OldClaudio

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  • in risposta a: Errori dopo aggiornamento a TexLive 2012 [UBUNTU 12.04.1] #77923
    OldClaudio
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      ! Package pgfkeys Error: I do not know the key ‘/tikz/xticklabel boundaries’ an
      d I am going to ignore it. Perhaps you misspelled it.

      Il messaggio è chiaro xtikzlabel boundaries è una chiave che il compilatore non conosce, è possibile che tu non abbia caricato uno dei pacchetti di tikz, come è possibile che quella chiave non sia davvero definita da nessuna parte.

      Non riuscendo a interpretare quella chiave, va a catafascio l’interpretazione del contenuto dell’ambiente axis; produce un emergency exit ed esce senza aver prodotto nessun file pdf, ma solo i messaggi nel file log.

      Poi c’è quel messaggio

      End of file on the terminal!

      che non so bene come interpretare, ma forse è causato dall’Emergency exit.

      in risposta a: BBEdit #77952
      OldClaudio
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        Io l’ho usato quando ancora veniva distribuito con GWTeX (una ottima distribuzione del sistema TeX per Mac, prima che fosse disponibile MacTeX). Non mi ricordo che cosa usassi allora come editor, ma l’avevo provato e l’avevo trovato improponibile per LaTeX.
        Oggi forse sarà fortemente migliorato se viene richiesto un pagamento per averlo; se fosse una schifezza come era all’inizio, penso che la voce si spanderebbe in un istante e nessuno lo comprerebbe.
        Tuttavia TeXshop, nativo del Mac, va così bene che, pur avendo provato altri editor per Mac e per gestire file LaTeX (per esempio TeXworks, ottimo, ma un po’ meno di TeXworks — lo uso saltuariamente, specialmente per il suo punto di forza che è la procedura per il cambiamento di codifica — TeXmaker e TeXstudio;– li ho tenuti a bordo per un paio d’anni, poi li ho scaricati — per em sono un bluff con la loro pretesa di saer riconoscere la codifica di un file e poi etichettare come latin1 un file che invece è applemac; per programmare uso TextWrangler; a me sembra un ottimo editor ASCII, impostabile per la codifica, e con il riconoscimento automatico delle parole chiave da colorare a seconda del linguaggio) oggi non ho più dubbi su che cosa dovrebbe usare un utente di Mac.
        Sto tenendo d’occhio TeXnicle, che ha un grande vantaggio su un Mac a grande schermo; Usa tutto lo schermo (full screen) per le due finestre di editing e di visualizzazione del file composto; però come editor lascia ancora molto a desiderare. I messaggi sul suo sito sembrano di persone entusiaste, ma leggendo bene si tratta sempre della comodità dello schermo grande.

        in risposta a: Nuova versione di TeXstudio #61768
        OldClaudio
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          Strano, Tommaso, il tuo consiglio di non usare nessun correttore ortografico.
          Io non ne potrei fare a neno, anche se l’ultima versione di TeXshop mi fa disperare specialmente quando scrivo in inglese.

          Il problma è questo; invecchiando le mie dita scorrono sui tasti forse più velocemente che in passato ma mi fanno passare per dislessico, visto che spesso inverto i tasti; quante volte scrivo copro invece che corpo. Poi mi capita spesso di battere due tasti quasi contemporaneamente cosicché due lettere vanno a finire nel testo, invece che una sola, oppure ci va a finire la lettera del tasto adiacente e non quella del tasto buono. è chiaro che conosco l’ortografia dell’italiano (credo) e piuttosto bene quella dell’inglese, ma le dita non lo sanno.
          Se non ci fosse il correttore ortografico il miei testi sarebbero illeggibili.

          Il problema non è quello delle parole sottolineate in rosso, date cioè per sbagliate, mentre sono corrette; basta aggiungerle cliccando “Learn spelling” e quell’evento non si verificherà più (be’, insomma, siccome la nostra lingua fa parte delle lingue romanze orientali, con desinenze diverse per i plurali, diverse epr il maschile e il femminile, e con regole ortografiche diverse da quelle delle altre lingue romanze, bisognerebbe ogni volta aggiungere due sostantivi, due o quattro aggettivi, una sessantina di voci per i verbi…:sad: ).

          Il problema, per me, sarebbe la mancanza del correttore.

          in risposta a: Inserire pagine A3 orizzontali in un documento A4 verticale #77793
          OldClaudio
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            Se esamini la classe memoir, questa già dispone di due comandi \checkpage e \ifoddpage, oppure \movetooddpage e \movetoevenpage, oppure \cleatoverso e \cleartorecto.

            Puoi vedere le definizioni di questi comandi e copiarteli intatti, per eventualmente modificarli, nel tuo preambolo o in un tuo file .sty di macro personali.

            in risposta a: testo giustificato e \texttt{parola\_parola} fuori margini #77938
            OldClaudio
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              L’appendice sulla divisione in sillabe della GuidaGuIT spiega perché il testo in tyeletype sborda fuori dal margine; quindi generalmente non trovi queste cose in rete, ma, per noi italiani, la spiegazione è in una delle guide liberamente disponibili nella sezione documentazione di questo forum. Non c’è tutto, ma c’è molto.

              Mandare a capo tutto il testo in teletype si può fare con un bel \linebreak prima di \texttt, ma l’algoritmo che il motore di composizione usa non è quello di Word che, appunto, allargherebbe gli spazi solo della riga precedente producendo un risultato tipograficamante inaccettabile. Tu hai diverse altre possibilità:
              1) usare \linebreak
              2) usare l’ambiente sloppypar dentro al quale metti l’intero capoverso dentro a questo ambiente, non solo la stringa in teletype;
              3) mettere la stringa in teletype in display, per esempio mettendola dentro un ambiente \flushleft
              4) aumentare le tolleranze con cui il programma di composizione decide di spezzare in sillabe opure di non farlo; il procedimento è simile a quello di sloppypar, ma basta che tu racchiuda tutto il capoverso dentro a `{\tolerance =5000 …\par}` scegliendo tu un valore per \tolerance; sloppypar imposta 9999; per i motori di composizione il valore 10000 equivale a infinito mentre 9999 indica un valore molto grande ma finito. maggiore è il valore scelto, più larghi sono gli spazi interparola e minori sono le cesure in fin di riga.
              5) Non andare a capo ma, se e solo se scrivi in italiano, ci vai a metà della stringa usando il doppio apice ” o la sequenza “| come raccontato nella documentazione della lingua italian dando da terminale il comando texdoc italian, tabella 1, per esempio: `\texttt{pthread\_attr\_set”detachstate}`

              in risposta a: Errori dopo aggiornamento a TexLive 2012 [UBUNTU 12.04.1] #77920
              OldClaudio
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                Mah, latexmk è uno scritpt che nasconde tutto all’operatore, magari informandolo solo con la stringa d’errore.

                I miei commenti sono questi;
                1) non conosco LaTeXila, quindi non conosco i suoi bottono per lanciare i programmi di composisizione;
                2) il giro dvi –> ps –> pdf di solito è un giro tortuoso che non serve a niente se non perdere per la strada qualche funzionalità; se passi perdvi e ps forse usi delle figure in formato eps, ma pdflatex vero (quello di TUG, non quelo Debian) da alcuni anni è in grado di convertire da solo i file eps in pdf, per giunta anche scontornoati, quindi da quel punto di vista si tratta di un gioro tortuoso solo per il gusto di farlo; se usi pstricks, alloca ci sono pacchetti di interfaccia che permettono di usare pstricks anche con pdflatex. perciò usa quei pacchetti e compila direttamente con pdflatex.
                3) per quanto latexmk (che intrent’anni circa di usa di latex non ho mai usato e anzi lo trovo veramente inutile) nascoda le malefatte sue o dei file da compilare, credo e spero che non cancelli i file log, in particolar eil file file log della compilazione tex–>dvi. Opri il file log e vai a vedere le 10righe prima e 10 dopo il punto in cui segnala l’errore.
                Con quelle 10 +1+10 righe del file log, forse ti si può dire qualcosa.
                4) controlla nel file log i file che sono stati effettivamente caricati; magari usa il comando \listfiles in modo da sapere esattamente quali pacchetti usi.

                in risposta a: Errori dopo aggiornamento a TexLive 2012 [UBUNTU 12.04.1] #77912
                OldClaudio
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                  Che cosa sarebbe quella parte di riga che recita:
                  `
                  \begin{tabular}{abcdef}
                  `
                  Che tipo di colonne descrivono quelle sei lettere? La hai forse definite con \newcolumntype del pacchetto array?

                  in risposta a: graphViz #77858
                  OldClaudio
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                    Mica tanto OT — quello che viene scritt nel file log è per gli umani; quello che ho detto io è come far funzionare pdflatex direttamente dalla finestra comandi, oppure dalla linea di comando generata internamente dallo shell editor grazie alle impostazioni dategli. Il mio TeXshop ha la seguente linea di comando dell’editor:
                    `
                    pdflatex –file-line-error –shell-escape –synctex=1
                    `
                    Gli altri shell edito come Texmaker, TeXworks, TeXstudio, Kile, eccetera, hanno linee di comando del tutto simili, tranne che la versione di pdftex distribuita con MiKTeX richiede una forma leggermente diversa. Ma l’opzione al comando è adatta alla macchina; quella del file log è adatta agli umani.

                    Tuttinoi, quando parliamo di “shell escape” (uscita verso la shell) generalmente ci riferiamo a TeXLive e derivati; siccome TeXLive esiste anche per le macchine Windows, direi che copriamo la maggioranza delle richieste; direi, però, che in qualunque guida c’è scritto che per attivare l’ “unrestricted shell escape” [necessario per attivare i programmi della macchina attivabili dal terminale (altri programmi, perfettamente in topic)], bisogna farlo secondo le specificità delle distribuzioni del sistema TeX e degli shelll editor.

                    in risposta a: Finezza terminologica: argomento facoltativo vs opzione #77872
                    OldClaudio
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                      Non c’è dubbio che le quadre servano per gli argomenti facoltativi; non c’è dubbio nemmeno che le opzioni non sono specificazioni obbligatorie ma facoltative; fai tu. Se ti riferisci alle opzioni (che appunto sono facoltative) chimale opzioni; se ti riferisci a comandi o altri dati facoltativi, che non rappresenta opzioni, direi di chiamarli argomenti facoltativi; per esempio quando usi l’argomento facoltativo di \caption, certamente quella non è una opzione.

                      [edit]

                      Ho chiesto a mia figlia che cosa sia secondo lei la differenza fra facoltativo e opzionale; mi ha dato una risposta che probabilmente non è “ufficiale”, ma che lascia pensare; secondo lei facoltativo qualifica qualcosa che si può scegliere di fare o non fare; opzionale qualifica qualcosa che si può scegliere fra tante.

                      Non è detto che questo sia il senso degli argomenti facoltativi e delle opzioni della tua domanda, anzi; però mi fa pensare l’interpretazione di una ragazza giovane, probabilmente condivisa da molti giovani; mi fa pensare che noi, meno giovani oppure decisamente vecchi, parlando e scrivendo in modo un po’ letterario, certe volte non siamo capiti, perché il significato delle parole nella nostra testa è diverso. 🙁 🙄

                      in risposta a: graphViz #77856
                      OldClaudio
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                        [tt]-shell-escape[/tt] è per TeX Live e MacTeX; [tt]–enable-write18[/tt] è per MiKTeX.

                        in risposta a: LaTeX e i suoi perché… #77846
                        OldClaudio
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                          Tomm88″ post=76990Grazie Claudio ottima risposta:)! Vorrei approfondire la conoscenza di LaTex, per questo sto cercando riferimenti bibliografici sparsi sul WEB.

                          Prima di andare a cercare chissà dove, cerca el nostro sito nella sezione Documentazione, qui sopra; Poi ricordati che se hai già installato MacTeX, apri un terminal, ci scrivi dentro texdoc seguito dal nome di un pacchetto, poi dai invio, e ti si apre tutta la sua documentazione, Ogni pacchetto è documentato. ci sono anche dei file che sono documentazione e basta, senza riferimento a nessun pacchetto in particolare. conoscendoe il nome basta dare questo nome in pasto a texdoc; esempio in italiano: texdoc l2tabuit elencha i visietti degli utenti di LaTeX e spiega perché quelle abitudini sono dei visietti o dei peccatoni 🙂

                          in risposta a: LaTeX e i suoi perché… #77843
                          OldClaudio
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                            Hai fatto bene a specificare che usi Mac OS X 10.6; se non l’hai già fatto non devi installare TeX Live generico, perché sei su un Mac; devi installare MacTeX; che installa tutto TeX Live, completo di tutto quello che può servire, anche per scrivere in mongolo. Non avrai mai da scaricare un ulteriore pacchetto; be’, mai dire mai; ma se proprio devi scaricare un pacchetto che non fa parte della distribuzione di MacTeX, o è estremamente specializzato o è di dubbia utilità; tutti coloro che usano LaTeX e scrivono pacchetti (almeno una volte nella vita succede) e non li scrivono come consulenza professionale, per la quale ricevono un compenso corrispondente al “vendere” il loro prodotto al committente, così che il prodotto non può essere di pubblico dominio, dicevo tutti sono orgogliosi di mettere il lor pacchetto nel deposito ufficiale che si chiama CTAN (Comprehensive TeX Archive Network, cioè rete degli archivi completi di TeX); e la quasi totalità dei file di questi archivi sono inclusi nella distribuzione TeX Live; quelli che sono esclusi di solito sono molto vecchi e si riferiscono a versioni obsolete di LaTeX.

                            Però se proprio dovessi installare uno di questi rari pacchetti non inclusi in TeX Live il pacchetto contiene diversi file (altrimenti perché si chiamerebbe pacchetto?) uno dei quali dice come installare i file componenti il pacchetto stesso; solitamente il minimo è un file “TeX commentato”, con estensione .dtx, un file manifiest.txt, e un file READNE (testo puro, ma solitamente senza estensione) spesso c’è anche un file con estensione .ins. facendo leaborare il file .ins a (pdf)LaTeX, viene prodotto il file che serve usare davvero, generalmente con estensione .sty; spesso vengono prodotti numeris file da questa operazione. elaborando il file .dtx con pdfLaTeX, si ottine la documentazione (e, se il pacchetto non conteneva file .ins, vengono prodotti anche i vari file .sty e compagnia). Ecco; README dice dove bisogna mettere i file prodotti da questa unica o queste due elaborazioni.

                            Quindi come vedi anche per i pacchetti non installati automaticamente, l’installazione manuale non è difficile; richiede soltanto un po’ di attenzione e la conoscenza del file system del prorpio PC. Non ti preoccupare, però: se non avrai fatto la fesseria di installare una versione basic di TeX (e MacTeX non lo è per costruzione, perché `è una distribuzione completa) è molto difficile che tu debba installare un pacchetto che non è già compreso in MacTeX.

                            Io ne ho installati diversi, ma di solito li scrivo io stesso:wink:

                            Il sistema TeX può produrre file HTML attraverso il suo applicativo tex4ht, ma in generale è sconsigliabile usare un programma di tipocomposizione per degradarne il risultato in pagine HTML; siccome produce direttamente degli ottimi PDF, se ti interessa la rete, metti i file PDF nelle pagine che crei, ma non lasciar degradare il tuo lavoro con LaTeX per togliergli tutta la finezza della tipografia; HTML non ha nulla a che vedere con la tipografia; mostra del testo e lo ricompone al volo se cambi le dimensioni della finestra, ma si tratta di testo e qualche immagine, non di tipografia; insisto sulla parola tipografia, perché per redigere dei documenti HTML bastano strumenti molto più rozzi.

                            in risposta a: un editor alternativo #77837
                            OldClaudio
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                              Claudio,
                              se ne parla anche nella GuidaGuIT, di sfuggita; il progetto TeXmacs sembrava defunto; ora forse è stato ripreso; quando l’avevo controllato, anni fa non dava molto di più di LyX, anzi, forse qualcosa di meno in alcune parti; ora sembra avere fatto un grosso passo avanti.

                              Però, attenzione, è della stessa stirpe di LyX con lo “svantaggio” che le schermate sono molto simili a quello che LaTeX può fare; quando la grafica è così buona, ci si perde a mettere appunto la grafica, invece di badare al contenuto, un po’ come succede con Word.
                              Vale sen’altro tenerlo d’occhio, ma non mi sentirei di consigliarlo, come sconsiglio LyX, proprio perché dice di essere wysiwym, ma in realtà confonde come LyX la fase di scrittura con la fase di compilazione e in questo caso in un modo molto subdolo, che dà davvero l’impressione che la schermata sia il risultato finale.

                              in risposta a: Stile tesi e problemi con \include #77825
                              OldClaudio
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                                Intanto da prof. universitario che ha seguito diverse centinaia di tesi in 50 anni di permanenza in servizio (ora sono in pensione), mi stupisco del tuo prof. che ti chiede di rendere la tua tesi il più simile possibile come stile grafico a quello di una casa editrice che non ha solo il copyright sul contenuto del testo stampato, ma anche sulla forma di quel testo. Posso fare delle ipotesi, ma mi astengo.

                                Detto questo dal codice che esponi, difficilmente riuscirai ad ottenere qualcosa di simile a quanto richiesto, tanto più che ci sono evidenti mancanze, come l’omissione di fontenc, che ti è già stata segnalata, e l’uso di un font vettoriale che ti assicuri una buona resa nel file PDF finale. Noto anche due \cleardoublepage consecutivi, intercalati solo da un cambio di stile di pagina. Cito solo quanto mi pare di avere visto con un primo colpo d’occhio. Per altro sono commessi anche altri errori citati fra i peccati che un utente di LaTeX non dovrebbe commettere (esamina il file contenuto nella tua distribuzione nella cartella …/doc/latex/l2tabu-italian/l2tabuit.pdf). In particolare disturba l’impostazione di \voffset, che non bisogna toccare mai per nessun motivo, e per l’impostazione di \evensidemargin e \oddsidemargin di pari valore (passi visto che componi oneside, perché? Tra l’altro perché non usi la classe book, che è più adatta della classe report?) ma di 20mm -4mm pari a 16mm, aggiunti ai 25,4mm (un pollice) di default, danno margini di circa 41 millimetri che, per una pagina di 16cm per 24cm, usano più di un quarto della larghezza della carta per il margine sinistro. Poi 11pt il corpo di default con un 13pt di avanzamento di riga normale, ma moltiplicato per il fattore 1.3, porta un avanzamento di riga effettivo di 17 pt — terribile! Sono sicuro che nel libro della Giuffré non è così.

                                Invece, venendo al tuo caso, non si capisce perché i tuoi \include non funzionino; prova a sostituirli con \input; se non funzionano nemmeno con \input, forse stai lavorando con una macchina e un sistema operativo che distingue le maiuscole dalle minuscole (per esempio Linux), quindi l’ortografia dei nomi dei file sembra la stessa, salvo le maiuscole o minuscole. Oppure non si trovano veramente nella stessa cartella. Oppure non hanno l’estensione .tex (l’estensione che \include e \input si aspettano quando non è indicata). Se lavori invece su una macchina il cui programma per mostrare i file (Explorer, Finder, eccetera) nasconde l’estensione, configura il tuo programma in modo da mostrare sempre l’estensione di tutti i file, sempre e senza eccezioni. Come farlo dipende dal sistema operativo. Oppure i file ci sono, ma sono vuoti. Che cosa dice il file log a proposito dei file immessi nel lavoro del documento?

                                in risposta a: A capo dopo Teorema #77820
                                OldClaudio
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                                  Infatti non dovresti mai andare a capo con \\ ma dovresti lasciare una riga vuota. Non mi risulta che la riga vuota sia disabilitata all’interno dell’ambiente theorem. Mi sbaglio?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 8,131 al 8,145 (di 11,287 totali)

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