Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Apri il terminale e da terminale dai il comando texdoc titlesecPuoi modificare non solo i titoli della sezioni, come il nome del pacchetto lascerebbe supporre, ma puoi modificare tutto quello che ti pare, compresi i titoli dei capitoli.
Leggi bene; perché modificare quel genere di cose è facile se si seguono le istruzioni capendo quello che si sta facendo; è difficile, al limite non ci si riesce, se non si capisce quello che si sta facendo.
::illinguista1972″ post=74446
Se proprio debbo fare le pulci ai font di Claudio, che uso sempre quando ne ho bisogno e che ritengo essere tra i più leggibili, ci sono due cose che per il mio gusto estetico si potrebbero migliorare: lo iota sottoscritto, che non sembra affatto uno iota, e lo spazio tra il circonflesso e la lettera sottostante, che per me è troppo piccolo.
Ma Claudio sa bene perché ha fatto quelle scelte, perciò ignorate il mio commento 🙂
Sì, credo che sia opportuno sapere perché ho fatto quelle scelte; quando ho cominciato a lavorare con METAFONT sui caratteri greci sono partito dai font di Silvio Levi, greco di nascita e ora prof di matematica, se ricordo bene, negli USA. Li pubblicò nel 1991 e i sui esempi nonché i suoi file di documentazione sono solo per Plain TeX; LaTeX2e non esisteva ancora. La soluzione che Silvio aveva trovato per le due forma della sigma minuscola era una soluzione farraginosa, che si basava su legature, ma trovai che era molto meglio realizzare le legature in modo diverso e così feci, liberando nella tavola dei 256 font gestibili con TeX e LaTeX negli anni ’90 molto spazio per altri caratteri e altri segni analfabetici. I font di Silvio sono solamente bitmapped; non ne esiste la versione Type 1.
I parametri grafici scelti da Silvio erano basati su quelli dei Computer Roman, compresa l’altezza degli accenti sulle lettere sulla quali dovevano trovarsi; identici a quelli dei CM; la iota era a bastoncino; forse era anche un modo per imitare i font Didot senza copiarli integralmente; i font Didot della GreeFont Society hanno la iota sottoscritta a forma di “amo da pesca”, senza l’arpione; cioè una piccola iota. La iota sottoscritta di Silvio era una specie di bastoncino verticale o una goccia, che mi ricordava moltissimo la iota sottoscritta che avevo trovato nei miei libri di testo a liceo, per cui conservai la forma di Silvio. Visto che disegnavo quei font quando erano già apparsi i font EC decisi di creare i nuovi font greci con i parametri grafici dei font EC, molto simili a quelli dei font CM, ma non identici; scelsi la stessa serie di corpi ottici dei font EC, anzi usai lo stesso identico algoritmo per determinare i parametri grafici in base al corpo. Mentre Silvio aveva fatto solo i font “regolari” (per i font latini diremmo la forma “tonda”) e poi successivamente anche la forma sans serif, io feci tutte le forme e le serie Degli EC compresa la forma per le slide. Sottoposti al giudizio del TUG Ellenico, ne ricevetti subito non solo una approvazione entusiasta, ma anche suggerimenti di miglioramento e la richiesta di altre forme, come per esempio la forma che contiene solo il contorno, oppure la forma con le minuscole graziate, oppure il bel font Lipsiano, ricreato da zero partendo da un testo pubblicato in greco dalla Tipografia Teubner di Lipsia. Migliorando la qualità dei font e tracciandoli prima con autotrace e poi con potrace ho creato anche la versione vettoriale Type 1. e verso il 1997 divennero i font greci di default per il sistema TeX.
Tommaso ha ragione quando trova un po minimalista la iota sottoscritta a bastoncino o a goccia; ma a me piaceva perché non ne conoscevo altre dai tempi del mio liceo ed era piuttosto difficile realizzare al forma a uncino, che per altro sono riuscito a realizzare nel font Lipsiano. Invece per la distanza degli accenti dalle lettere sottostanti non ho mai pensato che potesse esserci un problema; io il problema l’avevo avuto quando era necessario impilare un circonflesso sopra uno spirito o sopra una dieresi, perché rischiavo di eccedere l’altezza non solo del carattere ma dell’intero font, così da no poter mantenere gli avanzamenti di riga ugualia quelli che vengono imposti di default con i caratteri latini e anche con quelli cirillici.
Complessivamente ho disegnato 944 polizze di 256 caratteri con più forme e più serie di quelle dei font EC, con gli stessi corpi ottici, ma con un driver generale per ogni font dal quale METAFONT può estrarre le dimensioni (moltiplicate per 100) e creare corpi ottici di qualunque dimensione compresa fra 5pt e 99.99pt.
Quando uscirono i font Latin Moder, con file di definizione di famiglie forme e serie ridotte rispetto a quelle dei font EC, ho pensato di ridurre anch’io la moltitudine di polizze; ho creato i file .fd per fara coesistere i miei font greci con i font Latin Modern, ma si tratta solo di avere gli stessi corpi, non disegni diversi. Usando il pacchetto teubner si può usare un comando che crea i file .fd per i font greci che vadano d’accordo, come coprpi con i font Times, Palatino, fourrier, eccetera, ma ovviamente si tratta solo di cuna compatibilità di nomi delle famiglie e dei copri, non una variazione di disegno.
Oggi non sarei più disposto a spendere circa quattro anni per fare i “miei” font con i parametri stilistici dei Times, Palatino, Fourier, eccetera; ognuna di queste operazioni potrebbe richiedere alcuni mesi grazie al fatto che METAFONT, mi consente di riutilizzare i programmi già scritti per i font EC; dovrei tutta via estrarre da ogni collezione, per ogni famiglia serie e forma i parametri metrici del disegno, si tratta di circa 150 parametri per ogni font; e un errore anche piccolo su uno qualunque di essi potrebbe portare a brutture indescrivibili. Ecco perché i “miei” font, resteranno quelli lì e chiunque, visto che si tratta di software rilasciato sotto al licenza LPPL può metterci le mani e farci quello che io non mi sento più di fare.
Vista la mia età potrei “dipartire” prima di aver finito i lavoro.Questa piccola storia non si trova scritta da nessuna parte, ma non serve per giustificare delle scelte, alcune delle quali furono forzate, e altre eseguite senza tante considerazioni nella mia “beata” solitudine di precursore, quando nemmeno i greci, tranne Silvio Levi, avevano preso nessuna iniziativa per dotarsi almeno di una collezione completa di font di default da usare come noi usiamo gli EC (o loro surrogati). Penso che possa interessare a un apio di persone, non credo che più di due siano arrivate a leggere fino a qui.
Ciao
Claudio
::
Secondo me puoi installare tranquillamente XQuartz; è installato di default su Lion; io non l’ho mai aggiornato da quando ho il mio iMac, e quindi ho XQuartz 2.6.4 che, per altro, nella finestrina che si pare cliccando nella barra in alto sulla scritta X11 (non XQuartz) presenta una lista di copyright che vanno fino al 2012. sotto infatti c’è scritto© 2003-2012 Apple Inc.
© 2003 XFree86 Project, Inc.
© 2003-2012 X.org Foundation, Inc.Con questo le mie versioni di Gimp e di FontForge funzionano benissimo.
Ciao
Claudio
::
Hai fatto bene a segnalarlo: il pot-pourri (che è un delizioso piatto della cucina francese) che hai fatto è quello di usare le lettere italiane accentate mescolate ai segni canonici del markup corrispondente alla codifica LGR.Invece per quanto riguarda i segni << ... >> in ambiente greco sentiamo che cosa ci dicono Lorenzo e Tommaso 😉
::
Cominica col NON usare eqnarray; qualunque guida ti dice di non usarlo.Secondo non puoi allineare du stringhe di numeri come richiedi se il secondo è fra parentesi; le parentesi occumano spazio, quindi spostano il numero della seconda riga più a destra. Certo puoi nasconderne la larghezza, oppure inserire nella prima riga una parentesi fantasma ([tt]\phantom{(}[/tt]), ma è fatto a mano, non lo si può fare automaticamante e la cosa dipende dalla lunghezza dei numeri, dal numero di cifre nella parte intera, e compagnia.
Volendo assolutamente fare una cosa del genere puo ricorrere all’ambiente array definendo adeguatamente le colonne e i loro separatori.
In ogni caso non con eqnarray 😡
::
Stai facendo un pot-pourri di regole di scrittura; se funziona, continua pure, ma non commettere gli errori che vedo: il segno < serve per lo spirito aspro in greco e due di seguito producono die spiriti aspri a meno che la parola che segue non cominci per vocale (greca_ accentata o semplice; analogamente > serve per lo spirito dolce e due di seguito producono due spiriti dolci. per avere le virgolette alte doppie aperte e chiuse la documentazione non da nessuna indicazione, perché in greco antico non si usavano e in greco moderno si usano solo le virgolette uncinate che si ottengono con (( e )) rispettivamente.Siccome tu stai citando dei brevi passi di greco classico togli le virgolette.
Per il resto fa come è stato indicato in un altro filone di questi giorni; se vuoi usare la codifica LGR, non caricare solo inputenc con l’opzione utf8 che andrà poi bene anche per il greco, ma la traslitterazione è eseguita da lgreek e il file di codifica LGRx; leggi il messaggio 74235.
::Prova con extbook, per esempio. Ma caratteri greci più grandi di 12 punti sono orribili.
Tommaso, parli dei miei? A me non risulta che siano orribili, anche se “i figli sono tutti belli per la loro mamma” Mi sono dannato per creare i corpi ottici e onestamente credi di aver fatto un buon lavoro; oppure tu usi ancora type1ec? certo con quel pacchetto tutti i font sono ottenuti scalando quelli di corpo 10pt e quelli ingranditi risultano troppo neri e quelli rimpiccioliti risultano troppo chiari.
Per altro se ci sono dei difetti nei font predisposti da singoli o da gruppi di lavoro che offrono il loro lavoro come “contributo alla causa”, la via giusta è quella di segnalare i difetti e/o gli errori a chi ha predisposto qualunque pezzo di software, compresi i font; sono orribili? benissimo, lo si dice all’autore; sono orribilmente brutti tanto da essere irrecuperabili? lo si dice all’autore; eccetera. Se l’autore non provvede, allora si può anche pubblicare il proprio pensiero negativo.
Ci sono dei font greci orribili per corpi superiori a 12pt: si nominano i font in questione, senza lasciare dubbi su quali font il giudizio negativo debba cadere, ma tutto ciò dopo aver segnalato la cosa all’autore.
Se non ti riferivi ai miei font, scusa lo sfogo, che comunque non è né off topic, né inutile per i nostri lettori; se ti riferivi ai miei font, mi dispiace di sentirlo dire, ma lo sfogo rimane valido; non so se ti rendi conto che un giudizio del genere, dopo aver speso quattro anni della mia vita dietro ai font greci è come aver fatto tutto il liceo senza aver mai ottenuto una valutazione per poi non essere ammesso all’esame di maturità… Vista la tua professione, Tommaso, quest’ultima frase dovrebbe esserti quasi familiare, tanto che tu non ti comporti mai così con i tuoi allievi.
::
E se dopo \intertext, subito dopo i vari \right. mettessi \\ ?Oppure: e se dopo \intertext subito dopo i vari \right. mettessi \qquad ?
Oppure: e se dopo il primo allineamento con il sistema da risolvere, chiudessi l’ambiente align* e mettessi un ambiente gather* per scrivere le quattro soluzioni?
Oppure: e se invece di usare un ambiente gather* usassi un solo ambiente equation* con le quattro soluzioni separata da \qquad dopo ogni \right. ?
Vedi che di soluzioni al tuo problema ce ne sono tante, ognuna con i suoi pregi e difetti.
::
`
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\small \S \thesection \textit{ #1}} {} }
`
è sbagliato, perché [tt]\markright[/tt] richiede un solo argomento; d’accodo, il secondo gruppo è vuoto, ma non sono vani i due spazi a destra delle graffe chiuse; quindi togli l’ultimo gruppo e gli spazi inutili.
`
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\small \S \thesection \textit{ #1}}}
`
Non toccare [tt]\voffset[/tt] per nessun motivo al mondo! e, anche se lo imposti a 0pt, non toccare mai nemmeno [tt]\hoffset[/tt]. Non rappresentano affatto il margine superiore e il margine inferiore, che sono invece rappresentati da [tt]\topmargin[/tt], [tt]\oddsidemargin[/tt] e [tt]\evensidemargin[/tt] a meno di un pollice di default; se usi il pacchetto geometry puoi impostare correttamente le varie grandezze rispettando i vincoli reciproci con una sola riga di codice e facendo le cose per bene.[tt]\footskip[/tt] non è il margine inferiore, ma la distanza fra la linead di base dell’ultima riga di testo dalla riga di base della prima riga di una eventuale nota.
Ti prego: non copiare preamboli da altri e segui le raccomandazioni indicate nell’Arte, oppure usa suftesi a scatola chiusa e non modificare nulla.
::dearick” post=743851) come si imposta la gabbia giusta ?
2) come si imposta extsizes ?sto scrivendo la tesina per un ragazzo di 5 superiore…. al professore interessa solamente che sia leggibile… non credo ne sappia di regole tipografiche.
I consigli che ti sono stati appena dati valgono oro.
Ma anche se non è né necessario né utile impostare extsizes e la giustezza orizzontale e verticale, tiro l’acqua al mio mulino e ti invito a leggere la guida tematica (qui sopra nella sezione documentazione) sul disegno della pagina (page layout) e come il corpo dei font e il disegno interagiscano fra di loro.
Sicuramente impostare i quattro margini laterali tutti di 2.5cm (in parole povere tutte di un pollice) fa venire in mente Word; una tesina, anche di quinta superiore, merita di più.
Perché il tuo amico maturando si fa scrivere la tesina da te? non sarebbe meglio se se la scrivesse da solo? Lo dico per due motivi: primo: imparerebbe ad usare seriamente uno strumento per la composizione di testi, ance se ripiegasse su Word, ma se impara LaTeX è molto meglio, e poi può sempre chiedere lumi a te, invece di doversi pazientemente documentare con la maturità alle porte; secondo: se se la scrive da solo il solo fatto di scriverla lo aiuta a ricordare meglio quello che ha scritto, e quando verrà interrogato in merito alla sua tesina eviterà quei penoso uhm…, ehm…, ah…, cioè…, che costellano gli enunciati di coloro che non sanno assolutamente cosa dire ma non sono nella condizione di poter tacere 🙂
::elle” post=74383ok vada per il fourier! Dai sempre un occhio al risultato nella cartella 😉
Le testatine? che ne dici? Se hai qualche modello ben venga eh, sto setacciando la rete lla ricerca di qualche cosa che mi convinca… cioò che non mi piace proprio (ma da quanto ho capito è per forza così) qualsiasi testaina metto vale solo per i capitoli numerati, gli altri non hanno nulla, e ciò mi sembra stoni un pochetto….
I capitoli scritti nella front matter della classe book non sono numerati, ma si comportano come gli altri con tanto di indicazione nella testatina e inserimento nell’indice. Li crei al solito con \chapter, non con \chapter* che produce capitoli non numerati dove (come nella main matter) sarebbero numerati di default.
IN questo caso, allora ti basta scrivere:
`
\chapter*{Capitolo da non numerare}
\markboth{Capitolo da non numerare}{Capitolo da non numerare}
`
e se lo vuoi inserire nell’indice devi fare come raccontato nell’ArteMa perché dovresti mettere dei capitoli non numerati nella main matter?
::
A me piace più il secondo;\usepackage{textcomp} ci va comunque qualunque mai font tu voglia usare, non solo con txfonts; pxfonts, per esempio usa i Palatino eXtended; il pacchetto fourier usa una serie molto bella e completa., mi pare usando una variante di utopia, ma con estensioni tali da accontentare anche i francesi (che hanno un modo tutto loro di comporre).
Saresti optato o opteresti?
-
AutoreRisposte