Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
10 Ottobre 2019 alle 9:06 in risposta a: Carta millimetrata lineare, semilogaritmica e log-log #116551::
Ma bisognerebbe mettere la carta in landascape (\documentclass[a4paper,landscape]{article}), solo che così gli step e gli incrementi vanno riaggiustati per la nuova disposizione della carta.Invece, curve2e in relata non serve; basta caricare al suo posto (risparminando parecchie centinaia di righe di codice in memoria) e caricare espressamente solo xfp e color oppure xcolor. ho anche tlto un apio di specifiche dove \fpeval svolge la funzione del cannone per affrontare la proverbiale zanzara Ho tolto anche la chiamata a quel pacchetto che definisce \textblock; l’ambiente picture provvede da solo con i suoi comandi.
Piuttosto il codice è quasi illeggibile e se serve solo per creare questi fogli lineari o semilogaritmici, basterebbe semplicemente definire un comando. In questa direzione ti ho riscritto il file per la carta logaritmica, togliendo tutto quello che non serve, salvo (commentato) la chiamata a curve2e; il commento spiega perché. Ovviamante se giri la carta in landscape devi sostituire la definizione di \hlines con un’altra che tenga conto del nuovo roientamento della carta; il bello di LaTeX è che correggendo/modificando una sola macro, risparmi di andare a correggere/modificare le decine di righe che usi per tracciare le linee a distanze logaritmiche`% !TeX encoding = utf8
% !TeX program = pdflatex
% !TeX spellcheck = en_US% Disegna una carta in cui le ascisse sono lineari e le ordinate sono logaritmiche; la carta messa in posizione portrait va bene, ma il logo dell'università risulta girato di 90 gradi in senso orario
% Se si gira la carta in posizione landscape, e il logo si legge diritto, le ordinate sono lieari, ma le decadi vanno da destra a sinistra.\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[top=18.42mm,bottom=18.18mm,left=14.8mm,right=14.8mm]{geometry}
\usepackage{graphicx}
%\usepackage{curve2e}% carica già xfp.sty, ma per il resto non mi sembra che vanga usato; o meglio, viene usato solo perché carica il pacchetto xcolor — color è sufficiente.
\usepackage{xfp,color}\def\width{180}
\def\height{260}
\definecolor{gridcolor}{RGB}{250,153,89}
%\definecolor{gridcolor}{RGB}{0,0,0}\parindent=0pt
\pagestyle{empty}
\setlength{\unitlength}{1mm}
\edef\dec{4}
\edef\decaux{\numexpr \dec + 1}
\edef\ystep{\fpeval{\height / \dec}}
\edef\ticklength{2}
\edef\longwidth{\fpeval{\width + 2 * \ticklength}}
\newlength\lwa
\setlength{\lwa}{0.4mm}
\newlength\lwb
\setlength{\lwb}{0.2mm}
\newlength\lwc
\setlength{\lwc}{0.1mm}\newcommand\hlines[4]{%
% #1 := \decaux oppure \dec
% #2 := fattore reale di incremento da una riga alla successiva
% #3 := spessore delle linee espresso con il valore \lwa, o \lwb o \lwc
% #4 := lunghezza espressa con \longwidth o \width. Se #4 > \width,
% automaticamente usa un displacement iniziale pari a -\ticklength
% \ystep := (già pre-calcolato come altezza della carta divisa per il
% numero di decadi) altezza di ogni decade, in modo da poter
% ripetere le stesse line in ogni decade.
%\edef\yoffset{\fpeval{#2}}
\expandafter\multiput\expandafter(\ifdim#4pt>\width pt
-\ticklength \else 0\fi,\fpeval{ln(#2)*\ystep/ln(10)})(0,\ystep){#1}%
{\linethickness{#3}\line(1,0){#4}}%
}\begin{document}
\begin{picture}(\width,\height)(0,0)
\color{gridcolor}% linee verticali (a intervalli lineari)
\multiput(0,0)(10,0){19}{\linethickness{\lwa}\line(0,1){\height}}
\multiput(5,0)(10,0){18}{\linethickness{\lwb}\line(0,1){\height}}
\multiput(0,0)(1,0){181}{\linethickness{\lwc}\line(0,1){\height}}% linee orizzontai a intervalli logaritmici
% linee principali, una ogni decade
\hlines{\decaux}{1}{\lwa}{\longwidth}
% secondo livello: in ogni decade, una ogni unità
\hlines{\dec}{2}{\lwb}{\width}
\hlines{\dec}{3}{\lwb}{\width}
\hlines{\dec}{4}{\lwb}{\width}
\hlines{\dec}{5}{\lwb}{\width}
\hlines{\dec}{6}{\lwb}{\width}
\hlines{\dec}{7}{\lwb}{\width}
\hlines{\dec}{8}{\lwb}{\width}
\hlines{\dec}{9}{\lwb}{\width}
% terzo livello: una ogni decimo, o due decimi, o …, per ciascuna unità
\hlines{\dec}{1.1}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.2}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.3}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.4}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.5}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.6}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.7}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.8}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{1.9}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.1}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.2}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.3}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.4}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.5}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.6}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.7}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.8}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{2.9}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{3.2}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{3.4}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{3.6}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{3.8}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{4.2}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{4.4}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{4.6}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{4.8}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{5.2}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{5.4}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{5.6}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{5.8}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{6.2}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{6.4}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{6.6}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{6.8}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{7.5}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{8.5}{\lwc}{\width}
\hlines{\dec}{9.5}{\lwc}{\width}\put(182,276){\makebox(0,0)[tl]{\includegraphics[angle=-90,width=12mm]{LogoPoliTO-blu}}}
%\put(182,276){\makebox(0,0)[tl]{\includegraphics[angle=-90,width=12mm]{unifilogo_black_v.pdf}}}
\end{picture}\end{document}`Per il logo ho fatto esperimenti con il logo del mio PoliTO, perché non dispongo del tuo logo di UniFI, ma vi ho lasciata la riga commentata, ma con i comandi di picture.
Il “bello” (di fa per dire) dell’uso di un comando per tracciare le linee è che i suoi argomenti sono ben visibili e si vede subito per quale riga sono usati.
Infatti eccoti la carta millimetrata in landscape`% !TeX encoding = utf8
% !TeX program = pdflatex
% !TeX spellcheck = en_US% Disegna una carta in cui le ordinate sono lineari e le ascisse sono logaritmiche;
% la carta è disegnata in landscape, per cui non ci sono problemi in merito al fatto
% che le scale, anche quella logaritmica, vadano da sinistra a destra\documentclass[a4paper,landscape]{article}
\usepackage[a4paper,landscape,top=15mm,bottom=15mm,left=18.5mm,right=18.5mm]{geometry}
\usepackage{graphicx}
%\usepackage{curve2e}% carica già xfp.sty, ma per il resto non mi sembra che vanga usato; o meglio, viene usato solo perché carica il pacchetto xcolor — color è sufficiente.
\usepackage{xfp,color}\def\width{260}
\def\height{180}
\definecolor{gridcolor}{RGB}{250,153,89}
%\definecolor{gridcolor}{RGB}{0,0,0}\parindent=0pt
\pagestyle{empty}
\setlength{\unitlength}{1mm}
\edef\dec{4}
\edef\decaux{\numexpr \dec + 1}
\edef\xstep{\fpeval{\width / \dec}}
\edef\ystep{\fpeval{\height / \dec}}
\edef\ticklength{2}
\edef\longwidth{\fpeval{\width + 2 * \ticklength}}
\edef\longheight{\fpeval{\height + 2* \ticklength}}
\newlength\lwa
\setlength{\lwa}{1pt}%{0.4mm}
\newlength\lwb
\setlength{\lwb}{0.7pt}%{0.2mm}
\newlength\lwc
\setlength{\lwc}{0.5pt}%{0.1mm}\newcommand\hlines[4]{%
% #1 := \decaux oppure \dec
% #2 := fattore reale di incremento da una riga alla successiva
% #3 := spessore delle linee espresso con il valore \lwa, o \lwb o \lwc
% #4 := lunghezza espressa con \longwidth o \width. Se #4 > \width,
% automaticamente usa un displacement iniziale pari a -\ticklength
% \ystep := (già pre-calcolato come altezza della carta divisa per il
% numero di decadi) altezza di ogni decade, in modo da poter
% ripetere le stesse linee in ogni decade.
%\edef\yoffset{\fpeval{#2}}
\expandafter\multiput\expandafter(\ifdim#4pt>\width pt
-\ticklength \else 0\fi,\fpeval{ln(#2)*\ystep/ln(10)})(0,\ystep){#1}%
{\linethickness{#3}\line(1,0){#4}}%
}\newcommand\vlines[4]{%
% #1 := \decaux oppure \dec
% #2 := fattore reale di incremento da una riga alla successiva
% #3 := spessore delle linee espresso con il valore \lwa, o \lwb o \lwc
% #4 := lunghezza espressa con \longheight o \height. Se #4 > \height,
% automaticamente usa un displacement iniziale pari a -\ticklength
% \xstep := (già pre-calcolato come larghezza della carta divisa per il
% numero di decadi) altezza di ogni decade, in modo da poter
% ripetere le stesse linee in ogni decade.
\edef\xoffset{\ifdim#4pt > \height pt -\ticklength \else 0\fi}
\multiput(\fpeval{ln(#2) * \xstep / ln(10)},\xoffset)(\xstep,0){#1}%
{\linethickness{#3}\line(0,1){#4}}%
}\begin{document}\errorcontextlines=100
\centering\begin{picture}(\width,\height)(0,0)
\color{gridcolor}% linee orizzontali (a intervalli lineari in verticale}
\multiput(0,0)(0,10){19}{\linethickness{\lwa}\line(1,0){\width}}
\multiput(0,5)(0,10){18}{\linethickness{\lwb}\line(1,0){\width}}
\multiput(0,0)(0,1){180}{\linethickness{\lwc}\line(1,0){\width}}% linee verticali a intervalli logaritmici in orizzontale
% linee principali, una ogni decade\vlines{\decaux}{1}{\lwa}{\longheight}
% secondo livello: in ogni decade, una ogni unità
\vlines{\dec}{2}{\lwb}{\height}
\vlines{\dec}{3}{\lwb}{\height}
\vlines{\dec}{4}{\lwb}{\height}
\vlines{\dec}{5}{\lwb}{\height}
\vlines{\dec}{6}{\lwb}{\height}
\vlines{\dec}{7}{\lwb}{\height}
\vlines{\dec}{8}{\lwb}{\height}
\vlines{\dec}{9}{\lwb}{\height}
% terzo livello: una ogni decimo, o due decimi, o …, per ciascuna unità
\vlines{\dec}{1.1}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.2}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.3}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.4}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.5}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.6}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.7}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.8}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{1.9}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.1}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.2}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.3}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.4}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.5}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.6}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.7}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.8}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{2.9}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{3.2}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{3.4}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{3.6}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{3.8}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{4.2}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{4.4}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{4.6}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{4.8}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{5.2}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{5.4}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{5.6}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{5.8}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{6.2}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{6.4}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{6.6}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{6.8}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{7.5}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{8.5}{\lwc}{\height}
\vlines{\dec}{9.5}{\lwc}{\height}\put(-16,193){\makebox(0,0)[tl]{\includegraphics[width=25mm]{LogoPoliTO-blu}}}
%\put(182,276){\makebox(0,0)[tl]{\includegraphics[angle=-90,width=12mm]{unifilogo_black_v.pdf}}}\end{picture}
\end{document}`Siccome ci sono definite sia le righe “logaritmiche” verticali sia quelle orizzontali, non ci vuole molto a trasformare questo file per generare anche i fogli bilogaritmici.
10 Ottobre 2019 alle 5:04 in risposta a: Carta millimetrata lineare, semilogaritmica e log-log #116549::
Mi fa molto piacere che tu abbia usato curve2e (il quale a sua volta carica xfp, quindi a stretto rigore non hai bisogno di ricaricarlo). Certo non ha le funzionalità di TikZ ma è molto più semplice da usare; la documentazione d’uso è di sole 19 pagine contro le centinaia di TikZ 😀 Fa anche molto di meno, ma fa molto per quel giocattolino che è l’ambiente picture.Bene, per la semilog il codice è un po’ complesso, ma va bene. Ma…
ATTENZIONE Mi sono accorto che nella carta semilogaritmica, se giri il foglio in modo che il logo dell’università sia diritto, le decadi vanno da destra a sinistra. Di solito vanno da sinistra a destra.:o
8 Ottobre 2019 alle 14:57 in risposta a: Carta millimetrata lineare, semilogaritmica e log-log #116546::
Pensa che io ho creato un mio pacchetto per i diagrammi lineari e semilogaritmici nei lontani anni ’90. Se ben ricordo anche bilogaritmici. Il tutto fatto con l’ambiente picture di allora, quando non esisteva né pict2e, né alcuna funzionalità di \TeX per eseguire calcoli con numeri fratti, se non passando per i coefficienti delle lunghezze (su cui si basa ancora il pacchetto calc; l’estensione eTeX mette a disposizione dei comandi per eseguire i calcoli nella CPU, ma per i logaritmi siano ancora lontanissimi).Oggi c’è il pacchetto xfp che permette di fare i conti con i floating point in notazione decimale; ottimo pacchetto; Se rimettessi le mani sul mio vecchio pacchetto, non escludo che renderei il codice molto più semplice, leggibile e manutenibile.
Cerco quel vecchio pacchetto che non ho mai reso pubblico; Su CTAN dovrebbe esserci un pacchetto bardiagram che forse non si limita ai soli diagrammi a barre, ma probabilmente è sorpassato.
D’altra parte pgfplots dovrebbe poter disegnare le carte lineari e logaritmiche che ti servono, pgfplots non è TikZ, anche se i creatori e i curatori sono gli stessi. Pgfplots contiene già una libreria per eseguire i calcoli con i numeri fratti anche in notazione scientifica, basati essenzialmente su interpolazioni molto fini di archi delle curve delle funzioni trascendenti trascendenti con un campionamento molto fitto; i calcoli sono decisamente precisi, anche se, a mio parere, non sono allo stesso livello di quelli che puoi fare con xfp. Leggi la documentazione di pgfplots, perché ne vale decisamente la pena.
Bisogna che io ripassi quello che ho fatto tanto tempo fa.
::
Leggendo il codice del pacchetto frontespizio si trova che il logo dell’università è inserito centrato nella giustezza di una pagina che è inferiore di 20mm rispetto alla larghezza della pagina fisica.Quello che non so specificare è quanto siano alti i tuoi due loghi, ma tieni presente che vengon insieriti nel frontespizio scalati in modo che siano alti 15mm, a meno che tu non specifichi un’altra altezza; 15mm è il valore di default.
Io ho provato con due miei loghi a definire un nuovo logo, formato da una figura che contiene i due loghi di cui il primo a sinistra e il secondo al cento, mentre a destra ho messo una scatola vuota la figura l’ho chiamata DueLoghiCropped.tex:`% File DueLoghiCropped.tex
\documentclass[a4paper]{standalone}
\newcommand\logouni[3]{%
\makebox[\dimexpr\paperwidth-20mm]{\includegraphics[width=#1]{#2}\hfill\includegraphics[width=#1]{#3}\hfill\makebox[20mm]}}
\begin{document}
\logouni{15mm}{LogoSinisra}{LogoCentro}% Usare i nomi veri di ciascun logo
\end{document}`Compilando questo file con pdflatex si ottiene la figura DueLoghiCropped.pdf. Per avere le cose che vanno bene al posto del primo argomento del comando \logouni o lasci 15mm se non apporti modifiche nelle dimensioni del logo del tuo frontespizio, oppure ci metti lo stesso valore che userai nel tuo frontespizio. Nelll’ultima scatola di destra il cui contento è vuoto, al posto di 20mm ci metterai il valore che è necessario in modo che l’immagine del LogoCentro risulti nel mezzo di questa strana immagine. Devi andare ad occhio; non cè nulla di automatico in quel codice.Ora quando specifichi nel tuo frontespizio il noe del file che contiene il logo, userai il nome di questa immagine fittizia. Riprendendo il tuo codice io ho composto il frontespizio con`\documentclass[12pt,a4paper,twoside,titlepage]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage[swapnames,norules]{frontespizio}\begin{document}
\begin{frontespizio}
\Universita{Prova}
\Logo{DueLoghiCropped}% Ecco il nome cambiato
\Dipartimento{Prova}
\Corso[Laurea Magistrale]{Prova}
\Titoletto{Tesi di Laurea Magistrale\\in\\Prova}
\Titolo{Prova}
\Relatore{Ch.mo Prof.}
\NCandidato{Laureando}
\Candidato[prova]{prova}
\Annoaccademico{2019/2020}
\end{frontespizio}\end{document}`Con i miei due loghi e i valori che ho messo in queste due parti di codice, il logo centrale cade proprio nel centro della prima riga del frontepsizio. A te, con i tuoi due loghi, tocca fare diversi tentativi con i valori effettivi di quelle due lunghezze di 15,, e di 20mm.
::
Lo stile sbandierato a destra è lo stile del book designer di Tufte; se lo modifichi per giustificarlo, non è più lo stile di Tufte.Hai due modi per modificarlo, anche se, credo, la licenza di quella classe non lo consenta.
1) Copi la classe e tutti i suoi file subalterni, e te li metti in una cartella sul tuo albero personale; cambi loroi nomi; modifiche la classe in modo che invoci i pacchetti a cui hai cambiato nome con i nuovi pacchetti; cambi il nome del curatore, pur lasciando l’origne della classe che hai modificato all’autore originale. Poi apporti tutte le modifiche che ritieni opportune.
2) Copi nel tuo preambolo o in un file di tute macro personali da impostare con \usepackage, il tratto di codice della classe tufte-book, e modifichi questa tua copia del solo codice che ti sei messo nel preambolo o nel tuoi file di macro personali.
Conclusione: ti sconsiglio entrambe le soluzioni, perché la classe tufte-book è tuftiana proprio per le sue scelte di disegno grafico.
AGGIUNTA: mi ci è voluto un o’ per leggere le classi di tufte, in particolare tufte-book.cls. Il fatto che il bundle di tufte non sia adeguatamante documentato, richede di eseguire questi piccoli sforzi. Così ho scoperto che fra le opzioni che si possono passare ale due classi tufte-book.cls e tufte-handout.cls ci sono tutte le cose contenute in tufte-common.def; fra queste c’è l’opzione [tt]justified[/tt]
Quindi le classi prevedono la giustificazione,cosa che mi stupisce, perché dei libri che lui stesso ha scritto, ne ho uno che invece è sbandierato. Siccome tratta di come presentare le immagini, credevo che fosse il meglio del meglio della sua produzione.Hai dunque ragione tu; si può comporre col testo giustificato con l’uso di una semplice opzione.
::
Senti, so che sei turbato perché ricevi dei messaggi che non capisci o non ottieni i risultati che vorresti ottenere.
Tuttavia con natbib+apa+bibtex e TeXworks, compilando con pdflatex, io ottengo tutto quello che bisogna ottenere eseguendo quei 5 passi.Non ho la più vaga idea del perché tu non ottenga le citazioni. Ma ci possono essere diversi motivi, dal fato che tu non abbia fatto le 5 esecuzioni di programmi, al fatto che tu non abbia usate le stesse chiavi nel file .bib e negli argomenti dei comandi \cite.
Quindi rivedi con calma le tue azioni, fermandoti dopo uognuna contando fino a 10 e respirando profndamente.
Tranquillo, la compaosizone della bibliografia e il sistema di citazione sono punti di forza di LaTeX, punti che nessun word processor può fare in automatico, ma solo a mano, con ogni riferimento composto a caso, senza una regola e uno stile omogeneo, essendo tutto affidato all’attenzione meticolosa dell’utente.Te lo confesso: per anni ho composto le mie bibliograie a mano perché non mi fidavo dell’efficacia dei programmi come bibtex o biber.
Da quando ho cominciato a usare gli stili (me ne sono creati anche di personali), i database bibliografici e i due programmi bibtex e biber, mi sono domandato spesso perché in passato e per così tanto tempo sono stato così scemo da fare tutto a mano.IMPORTANTE: so che non vuoi far sapre ad altri che cosa contiene la tua tesi; so che non vuoi divulgare i tuoi dati personali. Tuttavia sei nelle canne e hai biaisogno di un aiuto urgente; Perciò piglia l’intera cartella che contiene i tuoi file sorgente, el tue foto i tui file personali necessari per la tesi, zippa tutto in un unico file .zip; caricalo in un qualuque sito da quale chiunque possa scaricarlo; mandami per posta elettronica i link necessario per scaricare il file .zip; il mio indirizzo è una segreto di Pulcinella, perché si trova scritto un una qualsiasi delle guide tematiche della sezione di questo forum; evito di scriverlo qui per evitare l’azione degli sniffer. ma non avrai difficoltà a trovarlo.
Ti prometto che non divulgherò a nessuno quello che mi manderai e finita questa tesi, dopo che l’avari finalmente composta ed eventualmente stampata e consegnata alla segreteria del tuo ateneo per sostenere l’esame di laurea, cancellerò il tutto dal mio calcolatore, in modo che la tua rpivacy e la tua propietà letteraria non possa in nessun modo essere violata.Ci terremo in contato per posta elettronica; tu, se vorrai, alla fine potrai scrivere in questo filone come si è risolto il problema, dove era la magagna che ti impediva di procedere. Ma questo punto finale toccherà a te, se lo vorrai fare; nessuno ti obbliga.
::Se visualizzi la documentazione del pacchetto biblatex e vai a vedere la tabella 1 che si trova a pagina 7, …
Come sarebbe che non trovi la documentazione di biblatex?
Se usi MikTeX, (ma non eri passato a TeX Live? mi confondo io?) disponi, come gli utenti di TeX Live, del comando texdoc da attivare da una finestra comandi/terminal/xterm/Prompt dei comandi (comunque si chiami con il tuo sistema operativo) seguito dal nome del pacchetto; Nel tuo caso texdoc biblatex. Se non hai mai usato questa funzionalità è decisamente ora che tu cominci ad usarla.
Detto questo, però, ora il tuo problema è chiarissimo; il tuo biber non è compatibile con biblatex. Hai alcune possibilità:
1) lasci perdere biblatex+biber, e usi natbib+apa+bibtex, con i quali dovresti già essere risucito ad ottenere la bibliografia, almeno dopo aver aggiunto il comando \nocite(*) che ti ho indicato.2) leggendo la ducumentazione di biblatex puoi vedere che ci sono delle opzioni per rendere biblatex compatibile con le vecchie versioni di biber. Ne riduci la funzionalità ma almeno potrebbe funzionare.
3) Sempre con le opzioni di biblatex, puoi specificare l’opzione backend=bibtex e gestire il database bibliografico con il vecchio programma bibtex, invece che con biber; il passo 2) delle mie istruzioni va eseguito come si deve; con TeXworks è facile, perché basta selezionare nella finestrella dei programmi da eseguire bibtex invece di biber; se hai usato le righe magiche devi cambiare anche il nome biber con bibtex nel file sorgente; anche questo riduce un poco le prestazioni di biblatex, ma se il file .bib è usabile anche con natbib+bibtex, non dovresti incontrare nessun problema.
4) Ma lasciar perdere biblatex+biber per il motivo che ora conosci, sarebbe come gettare la spugna. Come fare? Be’, se sei in rete con una connessione relativamante veloce dovresti essere in grado di aggiornare il tuo biber anche con MikTeX 2.9. Devi aprire con Avvio -. Programmi -> MikTeX -2.9 ->… i MikTeX Settings, con i quali dovresti averne uns che si chama Package Wizard, con il quale puoi sceglire quali pacchetti installare o aggiornare. Se il buon Christian Schenk, il curatore di MikTeX ha già provveduto ad aggiornare anche il pacchetto degli eseguibili, dovresti trovare il biber versione 3.13 che ti manca. Se noi che abbiamo TeX Lve/MacTeX ne disponiamo già, vuol dire che gli svilupparori hanno già provveduto.
5) Se ben ricordo, il programma biber vien sviluppato in un “github”; l’indirizzo dovrebbe essere https://github.com/plk/biber. Tuttavia nella documentazione di biber, nella pagina 49 si parla deei “binaries” che più che file binari, sono pacchi autoinstallanti (in questo senso sono binari) che installano biber su Linux/Mac/Windows e, benche scritti in Perl, non sembrano tali all’utente finale, perché contengono tutta la parte che serve senza che l’utante finale debba preoccuparsi come installare Perl. Dalla pagina 49in poi ogni parla va letta con attenzione e capita perfettamante; ma poi in quel modo, se MikTeX non dispone ancora della versione 2.13 (tabella 1 ripetuta nella pagina 4 della documentazione di biber, da leggere come sempre con texdoc biber) sei sicuro di eseguire l’aggiornamento di cui hai bisogno.
Alcuni ritengono che sia poco prudente cambiare distribuzione del sistema TeX mentre si sta lavorando su un documento importante come lo è la tua tesi. Quindi io non ti raccomando di farlo subito, ma appena puoi, se non l’hai già fatto, abbandona MiKTeX e passa a TeXLive; è un po’ più complesso da installare, ma viene installato completo subito in prima installazione; è aggiornabile con una comoda interfaccia grafia quasi in tempo reale; (io aggiorno ongi7 o 10 giorni); Sei sicuro di avere sempre la tua installazione fatta di parti coerenti e non può capitarti l’inghippo nel quale ti trovi oggi.
Se invece sei già passato a TeX Live, usa la sua interfaccia grafica dando da terminale il comando tlmgr-gui e dopo aver impostato il server da cui scaricare gli aggiornamenti, aggiorna subito la tua installazione — come ho detto, io aggiorno ogni 7-10 giorni e ogni volta ci sino alcune decine di pacchetti da aggiornare e circa una mezza dozzina di pacchetti nuovi da installare.
::
Non solo, ma se hai visto il messaggio con bibtex, e hai guardato con attenzione l’esempio nonminimo che ti ho mandato, io ho aggiuto prima di stampare la bibliografia il comando \nocite{*}, che serve per comporre la bibliografia con tutti i dati deirecord che si trovano nel file .bib.Hai installato TeXworks. Bene. Hai cliccato sul bottone verde per compilare il sorgente, e non si è fermatoconil pulsante verde diventato rosso?
Vuol dire che la compilazione con pdflatex va a buon fine. Ma bibtex senza queo comando \nocite{*} (che vuol dire metti nelle bibliograifa composti tutti i dati anche se non sono stati citati), non può estrre nulla dal database bibliografico; Infatti è quello che ti dice il messaggio d’errore:I found no \citation commands—while reading file Bibliografia.aux
Perciò senza nessun testo citato nel corpo della tesi non estrae niente.
Con TeXworks ho ottenuto con i 5 passi descritti il risultato finale che mi aspetto:
0) Ho cancellato da lla cartelle=a tutti i file meno il file .bib e il file.tex, in modo da cominciare senza residui di sorta dalle compilazioni precedenti.
1) ho aperto il file .tex con TeXworks e nella barra superiore ho cliccato sul triangolono verde; TeXworks ha inviato correttamante al sistema operativo il comando di compilare con pdflatex e nella finesrrina in basso ho visto scorrere i messaggi che sonoandati a fiire anche nel file.log, Non avendo trovato errori, alla fine della compilazione il triangolino è ridiventato verde.
2) Nella barra superiore dove c’era scritto pdflatex, ho cliccato sulla freccine e nel menù a discesa ho selezionato biber; poi hi cliccato sul triangolino verde e TeXworks ha manato a sistema operativo l’ordine ci eseguire biber; nella finesrina in basso ho visto scorrere i messaggi che venivano scritti anche nel file .blg.
3) Nella finestrina in alto ho riselezionato pdflatex he ho ricmpilato due volte. Nela finestra accanto il file del PD si è aggiornato e vi si leggeva l’indice generale, nel quale la parola Bibliografia era accompagnata dal numero di pagina 2, e era circondata da un bordo riso; questa cornicetta rossa segnala che la parola Bibliografia dell’indice generale è collegata ipertestualmente con il titolodella bibliografia nella pagna 2;; cliccando su que link, la schermata si sposta sulla paigna2 dove in effetti c’è la bibliografia.QUindiil procedimento che ti ho descritto funziona benissimo anche con TeXworks.
Se a te non succede forse sei talmente agitato per le scadenze prossime, che non esegui correttamente le varie fasi.
Inoltre, se cambi programam di gestione del database bibliografico, devi avere cura, prima di tutto, di fare piazzapulita nella cartella di lavoro di tutti i file ausiliari composti con l’altro programma; in altre parole se usi bibtex e lostile bibliografico apa, come nel mio esempio, e ottieni tutto, ma poi ci ripensi e vuoi ottenere il risultato con biber, lo puoi fare solo dopo aver cancellati tutti i file precedentmente generati dalle precedenti compilazioni , altrimenti se non hai ricompilato con pdflatex, biber trova nel file .aux informazioni scritte da bibtex, che non gli piacciono e non rovail file blx che gli è necessario per sapere che cosa fare.
Quindi prenditela calma; esegui un passo alla volta con calma e contando fino a 10 senza fare nulla fra una esecuzione e l’altra dei vari programmi. e prima di lancore un qualsisi programma controlla di fare esattamente quello che ti sei ripomesso di fare, se non ti sei scritto una chck list, pensala e sputa nella tua mente ogni operazione che devi fare per eseguire il programma che devi eseguire; ti può aiutare anche il fatto di tenere d’occhio nella finestra dell’Explorer che cosa succede in quella cartella sia prima di lanciare ogni programma, sia durante l’esecuzione.
Ricorda: niente fretta: chi va piano va sano e va lontano.
::
Come ha detto Gustavo, il tuo esempio minimo compilabile contiene alcuni errori; ma correggendoli e compilando seocndo i 5 passi che ti ho indicato funziona perfettamente.L’errore più grave è che lo stile apa funzina con natbib ma non con biblatex; hai mescolato le due cose e se guardi bene i tuoi file log troverai certamnte che esiste un messaggio d’errore non fatale, che dice che style=apa è uno stiel non conosciuto (o non definito, o qualcosa del genere).
Questo è l’esempio non minimo che ti ho preparato; dovresti averlo preparato tu con le indicazioni che ti ho dato. L’esempio non è mimino, perché ci ho lasciato le chiamate a pacchetti inutili, ma che tu avevi indicato; ho commentato i pacchetti che NON devi usare; ho però aggiunto le righe per compilare con natbib+bibtex; se vuoi provare ad usare quelle, commentando, invece tutte le righe connesse con biblatex, vedi che non c’è molta differenza.`% !TEX TS-program = pdflatex
% !BIB TS-program = biber\begin{filecontents*}{Bibliografia.bib}
@book{book:algebra,
title={Algebra},
publisher={Levrotto Bella},
author={Conte, A. and {Picco Botta}, L. and Romagnoli, D.},
year={2009}
}
\end{filecontents*}\documentclass[Lau,oneside]{sapthesis}
%\documentclass[12pt,a4paper]{book}
% Packages are extensions to the basic LaTeX functions. Whatever you
% want to typeset, there is probably a package out there for it.
% Chemistry (chemtex), screenplays, you name it.
% Check out CTAN to see: http://www.ctan.org/
%%
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
%\usepackage{xkeyval}
\usepackage{graphicx}% latexsym non deve essere caricato se si usa amssymb
\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}
\usepackage{longtable,booktabs,setspace}% Setspece e booktabs chiamati due volte
\usepackage{chemarr} %% Useful for one reaction arrow, useless if you're not a chem major
\usepackage[hyphens]{url}
%
%%%%%%%%% Comandi per usare biblatex
%
\usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[%style=apa, % questa opzione serve solo se si usa il pacchetto
% natbib, che ha poco a che fare con l'opzione natbib per biblatex
natbib, backend=biber]{biblatex}
\addbibresource{Bibliografia.bib}
%
%%%%%%%%% Comandi per usare natbib
%
%\usepackage{natbib}
%\bibliographystyle{apa}%\usepackage{float}% Da non usare quasi mai
%\floatplacement{figure}{H}% Questo poi è assolutamente proibito
% Specialmente in modo globale come in questa tesi.
%
\usepackage{rotating}
% A cosa servono queste definizioni? credo che non funzionino con pdflatex
%\DeclareUnicodeCharacter{2212}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{FB01}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{2003}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{03C3}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{03C1}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{03B5}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{00B4}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{2264}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{FB03}{-}
%\DeclareUnicodeCharacter{03B1}{-}\newenvironment{citazione} {\begin{quotation}\small} {\end{quotation}}
\usepackage{microtype}
%\usepackage{booktabs}% già chiamato prima
\usepackage{imakeidx}% indice analito automatico
%\usepackage{setspace}% Da non usare nella versione finale; comunque l'avevi già chiamato prima
\usepackage{caption}
\captionsetup{width=5in}\usepackage{hyperref}% Va per ultimo, tranne in casi rarissimi
\begin{document}
\tableofcontents
\backmatter
\cleardoublepage
\phantomsection% solo con hyperref
\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
\nocite{*}% per comporre tutto quel che c'è in Bibliography.bib
\printbibliography% solo con biblatex
%\bibliography{Bibliografia}% Solo con natbib\end{document}`Noto che nel tuo preambolo ci sono delle definizioni di caratteri Unicode; Se vai a vedere nel file log come vengono trattati, vedi che sono mappati su altri caratteri Unicode che pdflatex non è in grado di gestire; Perché hai messo quelle definzioni? Oppure: stai compilandocon xelatex?
Ecco, se vuoi procedere speditamente non mettere nel preambolo roba che non sai bene a che cosa serva; magari aggiungi qualcosa man mano che ti serve, ma non metterci niente dentro di cui non conosci vita, morte e miracoli. O qualcosa che “potrebbe” servire, ma di cui non fai uso.
E non metterci niente che sia in contrasto con le regole tipografiche, per esempio il pacchetto float (che potrebbe anche servire a qualcosa, ma…); ma non sura assolutamente il codice di posizione H, meno che mai come posizione di default per tutti i float; se si riesce a fare qualcosa di peggio di quello che purtroppo succede con in word processor, questa è forse la peggiore.
Per quanto riguarda setspace, lo puoi usare solo se vuoi lasciare più spazio fra le righe, mentre lavori ancora sulle bozze (stampate) per poter annotare con la matita o con la biro fra una riga e l’altra. Ma nella versione finale devi eliminare quel pacchetto e ogni comando con \onehalfspce o \doublespace, o \setspace. L’interlinea fra le righe che viene usata in automatico da LaTeX è quella migliore per la migliore tipografia. Se le righe ti sembrano strette, vuol dire che non sei abituato a leggere cose tipograficamente serie.Il pacchetto hyperef va sempre usato per ultimo, tranne in casi rarissimi, perché ridefinisce molti comandi standard, e se li ridefinisce come gli servono per poter realizzare i collegamenti ipertestuali. I pacchetti che, se usati, vanno caricati dopo hyperref, lo dicono espressamente nella loro documentazione.
Nota; ho compilato questo esempio non minimo, ma compilabile anche con TeXstudio, usando i singoli comandi inseriti nella lista che fa parte del menù Compilazione, quello che si attiva anche premendo il tasto funzione F6; dovrebbe essere la stessa cosa con Texmaker.
::
Vedi, lo dici tu stesso che clicchi il bottone PdfLaTeX+Bib{La}TeX+PdfLaTeX(X2)+Visualizza PDf.Va benissimo, purché tu abbia configurato quel bottone per fare quell’operazione con biblatex, non con bibtex.
Come si fa? Di preciso non te lo so dire, perché non ho montato sul Texmaker sul mio calcolatore,ma so che è molto simile a TeXstudio (il secondo è un fork del primo, e le ultime versioni sono abbastanza diverse ma non troppo).
Sul mio calcolatore io ho TeXShop, TeXworks e TeXstudio; con tutti e tre, pur essendo configurati epr usare bibtex di default, compilo senza dovere cambiare niente nelle impostazioni i documenti che mi servono dopo avere inserito la riga magica`% !BIB PSprogram = biblatex` in testa al file (principale) del documento, fra le prime 20 righe prima di \documentclss. Quella riga magica, in realtà una riga di autoconfigurazione interpretata forse anche da TeXmaker, ma sicuramente da tutti e tre gli editor che ti ho menzionato. Il suo compito è quello di configurare gli editor perché per quel particolare documento non usino le impostazioni predefinite,ma quelle specificate con le “righe magiche”.
Ora il funzionamento che ti ho descritto NON funziona se usi uno script, a meno che lo script non sia lanciata con opportune opzioni direttamente dalla finestra comandi. Mi pare che latexmk, che è lo script che viene seguito quella sequenza di operazioni che hai descritto, non sia configurabile mediante opzioni; ti confesso che non l’ho mai usato, nemmeno con i miei tre editor e nemmeno con la riga di comando, perché, avendolo provato una sola volta, mi è bastato per capire che è un’assoluta perdita di tempo.
Se è per quello, oltre a latexmk, ci sarebbe anche lo script arara, la cui documentazione non solo descrive le molteplici configurazioni che consente, ma fra gli esempi ne mostra anche uno per fare quello che devi fare (a metà della pagina 103 ed esempio fra fine pag’103 e pag. 104).
Però non ti consiglio nessuno script, ma:
1) apri una finestra comandi, o terminal, o prompt dei comandi (windows 10 ha un’appostia voce di menù che ti apre quella finestra mettendoti già a lavorare nellaa stessa cartella dove riede i tuo main file).
2) se non hai eseguito l’opzione di Win10 descritta sopra, e/o disponi di unamacchina con un sistema operativo diverso) una volta aperta quella finestra, usa il comando [tt]cd percorso[/tt] per metterti nella cartella dove risede il tuo main file.
3) lancia pdflatex specificando come argomento il nome senza estensione del tuo main file.
4) lancia biber specificando come argomento il nome senza estensione del tuo main file
5) ripeti l’operazione 3 almeno altre due volte, magari tre volte.
6) torna alla schermata di Texmaker e riclicca lo specifico bottone o la voce di menù della lista comandi solo per lanciare pdflatex, senza nessuna delle altre operazioni; vedrai che la bibliografia c’è, a meno che durante l’operazione 3) nella console non appaiano messaggi di errore nel qual caso allega al tuo prossimo messaggio il file .blg che contiene il log delle operazioni eseguite da biber oltre al messaggio d’errore. Non ti preoccupare degli eventuali warnign presenti in quel file, ma se hai avuto un errore, questo è stringatamente spiegato ma ti può dare qualche indizio su che cosa non va nel file .bib.
7) talvolta dopo la prima delle due compilazione del punto 5) possono apparire degli errori o dei warning relativi alla compilazione del file .bbl (quelo prodotta da biber) e le indicazioni d’errore segnalano di solito con precisione la riga dove si trova l’errore; in questo caso allega al tuo prossimo messaggio il file .log di questa compilazione fallita.Non è necessario che tu ripeta questa trafile; è necessario farla solo quando hai finitola tesi, e vuoi dare il tocco finale con la bibliografia; Ti può capitare di volere aggiungere ex post qualcosa alla bibliografia o di modificare qualche record bibliografico nel file .bib. Allora devi ripetere a sequenza delle prime 5 operazioni. Ma solo in questi casi hai bisogno di eseguire tutta la sequenza. non ogni volta che compili la tesi. Ecco perché io ritengo che l’uso degli script siano una perdita di tempo. Ovviamente è solo un parere personale.
28 Settembre 2019 alle 20:11 in risposta a: Incongruenza delle dimensioni del testo con i riferimenti incrociati in nota #11650328 Settembre 2019 alle 6:37 in risposta a: Incongruenza delle dimensioni del testo con i riferimenti incrociati in nota #116500::
In effetti il tuo esempio tutt’altro che minimo, ma compilabile non mostra il difetto che lamentavia.
In particolare non mi pare che le lettere maiuscole o minuscole dei testi in quelle due note di cui hai inviato l’immagine siano di corpo diverso; lo sembrano perché alcune sono in tondo e alcune sono in corsivo. È evidente invece la differenza di corpo fra il numero della pagina riportato con un \pageref, che è di corpo corrispondente a quello della nota, e il corpo dei due numeri che seguono l’abbreviazione n. e che sono molto più piccoli.È chiaro che non è possibile ricavare indizio dal tuo esempio, perché, come tu stesso hai osservato, il problema non si presenta.
Tuttavia un sospetto mi viene, magari del tutto infondato.Cercherei la spiegazione nella definizione che produce i due numeri che hai citato. Se, per esempio hai definito un contatore pippo e il suo modo di essere stampato con `\newcounter{pippo}
\renewcommand\thepippo{{\footnotesize\arabic{pippo}}}`Questo spiegherebbe perché i due numeri appaiono così piccoli.Lo ammetto: è una spiegazione tirata per i capelli, ma con gli elementi che ho non mi viene in mente nient’altro.
PS: Per altro prima del \begin{document} del tuo esempio ho aggiunto PROTECTED1 e subito prima di \end{document} ho messo `\refstepcounter{pippo}\label{pippo} Ecco un numero~\thepippo\ molto piccolo.
Altra nota\footnote{Cfr.pag. \pageref{nota}. Il riferimento \ref{pippo} diventa più piccolo? Sì! Proprio come \thepippo\ che è decisamente piccolo.}`e il numero 1 del contatore pippo viene di corpo \tiny. Quindi mi pare che il mio sospetto non sia tanto infondato.
::
Nella GuidaGuIT, Introduzione all’arte della composizione tipgrafica con LaTeX scaricabile liberamante (sia in un unico malloppo, sia in tre malloppetti più piccoli) di questo forum, c’è un itero capitolo sulle presentazioni; il capitolo contiene anche una libera traduzione commentata, sulle regole da seguire nel creare una presentazione; Queste regole sono le stesse qualunque si il modo con cui fai la presentazione, ma con la classe beamer è più facile rispettarle.Se decidi di seguire quelle regole e vuoi provare il risultato, c’è anche il pacchetto LXfonts con i font (adattati per la matematca) dello stesso Knuth, il papà del sistema TeX. Con questi ofnt permetti di avere caratteri che non si possono confondere, puoi scriverein lettere latine e in lettere greche, ovviamente anche in matematica e non sei legato ai font matematiche i LaTeX che vanno perfettamente per testi da stampare, ma un po’ meno bene per testi da proiettare. La documentazione del pacchetto LXfonts (leggibile dando da terminale il comando texdoc laxfonts) è appunto una presentazione con beamer, Se disponi di Adobe Reader, usalo per leggere la documentazione; devi andare a cercare nel tuo disco il file lxfonts.pdf e aprirlo con il Reader.
Il capitolo di quella guida non è tanto lungo, ma le pagine, scritte originariamente da Till Tantau, un matematico che ha creato la classe beamer proprio per fare le sue presentazioni in campo matematico, sono particolarmente interessanti e generalmente le raccomandazione che egli fa non sono seguite da coloro che usano altri software adatti ai venditori di commercio (con tutto il rispetto per il lavoro che fanno; io non saprei da dove cominciare a fare il loro lavoro)…
::
Benvenuto nel forumCaro Vita, quando mandi una richiesta a un forum dovresti avere la pazienza di scrivere un titolo breve, ma più descrittivo che non semplicemente “Problema”; ogni messaggio a questo forum è la richiesta di risolvere qualche problema.
Ora il tuo problema è semplicissimo; biblatex richiede, salvo dichiarazione esplicita del contrario, che il file .bib sia gestito con il programma biber, non bibtex; e il messaggio d’errore viene espressamente da bibtex.
Leggere attentamente la documentazione non guasta. ma anche qui sei stato laconico: “pur seguendo i passi riportati in un manuale Latex” non dice molto; quale manuale? Nota che nella sezione Documentazione di questo forum ci sono diverse guide tematiche, e una riguarda proprio la bibliografia. La guida è in italiano e quindi non ci sono nemmeno problemi di lingua. 🙂
-
AutoreRisposte