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LudoTaddei” post=119756Ho ancora un paio di dubbi:
- La didascalia della prima immagine non risulta allineata al fondo della pagina, ma al centro. Non è un problema grandissimo, ma preferirei riuscire ad avere tutte le didascalie formattate allo stesso modo
- Avendo inserito un titolo di una parte prima delle immagini (\part{FIGURE E TABELLE}) ed essendo questo posizionato su una pagina dispari/di destra, mi chiedevo come poter fare per evitare di lasciare una pagina vuota tra il titolo di parte e la didascalia della prima immagine, come invece succede ora
a) sei sicuro di avere scritto [fill con due l (elle)? Se sì, e la didascalia ti rimane a metà pagina mettici \filll con tre elle; vediamo che cosa succede
%
b) invece di mettere \part, prova a creare una pagina senza usare né \part, né \chapter, ma semplicemente mettendo a metà pagina uan stringa FIGURE E TABELLE, scritto in corpo sufficientemente grande e magari in boldface. Ma non usare \part, perche scrivendo con l’opzione twoside, ilcomando \part emette una pagina bianca dando pre presupposto che dopo un tal sezionamento l’utente voglia cominciare su una pagina dispari; tu invece vuoi subito una pagina pari, quindi evita \part e usa un surrogato.
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Benvenuto nel forumStrana indicazione ricevuta dal tuo relatore; la cosa può avere forse un senso in una rivista illustrata, certamante non in una tesi; te lo dico da prof (in pensione, ma pur sempre professore universitario).
Ma vediamo come potresti fare per accontentarlo; In primis, non dovresti usare la classe report senza specificare l’opzione twoside; perché se non componi fronte/retro il concetto di pagina di destra e quella di sinistra perde significato.
Non so come potresti cavartela su Oveleaf, perché non l’ho mai usato; so solo che non è cmpleto èd è in ritardo con gli aggiornamenti. Quidni io preferisco installarmi il sistema TeX sul mio calcolatore, così posso lavorarci anche se non son a casa con un’ottima connessione in fibra, e sono sicuro che la mia installazione è assolutamente aggiornata, e la mantengo aggiornata ogni 7 o 10 giorni. Inoltreio stesso ho contirbuito al sistema TeX con na dozzina di pacchetti, e mi piace poterli usare subito e che gli altri utenti li possano usare subito ad ogni aggiornamento o a ogni correzione di bug.
D’altra parte la classe report non è abbastanza attrezzata a meno che tu non definisca nuovi comandi; la classe memoir è attrezzata molto meglio e dispone di comandi \cleartoodd e \cleartoeven, che ti permettono di giestire nuove pagine ricominciando di sicuro su una pagina dispari o su na pagina pari; ovviamente introducendo prima una eventuale pagina vuota per andare subito alla pagina di parità giusta. Questo ovviamente è un problema ma lo sarebbe con qualunque classe e qualunque comando che potresti ridefinirti. Il comando \afterpage del pacchetto afterpage, qualche volta si comporta bene, ma non sempre.
Veniamo al codice: non è necessario usare \captionof ma non è vietato. Supponiamo che tu stia componndo una pagina dispari e tu sia quasi o proprio alla fine della pagina, Allora puoi usare questo codice`…
\newpage
\vspace*{\fill}
\begin{figure}
\caption[diadascalia breve]{didascalia lunga}\label{fig:etichetta}
\end{figure}
\clearpage
\vspace*{\fill}
\includegrphics[width=…]{figura}
\newpage
…
`Ovviamente se usi \captionof, non hai necessità di usare l’ambiente figure. Se usi memoir, nvce di \newpage usi \cleartoeven e al posto di \clearpage puoi usare \cleartoodd.
Lo svantaggio di questo modo d procedere è che non è automatico; anche se usi memoir devi scegliere il punto giusto dove mettere il codice, altrimenti ti ritrovi con una pagina vuota che comunque è sgradevole.
Ricorda anche che con l’uso del \label col suo argomento puoi riferirti alla figura tramite il suo numero ma non alla sua pagina, bensi alla pagina della didascalia, per cui quello che vuole il tuo prof, richiederebbe di mettere un seocndo \label nella pagina dispari e gestirli entrambi senza sbagliare quale dei due usi, visto che le etichette devono essere diverse; Inoltre a stampa la cosa può andare bene, ma a video devi usare un visualizzatore del file PDF che ti mostri le due pagine affiancate, con quella pari a sinistra, e non tutti i visualizzatori riescono a fare una cosa del genere. Oil tuo prof ha un calcolatore con uno schermo enorme e anche con Word o altri word processor si mette sempre nella condizione di mostrare le due pagine affiancate, oppure non è un gran lettore di testi tecnico-scientifici (attento; che quando dico scientifici parlo anche delle scienze umane, non solo di fisica o di matematica).
30 Dicembre 2020 alle 22:24 in risposta a: Ridefinire le varianti asterisco delle sezioni in amsproc #119264::
Be’, se i disegnini da includere sono già pronti, usare \includegraphics, permette di metterli in mezzo, all’inizio, alla fine di un tratto di testo perché puoi gestire quell’inclusione come se fosse un carattere; ovviamene ogni disegnino deve essere preventivamente salvato in un file con estensione pdf, eps, ipg, png, perché questi sono i formati che i programmi di composizione sanno includere senza doversi arrampicare sui vetri. Si possono includere altri formati ma bisogna specificare come gestire le altre estensioni, cosa non banale; piuttosto conviene usare GIMP per convertire altri formati in quelli indicati sopra.
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Ti confesso che dalla tua descrizione non ho capito quello che volevi o vuoi ancora fare. Ma non importa.
Tieni presente che le tabelle di Word e degli altri word processor nonsono tabele in senso stretto,ma sono una serie di scatole rettangolari che con il mouse puoi regolare individualmente e comporre delle “scacchiere” dalle forme più stravaganti; Con LaTeX è difficile fare altrettanto proprio perché LaTeX è un programma di composizione tipografica, e non di composizione di fantasia. Ci si riesce; nella GuidaGuIT (sezione documentazione) c’è una tabella dove i filetti sono composti con parentesi graffe e dove non ci sono due celle che siano allineate l’una con l’altra; In realtà si è creata una cosa fantasiosa per descrivere come vengono fatte le ammissioni allo svolgimento delle tesi e agli esami finali in una nota università italiana; fu la risposta a una domanda posta qui sul forum. Ma quella non è una tabella!
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Di solito è una pessima idea.
Non escludo che possano esserci casi in cui sia utile o necessario, ma non riesco a immaginarne nessuno.
Ecco allora come fare; se esamini la documentazione vedi che esistono due parametri che controllano queste cose; per gli spazi laterali c’è \tabcolsep, che può essere impostato il valore di 0pt; per gli spazio verticali c’è \arraystretic che può essere ridefinito con \renewcommand, con il valore di 0pt.Prova e ci saprai dire qualcosa sull’estetica della tabella ottenuta.:x
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Le eventuali variazioni potrebbero dipendere dai font che usi.
Ricorda che pdfLaTeX può lavorare solo con i file Type1 (contengono al massimo 256 caratteri) distribuiti con il sistema TeX, mentre LuaLaTeX lavora preferibilmente con i font OpenType (contengono moltissimi caratteri, ne ho visti che ne contenevano alcune decine di migliaia), sia quelli distribuiti con il sistema TeX, sia quelli presenti sulla macchina specifica forniti insieme al sistema operativo, a programmi che usano font OpenType, Sia quelli che l’utente può scaricare dalla rete, gratis o a pagamento, che che non deve fa altro che metterli dove il sistema operativo può trovarli; In ogni caso LuaLaTeX, quando deve usare un font OpenType prima cerca nella sua cache (memoria nascosta) e se non lo trova, ricostruisce la cache; se dopo l’aggiornamento continuasse a non trovarlo, allora darebbe all’utente i segnali/messaggi necessari.Per il resto LuaLaTeX fa molto di più di pdfLaTeX, perché incorpora una buona parte dell’interprete del linguaggio Lua con il quale si possono fare cose straordinare, almeno i guru di LuaLaTeX possono fare cose straordinarie; Nella sezione ArsTeXnica di questo Forum si possono scaricare i numeri o i singoli articoli pubblicati nella rivista del gruppo; negli ultimi 10 anni sono apparsi diversi articoli sull’uso di Lua in progetti dove il solo LaTeX non ce la farebbe. Io non faccio parte di quel gruppo di guru, pur usando LuaLaTeX piuttosto spesso; non sono capace di ripetere miracoli della loro portata.
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Bisogna che tu dica quale pacchetto usi per creare la tua lista di acronimi; Io di solito aborro queste cose, compresi i pacchetti per fare i glosari; per gli uni e per gli altri, di solito faccio uso del normale ambiente description senza usare nessun pacchetto; capisco che quei pacchetti possono dare qualche funzionalità in più, ma secondo me il gioco non vale la candela.Tuttavia volentieri poteri dartiun esempio semi dici quale pacchetto usi.
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Naturalmente nessuna guida potrebbe contenere il disegno completo del frontespizio che vorresti comporre.
Quindi l’unica via che puoi seguire è quella di consultare i testi un po’ più avanzati che trovi nella sezione Documentazione di questo forum.
Un disegno semplice come quello, potrebbe essere composto facilmente unendo le funzionalità di eso-pic, tcolorbox, xcolor, graphicx e se vuoi mettere qualcosa in greco come ha fatto Heinrich, devi usare babel aggiungendo alla lingua di default, anche il greco in una delle sue varianti mono (monotonico moderno, default), poly (politonico moderno), ancient (politonico classico).
Ma il difficile non hè mettere insieme le funzionalità di quei pacchetti; il difficile consiste nel equilibrare la pagina, cosa non particolarmente difficili, ma che richiedono molta sensibilità da bibliofilo, come è Heinrich; quando hai questo estro artistico da bibliofilo, il resto viene quasi da solo.Un discorso simile vale per gli acronimi; un acronimo, per definizione, è formato con le lettere iniziali di una lista di nomi. Quindi niente esponenti. Certo ci sono modi di aggirare questa difficoltà, ma sono cose da adattare caso per caso e generalmente implicano la creazioni si loghi grafici da invocare con opportuni comandi; la cosa più sempile che mi viene in mente è quella di indicizzare NA28 e inserire NA28 nella spiegazione.
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LuaLaTeX carica la sillabazione secondo necessità. PdfLaTeX, invece richiede che sia pre-caricata nel formato latex.ltx.
Dunque se, pur usando il pacchetto babel per gestire le lingue pdfLaTeX ti esegue la cesura in fin di riga con le regole dell’inglese, vuol dire che nel tuo Ubunti non hai eseguito l’installazione completa, o alment l’installazione che contenga anche il modulo che (forse) si chiama texlive-languages. Dico “forse” perché sono anni che non uso più Linux, ma ricordo che il pacchetto delle lingue era separato e andava caricato apposta; inoltre bisognava creare il formati; come si facesse con Ubunto non lo ricordo proprio, anche perché era una operazione da fare una volta all’anno.
Poi in questo forum è apparsa la guida scaricabile da questo linkhttp://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
e da allora non mi sono più preoccupato di come si facesse a gestire il TeX Live/Debian di Ubuntu, perché non dispone delle funzionalità di TeX Live/CTAN che sono quelle che si usano sia con questa installazione su Linux, sia su Mac sia su Windows. L’installazione è sempre completa ed è aggiornale con la frequenza che si vuole. io l’aggiorno ogni 7 o 10 giorni, sul mio Mac, e ogni volta ci sono alcune decine di pacchetti aggiornati, e una mezza dozzina di pacchetti nuovi; funzionalità che sono un sogno con TeX Live/Debian, perché questa installazione non ne dispone.
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Mi domando perché vuoi fare una cosa così inconsueta; ma se viui, devi ridefinire il comando \Annoaccademico; la sua definizione si trova nella riga 183 del codice del pacchetto; la trovi descritta nella pagina 25 della documentazione di frontespizio che apri e leggi dando da terminale il comando texdoc frontespizio; comunque quella definizione originale è definita così:`\newcommand{\Annoaccademico}[1]{\front@write{\Annoaccademico{#1}}}`Come cambiarlo dipende da te. Non credo che si debba ridefinire qualcos`altro, ma, chissà, il codice di frontespizio in certi punti mi appare un po’ magia pura, eppure è scritto dal maggior esperto sulla scena italiana.Ora spiega a me e agli altri frequentatori del forum perché vuoi scrivere Biennio Accademico invece di Anno Accademico; benché siamo in un periodo in cui gli esami universitari, compresi gli esami di laurea. sono sconvolti dalla pandemia ,non mi risulta che in nessun ateneo si proceda per bienni, e non per Anni Accademici; come se le tasse universitarie si pagassero per bienni, e simili altri periodi della vita universitaria. Se mi sbaglio, e nella tua Università o Scuola Superiore si va per bienni, fallo sapere a me e agli altri; non finiamo mai di imparare qualcosa…
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Marco,
prima di andare in rete, te lo raccomando, consulta la documentazione; L’Arte è bello, ma non scnde nei dettagli. Per imparare a fare cose poco standard, o comunque diverse da quelle che compaiono nell’arte, ci sono le guide generali e quelle tematiche.
Ho l’onore e ho avuto l’onere di mettere insieme i contributi di tanti soci del GuIT nella guida generale Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX; si trova nella sezione Documentazione. Sono più di 800 pagine con il file PDF guidaguit.pdf. Ma esistono anche tre altri file pdf che possono essere essere usati separatamente, e, volendo, possono essere stampati su carta, magari in segnature cucite col filo refe e rilegate. Personalmente non me le sono ancora rilegate, perché sia i testo unico, sia i tre testi parziali, subiscono almeno un aggiornamento annuale; LaTeX cresce, evolve, certe cose di 10 anni fa non si fanno più. Nello stesso tempo, nonostante gli aggiornamenti, la GuidaGuIT rimane sempre indietro rispetto allo stato dell’arte. La stessa limitazione si applica alle guide tematiche.
Allora perché bisogna continuare a studiare LaTeX e aggiornarsi continuamene? Con il software libero o commerciale deve essere così; persino un programma di calcolo nato, se ben ricordo nel 1955, continua ad essere usato ancora oggi e quello che si può scrivere oggi in quel programma era inconcepibile 65 anni fa; eppure veniva usato per mettere in orbita satelliti artificiali. Io lo uso ancora oggi, ma per le mie necessità personali; per cose diverse sarebbe bene conoscere il C++, come nel nostro campo, oggi bisognerebbe probabilmente usare solo ConTeXt o LuaLaTeX.
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@marcoozmg, dovresti studiare un po’ di teoria prima di mostrare che non l’hai studiata con problemi che sono speigati in qualunque manuale per principianti.
Dunque ti lamenti che con \parbox ti viene fuori qualcoasa comeRiga 1: Prima linea di testo
Riga 2: Descrizione Seconda riga di testo
Riga3: Terza riga di testoMentre vorresti pa parola Descrizione allineata con la Prima riga di testo.
Ma \parbox, senza opzione per l’allineamento verticale fa esattamante quello che hai ottenuto: se metti \parbox[t] viene fuori quello che desideri.
Le due soluzioni di @samiel sono ottime, ma non sono alla portata di un neofita. Se però, scusa se te lo dico, il neofita studiasse, non chiederebbe nemmeno questa piccolezze. Nota che anche noi che frequentiamo questo forum siamo stati neofiti, quindi per imparare LaTeX ci abbiamo messo un nel po’ visto che ai nostri tempi si potevano leggere solo i testi di Knuth (creatore di TeX) e di Lamport (il creatore di LaTeX), ordinando il libri da far arrivare dagli Stati Uniti, che arrivavano dopo un tempo variabile fra 2 e 4 mesi, e costavano almeno il doppio del loro prezzo di copertina. Ora di documentazione ce n’è moltissima sia distribuita con l’installazione di TeX Live o di MiKTeX, sia prodotta dai vari gruppi di utenti fra i quali anche GuIT
Per studiare hai alcune possibilità:
1) apri un terminale, ci sirivi dentro il comando texdoc it-lshort, premi il tasto Invio, e leggi andando a cercare i capitolo dove si parla di tabelle.
2) vai nella sezione Documentazione di questo forum, ti scarichi la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato clicchi sull’icona del file appena scaricato e te la leggi al paragrafo dove si parla di tabelle.
3) vai nella sezione Documentazione, di questo forum, ti scarichi la guida tematica sulle tabelle, clicchi sulla sua icona e te la leggi.Come vedi per studiare hai solo l’imbarazzo della scelta le guide che ti ho indicato sono tutte in italiano; ti consiglio la soluzione 2, perché oltra che di tabelle tratta tutto l’ABC di LaTeX, quindi anche di \parbox
Se invece vuoi capire come funzionano le soluzioni di @samiel, devi leggerti con texdoc le documentazioni dei pacchetti tabularx e quella di array, entrambe in inglese; le hai gia sul tuo hardisk, quindi non hai nemmeno bisogno di cercare in rete.
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