OldClaudio

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  • in risposta a: footrule e footnote #78027
    OldClaudio
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      Per una tesi di laurea o scegli una classe/pacchetto fatto apposta per le tesi di laurea, oppure usi una classe standard, come book, e lasci stare tutto quanto come è già impostato; al massimo cambi la geometria della pagina se hai delle prescrizioni particolari dalla tua università.

      Non perdere tempo a inserire dettagli estetici; per farlo bisogna avere studiato molta tipografia, mentre noi tutti, chi più chi meno, siamo tutti dei dilettanti che amano la bella tipografia, ma probabilmente non siamo abbastanza esperti o autorevoli per dire fa così piuttosto che cosà. In fondo da un certo punto in poi, soddisfatte le regole principali del disegno della pagina e della scelta dei font, il resto sono gusti personali, purché non si violino le regole fondamentali della tipografia, o le si violino con la competenza che può avere solo un book designer affermato.

      in risposta a: indice analitico formato vocabolario #78020
      OldClaudio
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        Leggi la documentazione del pacchetto imakeidx (texdoc imakeidx); nel capitolo dei suggerimenti c’è proprio come fare ono stile di indice che produca il risultato che tu vuoi; le opzioni da dare al comando \makeindex contengono anche il nome del file di stile da usare per ottenere quel risultato.

        Praticamente è già fatto tutto in quell’esempio.

        in risposta a: Immagini in Latex, che incubo! #78014
        OldClaudio
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          Se il file è quello jpg usa un qualunque programma di fotoritocco, quello gratuito che usiamo in molti è GIMP ed è disponibile per tutte le piattaforme. carica il file, cerca la funzione di editing dell’immagine che si chiama crop, disegna il rettangolo lungo il quale vuoi ritagliare la figura con l’apposito strumento, dai gli opportuni OK e salva con lo stesso nome.

          Se invece ti riferisci alla figura pdf, usa da terminale il programma crop che hai ricevuto insieme al resto della distribuzione TeX, metti quello che la tua versione richiede come file d’ingresso e di uscitoa e come opzioni, dai e il gioco è fatto. Leggi le istruzioni di crop per la tua macchina con il comando da finestra comandi o terminale texdoc crop; dopo aver dato ti si apre al finestra con le istruzioni e un minimo di spiegazioni, per altro più che sufficienti.

          in risposta a: footnote nel titolo di un capitolo #59616
          OldClaudio
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            Confermo quanto dice Enrico, ma aggiungo che non devi mai lasciare spazi prima di ‘footnote, devi chiuderne il periodo con il punto, devi ricordare che lo spazio dlopo la aprentesi chiusa è uno spazio vero, che se scrivi in italiano “” ti produce le virgolette aperte alte; ma per chiudere una frase virgolettata devi usare le virgolette chiuse [tt]”[/tt], non quelle aperte. `
            \documentclass{article}
            \usepackage[italian]{babel}
            \begin{document}
            \section[Blablibla: un \emph{Blublible}]{Blablibla: un
            \emph{Blublible}\footnote{\emph{Un Blublible} è cicciopasticcio triccio (ed della sua traduzione
            in italiano: “”cippiroccio'') è particolarmente eloquente: sareccio (limitazione della) cimirrotipi.}}
            \end{document}` Questo esempio minimo è compilabile, ti mostra le virgolette giuste, ma non riproduce il tuo problema.

            in risposta a: Immagini in Latex, che incubo! #78009
            OldClaudio
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              Ciao Livia e benvenuta.

              In realtà potresti avere alcuni problemi:
              1) le immagini da importare, di qualunque formato siano, devono essere nella stessa crtella del file con il quale le vuoi importare, precisamente il main file del tuo documento, se questo è spezzato su piì file introdotti con \input o \include;
              2) puoi mettere le immagini in una sotto cartella di quella del main file, ma allora devi specificarne il path relativo a partire da quella cartella, oppure devi specificare con \graphicspath quale si la serie di carelle che separano quella del main file da quella dell file dell’immagine;
              3) ammesso che tu abbia già seguito le regole precedenti, la tua immagine può venire letta da pdflatex, ma questo deve essere sufficientemente recente, perché sia capace di farlo; la versine che c’è nella distribuzione TeX Live 2012 ne è capace. per MiKTeX 2.9 non saprei dirti, forse è capace di farlo se gli specifichi, tramite lo shell editor che usi, l’opzione –enable-write18;
              4) per importare le immagini bisogna che queste siano scontornate, cioè che il file che le contiene sia limitato dal bounding box (il rettangolo “osculante”, tangente ai contorni della figura) e non ci sia nesusn bordo bianco fuori del bounding box; il fatto che la tua immagine jpg sia fuori centro e per vederen una parte tu debba usare un fattore di scala così piccolo lascia pensare che l’immagine jpg non sia scontrnata;
              5) invece del fattore di scala potresti usare la larghezza della pagina o una sua frazione; se scrivi`\begin{figure}
              \frame{\includegraphics[width=0.8\textwidth]{seir1}}
              \caption{…}
              \abel{fig:…}
              \end{figure}` riesci anche a vedere il bounding box; se tra la cornice al bounding box generato con \frame, e la figura c’è dello spazio bianco, il problema dello scontornamento è reale.

              Le figure vettoriali vanno meglio delle figure a matrici di punti; il formato a matrice di punti png (portable network graphics) va meglio del jpg per i diagrammi e i disegni al tratto, mentre jpg va meglio per le immagini a colori sfumati, come le foto.

              Se puoi cerca di conservare il formato eps, eventualmente trasformalo in pdf, ma ricordati sempre di scontornarlo. per il formato eps, si fa bene con gv o gview, che consente anche di eseguire la traformazione in pdf; per il pdf, oltre a gv o gview c’è lo script crop fornito insieme al sistema tex.

              Se non sono stato chiaro esprimi le tue incertezze sul forum e se non sono capace io c’è sicuramante qualcuno che si sa esprimere meglio e farsi capire meglio.

              in risposta a: Tabelle o matrici? #77998
              OldClaudio
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                TikZ

                in risposta a: Nuova versione di TeXstudio #61772
                OldClaudio
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                  Anche a me quella frase mi aveva fatto sperare la stessa cosa.

                  in risposta a: Aggiornata la Guida GuIT #76100
                  OldClaudio
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                    Grazie mille; provvedo a raccogliere queste correzioni, ma non attivo subito il meccanismo di upload. Purtroppo il numero di questi erroretti è ancora grande, ma con l’aiuto di tutti si spera che questa opera collettiva possa non dico esserne esente, ma rimanere praticamente senza refusi.

                    Grazie ancora.
                    Claudio

                    in risposta a: Nuova versione di TeXstudio #61770
                    OldClaudio
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                      Detto questo, non riesco a capire la proposta di OldClaudio alla risoluzione del mio problema. Intendi che potrei inserire nel dizionario italiano tutte le parole straniere perché non le consideri più errore? Mi sembra un procedimento un po’ azzardato e senza particolari benefici (in fondo, mi basta selezionare il dizionario dell’altra lingua per vedere gli eventuali errori di quella frase e, poi, ritornare al dizionario italiano).
                      In ogni caso, ancora grazie per l’interessamento.

                      No, non mi riferivo a TeXstudio; mi riferivo in generale a tutti gli editor, sempre che non si facciano corbellerie tipo aggiungere al dizionario italiano le parole, per esempio, francesi che capita di scrivere. Solo TeXshop riconosce automaticamante la linga in cui si stanno scrivendo gruppi di parole, quindi anche brani molto più brevi di un capoverso, e di usare il dizionario per quella lingua; allora, in quel caso premendo il pulsante Learn Spelling, aggiunge la prola al dizionario giusto.

                      Per questo aspetto non conosco altri editor (fra quelli che ho sperimentato) che riconoscano automaticamente la lingua e permettano di gestire dizionari multipli. Quando ere su Windows, ere fa, usavo WinEdt e quell’editor era capace di usare, non automaticamente, dizionari per diverse lingue contemporaneamente e premendo il tasto di acquisizione della nuova parola, si apriva una finestrina di dialogo per scegliere il dizionari a cui aggiungerla. Probabilmente WinEdt ha conservato questa funzionalità nell’evoluzione che ha avuto in questi ultimi 7 anni. ma TeXshop fa tutto automaticamente e funziona alla grande, salvo che talvolta, dopo avere scritto comandi LaTeX, che sono generalmente in inglese, vorrebbe correggere in inglese la prima parola italiana che segue; bisogna quindi fare attenzione a non farglielo fare.

                      in risposta a: Algoritmo di Euclide #77977
                      OldClaudio
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                        Fai girare questo semplice file .tex:`% !TEX TS-program = pdflatex
                        % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                        \documentclass{book}
                        \usepackage[utf8]{inputenc}
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage{lmodern}
                        \usepackage[italian]{babel}
                        \usepackage{amsmath,amssymb}

                        \begin{document}
                        \begin{center}
                        L'algoritmo di Euclide con la disposizione delle divisioni successive di Claudio
                        \end{center}

                        L'algoritmo di Euclide serve per trovare il MCD di due numeri interi $N_0$ e $N_1$ e, senza perdita di generalità, assumiamo $N_0 >N_1$. L'algoritmo si svolge come segue:
                        \begin{equation}
                        \begin{aligned}
                        N_0 &= q_1 N_1 + N_2\\
                        N_1 &= q_2 N_2 + N_3\\
                        \dots&=\dots \\
                        N_{n-1}&= q_n N_n +0
                        \end{aligned}
                        \end{equation}
                        dove $q_1, q_2, \dots, q_n$ sono i successivi quozienti interi delle divisioni $N_{i-1}/N_i$ per $i-1, 2,\dots, n$. Risulta che $N_n$ è il MCD dei due primi numeri interi $N_0$ e $N_1$.

                        Per organizzare le divisioni successive riscrivendo il minimo delle informazioni necessarie si può procedere in verticale eseguendo le divisioni ora da sinistra a destra ora da destra a sinistra, alternativamente. Per lasciare libero il posto in verticale per le sottrazioni necessarie per calcolare i successivi resti, i quozienti vanno messi accanto al divisore.
                        \begin{equation}\renewcommand\arraystretch{1.5}
                        \begin{array}{r|r|r|l}
                        & N_0 & & \\\cline{3-4}
                        & q_1N_1 & N_1 & q_1 \\\cline{1-2}
                        q_2 & N_2 &q_2N_2 & \\\cline{3-4}
                        & q_3N_3 & N_3 & q_3 \\\cline{1-2}
                        \hdotsfor{4} \\\cline{3-4}
                        & \dots & N_n & q_n \\\cline{1-2}
                        & 0
                        \end{array}
                        \end{equation}

                        Esempio: determiniamo il MCD fra 2993 e 1095:
                        \begin{equation}\renewcommand\arraystretch{1.5}
                        \begin{array}{r|r|r|l}
                        & 2993 & & \\\cline{3-4}
                        & 2190 &1095 & 2 \\\cline{1-2}
                        1 & 803 &803 & \\\cline{3-4}
                        & 584 & 292 & 2 \\\cline{1-2}
                        1 & 219 & 219 & \\\cline{3-4}
                        & 219 & 73 & 3 \\\cline{1-2}
                        & 0 & &
                        \end{array}
                        \end{equation}
                        e il MCD è 73.

                        Come si vede, con questa disposizione dei calcoli non bisogna ricopiare niente e non sono necessarie frecce per indicare dove riutilizzare i resti come divisori. L'unica cosa a cui bisogna fare l'abitudine è scambiare alternativamente il verso della divisione da sinistra a destra e poi da destra a sinistra, fino a quando si raggiunge il resto nullo.

                        \end{document}`

                        e vedi come è semplice descrivere anche graficamente l’algoritmo di Euclide con la mia disposizione dei calcoli.

                        in risposta a: Algoritmo di Euclide #77976
                        OldClaudio
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                          Andrea, ora è un p’ tardi e preferisco andare a nanna.
                          Domani ti mando sorgente e pdf della disposizione per le divisioni successive che ho realizzato tra polinomi un ventina di anni fa, e che ora ti adatto per i numeri interi; il trucco per scrivere il meno possibile e non ricopiare o reimpostare nessuna divisione è quello di disporre le divisioni successiva, con i quozienti a destra del rispettivo divisore e i resti sotto il rispettivo dividendo, ma scambiando la destra e la sinistra ad ogni successiva divisione.

                          La tabella con array richiede quattro colonne due filetti verticali (quelli che non bisognerebbe mai usare, ma qui li si usa in modo creativo, volendo con i numeri colorati, che secondo me, visto il ruolo dei vari operandi che ora sono resti ora divisori, è meglio non usare.Aspetta domani e vedrai che è semplice.

                          Come giustamente dici tu, per l’algoritmo di Euclide un esempio vale più di mille parole.

                          in risposta a: Pgfplots #77967
                          OldClaudio
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                            Quel segno codificato da TeX con la stringa ^^@, è un codice ASCII di quelli non scrivibili e non accettabili in input; per cui usa l’editor sul tuo testo, posiziona il cursore prima del punto e virgola, poi con la freccia spostalo a destra lentamente di alcune posizioni; se così facendo vedi che premendo la freccia a destra il cursore apparentemente non si sposta, è che in realtà sei andato oltre il carattere incriminato; cancella all’indietro, salva e ricompila.

                            in risposta a: Algoritmo di Euclide #77972
                            OldClaudio
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                              Andrea, la lettura delel guide non è il tuo forete, a quanto pare; il comando per tirare una riga orizzontale che passi sotto alle colonne da n a m è [tt]\cline{m-n}[/tt]

                              Certo che le spaziature non sono quelle matematiche ma \arraycolsep serve appunto per regolare la semi distanza di due colonne adiacenti in una matrice.

                              Siccome non esiste un ambiente già fatto per “disegnare” l’algoritmo di Euclide (ma lo si descrive molto meglio con un successione di espressioni, solo gli esempi numerici richiedono di trafficare con gli array), purtroppo bisogna arrangiarsi in modo creativo; fare provare, controllare, correre e ripetere finao a quando si è soddisfatti.

                              Tieni presente che \arraycolsep di default dovrebbe essere 6pt, quindi lo spazio globale fra due formule contenute in celle adiacenti dovrebbe essere di 12pt cioè di circa 4mm; è ovvio che quel valore di 6 pt può essere ridotto a meno della metà.

                              Sia \cline sia \arraycolsep si trovano certamente nella GuidaGuIT; cercali con l’indice analitico.

                              in risposta a: testo giustificato e \texttt{parola\_parola} fuori margini #77944
                              OldClaudio
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                                Ti ho detto di leggere l’appendice sula divisione in sillabe della Guida GuIT qui sopra nella documentazione.

                                Capiresti che ciò che è scritto in teletype non è divisibile in sillabe (automaticamente) proprio perché il teletype deve usarsi solo per quelle situazioni, come i testi informatici che non possono essere divisi in sillabe. Certo potresti ridefinire il file di descrizione del file teletype che stai usando, creandotene una variante con lo stesso nome, ma nella cartella dove risiede il main file del tuo documento e cambiare il valore dell’hyphenchar da -1 a 45.

                                Secondo me la cosa non funzionerebbe lo stesso perché come avresti letto sulla appendice che ti ho indicato, la sillabazione non ha luogo per le stringhe letterali (quelle che noi chiamiamo parole) che siano precedute o seguite troppo da vicino da macro di vario genere.

                                Resta solo la soluzione del doppio apice, che funziona anche con il teletype e scrivendo in italiano; sembrerebbe che sia l’unica soluzione che non hai provato fra quelle che ti ho proposto.

                                Lavorare con flushleft non va male con due spazi sopra e sotto, perché mette in evidenza quella stringa informatica, staccandola dal testo circostante come si fa per le citazioni. Tuttavia se non vuoi usarlo, va bene lo stesso.

                                Naturalmente se riformuli il capoverso è meglio; ovviamente se lavori con una giustezza del testo maggiore è possibile che le cose si sistemino meglio; se lavori con pdflatex e usi font non strani, ma usi il pacchetto microtype può essere che riesca a gestire i capoversi con i suoi trucchetti di microtipografia che consentono l’allargamento e i restringimento dei font in una riga secondo le necessità, ma sicuramente non di molto, fa conto di un massimo del 6% della lunghezza della riga, normalmente del 2%, Se funziona, funziona in automatico, ma non ti funziona sempre, ti riduce solo il numero di sforamenti di righe fuori margine, talvolta –io direi spesso — riduce gli sforamenti a zero.

                                Poi la butto là, visto che non l’ho provato; il pacchetto listings mi pare che permetta il code folding nella riga, e mi pare che sia possibile specificare dopo o prima di quali caratteri si può ripiegare la riga; siccome consente di scrivere codice in line con il testo, se quello che mi sembra è vero (texdoc listings ), allora potresti trovare una soluzione quasi automatica.

                                in risposta a: Algoritmo di Euclide #77970
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Risolvi entrambi i problemi usando l’ambiente array in modo “creativo”

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