OldClaudio

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,156 al 10,170 (di 11,287 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Foglio bianco #59840
    OldClaudio
    Partecipante
      Up
      0
      Down
      ::


      Nella cartella dove esiste il file Nuovo1.tex e da dove hai copiato per inviarcelo Nuovo1.log, deve trovarsi anche il file Nuovo1.dvi; il file logo dice che l’ha generato. quindi il file deve essere lì.

      Clicca sul nome del file: il programma associato all’estensione .dvi dovrebbe essere xdvi.exe con la distribuzione TeX Live. cliccandoci sopra (doppio click) dovrebbe aprirsi ila finestra di xdvi e dovrebbe apparire il tuo articolo.

      Se ciò non succedesse, apri la finestra comandi (Avvio | Accessori | Prompt dei comandi) e nella finestra che si apre esegui il comando cd fino a portati nella cartella del file nuovo1.tex (Se non sai come si usa cd, dai il comando help cd e premi invio; ti viene scritta la sintassi del comando cd – il cui significato è quello di “change directory”, [cambia cartella]). Fatto questo scrivi il comando latex nuovo1 e poi premi invio. Dovrebbe venire eseguita la compilazione del tuo piccolo articolo. Poi dai il comando xdvi nuovo1 e poi dai invio; se ti risponde che il comando xdvi non è un comando conosciuto, cerca nella cartella c:\texlive\2010\bin\win32\bin\ il nome del file che contiene nel suo; sul mio Mac si tratta di xdvi, ma chissà se nella distribuzione Windows non sia un altro programma.. ma se il messaggio che ti viene esposto sullo schemro è che non conosce quel comando, allora quella è probabilmente la causa della mancanza della visualizzazione del file.
      Eseguendo queste operazioni sul mio Mac+TeX Live 2010 tutto procede regolarmente.

      Può essere che la tua distribuzione ci metta del tempo a generare i font in formato bitmapped al fine di visualizzare il file dvi. Allora fai cosi: scrivi un nuovo file, Nuovo2.tex, con una piccola modifica:
      `
      \documentclass[a4paper]{article}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage{lmodern}
      \usepackage[utf8]{inputenc}
      \usepackage[italian]{babel}
      \author{Lorenzo Pantieri}
      \title{Minimalismo}
      \begin{document}
      \maketitle
      \tableofcontents
      \section{Inizio}
      Bene, qui comincia il mio grazioso articolo.
      \section{Fine}
      \dots e qui finisce.
      \end{document}
      `
      e sempre dalla finestra comandi dà il comando pdflatex Nuovo2 premendo poi invio.
      Nella cartella dovrebbe esserci ora il file Nuovo2.pdf. Aprilo con Adobe Reader o sumatra o con qualunque programma ti abbia per visualizzare i file in formato pdf. Deve aprirsi il tuo articolo di una sola pagina senza problemi di generazione dei file bitmapped.

      Ora fatti questi due esperimenti sai che la tua installazione di TeX Live è funzionante. La colpa della mancata visualizzazione è quindi di Led; se è così è come avevo pensato fin dall’inizio, ma il mio giudizio poteva essere falsato da certe mie prevenzioni nei confronti di Led.

      Ora, se dvi nuovo1 ha funzionato ma Led ti mostra una pagina vuota, vuol dire che la procedura bat che Led Usa fa riferimento, magari, al visualizzatore Yap, che accompagna MiKTeX. Ma se tu hai disinstallato MiKTeX, Yap non è più disponibile; configura correttamente Led perché usi xdvi.

      Per quel che riguarda il formato pdf Led non dovrebbe farcela se non con aiuti esterni. Quindi butta via Led e caricati Texmaker oppure TeXmakerX che ti danno tutto quello che ti dà Led più molte altre cose; cerca le home page dell’uno o dell’altro programma, scarica e installa. Dovrebbero essere pronti “out of the box”; in ogni caso la configurazione non è complicata.

      in risposta a: Note e Tabularx #60067
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        Hai due possibilità:

        `
        \small
        \begin{longtable}

        \end{longtable}
        \normalsize
        `
        oppure
        [code]
        {\small
        \begin{longtable}

        \end{longtable}%
        }

        in risposta a: Problema con label per immagini #60086
        OldClaudio
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::


          `
          \begin{figure}
          \def\figurename{Grafico}

          \caption{…}
          \label{…}
          \end{figure}
          `

          \figurename è il nome dell’oggetto nella parte della didascalia che si chiama titolino; quindi, con quella definizione locale (rimane valida solo dentro allo specifico ambiente figure dove l’hai specificata) il titolino ti viene proprio come desideri. Ma il contatore degli oggetti “grafico” è uguale a quello delle figure; se vuoi una serie di oggetti mobili (float) con la propria parola nel titolino e la propria lista (tipo “Elenco dei grafici”), devi usare il pacchetto float e definire i nuovi ambienti; il tuo ambiente si chiamenrà allora grafico e comincerai con
          `
          \begin{grafico}

          \caption{…}
          \label{…}
          \end{grafico}
          `

          Puoi decidere se numerare i grafici con lo stesso contatore delle figure oppure se vuoi un contatore, una coda, un elenco autonomi. Fa tutto quel pacchetto.

          in risposta a: Note e Tabularx #60065
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::


            Primo: non si comincia mai una subsection o una qualunque sezione di un documento con una tabella, una equazione, una figura, eccetera. Qualche parola introduttiva ci vuole sempre.

            Secondo Se usi longtable, non devi usare table

            Terzo: se la tabella con le sue note è un po’ troppo lunga per stare su una sola pagina la puoi scorciare un pochino scegliendo il font di corpo \small

            Quarto: Se la tabella generata con tabular e le sue note è più corta di una pagina ma non ci sta nella pagina perché Latex la sposta nella pagina successiva, probabilmente supera i limiti di posizionamento in relazione al tipo di inserto (top, bottom, here, page) e quindi LaTeX giustamente la sposta dopo; a che cosa servono le didascalie numerate se non a fare riferimento a qualcosa che non si trova proprio lì? Al massimo puoi usare il pacchetto varioref e citare la tabella con \vref{…} invece che con \ref{…}, cosicché in automatico ti verrà scritto qualcosa come “la tabella 3.2 nella pagina successiva”; la seconda parte della frase cambia automaticamente a seconda della distanza della pagina della tabella dalla pagina corrente.

            in risposta a: Problema con label per immagini #60084
            OldClaudio
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::


              Visto che stai leggendo l’Arte, avrai capito che \label se non è preceduto da \caption non fa assolutamente quello che uno si aspetterebbe; Non solo ma label serve per recuperare il numero della didascalia generata da \caption, non serve ad altro.

              Per cu,i con o senza subfig, avrai
              `
              \begin{figure}

              \caption{Pippo e Pluto}
              \label{buh}
              \end{figure}
              [/cpde]

              e nel testo scriverai:
              [code]
              … come si vede dal grafico~\ref{buh} …
              `
              La parola “grafico” fa parte del testo non dell’etichetta raccolta con \label, e comunque in italiano, a differenza dell’inglese, tutte queste entità numerabili, figura, grafico, equazione, tabella, teorema, lemma, eccetera, vanno sempre con l’iniziale minuscola e generalmente vogliono l’articolo determinativo o la preposizione articolata (non la vogliono e hanno la maiuscola, solo quando fanno parte del titolino della didascalia (“Figura 3.2: Pippo e Pluto”, per intenderci).

              Mi pare che esista un pacchetto che inserisce automaticamente il nome dell’oggetto, ma ritengo che sia una idea peregrina, anche perché la “figura” potrebbe essere genericamente una figura,, oppure più specificatamente un grafico, una fotografia, una mappa, uno schizzo, eccetera e sarebbe impossibile mettere automaticamente il nome giusto dentro ad una macro; meglio, decisamente meglio, considerarlo un nome da inserire insieme al testo quando lo si compone.

              in risposta a: includere bibliografia #60037
              OldClaudio
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::


                Le prime righe non servono a nulla; commentandole non si ottiene nessuna differenza, ti ho lasciato quell’inutile \ifmmode, che dovrebbe essere inutile se i segni di dollaro funzionassero correttamente (e da me funzionano correttamente, ma si ho cambiato il gruppo {} con \, — magari no ti piace, e allora, trovandosi dietro una macro cancellalo e lasciaci uno spazio al suo posto.

                invece ti ho messo Monte Carlo con le iniziali maiuscole e ti ho cambiato la forma della citazione: i titoli degli articoli nelle riviste andrebbero fra virgolette, e i nomi delle riviste in corsivo.

                `
                \begin{thebibliography}{1}

                \bibitem{Montecarlo_3d}
                Helmut~G. Katzgraber, Mathias K\”orner, and A.~P. Young, “Universality in
                three-dimensional ising spin glasses: A Monte Carlo study'', \emph{Phys. Rev. B}
                \textbf{73} (2006), no.~22, 224432.

                \bibitem{Nobre_2d}
                Fernando~D. Nobre, “Phase diagram of the two-dimensional
                $\ifmmode\pm\else\textpm\fi\,j$ ising spin glass'', \emph{Phys. Rev. E} \textbf{64}
                (2001), no.~4, 046108.

                \bibitem{WB_Ising}
                Octavio~R. Salmon, Bráulio~T. Agostini, and Fernando~D. Nobre, “Ising
                spin glasses on wheatstone-bridge hierarchical lattices'', \emph{Physics Letters A}
                \textbf{374} (2010), no.~15-16, 1631 — 1635.

                \end{thebibliography}
                `

                in risposta a: Problema numerazione #60080
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Cambia che usi i font con codifica T1 rispetto alla codifica di default OT1; e questo implica che le lettere accentate non sono ottenute per composizione della lettera e dell’accento ma sono direttamente formate dal solo carattere accentato disegnato apposta.. Questo tra l’altro influisce sulla capacità di pdflatex di eseguire la divisione in sillabe meglio. L’unica lingua che può essere scritta con la codifica OT1 ´l’inglese (moderno) perché è priva di accenti. Non sono un linguista, ma non conosco altre lingue scritte in caratteri “latini” che siano totalmente e invariabilmente prive di accenti. Quindi la codifica T1 dovrebbe essere usata di default, comunque sempre quando si scrive in na qualunque lingua diversa dall’inglese; se la si usa sempre non si fa nessun danno nemmeno se si scrive in inglese.

                  Leggi l’appendice “Divisione in sillabe” nella guida “Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX”, il cui link è in testa alla pagina del forum

                  in risposta a: includere bibliografia #60035
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Non vedo errori, ma apparentemente quel pezzettino di codice
                    `
                    $\pm$
                    `
                    non viene elaborato bene. Che ci sia qualche carattere nascosto che impedisca al processore di usare correttamente il secondo $ ?
                    A me quel codice non da errori, ma può essere che che eseguendo il copia e incolla che ti ha permesso di mettere il tuo codice nel post, qualcosa sia cambiato rispetto a quello che hai nel tuo file; Io ho compilato il tutto codice con la classe article e senza usare nessun pacchetto aggiuntivo e funziona tutto come deve.

                    Invece mi lascia perplesso quel J isolato, fuori dalla formuletta separato da uno spazio; sei sicuro che doveva essere così e non dovesse invece essere
                    `
                    $ \pm J $
                    `
                    con il J dentro la formula?

                    in risposta a: Nuova versione di TexMakerX #53264
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      Sono molto deluso: ho provato ad installarlo sulla mia macchina virtuale Ubuntu 11.04, ma oltre a dirmi che il pacchetto Debian è mal formato, il Software Manager mi lascia installare il programma a mio rischi e pericolo. Cosa fatta: inchiodato il mio Mac, al punto da doverlo spegnere di forza premendo per i famosi 10 secondi sul tasto di accensione 👿

                      su questa macchina virtuale la distribuzione unbuntesca di texmaker funziona abbastanza bene, ma per texmakerx ho provato diverse volte scaricando i pacchetti specifici che si trovano nel sito di texmakerx e dopo poco si inchioda la macchina virtuale, oppure l’intero Mac. Non so se la cosa si presenti anche sulle macchine Ubuntu reali, ma è una vera disgrazia. Texmakerx funziona benissimo sul Mac e su Windows.

                      Il fatto che abbia cambiato nome in modo virtuale (sì virtuale, perché il nome TeXstudio compare solo nella pagina di sourceforge, e non sempre) non ha cambiato nulla.

                      in risposta a: Problema numerazione #60074
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        In qualche file incluso hai inserito il comando \pagestyle{empty} e non hai mai ripristinato il pagestyle{headings}, pribabilmente nel file che contiene il frontespizio.

                        Usa \thispagestyle{empty} al suo posto; è una dichiarazione che vale per una sola pagina.

                        in risposta a: Compilazione da riga di comando #59932
                        OldClaudio
                        Partecipante
                          Up
                          0
                          Down
                          ::


                          Se il tuo problema è quello di avere sia la versione ps e quella pdf del tuo documento, allora la via più semplice, secondo me consiste nel cliccare in successione due bottoni del tuo editor per latex:

                          1) prima fai compilare con latex cliccando l’apposito bottone e questo ti produce il file dvi
                          2) clicchi il bottone dvips e ti si crea il file ps
                          3) clicchi il bottone dvipdfm e ti si forma il file pdf;

                          Ovviamente puoi crearti sia o procedura bat su Windows, o una procedura bash su Linux e Mac che lanci i tre programmi in successione ciascuno con le sue opzioni e il nome di base specificato come argomento al comando da dare da linea di comando nella finestra comandi o nella finestra terminal. E questo ti evita di usare auto-ps-pdf e ti permette di avere contemporaneamente entrambi i file finali.

                          L’unico accorgimento è che quando compili con latex (non pdflatex) per ottenere il file dvi devi necessariamente avere tutte le figure incluse nel formato eps.

                          Alternativa: compila una sola volta il tuo documento con pdflatex, poi da linea di comando usa lo script pdf2ps che ti crea una versione dello stesso documento in PostScript. la versione 2010 di pdflatex accetta per le figure i formati tradizionali pdf, png e jpg, e dal 2010 anche il formato eps. Con questa alternativa devi cliccare solo un bottone nell’editor e devi lanciare a mano il secondo programma. Oppure ti puo scrivere un procedura bat per Windows o uno script bash per Linux e Mac per farti fare la compilazione di entrambi i file in sequenza dando un solo comando da linea di comando

                          in risposta a: Elementi della bibliografia #60022
                          OldClaudio
                          Partecipante
                            Up
                            0
                            Down
                            ::


                            Guarda che se usi il database bibliografico e lo elabori con BibTeX, la formattazione di ogni riferimento avviene secondo le regole della buona tipografia e non devi tu preoccuparti se deve essere in corsivo, o tra virgolette o in tondo, eccetera.

                            Però bisogna sapere che cosa stai citando, altrimenti il database è incompleto; infatti le norme ISO e UNI per i riferimenti bibliografici prescrivono alcune informazioni obbligatorie e altre facoltative; il databse che devi preparare è fatto apposta per mettere i riferimenti con tututte le informazioni necessarie; Se hai la distribuzione MacTeX epr mac, usa l’applicazione BibDesk.app. Se hai una distribuzione Windows,o Linux puoi usare il programma java JabRef; sono molto utili. Se usi TeXmaker(X)come editore di testo per elaborare i file LaTeX, tieni presente che esso ha una modalità con la quale può gestire anche esso i databse bibliografici e ha il bottone per fare eseguire il programma di estrazione e di formattazione BibTeX.

                            Leggiti la guida dando dalla finestra comandi (terminal, xterm. console, ecc) il comando

                            texdoc bibtex

                            dove trovi la molteplicità di oggetti diversi a cui poter fare riferimento, incluso il tipo “inproceedings” che è quello che serve a te per l’articolo pubblicato ad un congresso, e “manual” per il manuale della casa costruttrice dell’apparecchio.

                            ̀È lecito citare tutto; proprio perché lo citi, non è un plagio.

                            in risposta a: Emacs e AUCTeX #60014
                            OldClaudio
                            Partecipante
                              Up
                              0
                              Down
                              ::

                              “chi l’ha dura…”


                              in risposta a: [plain] Le dimensioni del foglio. #60002
                              OldClaudio
                              Partecipante
                                Up
                                0
                                Down
                                ::


                                Condivido quasi tutto quello che hai scritto; l’unica cosa su cui divergiamo è la nozione di quale strumento si vuol usare per scrivere davvero un documento; anch’io gioisco quando incontro tre expandafter consecutivi; sul TeXbook c’è anche un esempio con sette \expandafter consecutivi. Ma uso queste diavolerie, e le ho usate, solo per scrivere macro. Con Plain non riesci a concentrarti sul contenuto; scrivendo macro adeguate puoi fare quello che vuoi, ma una volta sola, jna tantum, e poi ti concentri sul contenuto.

                                Anch’io ho composto documenti atipici; mi sono scritto le classi apposta, usando i comandi di basso livello, sostanzialmente plain; ma una volta scritta la classe, mi sono semrpe concentrato sul contenuto.

                                in risposta a: Numerazione equazioni lyx tesi #60017
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
                                  0
                                  Down
                                  ::


                                  Ti rispondo dal punto di vista LaTeX, perché non uso LyX da anni, anzi ho usato LyX giusto per vedere quel che faceva, ma non ho mai composto un documento con LyX, che trovo estremamente limitante; comodo forse per un principiante, ma molto limitante.

                                  Fra le opzioni che puoi esprimere alla classe c’è leqno (che sta per left equation number); scelta usata molto raramente nella tipografia professionale.

                                  Le equazioni devono essere tutte centrato o tutte spostate ad una distanza fissa dal margine a sinistra; alcune possono essere numerate, alcuno essere prive di numero; quelle che vengono citate nel testo devono essere numerate; per le altre il numero è uno spreco.

                                  Se la tesi è strutturata in capitoli, paragrafi, eccetera, è opportuno che siano numerate come te le trovi numerate con la numerazione gerarchica decimale esattamente come hai riferito. Usare una numerazione unica, come si potrebbe fare in un (breve) articolo, che ha come livello di sezionamento superiore il paragrafo, va bene solo epr quel tipo di documento, grazie al modesto sezionamento e alla brevità del documento. Se tu hai come livello maggiore di sezionamento il capitolo e se la tua tesi sarà almeno di un centinaio di pagine, ti assicuro che trovare l’equazione 5.3.12 è molto più facile che trovare l’equazione 127. quindi lascia la numerazione delle equazioni così com’è.

                                  Poi leggiti una buona guida con quella di Pantieri e Gordini,L’arte di scrivere con LaTeX, link in testa alla pagina del forum. Non ha nulla a che vedere con LyX, ma ha a che vedere con LaTeX e spiega benissimo che cosa si può fare e non fare.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,156 al 10,170 (di 11,287 totali)

                                Go to top