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Ci potrebbero essere diverse spiegazioni:1) per poter annotare o correggere a mano il testo così spaziato
2) per agevolare il copia (e incolla altrove) dal testo in formato elettronico
3) perché non ci si è ancora resi conto che le macchine da scrivere meccaniche non esistono più, e che il PC + stampante non sono l’equivalente di una macchina da scrivere
4) perché si è sempre fatto così (“a i l’oma sempre fait parei”… 🙁 )
5) …Non me ne vengono in mente altre. Non ci metto il fatto che non si conoscono le regole della buona tipografia, perché questo è evidente.
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Come al solito la risposta è nel “dipende da cosa vuoi fare”Naturalmente il che cosa vuoi fare non contiene solo il disegno specifico da eseguire, ma anche la fatica di imparare un nuovo software, il tempo che bisogna aspettare per l’elaborazione, eccetera.
Certamente se bisogna analizzare e collegare molti punti, l’aritmetica interna di pdflatex & company (eccetto lualatex), non è la via migliore; è molto meglio fare eseguire i calcoli a motori di composizione che sono in grado di eseguire ogni calcolo in flating point direttamente, senza dover simulare i numeri reali con moltiplicatori di grandezze, che implicano di trasformare in continuazione una stringa decimale con unità di misura in un numero intero, eseguire i calcoli su numeri interi, e poi togliere le unità di misura intendendo il numero intero come una lunghezza espressa in scaled points; questo implica contiene operazione di read e write dietro le quinte, cosa che è particolarmente fastidiosa e relativamente lenta; oppure si può evitare tutto ciò eseguendo le operazioni decimali una cifra alla volta come se si facessero i conti a mano, gestendo i riporti, che, se ben ricordate da quando facevamo le operazioni a mano anni e anni fa, erano le cose più fastidiose da fare ed erano particolarmente error prone (almeno a mano).
Lualatex risolve attraverso lua molti di questi problemi, ma questo lo rende abbastanza lento; su file che non richiedono conti particolari, e quindi non richiedono l’uso di lua, ho esperienza empirica di velocità circa 10 volte inferiori a quelle di pdflatex. Non si può avere nulla senza pagare qualche costo.
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Metapost è un linguaggio che deriva da Metafont; è nato per disegni a due dimensioni, anche se c’è qualche tentativo di estenderlo al 3D.
Tikz ha un linguaggio molto simile a quello di Meta* per quel che riguarda i path: se poi si usa l’estensione hobby.sty fa esattamente le stesse cose, ma Tikz fa molto di più, in particolare il 3D le funzioni, compatibile con pgfplots, eccetera.Quindi per certi scopi potrebbe essere più semplice usare Metapost, per altri è indispensabile Tikz. Difficile dire quale dei due programmi sia preferibile; per certi scopi è persino più semplice usare il pacchetto picture.sty, o usare l’ambiente picture standard eventualmente esteso con pic2e.
Dipende sempre da cosa si vuol fare.
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Con una tabella normale è semplice; vedi GuidaGuIT da scaricare dalla sezione di Documentazione di questo sito, per una longtable bisogna temporaneamente cambiare la geometria della pagina; con il pacchetto geometry si può fare.Però questa soluzione non deve ridurre i margini a poco o niente, perché la cosa sarebbe piuttosto brutta. Penso che la soluzione miglore sarebbe quella di richiudere tutta la longtable dentro un gruppo, all’inizio del quale specifichi \small oppure \footnotesize; il risultato sarà sicuramante meno brutto che non cambiare temporaneamente i margini.
Scegli tu come fare.
12 Agosto 2013 alle 13:29 in risposta a: [SEMI-RISOLTO] mparhack + greek: errore con \listoffigures #87993::
Avendo inserito il comando magico [tt]\errorcontxtlines=9[/tt] subito prima di [tt]\begin{document}[/tt] nel tuo esempio dove dici che mparhack non funziona assieme al greco, ho potuto constatare che effettivamente produce un problema, ma che non dipende né dalla specificazione del greco politonico né dalla specificazione della codifica LGRx (legata al greco).Poiché nell’esempio che ti ho inviato il file mparhack non da problemi con o senza greco, mi domando quale possa essere il motvo; siccome non lo so, passo e chiudo, buttando la spugna.
Claudio
11 Agosto 2013 alle 14:31 in risposta a: [SEMI-RISOLTO] mparhack + greek: errore con \listoffigures #87990::
`\documentclass[%
fontsize=11,% % corpo del font principale
a5paper,% % carta A5
pagesize,%
twoside,openright,% % fronte-retro
titlepage,% % frontespizio
headinclude,footinclude,% % testatina e piede di pagina
BCOR5mm,% % rilegatura di 5 mm
cleardoublepage=empty,% % pagine vuote senza testatina e piede di pagina
tablecaptionabove,% % didascalie in cima alle tabelle
toc=listof, % % voce lista fig. nel toc
toc=bibliography,% % voce bibliografia nel toc
toc=index,% % voce indice nel toc
]{scrbook} % classe report di KOMA-Script;\usepackage[LGRx,T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}
\usepackage[italian]{varioref}
\usepackage[babel,italian=guillemets]{csquotes}% % % % COLPEVOLE
% Risulta cozzare con il greco: senza greco funziona perfettamente!
% Per verificare questo fenomeno:
% – Disattiva il pacchetto e attiva il greco, quindi compila –> FUNZIONA!
% – Riattiva il pacchetto –> NON FUNZIONA!
\usepackage{mparhack}
% % % %\usepackage[eulerchapternumbers,% % numeri dei capitoli nel font Euler
beramono,% % Bera Mono come font a spaziatura fissa
eulermath,% % AMS Euler come font per la matematica
pdfspacing,% % migliora il riempimento di riga
listings,% % codici
parts,% % da decommentare in un documento diviso in parti
]{classicthesis} % stile ClassicThesis
\usepackage[osf=true]{libertine}
\usepackage[style=philosophy-classic]{biblatex}\makeatletter
\DeclareRobustCommand{\greektext}{%
\usefont{LGR}{artemisia}{\f@series}{\f@shape}}%
\DeclareTextFontCommand{\textgreek}{\greektext}
\makeatother\usepackage{kantlipsum}
\usepackage{makeidx}
\makeindex\begin{document}\errorcontextlines=9
\tableofcontents
\cleardoublepage
\listoffigures
\chapter{Primo}
\section{Prima}
\begin{figure}[tb]
\centering
\rule{2cm}{2cm}
\caption{Figura}
\end{figure}
\foreignlanguage{greek}{καὶ ἡ τὸ}\kant
\end{document}`Il codice suddetto a me funziona come ti aspetti.
Claudio
11 Agosto 2013 alle 12:49 in risposta a: [SEMI-RISOLTO] mparhack + greek: errore con \listoffigures #87987::
Sarà, ma io ho preso l’esempio quasi minimo, ho scoperto che il problema non nasce dalle tue definizioni né da polutonikogreek, ma dal pacchetto lipsum a cui non piace il comando \protect del comando protetto \texlatin; ho usato il pacchetto kantlipsum e il comando \kant, come vedo che hia fatto anche tu, ho compilato le due volte necessarie per avere gli indici a posto e ho ottenuto quello che tu desideri senza nessun problema; tu dici invece che hai scoperto che c’è qualcosa che non va nel pacchetto mparhack; solo che questa è una cosa nuova; in un certo senso non ha più nulla a che vedere con il titolo originale, quello che aveva sollevato il problema dell’errore fatale nel creare la lista delle figure; tanto che due messaggi fa mparhack non c’era.😉 Questo si chiama cambiare le carte in tavola 😉
Comunque ho provato ad attivare e a disattivare la chiamata di mparhack, a da me continua a funzionare tutto come ci si aspetta.
Ho la distribuzione TeXLive aggiornata a due o tre giorni fa.
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Con pdflatex non puoi; con xelatex o lualatex forse ci riesci se disponi dei font opentype Arial, cosa probabile, se sulla macchina hai installato MSoffice. Probabilmente anche senza questa installazione; ma i font Aria Type 1 non sono facili da trovare nel rolo adattamanto a pdflatex e non sono facili da installare.Però ti è stato suggerito di usare gli Helvetica e ti è stato suggerito il pacchetto da usare per ottenere gli Helvetica; vai per quella strada e lascia perdere gli Arial; solo un occhio attento ed esercitato riuscirebbe a distinguerli. Scrivere il testo con un font sans serif, lineare, senza grazie porta a risultati penosi, specialmente se la tua tesi contiene anche della matematica; in ogni caso porta a dun documento faticoso da leggere se supera le due o tre pagine…
Vedi tu se obbedire ai capricci del capo! Vedi tu se devi usare un programma di composizione tipografica serio come pdflatex, quando potresti ottenere il risultato richiesto usando Word; otterresti lo stesso brutto risultato ma faresti meno fatica.
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Nessun pacchetto, devi semplicemente usare i comandi di posizionamento di eso-pic (in particolaare \AtTextCenter) e il vecchi trucco della scatola dell’ambiente picture (sottostante ai comandi di eso-pic; ambiente standard di LaTeX — vedi guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e liberamente tradotto in italiano, scaricabile salal sezione Documentazione di questo sito) di dimensioni nulle; il seguente codice a me funziona, anche se non ho usato durante le mie prove i file A.jpg e AA.jpg.`\documentclass[a4paper,11pt,twoside]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage[a4paper, top=2.5cm, bottom=2.5cm, left=1.5cm, right=1.5cm, bindingoffset=8mm]{geometry}
\usepackage{color}\usepackage{multicol}
\pagestyle{fancy}
\lhead{\scriptsize Alessandro Manzoni}
\chead{}
\rhead{\scriptsize I promessi sposi}
\lfoot{}
\cfoot{\scriptsize \thepage}
\rfoot{}
\renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}\usepackage{eso-pic,graphicx}
\AddToShipoutPicture{\AtTextCenter{\makebox(0,0){\ifodd\value{page}
\includegraphics{A.jpg}
\else
\includegraphics{AA.jpg}
\fi}}}\author{Alessandro Manzoni}
\title{I promessi sposi}
\date{1840}
\frenchspacing\usepackage[light,condensed,math]{anttor}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\maketitle
\lipsum \lipsum \lipsum
\end{document}
`Ti consiglio, comunque di scontornare la tua immagine, che a me dà l’impressione di avere margini bianchi attorno.
Ho corretto un poco il preambolo togliendo cose inutili o ripetute e togliendo la x dalla codifica utf8; per l’italiano non è necessaria l’estensione; conservando i font AntiquaTorunska che hai scelto non ho avuto problemi, anche se non ho usato altro che il testo in latino fasullo fornito dal pacchetto lipsum (il quale definisce il comando \lipsum).
Quello che dovresti invece correggere assolutamente è la geometria della pagina; ti puoi riferire alal guida tematica sul layout della pagina (sempre scaricabile dalla sezione Documentazione) dove si spiega perché la lunghezza delle righe deve essere commisurata al corpo normale del font usato; occhio e croce direi che hai dei margini laterali molto, troppo piccoli e che la binding correction che hai scelto va bene caso mai per mettere il tuo documento in un raccoglitore ad anelli; per un documento brossurato 3 o 4 millimetri sono già tanti; il margine esterno deve comunque essere maggiore del margine interno; se li poni uguali, va già bene se non aggiungi nessuna binding correction, ma sarebbe meglio se il margine esterno fosse il 50% più grande del margine interno. Leggiti la guida sul layout, calcolati la lunghezza dell’alfabeto minuscolo e in base a quello determina la larghezza dello specchi di stampa; poi suddividi quello che ti rimane sulla carta in proporzione 3:2 fra il margine esterno e quello interno; non aggiungere nessuna binding correction.
Capisco che stai scrivendo un articolo e che questo tipo di documento non richiede un’estetica come quella di un libro, tuttavia… Piuttosto se hai dei limiti sul numero delle pagine, componi con uno specchio così largo, ma su due colonne. Niente binding correction.
Spero di esserti stato utile, ma spero davvero che vorrai leggerti le guide necessarie; L’Arte di scrivere con LaTeX come primo approccio generale, e le guide tematiche per approfondire alcuni argomenti; per quanto riguarda il manuale di LaTeX, stampatelo e tienilo sempre a portata di mano. La tipocomposizione, composizione tipografica, con LaTeX è abbastanza complessa da non poter essere usata ad intuito, ma richiede uno studio via via più approfondito; la qualità dei risultati ripaga gli sforzi fatti nel documentarsi.
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Cosa c’è che non va? Hai scritto che AA.jpg è l’elaborazione dell’immagina A.jpg riflessa atorno all\’asse verticale. perché deve essere ricollocata altrove?mostraci almeno una immagine png dello “spread” che ottieni: lo spread è l’immagine che mostra due pagine affacciate a sinistra quella ari e a destra quella dispari immediatamente seguente.
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Capisco che sei agli inizi e non hai ancora preso confidenza con le varie forme di aiuto del sistema TeX; una di queste consiste nella lettura immediata della documentazione di ogni pacchetto. Nel tuo caso con il comando (dato in una finestra chiamata terminale oppure prompt dei comandi a seconda dl sistema operativo) texdoc eso-pic si apre il file pdf che contiene la sua documentazione;
In questa si legge nella prima pagina che la macro \@ESO@HookIBG contiene tutti gli argomenti passatigli tramite \AddToShipoutPictureBG; quindi a me parrebbe che tu non dovresti (ri)definire niente, in particolare \BackgroundPicture ma semplicemente potresti scrivere:
[code]\AddToShipoutPicture{\ifodd\value{page}A\else\AA\fi}[/e questo dovrebbe bastare.Ti confesso che non l’ho provato; al massimo manca un solo \includegraphics, con i suoi parametri come tu hai fatto nella tua definzione di Backgroundicture
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Chi ti h fatto quelle richieste non sa nulla di tipografia; naturalmente puoi comporre con Word, dove puoi impostare sia l’Arial sia l’interlina che ti è stata chiesta.1) i font sanserif non sono indicati epr comporre testi di qualunque tipo da leggere con continuità; si usano i font con le grazie apposta perché sembra che aiutino la leggibilità e riducano la fatica nella lettura.
2) se la tua tesi contiene della matematica andrai di sicuro incontro a pasticci, perché le variabili usciranno con le grazie, mentre i nomi delle funzioni usciranno senza grazie, e con un occhio medio (l’altezza delle minuscole senza ascendenti) non si accorda con l’occhio medio delle variabili matematiche; inoltre i font senza grazie a pari corpo sembrano più neri di quelli con grazie.
3) Nemmeno un abecedario per la prima elementare ha una spaziatura di 24pt fra le righe, cioè quasi due righe di testo; se il tuo relatore intendo con quei 24pt la distanza fra le linee di base, questa corrisponde alla impostazione di una macchina da scrivere con la levetta della spziatura posta nella posizione 2; queste orribili cose si facevano quando si componeva la tesi con la macchina da scrivere e, non avendo molto da scrivere, si usava un avanzamento di riga spaventoso per rimpolpare la tesi — chiaramente un trucco puerile.
Se il capo volo quello spazio per le bozze che lui vuole correggere di sua mano, accontentalo, ma la bella la componi con l’interlinea di default.
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[OT] Il problema del copyright o di licenza secondo la quale il lavoro può essere usato è una cosa molto delicata.
Nessun laureando vorrebbe indicare una cosa del genere, se non altro per non sembrare di strafare; ma è cosa nota che:
1) ci sono persone che copiano a man bassa le tesi altrui, magari per farne libri propri;
2) la tesi è un documento ufficiale, quindi anche senza dichiarazioni di copyright, è possibile intentare una causa per plagio; i processi civili sono lunghi, ma poi se il giudizio è favorevole all’utore, può iniziare il processo penale.Non ricordo quale formula sia usata nella classe saptesi, né se l’annotazione della proprietà intellettuale sia un elemento che la classe possa inserire facoltativamente oppure se sia una frase fissa; Ma certamente una licenza quasi libera Creative Commons, che consenta a chiunque di farne quello che vuole PURCHÉ CITI L’AUTORE ORIGINALE, non è inutile nei confronti delle persone che ho descritto al punto 1.
Poiché i processi civili sono lunghi e dall’esito talvolta incerto, la presenza della clausola Creative Commons ne agevola moltissimo lo svolgimento; tutto sta a provare che nel testo plagiante compaiano quna o più frasi di una certa lughezza che compaiono nel testo soggetto alla Creative Commons.
Naturalmente questo vale anche per i laureandi: possono riportare brani interi di chiunque, nelle loro tesi, purché ne citino l’autore e da dove hanno preso la citazione; la citazione può essere anche una fotografia, una tabella, insomma qualunque cosa copiata e incollata.
Fai attenzione ad essere corretto e gli altri, probabilmente saranno corretti con te. Se devi adire le vie legali, è meglio che tu abbia le carte in regola.
Tinei presente che mio malgrado ho dovuto fare parte di ua commissioe di ateneo per svolgere una perizia su un plagio eseguoto da uno studente del mio ateneo. So di quello di cui parlo.
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