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antonio.macrì” post=68400Riporto la procedura completa per generare un file di formato (quindi ripeterò alcune cose già scritte), con TeXlive su Ubuntu…
Ciao a tutti,
ho fatto 3 test con un documento LaTeX di 107 pagine contenente circa 140 oggetti flottanti tra figure e tabelle e che richiede il caricamento di tikz e dei pacchetti LaTeX3. Il sistema è basato su Windows XP con TeX Live 2011.I tempi di compilazione non sono un riferimento assoluto, ma è interessante confrontarli per le diverse situazione di compilazione:
1 – da TeXworks -> 43 s
2 – da console -> 40 s
3 – da console con file di formato -> 39 sCome vedete sono tempi abbastanza simili. La compilazione con comando da console fa risparmiare molto più tempo (3 secondi circa) rispetto al caso di compilazione con file di formato precompilato (solo un ulteriore vantaggio di 1 secondo circa).
Conclusione: in genere per un documento con molti oggetti flottanti, costruire un file di formato precompilato non porta a benefici pratici.NB. ho compilato il documento avendo cura di eseguire più volte il processo e di registrare i tempi solo per l’ultima compilazione, per effettuare il confronto con i file secondari dei sommari e dei riferimenti incrociati, già costruiti.
NB. su sistemi Linux mi aspetto di rilevare differenze di tempo più ridotte tra il caso 1 ed il caso 2 essendo più efficenti in generale i processi di output nell’ambiente a riga di comando.
Un saluto.
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Forse puoi impostare i valori globalmente, modificando i parametri di default, e quindi cambiandoli a piacimento.
Leggi la documentazione del pacchetto dando il comando in console:
`texdoc adjustbox`Il comando per settare i valori globalmente è:
`%
% sintassi:\adjustboxset{global keys to be executed before local keys}
%\adjustboxset{fbox=2pt -0.2pt}
`Un saluto.
R.
::cfiandra” post=68291
Ciao a tutti, anche creando i pdf a parte di quelli che credevo gli schemi incriminati non ho risolto il problema di tikzexternalize. Mi sono rassegnato a creare separatamente tutti i grafici per poi includerli: è lungo ma funziona.
I tempi di compilazione sono ora sotto i due minuti, speravo meglio. Credo che il tempo ancora piuttosto elevato sia dovuto alle numerose tabelle che fanno uso dell’allineamento S (pacchetto siunitx). Mah.Grazie a tutti per il supporto.
Beh.. due minuti sono effettivamente tanti. Ovviamente, guardando le prestazioni, devi considerare non solo il documento da compilare (con tabelle, grafici e così via), ma i componenti del tuo pc, quale sistema operativo usi e se, magari, compi altre operazioni mentre compili.
Ciao
ClaudioPer la mia esperienza, e posso sbagliarmi, la compilazione è rallentata molto se è necessario gestire molti oggetti flottanti.
Ridurre i tempi di elaborazione del documento a volte è necessario in base al tipo di lavoro e la soluzione migliore è far compilare solo una piccola porzione alla volta.In generale poi, preferisco, fare grafici con pgfplots a parte con la classe standalone, molto comoda.
Un saluto.
R.
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Nell’articolo su ArsTeXnica leggi l’esempio alla sezione 7.5. Viene detto che:
1 – gnuplot serve solo per computazione numerica
2 – occorre dare il comando di compilazione con l’opzione -shell-escape (almeno pre il primo run)Fai così: apri una finestra di console (Start-> Programmi -> Accessori -> Prompt dei comandi)
adesso alla riga di comando devi rendere ‘corrente’ la directory dove si trova il sorgente tex per pgfplots
usa quindi il comando `cd nome-dir (invio)`
poi lancia il comando: `pdflatex -shell-escape nomesorgente`
Si tratta di un normalissimo comando di compilazione del sorgente che di solito l’utente non vede perché viene lanciato dietro le quinte dall’editor. L’opzione -shell-escape consente a TeX di utilizzare i programmi esterni, cosa non permessa normalmente per questioni di sicurezza.Nella prima compilazione, pgfplots crea i file di comandi per gnuplot, e lancia gnuplot stesso sui file appena creati che in uscita danno i file numerici di risultato, letti poi da pgfplots per il plottaggio. Nelle compilazioni successive gnuplot viene chiamato solo se sono cambiate le formule.
Nel tuo caso, tu lanci la compilazione, l’editor lancia il comando senza opzione -shell-escape, gnuplot non può quindi lavorare e pgfplots non trova i file numerici che si aspetterebbe.
Aggiungo una nota:
La classe standalone, suggeritami da Enrico, funziona bene perché il pdf del grafico è già scontornato (si evita un passaggio con pdfcrop), ma occorre sapere che funziona bene solo se non ci sono ritorni a capo tra \begin{document} e \begin{tikzpicture} e neppure tra i rispettivi comandi di chiusura di questi ambienti.Ciao
R.ps. mi fa piacere che sul forum compaiono riferimenti all’articolo 🙂
::lorenzo.pantieri” post=67928Scusate il titolo scemo, ma sto impazzendo nel trovare informazioni su alcuni libri.
Per esempio, un libro in mio possesso cita un’opera di Ruhollah Khomeini, “Il governo islamico”, dicendo che è stato pubblicato al Cairo nel 1987. Ovviamente a me interessa tutto (compreso se esistano traduzioni in italiano e/o in inglese). Altro problema: “All’ombra del Corano”, di Sayyid Qutb; ho letto che ne esiste una traduzione parziale in inglese (in italiano esiste qualcosa?), ma non riesco a trovarla.
Esiste un sito di riferimento per reperire velocemente e con efficenza queste informazioni, anziché brancicare qua e là su Internet?
Grazie,
L.A me capita di dover fare bibliografie con i classici record di BibTeX (non sono ancora passato a biblatex), e di voler i dati già belli e pronti.
Mi rivolgo a Google books e google scholar ed ai siti dei singoli editori.
Interessante potrebbe essere il sito della biblioteca del congresso USA
http://www.loc.gov/index.htmlIl sito propone risultati tra i documenti on-line ma è possibile fare ricerche sul materiale classificato.
Per l’autore che citavi si trovano 192 documenti:
http://www.loc.gov/search/?q=Sayyid+Qutb&st=listUn saluto.
R.
::supermad86″ post=67822Ho fatto così:
`
\lstset{numbers=left, numberstyle=\tiny,}
\lstset{backgroundcolor=\color{lightgray}}
\begin{lstlisting}
lsnrctl start
export ORACLE_SID=PROD
sqlplus /as sysdba
> startup nomount;
> alter database mount standby database;
exit
export ORACLE_SID=PROD32
sqlplus /as sysdba
> startup nomount;
> alter database mount standby database;
\end{lstlisting}
`
ma il risultato non è il massimo 🙁[attachment=129]Ris.jpg[/attachment]
Aggiungo una considerazione: settare il pacchetto listings non è immediato ma alla fine il risultato non è male. Puoi realizzare la sintassi colorata del codice anche se il linguaggio non è previsto tra quelli supportati dal pacchetto.
Serve fare un po’ di prove.
Ciao
::GKT” post=67747In alcuni campi, come l’impiantistica termoidraulica, sono di uso comune i pollici per designare i diametri dei tubi.
Trovandomi a stilare dei computi metrici con LaTeX, ho ricercato in rete i metodi più comuni sulla scrittura delle unità di misura imperiali (a oggi ancora in uso ufficiale negli Stati Uniti): ho pensato che, essendo TeX e LaTeX nati negli States, esempi e magari pacchetti dedicati non mancassero.Il risultato, invece, è stato ben diverso dalle attese, nel senso che non esistono pacchetti dedicati e gli esempi in rete sono scarsi (per molti si dovrebbe dire “per fortuna” 😀 ).
Venedo al nocciolo, per scrivere tubo da “2,5 pollici” ho trovato questo frammento di codice:`$2^{\verb+”+}\,1/2$`
può essere corretto?Lorenzo
Io uso il pacchetto siunitx per comporre numeri con relativa unità di misura. Non ci si preoccupa più dei dettagli e se ci si trova in ambiente matematico od in ambiente testo. Nella logica di utilizzarlo in generale, puoi risolvere come in questo esempio:
`\documentclass{article}
\usepackage[output-decimal-marker={,}]{siunitx}\begin{document}
\SI{12.3}{“}
\end{document}
`Se ti occorre rendere un numero usa \num{
}, se ti serve comporre solamente l’unità di misura usa \si{ } (\SI prende i due argomenti numero e unità). Per esempio:
`L'area del pavimento trattato è pari a \( \num{5.00} \times \num{2.00} = \SI{10}{m^2}\)
e la lunghezza delle tubazioni per realizzare la serpentina radiante è
di \SI{32.23}{m} con tubo da \SI{1}{“}.`Un saluto.
R.
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Ciao a tutti.
Ho appena finito il documento!
Non ho utilizzato il pacchetto optional segnalato da ansys, perché avrei dovuto dichiarare parecchie diverse configurazioni di input, ma ho semplicemente commentato e decommentato i comandi di \input, perdendo certo i riferimenti incrociati ma non era quello lo scopo.
Questa modalità di compilazione veloce perché ridotta, mi ha aiutato in particolare per comporre l’indice per tentativi in quanto non riuscivo a settare correttamente il pacchetto titletoc.Ho nel frattempo trasformato il documento in twoside ed ho notato un miglioramento del tempo complessivo di compilazione probabilemente perché LaTeX riesce meglio a gestire gli oggetti flottanti (105 tabelle e 102 figure).
Ora che ho finito ringrazio tutti inserendo nel cassetto un nuovo progetto: creare i comandi citati qulache post fa, in LaTeX3.
Bye
::OldClaudio” post=67680Chiaramente userei \include e \includeonly che sono lì per essere usati proprio per quello scopo.
Ciao
ClaudioPS: nella GuidaGuIT c’è scritto come scrivere la lista dentro \includeonly in modo da modificare solo la posizione dei caratteri di commento per scegliere quale sotto docoumento compilare. In più non si perdono i riferimenti incrociati, gli indici, eccetera. Non è molto diverso da quello che fai con il tuo metodo artigianale, salvo che:
1) non perdi i riferimenti
2) questo metodo non è adatto per includere singole sezioni ma vale per interi capitili.
3) quando vui compilare l’intero documento ti basta sfruttare le funzioni Comment e Uncomment di TeXworks per mettere o togliere i commenti nella lista di \includeonly
4) è il metodo che uso per compilare la GuidaGuIT che sul portatile MacBook mi richiede circa mezzo minuto di compilazione quando lo compilo per intero, mentre impiega una paio di secondi quando compilo un solo capitolo.A blocchi di codice commentato non avevo pensato …
Mi sembra la soluzione più rapida perché posso compilare velocemente solo la porzione a cui sto lavorando, direttamente nella directory del “progetto”. Quanto al resto, preferisco perdere i riferimenti piuttosto che usare \includeonly adatto solo per i capitoli.Si potrebbe anche intervenire con macro apposite:
Definisco la lista dei nomi dei file da includere e con una seconda macro elenco il numero progressivo del file da includere, per esempio:`\filelist{
intro, % 1
criteri, % 2
materiali, % 3
normerif, % 4
azioni, % 5
geotecnica, % 6
statica, % 7
dinamica % 8
}poi:
\insert{8}oppure
\insert{all}oppure ancora
\insert{1,6-7}
`Potrebbe essere un idea per un mini pacchetto magari scritto con LaTeX3.
Grazie mille.
::gcappellotto47″ post=67681
[quote=”gcappellotto47″ post=67675]Salve a tutti
sto leggendo l’articolo di De Marco e Giacomelli, pubblicato sul numero12 di ArsTEXnica. Sono solo all’inizio, ma ho provato a disegnare un grafico secondo le prime istruzioni riportate a pag.14 e pag.20. I grafici (sia pure elementari) che ho ottenuto sono molto buoni, ma c’è un problema nel caso della funzione f(x)=tan(x): vengono tracciate anche la linee verticali: x=PI/2, x=3/2PI, ecc. che ovviamente sono gli asintoti della funzione; sarebbe opportuno che non fossero visibili. E’ possibile risolvere tale problema?
Grazie e saluti
Giovanni C.Prova con l’opzione unbounded coords=jump. In realtà gli asintoti non vengono disegnati. Quelle linee pseudo verticali sono l’unione tra due punti del grafico che si trovano prima e dopo l’ascissa dell’asintoto.
Riporta comunque il tuo codice per favore.
ByeHo cercato nel “Manual for Package PGFPLOTS” versione 1.5.1 (ricchissimo di esempi) che ho trovato in rete. A pagina 273 ho reperito quanto mi serviva.
Riporto la parte di codice che ho riscritto; adesso il grafico della tangente è perfetto.…..
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}
[restrict y to domain=-20:20,
samples=1000,
xmin=-4.7,
xmax=4.7,
ymin=-10,
ymax=10,
grid=major,
xlabel=$x$, ylabel=$y$,
axis x line=bottom,
axis y line=left,
]
\addplot{tan(deg(x))}; %grafico della funzione tangente
\end{axis}
\end{tikzpicture}saluti
Giovanni C.[/quote]
Non ricordavo che unbounded coords funzionasse solo con le coordinate ‘inf’ o ‘nan’.
L’opzione restrict y to domain opera invece sui valori di ordinata impostando l’opzione precedente dietro le quinte per interrompere la curva in plotaggio.
Ottimo!Ecco il codice completo:
`\documentclass{standalone}
\usepackage{pgfplots}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
compat=1.5,
restrict y to domain=-20:20,
samples=250,
xmin=-4.7, xmax=4.7,
ymin=-10, ymax=10,
grid=major,
xlabel=$x$, ylabel=$y$,
axis x line=bottom,
axis y line=left,
]
\addplot{tan(deg(x))};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\end{document}`
Un saluto e happy Pgfplots!
::gcappellotto47″ post=67675Salve a tutti
sto leggendo l’articolo di De Marco e Giacomelli, pubblicato sul numero12 di ArsTEXnica. Sono solo all’inizio, ma ho provato a disegnare un grafico secondo le prime istruzioni riportate a pag.14 e pag.20. I grafici (sia pure elementari) che ho ottenuto sono molto buoni, ma c’è un problema nel caso della funzione f(x)=tan(x): vengono tracciate anche la linee verticali: x=PI/2, x=3/2PI, ecc. che ovviamente sono gli asintoti della funzione; sarebbe opportuno che non fossero visibili. E’ possibile risolvere tale problema?
Grazie e saluti
Giovanni C.Prova con l’opzione unbounded coords=jump. In realtà gli asintoti non vengono disegnati. Quelle linee pseudo verticali sono l’unione tra due punti del grafico che si trovano prima e dopo l’ascissa dell’asintoto.
Riporta comunque il tuo codice per favore.
Bye
::peppo” post=67664Ciao a tutti,
ho ottenuto un grosso numero di grafici del tipo usati per validare modelli di regressione multipla con R (Rcmdr per la precisione). Ora il problema è inserirli nel mio documento: la veste con cui li presenta R è pessima e vorrei avvalermi di pgfplots ma non ho idea di come fare. Avete dei suggerimenti?
Grazie.Sembra un lavoro da far fare ad uno script: leggere i dati nel formato previsto da R e crearne il grafico con pgfplots.
Purtroppo non conosco R, ma è indubbio che tu debba risalire ai dati numerici elaborati da R per i modelli.
Tieni conto che pgfplots può gestire direttamente file numerici in cui in ogni riga è scritta la coppia di numeri che individua il singolo punto separati da uno spazio o da una tabulazione.
Se puoi ricavare i dati in questo formato non fai altro che mettere a punto un buon sorgente pgfplots e plottare direttamente i file numerici. Occorre sempre una buona calibrazione “grafica” per ottenere il migliore risultato in quanto il grafico riporta informazioni aggiuntive rispetto ai nudi dati numerici (ed è forse per questo che i grafici di R non sono un gran che), “informazioni che spiegano i fenomeni”.Potrebbe servire uno script per dare una forma ai dati od elaborare i grafici più velocemente e questo è un lavoro per Lua o per Python.
Prova a postare un esempio “minimo”.
Ciao.Ps. Scusate ma mentre stavo scrivendo è arrivato il messaggio di cfiandra.
Certo, se il problema è già stato risolto con metodi meno “artigianali” ben venga…
::egreg9″ post=66939
LaTeX3 è ormai giunto ad un punto in cui il progetto si è consolidato (almeno così mi sembra).
Volevo chiedere se una volta completato il kernel, che consiste nella nuova e completa interfaccia verso TeX, gli sviluppatori dovranno ancora scrivere le macro di composizione, oppure il progetto prevede il rilascio di LaTeX3 completo dei componenti tipografici (ambienti per verbatim, multi colonne, itemize ecc).Ve lo chiedo perché ho l’impressione che i pacchetti sperimentali siano tutti rivolti a costruire elementi per la programmazione tipografica, e quindi per gli Autori di classi e pacchetti, e non per l’utente finale.
Se mi sbaglio, LaTeX3 sta invece nascendo completo e pronto per la sostituzione di LaTeX2e.Per ora gli sviluppatori si stanno concentrando sul livello della programmazione; ma c’è già qualcosa al livello intermedio, sono i pacchetti “x”: xparse e xcoffin, per esempio. Esiste anche una versione sperimentale di xor (output routine). Ma per il livello “tipografico” c’è ancora parecchio da fare.
Ciao
EnricoCome temevo allora.
Grazie Enrico.
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