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Vedi, questa informazione è importante.Se vuoi che l’indirizzo comapaia solo nel primo terzo della carta A4, basta che tu cominci il tuo documento/lettera con una minibox o una \parbox di altezza specificata; quanto? devi fare qualche esperimento perché dipende da quello che precede gli indirizzi e quanto spazio occupa l’eventuale testatina tenuto conto del margine superiore. Tieni presente che la sntassi di minipage è la seguente:`\vspace{…}% solo se lo ritieneni necessario o per aggiustare con finezza la posizione verticale della minpage:
\noindent\begin{minipage}[][ ][ ]{\textwidth}
\end{minipage}
\vspace{…}`Sostituiscti i puntini negli argomenti di \vspace con qualche misura che ti faccia comoso e ti posizioni verticalmante la miniapge come vuoi tu. I tre argomenti fra parentesi quadre vanno in quell’ordine; se vuoi specificare solo il secondo , e il primo non ti interessa, devi specificarlo lo stesso — comunque il suo codice può essere solo c, t, b (center, top, bottom). Invece la posizione dentro la scatola significa che dentro l’altezza specificata vuoi il materiale centrato o in testa, o alla base. Io sceglierei centrato. Un esempio:`\vspace{10mm}
\noindent\begin{minipage[c][50mm][c]{\textwidth}
Spett. AlfaBeta, SRL\\
att. geom. Paolino Paperino\\
Via degli Stagni 313\\
CAP123 Paperopoli
\end{minipage}
\vspace{10mm}` Ovviamente gli spazi prima e dopo vanno aggiustati così coma l’altezza della minipage.
Una volta che hai trovato i valori corretti, non cambiali più perché sei sicuro che qualsiasi altra missiva il cui destinatario non occupi più dei 5mm millimetri o di quel che avrai scelto, andranno sempre bene. Ovviamente se la carta intestata cambia in modo che l’intestazione occupi più o meno spazio verticale,, i valori degli spazi vanno modificati in modo da aggiustare le cose.Il pacchetto showframe serve a tante cose, non so se sia utile per la lettera, ma, secondo me, non è se scrivi su carta intestata, perché showframe non ha la più vaga idea di quanto spazio occupi l’intestazione prestampata sulla carta da lettere aziendale o personale.
Credo che @letteracpd abbia messo in rete un pacchetto per scrivere lettere che ha anche lo spazio che corrisponde alla finestrella della busta standard italiana; anche se non usi buste, quel modello ti può forse garantiere che l’indirizzio compaio nel prima terzo della carta.
Io credo di avere accluso ad un mio messaggio di chissà quanti anni fa (non in rete), una classe “cartaintestata.cls” che aveva anche delle lineette marcate sui bordi per eseguire la piegatura della carta esattamente a un terzo dall’inizio e dalla fine del foglio A4. Siccome sono in pensione da 12 anni, è un pezzo che non uso più quella classe e non so più che fine abbia fatto, anche perché nel frattempo ho cambiato tre computer… 🙁
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Di preciso che cosa intendi con righelli di pagina?Se pensi a linee graduate in millimetri, mezzi centimetri e centimetri, con i numerini in corrispondenza dei trattini che indicano i centimetri, quelli si fanno disegnano tranquillamente con l’ambiente picture, senza scomodare né TikZ, né altri programmi di disegno.
Se intendi la griglia con le righe per comporre in griglia, di quelle me ne sono occupato in un articolo su ArsTeXnica, mi pare del 2013, che non farai fatica a trovare se esplori la sezione ArsTeXnica di questo forum.Ma perché ti servono i righelli o la griglia?
16 Dicembre 2020 alle 14:33 in risposta a: Aiuto! Problemi con lualatex, miktex e texlive2020 #119135::
Non te lo posso mandare in chiaro sul forum; lo devi cercare o negli articoli che ho scritto par ArsTeXnica (vedi sezione di ArsTeXnica in questo forum) o ella documentazione della dozzina di pacchetti che ho scritto per CTAN/TeX Live. Per esempio, apri con texdoc swfigure-examples e trovi quello che cerchi.
16 Dicembre 2020 alle 12:10 in risposta a: Aiuto! Problemi con lualatex, miktex e texlive2020 #119133::
Davide, lo sai che non si mettono gli indirizzi di posta elettronica in questi post; ma il mio è un segreto di Pulcinella, perché si trova nella documentazione dei numerosi pacchetti che ho scritto e fanno parte di TeXLive; si trova anche nelgi articoli che ho scritto per ArsTeXnica e in alcune guide tematiche.Te lo dico, non per far passare nel privato il tuo problemi di compilazione, ma se e quando avremo trovato al causa di tutti gli errori che trovi, potremo elencarle insieme alle rispettive terapie, qui nel forum. Nel frattempo, semi mandi separatamente tutto il tuo malloppo, poi avere al mia assicurazione che non ne divulgherò nemmeno una virgola. Se ti va l’idea, io ci sono.
15 Dicembre 2020 alle 7:53 in risposta a: Aiuto! Problemi con lualatex, miktex e texlive2020 #119130::
Buone notizie.
Ho scopertoaltre cose che non vanno nel preambolo e che mi erano sfuggite all’inizio, visto che il preambolo secondo lemie abitudioni è particolarmente disordinato.
Ho riordinato le righe del preambolo, togliendo quelle inutili e il risultato è che l’errore di compilazione è sparito! 🙂 🙂 🙂 `% !TEX TS-program = LuaLaTeX
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass[fontsize=12pt,BCOR=7mm,DIV=calc,heading=small,headsepline=on,pagesize,twoside]{scrarticle}% era scrartcl
%\usepackage{amssymb}% non bisogna usarlo con unicode-math
\usepackage{polyglossia}
\setdefaultlanguage{italian}
\setotherlanguages{english,german}
\usepackage{fontspec}
\defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
\setmainfont{Cormorant Garamond}
\usepackage{unicode-math}
\setmathfont{Garamond Math}\usepackage{tabularx}
\usepackage{silence}
\WarningFilter{ctable}{Transparency disabled:}
\usepackage{tikz}
\usepackage{ctable}
\usepackage{csquotes}
\usepackage{booktabs}\usepackage{xcolor,colortbl}
\usepackage{pgfplots}
\usepackage{pgfplotstable}
\usepackage[height={1cm},width={1.5cm},distance={2mm},topthumbmargin={106pt},bottomthumbmargin={auto}]{thumbs}
\newcommand{\öa}{„}
\newcommand{\ka}{“}
\usepackage{atveryend}
\usepackage{etoolbox}
\usepackage{hyperref}
\usepackage[nonumberlist]{glossaries-extra}
\usepackage[backend=biber,style=authoryear]{biblatex}
\hypersetup{colorlinks}
\usepackage[nottoc,notlot,notlof]{tocbibind}
\makeglossaries%\bibliography{lua26}
%\addbibresource{lua26.bib}
%\loadglsentries{lua26.txt}\newcommand\mysymbol[3]{\protected\gdef#1{#2}\item[$#2$]#3}
\usepackage{scrlayer-scrpage}
\lehead[\footnotesize{\normalfont\scshape Andamento farmacologico}]{\footnotesize{\normalfont\scshape Andamento farmacologico}}
\rohead[\footnotesize{\normalfont\scshape Davide Bondoni}]{\footnotesize{\normalfont\scshape davide bondoni}}\newcommand{\tql}{\textquoteleft}
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\begin{document}\errorcontextlines=100
\author{Pinco Pallo}% @davidebond nascondi sempre i dati sensibili
\title{Andamento del dolore}\setcounter{table}{1}
\begin{table}[ht]
\begin{center}
\renewcommand{\arraystretch}{1.25}
\begin{tabular}{>{\columncolor[gray]{0.8}}ll}
\toprule
\textbf{Simbolo} & \multicolumn{1}{c}{\textbf{Significato}}\\ \midrule%
$cap$ & crampi al pene\\ \midrule
$cas$ & crampi alla schiena\\ \midrule
$cb$ & incapacità di reggere il petto\\ \midrule
$cpt$ & contrazioni al petto\\ \midrule
$cu$ & capacità di urinare\\ \midrule
$cvd$ & capacità di digerire [Verdauung]\\ \midrule
$cz$ & contrazioni muscolari\\ \midrule
$\mathcal{D}ys$ & discinesia [Dyskinesie]\\ \midrule
$da$ & dolore all'ano\\ \midrule
$daa$ & dolore all'addome\\ \midrule
$dad$ & dolore all'anca destra\\ \midrule
$dap$ & dolore diffuso in tutta l'area pelvica\\ \midrule
$dar$ & dolore al braccio [Arm] \\ \midrule
$das$ & dolore diffuso in tutta l'area sacrale \\ \midrule
$dbb$ & dolore allo sterno [Brustbein] \\ \midrule
$dbc$ & dolore all'addome [Bauch]\\ \midrule
$dbr$ & dolore al grande muscolo dorsale [der breite R\”uckenmuskel]\\ \midrule
$dbw$ & dolore alle costole [Brustwirbeln]\\ \midrule
$dc$ & dolore alla coscia \\ \midrule
$dc_{St}^{dx}$ & dolore quasi scossa elettrica alla coscia destra \\ \midrule
$dcg$ & dolore ai calcagni \\ \bottomrule
\end{tabular}
\vspace{8pt}
\caption{Continuazione.}
\end{center}
\end{table}\end{document}
`
Inoltre leggi tutto il file .log; ci sono messaggi della classe scrarticle che dicono che certi pacchetti che hai caricato non sono raccomandabili con l’uso delle classi KomaScript, perché possono interferire con i comandi interni di queste classi per ottenere gli stessi risultati.
15 Dicembre 2020 alle 6:43 in risposta a: Aiuto! Problemi con lualatex, miktex e texlive2020 #119129::
Il crash, a quanto pare, si verificava durante l’aggiornamento da rete. Quindi una cosa probabilmente legata alla non adeguatezzaa di tlmgr,ma che io non posso verificare,perchého un sistema operativo diverso. O meglio, ho provato sul tablet di mia moglie che lavora con Win10,ma a parte due ore per scaricare la ISO, ha eseguito l’installazione giusta, ma non ha mai funzionate senon da linea di comando; “Scancellato” tutto quel tablet ha funzionare a funzionare con tutti gli altri programmi, in modo normale e senza, comunque, a perde tempo ad impaginare infinite volte,visto che la memoria del disco SSD è di solo 125 giga. già occupati per l’80%.
Comunque, ricordavo il tuo lavoro con Ubuntu, ma volevo rendermene conto da solo e se possibile beccare il punto essatto che fa fallire una compilazione banale anche da me che ho il mio setup in modo che si fermi sempre (errorstopmode) e quindi vedo ogni erroretto che blocca la compilazione aspettando magari un S, per poi finire bene. E come hai visto l’errore di compilazione è causato da un pacchetto, non da sistema operativo. Errore di compilazione dovuto a un pacchetto bacato, non un crash dovuto all’aggiornamento..
14 Dicembre 2020 alle 18:01 in risposta a: Aiuto! Problemi con lualatex, miktex e texlive2020 #119126::
Davide, riconosco che questa è la prima volta che compilo il tuo file allegato al tuo secondo messaggio, quindi nei messaggi precedenti ti ho dato indicazioni che nulla avevano a che fare con il tuo problema; mi affidavo al fatto che la tua installazione poteva non essere aggironata e che aggiornandola il sistema andava in crash. Brutta coas, ma succede.
Succede anche perché con il mio Mac, aggiornando (e mi è capitato anche oggi) qualdo fra gli aggiornamenti c’è anche quello di tlmgr, la prima cosa che mi segnala il mio TeX Live Utility.app è che prima di aggiornare i pacchetti bisogna aggiornare anche il TeX Live manager; Contemporaneamente il mio Mac viaggia a 64 bit e l’installatore nonché il manager per gli aggiornamenti prima aggiorna l’eseguibile tlmgr, poi con il nuovo eseguibile aggiornato scarica i pacchetti da aggiornare e prosegue a fare il suo mestiere senza nessun crash. Su Windows le cose sono più complicate perché bisogna stare attenti ad installare la versione di TeX Live per macchine con la CPU a 32 bit o per quelle a 64bit; sembra che le due possibilità siano tanto ingombranti che non ci stanno nel DVD e nella corrispondente ISO. MA queste sono cose che ho letto e c’entrano o non c’entrano con i tuo crash; onestamante lo penso, ma non lo so.Invece ho ripreso il tuo secondo messaggio con il codice; ho commentato le righe che ora, dal 2020, quando si usa LuaLaTeX sono superflue;ho cancellato anche le righe che riguardano la bibliografia, perché manca il file con l’elenco bibliografico, che non ha nulla a che vedere con il problema della tua tabella. Ho tolto la riga con la specifica della codifica EU2, perché da tempo non si usa più e il prgoramma LuaLaTeX sa esattamente quale codifica usare; Mi pare che ora si chiami TU, mentre prima isi chiamava EU1 se si usava XeLaTeX e EU2 se si usava LuaLaTeX Ho sostituito le lettere accentate con il comando TeX \`: segnatamente \`a, \`i e \`u sostituite con à, ì, ù. Forse con la tastiera tedesca si mette bene la umlaut nel senso che quella tastiera ha le lettere che sono già segnate sui tasti; la tastiera svizzera ti andrebbe anche meglio, perché permette sia i diacritici tedeschi, sia quelli francesi, sia quelli italiani, si le virgolette caporali (per il francese), sia quelle a forma di virgola alte con la concavità verso il loro contenuto (per l’italiano), sia quelle a virgola con l’apertura al piede e la chiusura in alto, e con la convessità verso il contenuto (per il tedesco); di fatto le puoi usare tutte nello stesso documento per cui gli svizzeri usano quele che preferiscono indipendentemente dalla lingua.
Digressioni off topicIl punto è che al terzo \midrule viene segnalato l’errore che hai segnalato nel primo messaggio; Eseguita la segnalazione della catena di macro in azione al momento dell’errore salta fuori che è provocato dall’esecuzio dele macro contenute a catena nello sviluppo di \midrule. Segnatamente da un test discendente da un dirty rick di Knuth che non è direttamante indicato nella definizione di \midrule. Perì se quando si ferma la compilazione aspettando istruzioni dall’utente, se premi il tasto S (fa Silenzio e prosegui senza rompere le scatole…) lui prosegue la tabella esce composta correttamente.
Chi possono essere i responsabili di questo problema? forse la classe scrartcl, o il pacchetto colortbl, o booktabs.che in questi mesi sono stati aggiornati; escluderei booktabs, perché ho provato a togliere il filetto \midrule e il problema si presenta lo stesso. Non ho cercato nei codici di colortbl.sty per trovare la stringa incriminate dell’errore \if0\`{}\fi (nota le due graffe) che forse dovrebbero essere una sola, quella aperta; ma, te lo confesso, non ho voglia di andare a cercare in colortbl.sty, né, meno che mai, in scrartcl.cls. se tu o qualche altro frequentatore del forum avete voglia di trovare dove si trovi questa stringa, si potrebbe mandare una segnalazione d’errore al “colpevole”.
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Non mi è chiaro il perché tu compili la tua presentazione con XeLaTeX, invece che con pdfLaTeX.
Certo puoi farlo,ma…con le tue impostazini dici a fontspec di NON usare i font matematici OpenType, poi nel resto del preambolo carich quello che vuoi, ma non specifichi nessun font matematico. Risultato la tua presentazione è composta con i font matematici della collezione Compure Modern con la codifica OT1 (Old TeX 1). che si sposano malissimo con i font TeX Gyre Pagella e si sposerebbero male anche con i Basskerville.
IN sostanza i font per le slide è bene che siano senza grazie e quindi anche la matematica è senza grazie; Vuoi scrivere tutto con le grazie? va bene, ma specifica dei font OpenType sia per il testo sia per la matematica; Vuoi usare i font TeX Gyre Pagella? benissimo, ma dpo aver specficicato questi coem main font, oltre a togliere l’opzione nomath a fontspec, chiama il pacchetto unicodemath e specifica il mathfont TeXGyrePagella Math, in modo da avere font che vadano bene assieme; Leggi la documentazione di unicode-math, perché puoi specificargli determinate opzioni, per esempio quella relativa alle norme ISO, ma non hai bisogno di usare il pacchetto bm e i suoi comandi \bm, perché i font matematici OpenType dispongono di comandi utente che ti possono produrre tutti i segni con ogni serie forma e corpo che ti possano servire in matematica.Io preferirei usare LuaLaTeX invece di XeLaTeX perché gestisce sempre i file meglio di XeLaTeX, ma forse dipende solo dai miei gusti personali.
Tuttavia, se nonusi font stranissimi e con glifi particolarissimi, penserei che epr una presentazione sia meglio servirsi di pdfLaTeX. una volta ho dovuto scrivere una presentazione dove c’erano dei tratti in arabo e altri in giapponese; in mancanza di font OpenType adeguati, o preferito fare dei file a parte, con blocchetti di test ben scontornati che ho immesso nella presentazione come immagini, ma con font così strani e per noi molto esotici, di cui abbiamo pochissima esperienza, cercare di arrabattarsi in mdo da far convivere beamer con font arabi è un’impresa che richiede troppo tempo.
Non credo che sia il tuo caso, perché scrivi solo in inglese e in italiano. Quindi pensaci bene se valga la pena di usare XeLaTeX per comporre la tua presentazione.
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L’errore più grosso è la stampa oneside; te lo impone la nuova università? Non credo.Dunque se non si possono abbreviare i titoli delle sezioni, li si scrive in minuscolo con le inziali maiuscole solo per i nomi propri. Quindi LA CONVENZIONE DI VIENNA E IL PROTOCOLLO DI MONTREAL, diventa La convenzione di Vienna e il protocollo di Montreal, corto quasi la metà di quello in tutte maiuscole.
Tuttavia anche in tutte maiuscole la testatina corta potrebbe essere semplicemente VIENNA E MONTREAL.Ma la soluzione è scrivere twoside che è di default sia con book, sia con memoir. Anche la documentazione di fancyhdr dice che se nella stessa testatine deve esserci sia illeftmark sia il rightmark, questi devono essere corti o bisogna configurare i relativi campi in modo che li possano scrivere su più righe, il che sarebbe comunque una schifezza.
Per il frontespizio non ci sono problemi; lo ocmponi con la classe che preferisci; usi il pacchetto frontespizio e te lo configuri come ti pare; Alla fine quest’unica pagina pdf contenente il frontespizio te la includi come prima pagina delle tesi come se fosse una figura, o meglio usando il pacchetto pdfpages.
Ho visto il file guit.tx che contiene cose poco chiare, ripetute e contrastanti; manon importa; chi pensa male spesso ci azzecca; pensando male, dubito che tu usi tutti quei pacchetti e specialmente non usi quelli che sono decisamante inutili o dei quali non conosci lo scopo; cioè si ratta di impostazioni che ti arrivano da altri attraverso una catena di passaggi che può risalire a parecchi anni fa; il sospetto nasce dall’uso del pacchetto epstopdf; che ha accanto l’annotazione: “per imprtare grafici pdf”. Questa annotazione è scritta da una persona che non ha la più vaga idea di che cosa faccia quel pacchetto: esso servirebbe per trasformare un file in formato Encapsulated PostScript (eps) in formato Portable Document Format (pdf); ne mporta anche il risultato. MA sono almeno una decina di anni, se non di più, che tutti e tre i motori di composizioni basati su LaTeX2e sono in grado di importare direttamante i file in formato eps, perché ci pensano loro stessi ad eseguire le trasformazioni necessarie; quindi è da più di 10 anni che epstopdf non dovrebbe essere nemmeno più nominato.
Ecco, scusa l’immeritata tiratina d’orecchi; ma quando vedo preamboli di quel genere mi viene la mosca al naso e non riesco a trattenermi.
Concludendo:se vuoi continuare a scrivere in oneside, sprecando la metà della carta che usi e componendo in modo non adatto alla qualità di LaTeX sei padronissimo, ma non chiedere aiuto nel forum per vandalizzare LaTeX. Io ti ho consigliato come fare, e spero che tu capisca il punto; la tipografia è un’arte, non è il risultato della composizione dei vari word processor, come Word, Writer, Pages, e compagnia; e te lo dico da ingegnere amante del bello, non da tipografo che per professione deve conoscere la sua arte. Se sei vincolato dalla tua università, direi che potresti tranquillamente fartene un baffo, visto che non si accorgeranno nemmeno delle differenze che ottieni con la composizione fronte-retro, cioè twoside.:) 😆
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@j.magno, ti sei collegato ad un post di 14 anni fa; direi completamente sorpassato e anche arcaico. Conteneva un barlume di verità ma era usato male.Allora, dovresti documentarti si documentazione moderna e aggiornata. Per esempio: nella sezione documentazione ci sono guide generali e tematiche da scaricare e leggere a piacimento. Una delle guide tematiche è intitolata Il LaTeX Reference Manual commentato che non è altro che la traduzione in italiano del manuale di Leslie Lamport, il creatore del linguaggio LaTeX,scritto nel 1994, quando uscì il LaTeX2e, che, moltoaggironato, è quello che si usa ancora oggi.Ma già allora la sintassi dei comandi di sezionamento (tutti, non solo \section} era comando[Titolo breve][Titolo lungo] e non c’era nessun bisogno di giostrare anche con \sectionmark o \chaptermark o \subsectionmark quelli che mettono il risultato nella testatina specifica.
Quale mark appare nella testatina? Dipende dalla classe che usi, ma di solito si tratta del titolo della sezione che è in vigore all’inizio della pagina; per documenti articolari può essere diverso. Ma il gioco dei mark è complicato: ne sono sempre disponibili tre diversi e LaTeX attraverso le impostazioni della classe provvede ad aggiornarli in modo adeguato. In un libro scritto in modalità “two side” nella pagina di sinistra (pari) appare il mark del capitolo e in quello di destra il titolo del paragrafo (non bisogna confondere paragraph con paragrafo), e nelle pagina di destra (dispari) appare il mark che corrisponde al titolo del paragrafo che era in vigore all’inizio della pagina; se a metà pagina comincia un nuovo paragrafo, il suo titolo comparirà solo sulla pagina dispari successiva se sarà ancora in vigore. Ma in un dizionario dove i vari lemmi siano introdotti con il comando \section, i due mark in vigore all’inizio della pagina e alla fine compaiono entrambi in ogni testatina di destra o di sinistra e non compariranno per niente i mark dei capitoli che non hanno molto senso in un dizionario; a tutto ciò provvede un’eventuale classe destinata allo scopo.
Esistono classi, come memoir, dove i comandi di sezionamento accettano due argomenti facoltativi:comando[titoloper l’indice][titolo per la testatina]{titolo per il documento} e puoi gestire i tre titoli in modo diverso perché ci pensa la classe a gestirli come si deve.
Se non ti sei modificato le funzionalità della tua classe, usando, per esempio, le funzionalità del pacchetto fancyhdr, e non stai scrivendo un dizionario, il tuo comando dovrebbe essere semplicemente `\section[Titolo breve]{Titolo lunghissimo}`e, tanto per riepilogare, il Titolo lunghissimo forma il titolo del paragrafo, mentre il Titolo breve va a finire nell’indice e nelle testatine. dovresti mettere le mani sul mark e su ciò che vuoi nell’indice solo se volessi tre titoli di diverse lunghezze. Ma mentre nelle testatine i titoli devono essere brevi, nell’indice possono essere meno brevi, ma è comunque consigliato che non superino la lunghezza di una riga.
Ragionamenti del tutto simili, solo che no riguardano le testatine, si applicano alle didascalie delle figure e delle tabelle il cui comando \captio accetta anche lui ina didascalia breve e una didascalia lunga; la seconda viene scritta sopra o sotto l’oggetto da descrivere, mentre la prima, quella breve, (facoltativa fra parentesi quadre) va nelle rispettive liste delle figure o delle tabelle.
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No, Gustavo, il codice di eTeX, da qualche anno parte integrante del nucleo di LaTeX, non alloca registri, ma esegue direttamente i calcoli nella CPU. e quando si usa \dimexpr e un argomento è di tipo skip, ne usa solo la dimensione naturale, scartando l’allungamento e l’accorciamento.
Ivan infatti “dovrebbe” usare la tua soluzione, non la mia; io ho evitato \dimexpr (che ormai dovrebbe essere diventata di uso comune) perché alcuni non ne hanno ancora sufficiente dimestichezza. Sono sicuro che Ivan ne ha la necessaria dimestichezza, ma non i lettori in generale.
Ma hai fatto benissimo a esporre anche questa soluzione.
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Eh, la fretta. ci sono due errori: \strip@pt prvvede già da solo a sviluppare il registro che lo segue; ma se il registro è di tipo glue, come \smallskipampount, produce sia il valore naturale sia le componenti di allungamento e accorciamento; quaindi prima bisogna copiare l’argomento dela funzione in una registro di lunghezza rigida (solo TeX, Latex con newlength alloca un registro di tipo glue) poi si può aplicare \strip@pt al nome di questo registro lunghezza; per convenzione i primi registri non allocati con numero pari sono da usare come registri scatch, quindi non ha importanza che cosa contengano prima e che cosa vi resta dentro dopo. Cosi dice Knuth nel suo TeXbook.
Questo funziona`\documentclass{article}
\makeatletter
\newcommand\getlength[1]{\dimen10=#1\strip@pt\dimen10}
\makeatother
\begin{document}
\getlength{\smallskipamount}
\end{document}`e con \skimamount che vale 3pt plus 0pt minus 1pt, il risultato è semplicemente 3.
::
In realtà indipendentemente dal font corrente, il marchio va sempre disegnato nello stesso modo; questo vale anche per l’euro, ma anche il vecchio pacchetto euro-ce si divertiva a disegnalo con le varie famiglie, serie e forme dei font TeX.
In rete, all’indirizzo https://www.laleggepertutti.it/131117_come-riconoscere-il-marchio-ce-della-comunita-europea c’è un magnifico disegno su griglia quadrettata, da quale si possono prendere tutte le dimensioni che occorrono.
Nel bellissimo e completissimo elenco che si trova nel file symbols-a4 nella tabella 32 c’è il simbolo \Ecommerce, che è formata da una e minuscola con uno stile particolare.
Se ho capto bene la richiesta di @MisterMandarino, egli richiedeva il marchio CE, che sembrerebbe essere un’altra cosa; vedi illink sopra indicato.Come ho detto nel mio precedente messaggio, lo si disegna facilissimamente con il semplice ambiente picture nativo di LaTeX, arricchito dal pacchetto pict2e descritto da Lamport nella sua guida del 1994 relativa a LaTeX2e. Ho definito il seguente comando \MarchioCE usando questo ambiente:`\newcommand\MarchioCE[1][]{{%
\def\TempA{#1}\ifx\TempA\empty
\settoheight{\unitlength}{T}\else\unitlength=#1\fi
\divide\unitlength by20\relax
\begin{picture}(29.5,20)(-1,0)
\linethickness{3\unitlength}%
\put(9,10){\arc[90,270]{8.5}}
\put(9,18.5){\line(1,0){1}}\put(9,1.5){\line(1,0){1}}
\put(27.5,10){\arc[90,270]{8.5}}
\put(27.5,18.5){\line(1,0){1}}\put(27.5,1.5){\line(1,0){1}}
\put(26.5,10){\line(-1,0){7}}
\end{picture}}}
`Il comando usato senza l’argomento facoltativo produce il marchi alto quanto la T nel corpo corrente; se invece si specifica la dimensione assoluta, per esempio con \MarchioCE[25mm], produce un marchio alto quanto specificato. Il semplicissimo disegno soddisfa esattamente le misure e le proporzioni ricavate dal disegno quadrettato del sito indicato sopra.Se si mette questo semplice codice nel proprio preambolo o in un file di macro personali, lo si può usare come e quando lo si vuole nel proprio documento. Volendo ci si potrebbe creare un semplice file marchioce.sty, da salvare nel proprio albero personale, e da caricare nel preambolo col solito \usepackage; si noti che tutto il codice è dentro un gruppo, quindi l’assegnazione di un certo valore a \unitlength non pregiudica il valore di default o quello specificato in altri disegni eseguiti con picture.
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Il pacchetto euro-ce è del 2002 edè stato composto nel 2002; serve per produrre il simbolo dell’euro, non del mrchio CE. LA documentazione, ovviamente, visto che è scritto con Plain TeX è in DVI, quindi i suoi comandi sono praticamente inutilizzabili all’interno di un qualsiasi alro documento il cui sorgente sia in LaTeX. In ogni caso il file symbols-a4.pdf, leggibile con texdo mostra diversi altri pacchetti per comporre il simbolo dell’euro.Ma @MisterMandarino cercava un modo di comporre il marchio CE che compare sui prodotti conformi con el norme dell’Unione Europea.
Non mi risulta che esista nessun pacchetto che ne dispone, ma non dovrebbe essere difficile disegnarselo avendone un modello sott’occhio; persino il banale ambiente picture di LaTeX sarebbe in grado di disegnarlo; una volta fatto il disegno in grande, per esempio alto 20mm, composto in PDF, lo si scontorna e lo gli si mette attorno un comando piccolo piccolo, forse due righe al massimo, per importare quel disegno scalato nel corpo delle maiuscole del font in uso. Al massimo se come il marchio di Registered, o Trade Mark, o Copyright hanno un cerchio attorno, lo si può fare anche con CE, e il piccolo comando per importarlo deve tenere conto di questo piccolo displacement visto che il cerchio scenderebbe sotto la linea di base.Certo, @MisterMandarino, se esistesse già un pacchetto che fa tutto questo piccolo lavoro, sarebbe molto più comodo. Ricorda, le magie di LaTeX le può fare chiunque, anche con un giocattolino come l’ambiente picture; basta averne voglia. Lavora sui font come suggerisce @samiel, è molto più difficile; @samiel l’ha già fatto con certi font OpenType; io, pur avendo disegnato molti font di tipo Type1, non mi sono mai avvicinato a creare anche un solo glifo da inserire un un font OpenType.
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