti tutto a partire da zero o di indicarti come ripartire da zero.
Devo dire che noialtri vecchi, che abbiamo imparato ad usare il PC quando il mouse non esisteva e l’unico modo di interagire on la macchina era la tastiera abbiamo imparato molto di più e più in fretta di vuoi giovani che avete cominciato a giocare fin da bambini con il PC ma senza sapere nulla di ciò che avviene dentro quella benedetta scatola.
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Bisogna sempre ricordarsi di una cosa: LaTeX è un markup fatto per un programma di tipocomposizione (composizione tipografica) — in realtà lo stesso markup con pochissime varianti, quasi trascurabili per la funzionalità di base, serve sia per l’eseguibile tex, sia per pdftex, sia per xetex sia per luatex, e forse ne dimentico qualcuno.Un programma di tipocomposizione certamente è in grado di fare dei calcoli, ma è ottimizzato per fare i calcoli che servono in tipografia.
Non voglio dire che un grafico sperimentale non abbia nulla a che vedere con al tipografia, ma un foglio di calcolo, come Excel, o Calc fa quei calcoli (come la regressione lineare) molto meglio e molto più rapidamente; per cui il suggerimento di rifarsi a programmi esterni non vuol dire che pgfplots non sia capace di fare calcoli, ma li fa in modo non ottimale; scendendo nei dettagli i programmi del sistema TeX (escluso luatex) fanno calcoli solo con numeri interi e camuffano con dei numeri interi le quantità fratte, rappresentandole internamente come lunghezze la cui misura è rappresentata con un numero fratto a virgola fissa, cioè con 16 cifre binarie dopo il separatore fra la parte intera e la parte fratta. Il che equivale a moltiplicare il numero fratto per 2^{16} e conservare al parte intera. Ti puoi immaginare quanto polverone si solleva facendo tutte queste trasformazioni per adattare/costringere il programmi a lavorare con quantità che noi all’esterno vediamo come numeri decimali fratti.
Chiaramente un programma fatto per fare calcoli non destinati solo alla tipografia, non perde tempo con questi cambiamenti di rappresentazione e quindi esegue molto più velocemente i calcoli da fare.
Nessuno vieta di usare pgfplots per fare calcoli che non abbiano a che fare con al rappresentazione puntuale di ciò che deve disegnare, ma usando programmi esterni si fa meglio; poi la rappresentazione grafica, macinati i numeri del caso e dati in pasto a pgfplot, viene rappresentato magnificamente.
Conoscendo quali sono il limiti di calcolo del sistema TeX (eccettuato luatex) si fanno le cose con cognizione di causa e poi non ci si lamanta del fatto che pdfplots è lento.
Se uno ha voglia di studiarsi il linguaggio lua e l’interfaccia lua-tex, non ci sono problemi a far fare i conti a luatex.
Segnalo anche che esiste un pacchetto che permette ai programmi del sistema TeX di gestire le tabelle come se fossero fogli di calcolo; non l’ho mai usato, ma sembra interessante; si tratta del pacchetto spreadtab; la documentazione si legge con texdoc spreadtab. Però, anche se carica il pacchetto fp (floating point) non è che cambi modo di fare i calcoli; semplicemente “simula” le operazioni floating point con numeri interi.
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In italiano si chiama retrofrontespizio o impropriamente colophon; in inglese si chiama copyright page.Alcune classi dispongono di un un comando per comporre il retrofrontepsizio; ne cito una fra tutte suftesi; per le tesi, oltre a suftesi (che come dice il nome è nato inizialmente per comporre tesi, ma poi aggiungi qui, aggiungi là, ora è una classe tuttofare, direi molto adatta a testi letterari, ma va bene anche per testi “scientifici”, la classe toptesi (anche questa nata per comporre tesi) dispone di un comando per comporre il retrofrontespizio.
Altre classi non di pubblico dominio sono state create con una attenzione particolare per il retrofrontespizio. Invece le classi standard come book e report, per esempio, non prevedono un comando apposta, ma suppongono che l’autore/compositore sia capace di confezionarsi da solo una pagina contenente le informazioni che meglio crede fuori di uno schema preordinato come quello di un comando specifico che senza qualche opzione, scriverebbe un testo standard difficilmente personalizzabile, adattabile cioè alle necessità specifiche della casa editrice, o del particolare testo.
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Non so come sia configurato il tuo shell editor ma con il mio viene fuori chiaramente che la macro non definita è \AcademicYear per la tesi della laurea magistrale. il comando dovrebbe essere \submitdate{2011/2012} come appare nella pagina 9 della documentazione di sapthesis.
Correggendo questo errore, la compilazione procede perfettamente fino alla fine.Nell’esempio della pagina 9 e nel tuo codice comapre ancora il nome “Facoltà”; ricordati di verificare se nella tua università i nuovi statuti hanno conservato le facoltà. A me risulta che tranne pochissime eccezioni, le facoltà non esistano più come strutture universitarie praticamente in nessuna università.
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Tenuto conto che 3pt equivale a circa 1mm, cosa te ne fai del testo degli inni scritto in corpo 28pt, cioè più di 9mm? Hai preso un righello in mano per vedere quanto sarebbero grandi?Anche se sono da leggere tenendo l’innario a una certa distanza, il copro 14pt sarebbe già molto grande.
Pensa ben a quello che fai; la strada che hai scoperto sembra buona, ma poi sta a te seguirla con criterio.Hai preso in considerazione anche il pacchetto songbook? Si assomigliano molto, ma mi sembra più facilmente personalizzabile.
Hai considerato che gli accordi segnati sopra o sotto il testo sono espressi con una simbologia che forse conoscono i chitarristi rock, ma che in generale le note indicate con le =lettere C D E F G A B non sono generalmente conosciute in Italia?
Io non capisco nulla di musica, ma gli innari americani che mi sono capitati sotto mano avevano i righi/pentagrammi scritti per disteso; mi è capitato di assistere ad un culto luterano in Italia, con partecipanti germanici, dove gli inni da cantare polifonicamente a quattro voci erano distribuiti fra i presenti sotto forma di foglietti con i quattro righi scritti come Dio comanda? Per i tedeschi va bene, ma per gli italiani?
16 Agosto 2013 alle 19:22 in risposta a: [Risolto] Reinstallazione di texlive 2013 su Ubuntu 12.04 #87858::
Be’, l’errore che ricevi è molto esplicito:XeTeX is required to compile this document.
Se l’Hardward GSAS PhD thesis LaTeX Template è davvero una classe che ti consente di comporre la tua tesi con il markup di LaTeX e lo stile di Harward, il messaggio dice che il motore di composizione deve essere XeTeX abbinato con il markup LaTeX; questo vuol dire che DEVI usare XeLaTeX, e non pdfLaTeX o LaTeX.
TeXnicCenter è piuttosto datato e sono alcuni anni che non viene aggiornato, può darsi che tu non possa usare XeLaTeX mediante TeXnicCenter; quindi disinstallalo e installa al suo posto editor moderni quali TeXworks (che dovrebbe già essere presente con MiKTeX 2.9 e con TeXLive anche sulle macchine Windows), TeXstudio o Texmaker (tra l’altro mi apre che ora l’installazione di MiKTeX 2.9 invece di TeXcnicCenter installi TeXstudio); il primo funziona sicuramente con tutte le varietà di programmi per compilare con il markup LaTeX; gli altri due hanno molte funzionalità in più, ma, per esempio, TeXstudio, che per altri versi è eccellente, non esegue i comandi del sistema operativo (per esempio non puoi comporre l’indice analitico in maniera sincrona mediante il pacchetto imakeidx); TeXstudio ha altre piccole manchevolezze; ma entrambi sono editor eccellenti. TeXstudio è più semplice e non ha la miriade di bottoni ca cliccare come gli altri due, ma qui al forum è uno dei preferiti; per chi conosce bene il markuo LaTeX tutti quei bottoni sono spesso inutili e risultano fastidiosi.
15 Agosto 2013 alle 5:42 in risposta a: Voglio avere font diversi per scopi diversi, come fare? #88073::
Perché non ti riferisci alla guida tematica sui font, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito?Ci troverai molte cose, ma il risultato che desideri ottenere sarà brutto e non vale la fatica che farai.
Ti consiglio il pacchetto fourier che ha un insieme coordinato di famiglie, con molte opzioni; lo stesso il pacchetto kpfonts.
Per i Times, se proprio ci tieni, hai il pacchetto newtx (in realtà diviso in due parti newtxtext e newtxmath) che ti permette di usare i font di testo con una famiglia diversa di font matematici, e viceversa. Leggi la documentazione con texdoc newtx, dato dal terminale. Hai già tutto a bordo e non devi scaricare nulla.
Con XeLaTeX sarebbe forse più facile per gestire indipendentemente anche la famiglia a spaziatura fissa e sans serif, ma il risultato non varrebbe la fatica se mescoli font che non stanno bene assieme.
14 Agosto 2013 alle 11:48 in risposta a: Visualizzare nome file immagine sull’immagine stessa. #88058::
Tu dici:Parlando con il Relatore ho saputo che basta aver la possibilità di vedere il nome del file sull’immagine e non serve nella lista delle figure, in cui invece devo riportare i riferimenti ai file utilizzati per la creazione dei grafici. Ho aperto una nuova discussione perchè non riesco a far visualizzare il nome del file sovraimpresso all’immagine.
Alcune domande:
1) Perché il nome del file grafico deve essere sovrimpresso all’immagine?
2) Perché il nome dell’immagine non potrebbe stare a fianco o sotto la figura, prima della didascalia?
3) A che cosa serve il nome del file grafico scritto sotto o sovrimpresso all’immagine?
3a) Sì, perché a seconda dello scopo (per lo più inesistente) di inserire il nome del file grafico, le soluzioni potrebbero essere diverse.
4) Perché il nome del file, e non l’indirizzo Web del sito da dove hai tratto l’immagine?
5) Il nome del file dovrebbe essere anche indicato per i disegni che tu stesso hai composto con i comandi interni di LaTeX o di pacchetti di estensione?
6) Perché queste informazioni non possono stare nella didascalia lunga?Vedi che a seconda dell’uso alcune cose vanno scritte in un modo, altre in un altro, e in alcune circostanze non andrebbero scritte per niente.
Esempi:
`\begin{figure}\unitlength=1pt
\centering\mbox{\begin{picture}(0,0)\put(0,-10){File fotografia.jpg}\end{picture}%
\includegraphics[width=0.7\textwidth]{fotografia}}
\caption{Una fotografia}
\end{figure}``\begin{figure}\unitlength=1ex
\centering\mbox{%
\begin{picture}(0,0)\put{20,30){Nome sovrimpresso: fotografia.jpg}\end{picture}%
\includegraphics[width=70mm]{fotografia}%
}
\caption{Una fotografia col nome del file grafico sovrimpresso}
\end{figure}
``\begin{figure}\centering
\includegraphics[width=0.5\linewidth]{fotografia}
\caption[Fotografia di Paolino Paperino]{Fotografia di Paolino Paperino ricavata dall'indirizzo \url{www.WaltDisney.com/paperino/fotografia.jpg}}
\end{figure}
`Per saperne di più sull’ambiente picture, guarda la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato scaricandola dalla sezione Documentazione di questo forum. Leggendo questa guida tematica sai anche come modificare le misure che io ho dato alle coordinate del comando \put per fare apparire il nome del file nel punto preciso che vuoi tu.
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